Bianco (Monte) Pilone Centrale Freney - Via classica

L'itinerario

difficoltà: ED-   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 1600
quota vetta (m): 4807
dislivello complessivo (m): 3400

copertura rete mobile
tim : 80% di copertura

contributors: pagno
ultima revisione: 20/01/10

località partenza: Freney, Val Veny (Courmayeur , AO )

punti appoggio: Rifugio Monzino, Bivacco Eccles

bibliografia: CAI-TCI, Vallot

note tecniche:
Non credo che sia una via da consigliare ma è il sogno - incubo di tanti alpinisti, l'anello di congiungimento di anni di esperienza, di preparazione su tutti i terreni, preparazione tecnica, fisica e soprattutto mentale.
L'ambiente è himalayano, non c'è nulla di poco ripido, lì ti senti nulla, una formica in un deserto verticale ed inospitale. la montagna ti possiede, ti intrappola e tu devi trovare la via, il modo di uscirne. Credo e spero di vivere altre avventure come queste ma spero di non raggiungerne mai un'assuefazione perchè qui il limite il margine di rischio è alto ed aleatorio e si corre sulla lama del rasoio per parecchio tempo, lo stress è veramente elevato. Quando si arriva sotto la Chandelle la visione è terrificante, un Capucin a 4500 metri a cui devi per forza attaccarti per uscire. Fuori dalla Chandelle il misto è più impegnativo di quanto credessi, forse anche perchè cominci ad essere provato e comunque non banale.
Una volta sulla cresta del Brouillard, se si hanno sufficienti batterie, arrivate alla Vallot o, meglio, al Gouter.

descrizione itinerario:
Lo sperone si attacca facilmente da destra, in corrispondenza di una lama staccata, quindi consiglio di risalire sul pendio di neve ripido un pò oltre l'inizio delle rocce.
Poi la via è abbastanza logica e seguendo le indicazioni del Buscaini ma soprattutto quelle del proprio fiuto alpinistico (se siete qui ce lo dovete avere ;-) arrivate alla base della Chandelle.
Si sale quasi sempre sul filo dello sperone nel suo margine destro attraverso i punti di maggiore debolezza.
Due sono i tiri fin sotto la Chandelle impegnativi, uno nel primo terzo, uno nel secondo terzo. Il primo (una paretina verticale con strapiombo su roccia rossa molto bella è abbastanza chiodato ma estremamente faticoso (V+ ?!!!!) e consiglio vivamente di non tentarlo con gli scarponi a meno che non siate a livello 7a-7b in montagna, il passo in libera è quasi obbligato.
Se c'è neve prima e dopo fate il cambio delle scarpe come abbiamo fatto noi. Il secondo (una fessura che gira sul lato nord) si può fare con gli scarponi è faticoso e probabilmente anche ghiacciata ma ben integrabile con friends.
Prima della Chandelle c'è una crestina di neve e poi una placchetta sul filo che se fosse in falesia darei un 5a e invece è un III, e poi si attacca. Attraversa a SX facile e attacca il fessurone di destra che in una dozzina di metri porta alla sosta (5c).
Si può andare su dritti ma passando tutto a destra si semplifica la prima parte, si salta sopra un pulpito e si traversa in libera con un bel passo di V - VI sulla fessura di SX ben chiodata, si artificializza fino all'ultimo nut incastrato e si pendola a SX fino alla sosta 2.
Si parte in libera fino al terzo chiodo (un passo di 5c - 6a) e poi si tira tutto fino ad un cordone su 5 chiodi (S3).
Il tiro è corto in sosta si sta appesi ma a meno che non avete 15 -16 rinvii e voglia di tirarvi la corda tra parecchi attriti consiglio di fermarvi lì. Segue un passo in placca in traverso di 6b ma con qualche numero da circo si può improvvisare un pendolo un pò strano. Il traverso continua, si scende, si sale, si traversa, ben chiodato ma piano piano di gira sul versante nord, il posto più di merda che abbia mai visto.
In vista della S4 io sono salito a rinviare due chiodi sotto un tetto, ho pendolato con la corda in tensione in basso a DX fino ad una piccola cengia e poi sono salito a prendere la sosta. Da lì inizia il tiro più merdoso che abbia mai fatto, il famoso diedro strapiombante. Il tetto si bene tra libera e artificiale ma consiglio un bel fiffy e una straffetta leggera e poi si continua in una scala da tirare fino al camino da cui penzolano corde marce. Ho aggiunto un nut in un tratto da fare in libera giusto per dare continuità all'artif...
La S5 è subito dopo il camino e da cui si possono recuperare gli zaini. Si sale poi dritti con un bel passo di V e si guadagna la cengia orizzontale che si deve attraversare tutta (S6).
Si continua dritti e poi a SX, si attraversa lo spigolo a SX e si entra in due diedri (trovati bagnati e ghiacciati , S7).
Ultimo tiro, facile ma non banale se bagnato e ghiacciato, dritti su fessura e poi a DX su placche fino al filo DX della Chandelle, poi si sale a SX e facilmente si arriva al cordone della doppia (50 m, S8). Se siete arrivate fin qui con la luce proseguite e cercate di guadagnare la vetta e il rifugio, posti da bivacco asciutti e riparati non ce ne sono, il miglior bivacco si può affrontare sulla cengia orizzontale di cui ho parlato dove ci sono un pò di corde marce a cui conviene non attaccarsi...
Calcolate un'ora per arrivare sulla cresta del Brouillard, poi un'ora e mezza al Bianco e un'ora e mezzo per scendere al Gouter.


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