Mars (Monte) via Innominata

difficoltà: AD :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Est
quota partenza (m): 1950
quota vetta (m): 450
dislivello complessivo (m): 100

copertura rete mobile
wind : 0% di copertura
vodafone : 65% di copertura
tim : 20% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: elenapollo carlopell
ultima revisione: 25/02/10

località partenza: Oropa - Lago del Mucrone (Biella , BI )

punti appoggio: Rist. Savoia - Rif. Coda

cartografia: Carta del Biellese - ed. Filatura di Tollegno

bibliografia: Arrampicare nel Biellese - M.Fardo - ed. Eventi e Progetti

accesso:
In discesa dal rifugio Coda o salendo direttamente da Oropa Sport (arrivo funivia del Mucrone)

note tecniche:
Come (quasi) tutte le vie della zona, l'Innominata è stata volutamente attrezzata in modo che sia possibile percorrerla "in leggerezza", vale a dire usando solo una mezza corda da 60 m messa doppia, che è sempre sufficiente per arrivare in sosta. La relazione che segue è quella che si trova sul sito "montagnabiellese.com", integrata con alcune osservazioni dopo aver percorso la via, ed è basata quindi sul frazionamento della via in tiri di corda non superiori a 30 m. Può servire da riferimento anche a preferisca fare, in tutto o in parte, tiri da 60 m. Le soste sono da collegare. I gradi sono quelli della relazione originale, opinabili quanto si vuole. Una una decina di rinvii bastano e avanzano. Dal quinto tiro in poi le protezioni si diradano, fatta eccezione per tiri e i passaggi più importanti, e alcuni dei tiri più facili sono sprotetti. La via si percorre tranquillamente senza integrare; volendolo fare ci sono fessure per friends (piccoli e medi) e spuntoni a iosa. I tratti erbosi possono essere scivolosi e richiedono attenzione.

descrizione itinerario:
Scendendo dal rifugio Coda verso Oropa, l'attacco si trova appena prima del tratto di sentiero attrezzato con catene a monte e mancorrente a valle, ed è indicato da una evidente targhetta bianca con il nome della via. Pochi metri a sinistra dell'Innominata parte un'altra via.

VIA
L1, 30 m, 3°; placca, sosta con 2 fix.
L2, 30 m, 4c; placca e strapiombino, sosta con 2 fix (uscire un po' a destra, lo spit che si vede a sinistra è dell'altra via).
L3, 30 m, 4a; in placca verso destra poi diritto fino alla base di un diedro, sosta con 2 fix.
L4, 30 m, 4c; diedro, sosta con 2 fix.
L5, 30 m, 2°; sosta con 1 fix.
L6, 30 m, 3°; breve gradino verticale poi placca, sosta con 1 fix.
L7, 30 m, 3°; breve spaccatura, placca, uscire fra due fessure, sosta da attrezzare su spuntone.
L8, circa 70 m, camminabile erboso; cresta orizzontale, poi puntare per erba al margine destro di un largo salto rossastro, alla base di un camino indicato da una targhetta bianca con il nome della via, sosta con 1 fix. Volendo fare sicura, si può dividere questa lunghezza in tre parti attrezzando un paio di soste su spuntoni.
L9, 30 m, 4b; camino, sosta con 2 fix.
L10, 30 m; 4a; placca, sosta con 2 fix.
L11, 30 m; 3° con 1 passo 5c/A0; cresta, sosta con 1 fix.
L12, 30 m; camminabile erboso; prato verso sinistra, sosta con 1 fix.
L13, 30 m; 4a; placca e breve camino, sosta con 1 fix.
L14, 30 m ; cresta fino in cima a uno sperone, sosta da attrezzare su spuntone.
L15, 30 m scarsi, 2°; scendere e seguire la cresta (un po' a sinistra del filo) fino a una piccola breccia squadrata, sosta con 1 fix.
L16, 30 m, 3°; filo di cresta, sosta con 1 fix.
L17, 30 m, 3°; filo di cresta, sosta con 1 fix.
L18, 30 m, 3°; aggirare sulla destra lo sperone della cresta, poi risalire per rocce e rododendri fino a una forcella, sosta da attrezzare su spuntone.
L19, 30 m, 3°; aggirare per cengie, sulla sinistra, due dentini della cresta, salire un diedro rossastro, andare alla base della fessura con quarzo, sosta da attrezzare su spuntone.
L20, 15 m, 5c/A0; dura fessura accanto a una vena di quarzo, sosta con 2 fix.
L21, 30m, 3°; placche e fessure su cresta arrotondata, sosta con 1 fix.
L22, 30 m, camminabile; cresta fino alla cima del Dado (ometto), sosta da attrezzare.

DISCESA
Per la discesa ci sono più soluzioni; quella probabilmente più sicura è la seguente, con due doppie lungo la cresta di Carisey e altre due sul versante valdostano:
1) dall'ometto in cima al dado percorrere la cresta di Carisey in leggera discesa per una dozzina di metri, fino a reperire l'ancoraggio della calata (due fix collegati + anello) posto in cima al saltino del dado; doppia di 10-12 m lungo la linea degli spit della Carisey fino alla base del saltino.
2) tralasciare un ancoraggio (cordone sotto masso e maillon, bollo giallo) che serve per scendere in doppia sul versante valdostano in un canale franoso carico di rottami; invece, dalla base del saltino del dado, percorrere la cresta di Carisey in leggera discesa per una decina di metri, fino a reperire l'ancoraggio (2 fix collegati + anello) della calata; doppia da 25 m lungo la linea degli spit (solo un paio) della Carisey fino alla base del salto.
3) alla base del salto c'è l'ancoraggio (2 fix collegati + anello) della successiva calata; doppia di 30 m scarsi da fare non più lungo la cresta di Carisey ma sul versante valdostano; strapiombo all'inizio poi placche appoggiate, fino a reperire, appena a destra della linea di calata, l'ultimo ancoraggio (2 fix collegati + maillon).
4) doppia di 30 m scarsi per placce appoggiate ed erba fino al prato, vicino al punto in cui il sentiero, dall'alto ben visibile sul prato, fa una curva.
Poco più in basso il sentiero abbandona il prato e passa sulla pietraia. Dopo un tratto a mezza costa risale al passo Sella e ridiscende sul versante piemontese fino a confluire sul sentiero che da Oropa sale al rifugio Coda. Prendendo a destra in pochi minuti si torna al rifugio.