Dante e Michelis (Punte) per il vallone delle Forciolline e Colletto Dante, discesa vallone Giargiatte

sentiero tipo,n°,segnavia: sentiero Ezio Nicoli e segnavia gialli fino al Colletto Dante
difficoltà: EE/F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1600
quota vetta/quota massima (m): 3166
dislivello salita totale (m): 1566

copertura rete mobile
vodafone : 40% di copertura
tim : 0% di copertura

contributors: dovio Andrea81
ultima revisione: 25/09/10

località partenza: Castello (Pontechianale , CN )

punti appoggio: Bivacco Berardo, Bivacco Alessandra Boarelli alle Forciolline

cartografia: IGC 1:25000 Monviso-Sampeyre-Bobbio Pellice

note tecniche:
La salita alla Punta Dante è facile, per la Michelis si richiede qualche attenzione in più anche per l'assenza di tracce, ma non vi sono passaggi di arrampicata a meno di percorrere integralmente la cresta.
La natura del terreno richiede comunque una certa cautela, il casco potrebbe essere utile in presenza di altre persone sul percorso.
A inizio stagione considerata l'esposizione ovest, la presenza di neve richiede piccozza e ramponi.

descrizione itinerario:
Da Castello salire il bel sentiero segnavia bianco/rosso che costeggia il rio Vallanta e si inoltra nell'omonimo vallone, con alcuni strappi ripidi; si trascura il bivio a destra per il bivacco Bertoglio e Vallone delle Giargiatte, raggiungendo un pianoro con alcune baite, Grange del Rio 1988 m.
Si prosegue ancora aggirando a sinistra un dosso boscoso, giungendo quindi ad un nuovo bivio; si prende il sentiero di destra (andando dritti si va verso il Rifugio Vallanta); si seguono indicazioni per il sentiero Ezio Nicoli detto anche sentiero Storico, che viene usato per la normale del Viso dalla Val Varaita.
Poco dopo un cartello segnala la diramazione sulla sinistra per il Bivacco Berardo: lo si trascura a meno di voler salire da lì, allungando parecchio il percorso.
Si continua seguendo le linee di vernice gialle, che risalgono un vallone di arbusti in direzione di una stretta gola tra le rocce; vi si entra e si inizia a salire per gradoni continui, usando spesso le mani ma passaggi al massimo di I, salita ripida e divertente a stretto contatto del ruscello.
Alcuni passaggi sono facilitati da una fune d'acciaio, che è superflua se non con roccia umida. La prima parte della gola è di roccia molto buona, mentre sopra degrada un po' e bisogna prestare attenzione a non smuovere pietre su eventuali persone più sotto.
Risalita la gola-canale interamente, si sbuca in un anfiteatro racchiuso tra le Rocce Meano a destra, il colle Meano in fondo e a sinistra le propaggini di Punta Dante. Si piega a sinistra risalendo le grosse placconate ed in breve si raggiunge un colletto che si affaccia sui laghi delle Forciolline, e ben visibile il bivacco Alessandra Boarelli 2835 m.
Lo si raggiunge e si continua costeggiando i laghi sempre mantenendosi sui segnavia gialli, che conducono alla Cengia del Camoscio (breve passaggio a picco sul lago attrezzato con cavo d'acciaio) oppure passando più sopra un comodo sentiero, incontrando un grosso masso al termine del lago grande, con su indicato "Colletto Dante e Passo Fiorio Ratti".
Qui si abbandona la via normale per il Monviso, e si prende a salire sulla destra seguendo i tanti segni di vernice (anche con nebbia non si perdono); si risale una ripida e instabile fascia pietrosa, che dà accesso ad una conca superiore di massi più grossi e stabili, ben visibile il colletto Dante in fondo.
Si attraversa la conca puntando ad una fascia di terrazze rocciose ricoperte di pietrisco, si risalgono con facilità con qualche zig-zag per passare nei punti più agevoli, fino ad una nuova piccola conca, dove si può scegliere se salire prima alla Michelis o alla Dante.
Per la Michelis si abbandonano le tacche gialle, per deviare a sinistra, risalendo una ripida fascia di massi di medie dimensioni, abbastanza stabili, puntando ad una specie di canale inclinato racchiuso a destra da un torrione sulla cresta, e a sinistra da una piccola paretina.
Una volta raggiunto il percorso diventa evidente, e pur in assenza di tracce (rari ometti), si sale a sinistra risalendo questo canalino, fino al breve pendio detritico che precede l'ometto di pietre che contrassegna la cima.
Per salire la Punta Dante, si potrebbe traversare in cresta aggirando il torrione alla sua base, ma il consiglio è di ritornare alla conca dove si è lasciato il sentiero segnato, perdendo non più di 50 m di dislivello, e quindi riprendere la salita che si presenta non difficile, ma sempre su pietraia non proprio stabile, ma il Colletto Dante è ormai a portata di mano.
Dal colle si abbandonano i segni gialli che scendono verso il Passo Fiorio-Ratti, e si segue la traccia sul crestone nord della Punta Dante, che si raggiunge senza nessuna difficoltà.
In cima è presente un ometto di pietre e al momento (3 ottobre 2011) è in corso la posa di una croce da parte di alcuni appassionati che probabilmente terminerà l'anno prossimo.
Per la discesa nel vallone delle Giargiatte, si torna nei pressi del Colletto Dante, dove si ritrovano i segni gialli che scendono sul versante Est in direzione del Passo Fiorio Ratti 2986 m, superando in discesa una spaccatura camino ed un traverso (è presente una corda fissa).
La discesa del Passo è ripida, ma di detriti mobili che ne mitigano l’effetto; per valloncelli si arrivo sul sentiero U10 (sentiero GTA del giro del Monviso) in un pianoro costellato da piccoli mehnir, appena prima del lago Bertin.
Lasciare sulla destra la deviazione per il bivacco Bertoglio e scendere lungo il comodo sentiero, che propone una stupenda vista sulla Costiera Ale lunghe e sulla Rocca Jarea fino al Gias Fons 2365 m. Di qui il sentiero tra macchie di conifere si abbassa fino al Pian Meyer 2126 m, poi nel bellissimo bosco dell’Alevè.
Superate alcune macchie d’ontani, i ruderi della Grange Gheit 1912m ed un ponticello, si ritorna sulla via di salita del vallone di Vallanta che riconduce a Castello.


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