Bessanese (Uja di) Via Normale Italiana da Pian della Mussa

difficoltà: PD-   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1787
quota vetta (m): 3620
dislivello complessivo (m): 2200

copertura rete mobile
vodafone : 30% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: GIORGIOBI
ultima revisione: 09/09/10

località partenza: Pian della Mussa (Balme , TO )

punti appoggio: Rifugio Bartolomeo Gastaldi 2659 m

cartografia: IGC 2 valli di Lanzo e Moncenisio

bibliografia: In Cima nelle Valli di Lanzo

note tecniche:
La via normale, che è anche quella percorsa dai primi salitori, si svolge nell'unico versante facilmente accessibile: quello meridionale. L'ascesione non presenta difficoltà alpinistiche di rilievo, ma risulta di discreta lunghezza anche se si pernotta al Rifugio Gastaldi. Inoltre va considerato il percorso di ritorno, che richiede nuovamente lo scavalcamento del Col d'Arnas e altre brevi salite per ulteriori 400 m ca.

descrizione itinerario:
Dal Pian della Mussa al Rifugio Gastaldi seguire la salita dell'escursione al Gastadi. Dal rifugio si scende per ca 100 m in direzione sud, si passa a destra della Rocca Affinau e si risale l'evidente ed ampio canale, nevoso per buona parte della stagione estiva, che raggiunge il col d'Arnas (3010 m).
Dal colle ci si abbassa in territorio francese sul Glacier d'Arnas fin dove questo si restringe ed accentua la pendenza. Si sale sulla destra un faticosissimo pendio detritico (vaghe tracce).
Si traversa lungamente verso sinistra senza prendere troppo quota tra immense pietraie e nevai più o meno estesi passando ai piedi delle Rocce Pareis.
Si prosegue in falsopiano seguendo gli ometti fin sotto la parete sud della Bessanese. Si rimontano ora i pendii di sfasciumi mobili (traccia) o i più comodi nevai fino alla parete rocciosa (quota 3300 circa).
Si imbocca ora una delle numerose tracce a dx dell’evidente canalone nevoso sfociante nelle pietraie sottostanti ben visibile a dx della verticale della cima.
Si sale così per crestine rocciose o canalini detritici in direzione della cresta SE, dove si incontrano dei segni di vernice bianca che indicano la via. Ci si sposta ora delicatamente verso dx (nord) con una crestina che borda a monte un ripido canale scendente verso il sottostante Gh. della Bessanese, 700 m più in basso in Italia.
Si giunge così a un comodo ripiano della parete SE, sopra il quale di erge una paretina (20 m, II) con chiodo di assicurazione a metà sviluppo e sosta con due chiodi al termine, eventualmente utilizzabile per una doppia in discesa.
Sopra il salto una cengia porta a sinistra quindi si riprende a salire ripidamente lungo la cresta SO e fra salti di roccia, tracce di sentiero e tratti di sfasciume si raggiunge in breve la cima tradizionale con la statua della madonna (segnale Tonini).
Per raggiungere la cima più elevata (segnale Baretti) bisogna seguire la cresta affilata fra le due vette, scendere all’intaglio che le separa e quindi seguire una cengia esposta sul lato occidentale (passi di II, detrito, rocce mobili) fino a risalire la parete occidentale e raggiungere la cresta a nord del segnale, che si raggiunge seguendo il filo affilato.
Discesa: per la via di salita.