Barifreddo (Monte) versante NE e cresta SE

difficoltà: PD- :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 1883
quota vetta (m): 3028
dislivello complessivo (m): 1145

copertura rete mobile
vodafone : 10% di copertura
tim : 60% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: marcog72
ultima revisione: 10/08/09

località partenza: Bergerie della Balma (Prali , TO )

bibliografia: Guida dei Monti d'Italia - Alpi Cozie centrali - it. 251c

note tecniche:
Questo itinerario può essere considerato la via normale dalla Val Germanasca. E’ più impegnativo di quello classico per la cresta ovest dalla Val Troncea o dalla Val Lunga, ma più diretto e vario.

descrizione itinerario:
Dalle Bergerie della Balma si imbocca la mulattiera per il Colle di Rodoretto che sale dolcemente nella lariceta dietro l’alpeggio.
A quota 2050 m circa, in corrispondenza di un tornante verso sx, si prende un sentierino segnato con bolli di vernice verde che, uscito del bosco, punta verso ovest, e compiendo un semicerchio verso dx (nord) raggiunge la parte terminale di un valloncello sospeso sotto il ripido versante orientale del M. Longin (quota 2350 circa).
A questo punto, sempre seguendo i bolli verdi, ora più radi, si piega a sx (sud) e si risale la spalla erbosa che delimita a oriente il suddetto valloncello puntando diretti alla quota 2977 posta fra il M.Barifreddo e il Colle della Capra.
Giunti a quota 2600 m circa vi sono due possibilità:
1) addentrarsi a dx nel vallone e raggiungere la conca di sfasciumi e nevai sotto il P.so Longin, risalire il canale (250 m max 40 gradi per brevi tratti, ramponi utili) fino al colletto quotato 2955 m fra la cima del Barifreddo e la quota 2981 (consigliato a inizio o fine stagione in caso di buon innevamento del canale);
2) continuare sul bordo dx orografico del vallone seguendo i bolli verdi e i segnali di pietre: a quota 2800 circa termina la vegetazione erbacea, si piega allora a dx e con un breve diagonale, su scomodi sfasciumi mobili, si taglia il versante settentrionale della quota 2981 e si raggiunge il colletto 2955 m.
Dal colletto attaccare la cresta SE della montagna, tenendosi sul filo o poco sotto sul lato rodoretto.
Le difficoltà sono concentrate nel ripido salto iniziale (max II grado), ben appigliato ma molto esposto. Prestare attenzione alla roccia, non sempre di buona qualità.
Giunti all’anticima, si segue il filo di lastroni inclinati o una vaga tracciolina sul ripidissimo erboso versante orientale (Rodoretto).