Inferno (Punta dell’) e Tuf (Punta del) Da Valnontey – traversata in cresta

difficoltà: EE/F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1666
quota vetta/quota massima (m): 3393
dislivello salita totale (m): 1865

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: pr18
ultima revisione: 07/04/15

località partenza: Valnontey (Cogne , AO )

punti appoggio: Rifugio Sella

cartografia:  IGC 3 Il Parco Nazionale del Gran Paradiso

accesso:
autostrada TO-AO, uscita Aosta Ovest, Aymavilles, Cogne, Valnontey

note tecniche:
La Punta dell’Inferno, aguzza e arcigna, è posta sul tratto di cresta compreso tra la P. del Tuf e la P. di Levionaz a torto poco frequentata, dalla quale si raggiunge la P. del Tuf percorrendo la cresta spartiacque Cogne-Valsavarenche, effettuando un giro ad anello dal Piano del Lauson.
Il tratto compreso tra il Piano del Lauson e il Colle del Tuf si percorre su faticoso terreno morenico senza tracce ed è quindi necessaria ottima visibilità, soprattutto per godersi al meglio i magnifici panorami che l’itinerario regala in cresta. Difficoltà F sull’articolato tratto compreso tra l’antecima e la Punta dell’Inferno, composto da roccia mediocre. Il resto del percorso è classificabile EE. Panorama di tutto riguardo a S sul Gran Paradiso e i suoi satelliti e sulle varie Grivole a N; a est la Valnontey e a ovest la Valsavarenche con le loro cime. Lungo avvicinamento da Valnontey che attraversa completamente l'assolato vallone del Lauson ed è frequente incontrare numerose marmotte, stambecchi e camosci. Pernottamento al Rif. Vitt. Sella per effettuarla su due giorni.

descrizione itinerario:
Da Valnontey si sale la comoda mulattiera reale che conduce al Rif. Vittorio Sella (2584 m). Si prosegue lungo il comodo sentiero verso ovest in direzione del Col Lauson, si ignora la deviazione verso il Colle della Rossa e, prima che la mulattiera compia il lungo diagonale verso destra (2860 m ca), la si abbandona per inoltrarsi verso SO nel valloncello compreso tra la chiara Quota 3322 e il Colle del Tuf. Si risalgono dossi detritici e zolle erbose, passando attraverso caratteristici massi bianchi e successivamente ci si porta dentro l’impluvio che conduce alla base del ripido pendio (chiazze di neve residue) che adduce al Colle del Tuf (3255 m). Dal colle si risale per sfasciumi e rocce rotte il pendio NO, giungendo all’antecima. In seguito la cresta è caratterizzata da alcuni denti che occorre aggirare sul versante E (Valnontey), scendendo una quindicina di metri per cenge esposte e passaggi instabili, fino a risalire sulla aguzza cima, sormontata da un ometto di pietre in equilibrio molto precario.

Si percorre a ritroso il percorso fino al Colle del Tuf e si prosegue lungo la panoramica e variopinta cresta verso la Punta del Tuf, passando per la Quota 3322 (ometto), caratterizzata da roccia bianca e, seguendo prevalentemente il filo della cresta a tratti un po’ sottile ma mai difficile, si raggiunge la Punta del Tuf. Da questa si rientra dalla sua via normale che passa dal Col Lauson, a seguire un traverso esposto attrezzato e il comodo sentiero verso il Rif. Sella.