Corno Piccolo - 1° Spalla Placche di Odino

difficoltà: 5a
esposizione arrampicata: Nord-Est
quota base arrampicata (m): 2400
sviluppo arrampicata (m): 180
dislivello avvicinamento (m): 400

copertura rete mobile
vodafone : 60% di copertura

contributors: Ricca
ultima revisione: 18/09/09

località partenza: Prati di Tivo (Pietracamela , TE )

punti appoggio: Prati di Tivo

bibliografia: Guida dei monti d'Italia - Gran sasso d'Italia; Grazzini - Abbate (1992)

note tecniche:
Esistono anche altre guide, in particolare quella delle edizioni Mediteranee, ma non ne conosco autori ed altri riferimenti.
La parete prende il sole per buona parte della mattinata.
Quando è all'ombra può essere freddina.
Itinerario interamente su placca appoggiata di 260m di sviluppo.
Entusiasmante per gli amanti del genere.

descrizione itinerario:
Da Prati di Tivo si prende la seggiovia che ci deposita alla "Madonnina", da li si segue il sentiero "Ventricini" che passa sotto tutta la parete N del Corno Piccolo, quando questa finisce si nota benissimo la bellissima placconata della parete NE della prima spalla; questa è separata dalla parete N del corno piccolo da un marcato canale (Sivitilli); lo si risale finchè non ci si trova, sulla dx l'inizio della compatta placconata che costituisce la parete NE della I spalla (clessidra con cordone).

Si sale in verticale, piegando un po' a sx, ad un'altra, evidente, clessidra con cordone (35m ,sosta, III+).

Si piega più decisamente a sx, verso una lama (clessidra con cordino dietro la lama); nei pressi di questa si sale verticalmente e senza particolari difficoltà alla sosta successiva con Ch. e Cless. (40m ,III e IV).

Si sale ora verticalmente sopra la sosta e si è in mezzo ad una bellissima placconata, un po' verso sx c'è una evidente sosta (cless.+spit, collegati), può convenire andare un po' più avanti (quella eventualmente sarà utile per le doppie) ad un altra sosta, anch'essa evidente (V-, tranquillo).

Siamo ora vicini ad una bella fessura alla ns sx, si sale rimanenedo in placca, su questo lato della fessura, poco sopra è chiusa da una sorta di tettino (poco sotto a sx ottima clessidra), lo si supera facilmente e si continua per la fessuretta che solca la placca, fino ad una comodissima sosta su un terrazzino (40m , V-).

Si segue la fessura o le placche accanto a essa e poi si ripiega a sx per andare a prendere una clessidra con cordoni (50m III ,IV- , possibile sosta intermedia).

Con pochi metri ancora su placche che si appoggiano si è alla sosta in cima alla I spalla.

(ATTENZIONE: dalla sosta finale si possono fare cadere dei sassi, più o meno grossi, ma in ogni caso poco graditi da parte di chi magari stà ancora arrampicando sotto di noi).

Con due mezze possibile discesa in doppia.