Amenophis III (Torre di) La Lotta Con l'Alpe

difficoltà: TD+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Est
quota partenza (m): 1900
quota vetta (m): 280
dislivello complessivo (m): 650

copertura rete mobile
vodafone : 60% di copertura

contributors: tom4679 albertber
ultima revisione: 27/09/13

località partenza: Tetti Lup (Valdieri , CN )

punti appoggio: rif. Balma Meris, S.Anna di Valdieri

cartografia: IGM- Valle Gesso

bibliografia: Montagne d'Oc - Parodi, Scotto, Villani / Valle Gesso Verticale - Bergese, Ghibaudo

accesso:
Da Cuneo si risale la Valle Gesso fino all'abitato di S. Anna di Valdieri. Proseguendo oltre il paese si superano nell'ordine le località di Tetti Gaina, Tetti Niot e Tetti Lup: dopo circa 300 m si parcheggia in prossimità di un largo spiazzo ghiaioso. Si è in corrispondenza dello sbocco del canalone discendente dal Vallone della Tlera (ben visibile in alto la torre delle sorprese, alla cui sx, più nascosta, si erge la Torre di Amenophis).

Addentrarsi nel vallone tenendo la sx orografica rispetto al letto del torrente, giungere quindi nel primo bosco di faggi. Risalirlo interamente fino a incontrare una fascia rocciosa, la quale conduce con facile arrampicata e tratti erbosi ripidi al faggeto "pensile" (N.B. memorizzare il curioso masso triangolare posto al suo ingresso, utilissimo per ritrovare il passaggio in discesa!). Risalire quindi il bosco sospeso per tutta la sua lunghezza, tenendo approssimativamente la dx; questo è limitato a destra da una cresta spartiacque, la quale salendo diventa più affilata. Una volta giunti sotto una piccola falesia solcata da due evidenti fessure (posta poco sopra il punto più affilato della cresta sopra citata), piegare bruscamente a sx e continuare in orizzontale (per circa 5/10 min) seguendo comode e larghe tracce di camosci. Si arriva quindi in vista del letto del torrente, risalirlo sul fondo per 30 min circa: sopra la testa incombe evidentissima la Torre delle Sorprese, preceduta sulla sx da una parete alta circa 150 m (la prima che si incontra risalendo il letto del torrente, chiamata Anticamera delle Sorprese). In corrispondenza di quest'ultima deviare nuovamente a sx per seguire la grande cengia che attraversa tutto il Monte Matto in orizzontale, seguirla fino al contatto visivo con la Torre di Amenophis: quindi in verticale fin sotto la parete.
Da 2 a 3 ore. Avvicinamento con un certo impegno alpinistico (F+/PD-).

note tecniche:
Ambiente isolato con un avvicinamento selvaggio e favoloso. Si arrampica in stile clean su "Itinerario magnifico e logico che segue con arrampicata atletica ed esposta un evidente sistema di fessure e diedri che solcano la parete nella sua parte centrale. La seconda lunghezza è impressionante: una fessura yosemitica che da sola vale il faticoso avvicinamento..." da Valle Gesso Verticale (Bergese-Ghibaudo).

Materiale: serie completa di friends (utile per non dire indispensabile doppiare le misure medio-grandi), nuts, martello e qualche chiodo. Corde da 60 m.

descrizione itinerario:
Attacco: alla base di una placca abbattuta, sormontata da un grande tetto ascendente verso dx.

L1. 30 m - IV. Risalire la placca scarsamente proteggibile fino ad una cengia ascendente a dx. Sostare presso lame staccate, poco a dx rispetto alla verticale del nut incastrato del tiro successivo (nut con cordino visibile). Sosta da attrezzare.

L2. 40 m - IV, A2, VI, V+. Salire qualche metro su lame e blocchi fino a raggiungere il tetto, traversare quindi a sx per raggiungere il nut incastrato. Alzarsi ora in verticale per entrare nel corto diedro-camino, il quale conduce alla bellissima fessura soprastante, da risalire prima verso sx e poi verso dx. Al termine della lama traversare a sx in leggera discesa fino ad un esile gradino dove si sosta (2 chiodi+spuntone).
(maggiori info su L2: vedi relazione albertber 22/09/2013).

L3. 20 m - V+,IV-. Dalla sosta a sx (chiodo discreto), quindi dritti per un tratto poco proteggibile abbastanza ostico con zolle erbose. Salendo la roccia migliora e si seguono fessure e lame fino in sosta (3 chiodi, scomoda).

L4. 40 m - V+,V. Salire la larga fessura soprastante, quindi per un sistema di altre belle fessure giungere ad un terrazzino, dove si sosta presso uno spuntone.

L5. 40 m - V+,IV. Seguire una fessura che da verticale si abbatte progressivamente. Alla vista di una cengia erbosa uscire dalla fessura-diedro, per andarvi a sostare presso un altro spuntone (presenti vecchi cordoni).

L6. 40 m - V+,V,IV+,V. Salire a dx alcuni metri seguendo una piccola fessura, traversare a sx (blocco pericolante) per entrare in un diedro erboso che conduce ad una cengia. Proseguire verso dx per blocchi fessurati e diedri erbosi fino a raggiungere in alto un terrazzo dove si sosta su 2 chiodi.

L7. 20 m - V+,IV+. Sopra la sosta si presenta una placca di circa 8 m, chiusa a sx da un diedro fessurato molto sporco e sbarrata in alto da un tettino. Salire lungo il margine dx di tale placca seguendo una fessura per circa 6 m (spuntone con cordone alla sua base). traversare quindi in placca a sx quando si è 1 m sotto il tettino, per raggiungere l'estremità sinistra di quest'ultimo: ribaltarsi. Seguire ora una seconda fessura, uscirne a dx per sostare su un largo terrazzo (sosta su 2 chiodi).

L8. 30 m - V+,VI-,A2, IV. Proseguire a sx ed entrare nel diedro-camino, deviare quindi a dx fin sotto i tetti terminali; ancora a sx fino a raggiungere una fessura molto esposta che interrompe la successione dei tetti (nut incastrato), la quale conduce su terreno più facile. Raggiungere la grande cengia per sostare sull'ultima sosta a spit della via "Grimpis".

L9. 20 m - III. Seguire la cresta che in breve conduce in vetta

Discesa
1) Da S8 calarsi lungo la via "Grimpis" con 3 calate da 50 m.
2) Raggiunta la vetta calarsi dal versante Nord.

altre annotazioni:
Prima salita: M.Cominetti e A.Parodi, 10 luglio 1983.
Il nome della via nasce dal violento temporale trascorso dagli apritori al riparo dello strapiombo finale.


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