Corno Grande Traversata delle Tre Vette

difficoltà: AD-   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 2433
quota vetta (m): 2912

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: annibale
ultima revisione: 29/08/10

località partenza: Prati di Tivo (Pietracamela , TE )

punti appoggio: Rifugio Franchetti

bibliografia: Grazzini-Abbate Gran sasso d'Italia CAI-TCI It. 73

note tecniche:
Escursione molto impegnativa.
Difficolta': F+(con passaggi fino al IV)
Dislivello salita/discesa: circa 500 m. (dal rif. Franchetti), piu' vari saliscendi sulle creste. Ore tot. per l'escursione (dal rif. Franchetti): 9-10
Su tutte le cime toccate da questa escursione si gode un fantastico panorama sulle maggiori vette del gruppo, con una visuale del tutto particolare che cambia continuamente, man mano che si percorre la lunga serie di creste e di vette

descrizione itinerario:
Si parte dal rif. Franchetti (m.2433), e si segue uno dei due itinerari per la salita alla Vetta Orientale:1)la Via Ricci e l'Anticima Nord ovvero 2)la Via Normale dal ghiacciaio del Calderone.

Dalla Vetta Orientale del Corno Grande (m.2903), si raggiunge la Forchetta Sivitilli (m.2850 doppio intaglio che si apre tra la Vetta Orientale e la Vetta Centrale) scendendo per un canalino situato appena a destra del filo di cresta OSO della Vetta Orientale.
Si prosegue verso destra in direzione della Vetta Centrale,aggirando il gendarme che rende duplice la Forchetta Sivitilli,sul lato Calderone.
Occorre fare molta attenzione nel passaggio dei due intagli della forcella, poiché qui il sentiero e' molto stretto e c'e' molto pietrisco sdrucciolevole.
Si traversa in leggera salita lungo il versante del ghiacciaio Calderone e si raggiunge un forcellino.
Da qui, per canalini e per cresta si raggiunge la sommita' della Vetta Centrale (m.2893).

Si scende 50 metri sul versante sud (versante Valle dell'Inferno) seguendo i bolli rossi della Via Normale della Vetta Centrale.
Si entra in un canalino sulla destra orografica, che diventa ripido (possibilità di doppia;ancoraggi presenti alla sommità del canalino).
Si sottopassa un masso e con una leggera risalita verso destra si raggiunge la Forchetta Gualerzi (m.2840) che si apre tra la Vetta Centrale ed il Torrione Cambi (bella vista sul Bivacco Bafile e su parte della catena meridionale del gruppo).
Per facile cresta e superando un'ultima paretina si raggiunge la sommita' del Torrione Cambi (m.2875).

Dalla sommita' del Torrione si procede in direzione della Vetta Occidentale (O).
Appena a sinistra del filo di cresta si scende una paretina con pietrisco e si entra in un breve canalino interrotto da un salto (dove arriva la Via del Camino Jannetta al Torrione Cambi).
Qui si trova un ancoraggio e ci si prepara per fare due calate in doppia (la prima di circa 35/40 m. e la seconda, all'interno di un canale-camino di 20 metri).

Alla fine della seconda doppia ci si trova in un piccolo canale. Lo si risale brevemente raggiungendo sulla destra la Forchetta del Calderone (m.2790), ampia ed importante forcella con notevole visuale, che si apre tra il Torrione Cambi e la cuspide della Madonnina (o Punta Sivitilli), prima punta della lunga serie di creste della Vetta Occidentale.

(Il Torrione Cambi puo' essere facilmente aggirato scendendo dalla Forchetta Gualerzi per un tratto della Via Gualerzi in un canale-camino segnato, sul versante del Calderone e seguendo poi la grande terrazza obliqua esposta sul ghiacciaio che porta all'intaglio di un canalino e quindi alla Forchetta del Calderone.
Questo percorso e' pericoloso in caso di pioggia, neve o nebbia).
Dalla Forchetta del Calderone si sale per pochi metri verso Ovest, fino ad un corridoio (sul versante del Calderone) costituito da due lastroni appoggiati che permette di raggiungere una cengia orizzontale che taglia il triangolare versante NO della Madonnina (o Punta Sivitilli).
La cengia si può anche raggiungere con una calata in doppia (circa 25 m.) dalla sommità dello sperone che si trova a sud della Forchetta del Calderone (in direzione della Vetta Occidentale) e che si raggiunge facilmente dalla forcella.
Ciò permette di evitare l'aggiramento dello sperone sul lato esposto sul ghiacciaio del Calderone.
La calata in doppia dalla cima dello sperone va attrezzata bene, utilizzando chiodi oppure ancorando cordini e/o fettucce attorno a spuntoni della cima.

Si traversa tutta la cengia orizzontale della Madonnina (da sinistra verso destra) e si raggiungono le rocce delle creste della Vetta Occidentale.
Dove la cengia termina, si guadagna nuovamente il filo di cresta con una arrampicata in fessura-camino (III+ e IV).
Un salto successivo si supera arrampicando su un diedro, sempre sul versante del Calderone, fino a raggiungere un evidente forcellino. Procedendo sempre verso NO, si scende per 2-3 metri dalla forcella e si percorre una cengia (molto esposta) per 25 metri in leggera salita, raggiungendo un nuovo evidente intaglio sul filo di cresta.
Si prosegue piu' o meno lungo il filo di cresta fino ad un altro profondo intaglio sormontato da un masso, che si supera (III) dopo essere scesi nella spaccatura. Si percorrono ancora circa 50 metri sulla cresta e si arriva finalmente sulla Vetta Occidentale del Corno Grande (m.2912).


Discesa: Dalla sommita' della Vetta Occidentale, si prende il sentiero di cresta (verso destra) della Via Normale di questa Vetta e, dopo una traversata della sua Anticima e una discesa su molti tornanti colmi di sfasciumi, si raggiunge un bivio ben evidenziato.
Se si prosegue in discesa a sinistra, si continua sulla Via Normale verso Campo Imperatore. Se invece si piega a destra (inizialmente in leggera salita, poi in discesa) si va in direzione del Corno Piccolo e del rif. Franchetti.
A questo bivio quindi occorre girare a destra e procedere verso il Corno Piccolo.
Lungo un buon sentiero segnalato, si raggiunge in breve il Passo del Cannone (m.2679) che apre il panorama e la strada verso il Corno Piccolo, il Vallone delle Cornacchie e il rif. Franchetti. Si supera il Passo e si continua a seguire il sentiero che diventa ben presto roccioso.
Avvalendosi di tratti con corde fisse, si raggiunge quindi la cresta che collega il Corno Grande al Corno Piccolo e quindi la Sella dei Due Corni (m.2547). Da qui in breve si torna al rif. Franchetti.