Specchio di Iside Via del Temporale

difficoltà: 6c
esposizione arrampicata: Ovest
quota base arrampicata (m): 1350
sviluppo arrampicata (m): 140
dislivello avvicinamento (m): 100

copertura rete mobile
wind : 20% di copertura
vodafone : 40% di copertura

contributors: Chiara Giovando
ultima revisione: 23/05/09

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

punti appoggio: alberghi a Forno Alpi Graie

bibliografia: Le guide di Alp “Vallone di sea – Un mondo di pietra”, M. Blatto

note tecniche:
Bella via che è stata recentemente attrezzata con pochi fix lungo i tiri e alle soste. Essa mantiene quindi l’impegno originario dato dalla necessità di doversi proteggere.
Ambiente affascinante che merita senz’altro una visita.
Materiale: in posto 15 chiodi e non più di 2 fix per tiro. I chiodi sono quasi tutti concentrati nel lungo diedro di A1. Utili friend e nut medio-grandi; martello per ribattere i chiodi. Soste a fix 10 mm con cordone e majon di calata.

descrizione itinerario:
Avvicinamento:
Dalla piazza di Forno Alpi Graie, andare avanti un centinaio di metri, girare a sinistra e prendere una stradina sterrata (che porta al santuario di N.S. di Loreto).
Dopo circa 500 m. si incontra il cartello con indicazioni “Specchio di Iside – Palestra di roccia” (al bivio andare a destra).
Appena possibile, guadare il fiume su una comoda passerella e seguire la sterrata fino alle prese dell’acquedotto. Reperire una traccia in mezzo ai rododendri, dietro le prese, e salire l’evidente pietraia fin sotto lo Specchio di Iside. Costeggiare la parete verso destra per qualche metro.
La via del Temporale si trova nel settore destro dello Specchio di Iside e attacca in una zona di evidentissime placche inclinate nel punto più debole della parete (poco più di 1 h dall’auto).

L1: placche inclinate (IV, chiodi e 2 fix)
L2: fessura leggermente strapiombante, da superare ad incastro e da proteggere con friend grandi (IV+, 1 fix prima della sosta)
L3: si affronta una nuova fessura sprotetta, che obliqua verso destra, con incastro faticoso (V+ sostenuto); quindi si prosegue verticalmente lungo lame arrotondate, fino ad un terrazzino erboso inclinato, alla base del gran diedro ad arco.
L4: si attacca il diedro sfruttando le fessure che talvolta si interrompono (A1, 6a e 6c). Il diedro piega quindi ad arco (A1), diventando molto faticoso, fino all’uscita su uno spigolo.
Si supera infine un diedro sospeso nel vuoto (6a), fino a raggiungere l’ultima sosta a fix da cui ci si può calare.
È anche possibile spezzare in due questa lunghezza, sfruttando una sosta a chiodi a metà diedro (appesa…) e recuperando un po’ di materiale (ma a mio avviso è meglio proseguire fino alla sosta a fix).

Discesa: in doppia sulla via.