Roma (Punta) Via Normale da Pian del Re

difficoltà: F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 2020
quota vetta (m): 3070
dislivello complessivo (m): 1050

copertura rete mobile
wind : 60% di copertura
vodafone : 18% di copertura
tim : 12% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: mario-mont Andrea81
ultima revisione: 18/10/10

località partenza: Pian del Re (Crissolo , CN )

punti appoggio: Rifugio Vitale Giacoletti 2741 m

cartografia: IGC N.6 1:50000 - Monviso

accesso:
Da Paesana si risale la valle Po superando Crissolo, e quindi proseguendo a Pian della Regina, e con altri 4 km di strada talvolta stretta, si giunge a Pian del Re, dove nel periodo estivo il parcheggio è a pagamento 5 euro per le auto.

note tecniche:
Salita negli ultimi 250 m di dislivello di facile alpinismo, che si svolge su terreno ripido e aereo, anche se punti realmente esposti o strapiombanti ce ne sono pochi.
Molto consigliato il casco, specie in caso di affollamento, ed eventualmente imbrago e corda per assicurare chi non fosse avvezzo a questi percorsi.
Sconsigliabilissimo in caso di terreno umido o verglassato.

descrizione itinerario:
Da Pian del Re vi sono due alternative per raggiungere la base della Punta Rom.:
1 itinerario veloce: seguire il sentiero a sinistra a mezza costa per il colle delle Traversette/Monte Meidassa e G ranero. Dopo circa 10' si giunge ad un bivio, imboccare a sinistra il sentiero per il rifugio Giacoletti (cartello). Si traversa da destra a sinistra in leggera salita giungendo ad una cascata (impetuosa a inizio stagione, doccia assicurata), il cui attraversamento è facilitato da una corda fissa. Si riprende a salire giungendo ad una conca erbosa con ruscello, e dopo pochi minuti si raggiunge il bel lago Superiore, il più nascosto dei laghi della zona. Si passa alla sinistra del lago, riprendendo a salire in direzione ovest, salendo una china erbosa che poi interseca a 2600 m circa il sentiero principale che proviene dal Lago Fiorenza (itinerario 2).
2 itinerario lungo - da Pian del Re salire dopo le sorgenti del Po al lago Fiorenza (sentiero per il rifugio Sella). Superata la prima china con numerose serpentine, si tocca il Lago Fiorenza, e si continua sempre seguendo il sentiero, che con un giro di ampio respiro porta in vista del Lago Chiaretto. In prossimità di questo si tralascia la traccia che prosegue verso il Rifugio Quintino Sella, e si devia a destra sul bel sentiero per il Rifugio Giaceoletti. Lo si segue in salita sbucando su un altopiano e poi traversando da sinistra a destra (Punta Roma sopra la nostra testa), raggiungendo il bivio per il Rifugio Giacoletti a destra, Punta Roma/Passo del Colonnello/Passo Giacoletti a sinistra (qui si congiunge con l'itinerario 1).
Per Punta Roma si segue la traccia di sinistra, che taglia a mezza costa il pendio sotto le bastionate rocciose, e poi riprende a salire per prati e qualche promontorio roccioso compiendo alcune serpentine. Si raggiunge l'ultimo bivio con cartello, che a destra indica l'attacco della parete di Punta Roma a quota 2810 m. Tutto il percorso lungo la parete sud/sud-est è segnato da frecce di vernice rossa. Si entra subito in un canale incassato attrezzato con una corda fissa (un po' molle) utile ma non indispensabile in salita, vista la quantità notevole di gradoni e appigli; i passaggi sono di II per una lunghezza di 20 m. Attenzione a non far cadere pietre all'interno del canale (conviene salire/scendere uno alla volta. Usciti dal canale, si continua a salire sul sentiero non esposto che risale un prato con alcuni tornanti (attenzione sempre al fondo detritico del sentiero). Si svolta poi decisamente a sinistra passando sul versante sud, risalendo una paretina ben gradinata, e poi lungo una breve spalla erbosa che conduce ad uno passaggio un po' aereo (l'unico realmente esposto di tutta la salita), consistente nell'aggiramento di uno spuntone roccioso sporgente; comunque il terrazzino è sufficientemente largo per passare comodamente, seppure con cautela. Si prosegue poi su traccia di sentiero, un po' detritica ma priva di difficoltà, per poi arrivare ad una serie di muretti/camini con passi di II, mai esposti anche se abbastanza verticali, di lunghezza non superiore ai 4/5 m, intervallati da comodi terrazzi. La parte centrale del percorso continua con questa falsariga, non si devono mai perdere le frecce di vernice che indicano il percorso migliore da seguire (se non se ne vedono conviene tornare indietro alla precedente). Finita la serie di muretti, si percorre una ampia cengia verso destra su facile sentiero, che conduce alla parte finale della salita, che diventa meno detritica e più rocciosa (spariscono erba e terriccio), dove le difficoltà tornano sul II, ma su roccia ottima e ben appigliata. Un bivio segnato da due frecce rosse, dopo un muretto, dà la possibilità a destra di aggirare un ulteriore camino su cengia un po' aerea, altrimenti proseguendo dritto si supera l'ennesimo camino di 5 m con passi di II, giungendo alle roccette sotto la cima. Si sbuca ad un colletto roccioso a pochi passi dalla vetta, che si trova a destra ed è contraddistinta dalla statua della Madonna posta su un alto ometto di pietre.
Per la discesa si segue a ritroso la via di salita, ponendo attenzione ai tratti più infidi ricoperti di detrito, ed eventualmente disarrampicando i passaggi di II, fino alla base del canale con la corda (che in discesa torna utile).
Poi si può scegliere da che sentiero rientrare a Pian del Re, volendo compiere un eventuale mini-anello scegliendo uno dei due itinerari descritti.