Monviso Via Normale da Pian del Re

difficoltà: PD-   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 2020
quota vetta (m): 3841
dislivello complessivo (m): 2200

copertura rete mobile
wind : 10% di copertura
vodafone : 16% di copertura
tim : 14% di copertura
no operato : 0% di copertura
3 : 80% di copertura

contributors: tteo72
ultima revisione: 23/08/10

località partenza: Pian del Re (Crissolo , CN )

punti appoggio: Rifugio Quintino Sella 2640 m - Bivacco Andreotti 3225 m (solo per EMERGENZA)

note tecniche:
La normale del Monviso è un'ascensione alpinistica in piena regola che presenta un notevole sviluppo, grande dislivello, quota elevata, numerosi passaggi esposti, tecnicamente facili solo per chi ha una certa dimestichezza con la roccia, pericolosi in caso di pioggia o vetrato.
La presenza di altre comitive lungo il percorso aumenta il pericolo di caduta sassi, sempre e comunque altissimo.
Le condizioni meteorologiche sono estremamente variabili e la velocità del gruppo (possibilmente poco numeroso) è essenziale per la buona riuscita della salita; non è consigliabile attardarsi a proteggere i passaggi più difficili, pena l'allungamento dei tempi di percorrenza.
Non sottovalutate questa montagna.
Il dislivello tiene conto delle numerose perdite di quota e altrettante risalite al ritorno.

descrizione itinerario:
1° giorno: Pian del Re (2020 m) - Rifugio Quintino SELLA (2640 m)
Dal parcheggio di Pian del Re in direzione delle imponenti sagome del Monviso e del Visolotto (sud) si punta verso la sorgente del Po (individuata da una targa in marmo su di un grosso masso). Da qui ha inizio una ripida mulattiera che sale, con alcuni tornanti alla conca erbosa dove si adagia il Lago Fiorenza (2113 m., 20 minuti). Lo sfondo è bellissimo, si gusta costeggiando il lago a sinistra per un comodo ma breve tratto in piano per poi ricominciare a salire un colletto e poi superare un costone con una breve cengia esposta. Il sentiero, ora un poco dissestato, sale ancora per un breve colletto fino ad aprire completamente la visuale sull'ampio vallone (Vallone del Rio dei Quarti ?) sul quale domina severa la parete nord del Monviso e del Visolotto. In fondo si raccoglie il piccolo Lago Chiaretto (2264 m) e tutto intorno il paesaggio è dominato da una vasta pietraia che scende dalle pendici del Monviso e invade tutto il vallone; si tratta in gran parte della disastrosa frana del luglio del 1989, causata dal distacco di parte del ghiacciaio pensile Coolidge.
Il sentiero prosegue a destra aggirando il vallone e mantenendo la quota sopra il lago per poi riprendere a salire in diagonale sempre più ripidamente lungo la pietraia in direzione delle pendici del Viso Mozzo (sulle carte e sulle guide viene riportato ancora il percorso che scende fino al Lago Chiaretto e poi risale molto ripido verso il Colle di Viso, certamente meno comodo). Il sentiero si apre la strada tra i massi e con brevi tornanti aggira il Viso Mozzo e raggiunge, sulle sue pendici, il Colle di Viso (2650 m).
Ancora un breve tratto in leggera discesa porta al Rifugio Q.Sella (2640 m).

2° giorno: Rif. Q.Sella (2640 m) - Monviso (3841 m)
Al Passo delle Sagnette si perviene in circa un'ora dal rifugio Q.Sella, seguendo prima un buon sentiero (al bivio sotto al rifugio prendere a destra) che conduce alla base del canalone sottostante il Passo. Qui il sentiero si fa sempre più ripido e in breve si trasforma in traccia (segni gialli); una buona dose di funi e catene d'acciaio facilita la salita. (non vale la pena fare il primo tratto di ferrata a q. 2700, meglio seguire il sentiero a sinistra).
Dal Passo delle Sagnette (2991 m.) prendere in direzione grande ometto in pietre costruito sulla testata del Ghiacciaio del Viso, scendendo prima nel Vallone delle Forcioline lungo una traccia di sentiero e poi seguendo i numerosi ometti che indicano il percorso. Si attraversa la conca che un tempo era occupata dal ghiacciaio, puntando verso una parete rossastra, si volge quindi sulla destra e si risale una rampa di blocchi accatastati, fino alla costruzione metallica del Bivacco Andreotti (3225 m., utilizzabile solo in caso di emergenza).
Più sopra si giunge così alla base del minuscolo Ghiacciaio Sella, che si rimonta fino ad incontrare una cengia che taglia la parete della montagna con un andamento pressoché pianeggiante, e si segue questa a sinistra fino ai piedi di una cascatella (caduta di sassi); da questo punto seguire i segni gialli che conducono alla vetta.
Si piega a destra per roccette e piccole cenge, poi si sale a sinistra per gradoni, fino ad una spalla rocciosa. Proseguendo in direzione nord-ovest, si arriva alla base di un camino alto 7-8 metri, che si sale sul fondo. Si continua prima verticalmente, poi in diagonale a sinistra, fino ad una cengia detritica che conduce ad un buon punto di sosta (detta appunto "Sala da pranzo").
Si sale ora lungo una cresta rocciosa, passando nei pressi della guglia denominata "Duomo di Milano" (3500 m., circa); si superano rocce articolate e si giunge alla base di una paretina rossastra. Si prosegue a destra lungo una spaccatura, si supera una placca e, piegando a sinistra, si guadagna un buon terrazzo. Il risalto successivo deve essere salito lungo piccoli camini ("i Fornelli"); si tratta di un passaggio obbligato di II+, che può diventare impegnativo in caso di vetrato.
Si raggiunge quindi una spalla della cresta sud-est, dalla quale si individua il Rif. Sella. Si prosegue passando sotto un caratteristico gendarme, detto "Testa dell'Aquila", si attraversa un canalone (attenzione in caso di neve) e si guadagna la Cresta Est. Si piega infine a sinistra e, superati gli ultimi facili risalti della cresta, si giunge in vetta.