Nant Cruet (Pointe) o Plattes des Chamois da Surrier

tipo itinerario: attraversa pendii ripidi
difficoltà: OSA   [scala difficoltà]
esposizione preval. in discesa: Nord-Est
quota partenza (m): 1785
quota vetta/quota massima (m): 3610
dislivello totale (m): 1825

copertura rete mobile
wind : 40% di copertura
vodafone : 60% di copertura
tim : 0% di copertura
no operato : 0% di copertura

ultima revisione: 27/04/14

località partenza: Surrier (Valgrisenche , AO )

punti appoggio: Rifugio Bezzi 2284 m

cartografia: L’Escursionista Editore 1/25.000 n° 3

bibliografia: R.Aruga, C.Poma. CDA. Dal Monviso al Sempione. N° 57

note tecniche:
vedi anche: http://skirando.camptocamp.com/gita15076.html
La Punta Plattes des Chamois del libro "dal monviso al sempione" nella più recente cartgrafia (es. l'Escursionista)è indicata come Pointe Nant Cruet sempre con la stessa quota 3610.

descrizione itinerario:
Da Bonne (1810mt) giungere alla fine del Lago prendendo la strada sulla sponda destra oppure sinistra del lago secondo le condizioni e l'orario chiedere al rifugio): la strada a destra è soggetta alla valanghe di neve umida ed ha una piccola discesa di 100 metri al fondo del lago sull'abitato di Useleres, quella sulla sponda sinistra viene di rado percorsa perchè costellata dei conoidi di valanga alimentati dai pendii superiori, la si prende passando sopra alla diga.
Se una delle due strade è aperta proseguire in auto fino al fondo del lago a Useleres(1785mt) dove termina la strada asfaltata.
Proseguire lungo il fondo del vallone mantenedosi a sinistra superando la Montagna Sasse de Ponton ed arrivando con un ultimo piccolo strappo all'alpe Vaudet (2284mt) dove sorge il rifugio Bezzi. 2 giorno la salita risulta visibile totalemete fin dalla Sasse Ponton e dal rifugio.
Dal rifugio prendere l'evidente vallone delimitato da due morene in direzione W della becca della Suessa. Percorrerlo per tutta la sua lunghezza fino a portarsi quasi sotto le evidenti seraccate del ghiacciaio Plattes des Chamois.
Da qui due possibilità:
A) percorrere a piedi la lingua terminale, spesso ricoperta di resti di valanga, mantenendosi vicino alle bastionate rocciose della becca della Suessa fino a portarsi sulla parte superiore del ghiacciaio della Plattes;
B) risalire a piedi il ripido pendio nevoso a sinistra della seraccata che porta ad un evidente sperone roccioso che si aggira sulla sinistra per un ripido canalino che adduce al ghiacciaio Plattes des Chamois.
Risalire il ripido ghiacciaio verso SW secondo le condizioni evitado il primo nodo di seracchi sulla sinistra ed il secondo passando sulla destra fino ad arrivare ai pendii finali. Superare la crepaccia terminale al meglio fino a portarsi sull'ampia cresta percorribile in sci che porta in breve alla vetta.
Discesa per l'itinerario di salita. Evitare di scendere lungo la lingua del ghiacciaio per pericoli oggettivi di scariche

altre annotazioni:
in conseguenza dell'attività di "alpi senza frontiere" sponsorizzata dall'unione europea con la partecipazione dei vari enti nazionali (compreso IGM) c'è stata una revisione di alcuni toponimi di punte sul confine, alcuni condivisi da ambo le parti alcuni no. Per la "Punta de Plattes des Chamois" è condiviso che la toponomastica corretta sia "Punta/Pointe de Nant Cruet 3610", già recepito da parte italiana dalla CTR/VdA e da l'Escursionista 1/25.000, su dette cartine la Punta Plattes de Chamois e ora posizionata a NO della Nant Cruet a q. 3567. Per quanto riguarda la cartina IGM e la Guida Monti d'Italia non risultano ad oggi ancora aggiornati.