Dente del Gigante Geant Branchè

L'itinerario

difficoltà: TD-   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 3375
quota vetta (m): 4013
dislivello complessivo (m): 638

copertura rete mobile
vodafone : 20% di copertura

contributors: bdamiano
ultima revisione: 03/10/08

località partenza: Punta Helbronner (Chamonix-Mont-Blanc , 74 )

punti appoggio: Rifugio Torino 3375 m

cartografia: IGN 1:25.000 Chamonix-Monte Bianco

bibliografia: M. Bianco le classiche - Giovanni Bassanini

note tecniche:
Bella salita di 130 m. , ottima alternativa ai canaponi della normale.
Da integrare con Friend e Nut, presenza di cordoni e chiodi in sosta.
Alcuni passaggi impegnativi principalmente nei primi tre tiri, arrampicata varia e divertente.

descrizione itinerario:
Scendere sul ghiacciaio e dirigersi a destra in direzione del Dente del Gigante, passare sotto l' Aiguille Marbré e risalire il pendio che porta alla base di un canalino innevato sulla sinistra.
Risalirlo sino al colletto e proseguire a destra su sfasciumi sulla cresta, arrivati ad una sosta con cordini colorati si può proseguire la salita sia a destra che a sinistra, considerando che la seconda direzione porta ad un lungo tratto di neve ghiacciata con sotto uno scivolo ripido e pericoloso, che però fa risparmiare un po' di tempo nella salita alla gengiva, mentre a destra si continua su sfasciumi.
Giunti sulla cresta nevosa continuare sino alla base del dente (2 ore), lasciare gli zaini sotto la parete sud, più a sinistra possibile, da dove partono sia la Normale al Dente che la Geant Branché.
Partenza dalla cengia in comune con la normale. invece che andare a sinistra prendere subito la verticale verso un tetto (passaggio chiave del primo tiro) dove si vede cordone.
1° tiro (5): Lungo il primo tratto trovate, dopo circa 8 metri e dopo aver passato il grosso chiodo della Normale, due cordini vecchi che precedono il passo più duro del tiro.
2° tiro (4 - 5+): Seguire la verticale che non presenta alcun chiodo (non convergere a sx anche se è piu' facile), si trova poi un diedro non banale sino in sosta.
3° tiro (4 - 5): Grande diedro piuttosto semplice ma da interpretare e un pò tecnico.
4° tiro (4+): Dalla sosta si vede un chiodo verso la metà del tiro, sempre in verticale. Si finisce poi sui cordoni fissi della normale sino in cima, continuare sulla cresta per raggiungere l'altra punta ove è posta la madonnina.
Discesa: scendere alla base del colletto prima della punta con la madonnina dove si trova la sosta (doppio spit e maillon)per le doppie. Con tre calate (corde da 60 m) si arriva sul nevaio, a destra della Burgasser (parete sud), l'ultima è di 20 metri.

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