Servin (Monte) per il Colle Speranza e la cresta SE

difficoltà: PD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 1676
quota vetta (m): 3108
dislivello complessivo (m): 1432

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Enzo51 m.gulliver
ultima revisione: 19/10/17

località partenza: Alpe Sulè (Usseglio , TO )

cartografia: IGC Scala 1:25.000 n°103

note tecniche:
La scalata del M.Servin richiede familiarita' con la roccia, dove passaggi nell'ordine del II grado vanno superati tenendo conto dell'esposizione.

descrizione itinerario:
Dalle Alpi Sule', al bivio con sbarra sulla strada sulla strada dell'Enel per il Lago dietro la Torre, salire verticalmente tagliando svariati tornanti in direzione dell'Alpe Bessanetto che si sfiora e si lascia sulla sx, entrando cosi nel vallone del Veil.
Su tracce di sentiero si prosegue su pietraie con ometti radi fino al lago con la vecchia miniera dalla Corna, qui si piega a dx sino a pervenire per un ripido canale detritico al Colle Speranza (è il canale più a sx dei due che si vedono dalla miniera).
Dal colle si attacca la cresta, seguendo un muro di placche articolate appena a sx del filo oppure una cengia erbosa ancora più a sx (ometto). Raggiunto il filo (altro ometto) si entra in un camino quasi verticale (II/II+) o si sale sui bordi e si raggiunte un terrazzino alla base di un muretto verticale. Lo si supera sullo spigolo (2 m, III, esposto) e si trova una sosta per una calata (cordoni su massi incastrati). Si segue ora il filo, quasi orizzontale, quindi si passa sul fianco sx per cenge fino ad una stretta forcella. Per attraversarla si torna indietro qualche metro ad una breccia, si passa sul lato orientale e si scende un passo un po' esposto (II+). Superata la forcella si prosegue sul fianco orientale su una cengia, quindi si torna sul filo appena possibile (non seguire le invitanti placche inclinate). Si segue ora la cresta, stretta ma facile, fino alla base di un torrione. Si superano le placche inclinate alla sua base (II), quindi si aggira il gendarme appena sulla sx, sempre per placche ripide ma gradinate (II/II+). Questo tratto sembra evitabile passando decisamente più a sx e risalendo un canale in parte erboso parallelo alla cresta (ometti). Tornati sul filo si prosegue fino ad incrociare un evidente crestone proveniente da dx. Qui si traversa qualche metro a dx (ometto) per ritornare presto sul filo. Si giunge così alla base del salto finale, di rocce rossastre. Lo si supera sulla dx scalando un muro ripido, un po' esposto ma articolato (II+), oppure sulla sx salendo in un vago canale. Restano alcuni blocchi accatastati e si giunge in vetta.
Discesa per la via di salita.

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