Sumbra (Monte) Mente et Malleo

difficoltà: 6c / 6b obbl
esposizione arrampicata: Sud-Ovest
quota base arrampicata (m): 1100
sviluppo arrampicata (m): 650

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: pardes_18
ultima revisione: 27/08/08

località partenza: Maestà del Tribbio (Careggine , LU )

punti appoggio: Varie possibilità a Castelnuovo Garfagnana

bibliografia: Alpi Apuane, Collana Monti d'Italia CAI TCI

vedi anche: http://www.toscoclimb.it/public/v2/modules/rockdocg/article.php?storyid=86

note tecniche:
Vista da lontano la parete sud del Sumbra si presenta estremamente invitante, quasi fosse stata disegnata dalla natura appositamente per essere scalata. La realtà è ben diversa e scovare linee che offrano possibilità di salita con roccia adatta alla bisogna (soprattutto in relazione ai tempi attuali) è ben difficile. La dedizione e la tenacia di alcuni “apuanisti” ed “esploratori” ci hanno recentemente consegnato due nuove linee di considerevole sviluppo. «Mente et Malleo » è la prima di queste, in ordine cronologico e non solo.
Uno stile di apertura severo ed audace è la sua caratteristica saliente. La parte alta della via dispiega otto tiri ad alto contenuto tecnico ed emotivo.
Protetti questi a chiodi e spits piantati a mano, su terreno che, dove la roccia si degrada, diventa infido e revulsivo. Alpinismo, rectius, Apuanismo senza compromessi per il quale il termine “sfida” non appare avventato.

descrizione itinerario:
Avvicinamento:
Da Castelnuovo Garfagnana prima in direzione di Cerretoli e successivamente di Vianuova, dove, dopo un ampio piazzale inizia una forestale sterrata con indicato “Sumbra”. La si percorre finché l’automezzo lo consente, in genere fino ad un bivio dove si trova un faggio con un una placchetta metallica che indica a sinistra “Sumbra ore tre”.
Con un fuoristrada o con un’automobile rialzata si può proseguire per 3km sino alla Maestà del Tribbio. Da qui a piedi sino alla cresta del Sumbra (sentiero 145) che si segue fino ad abbandonarla per prendere la ferrata “R. Malfatti”. Prima di giungere al piccolo settore di monotiri delle Placche Solcate si piega al meglio verso la parete sud che si costeggia, su paleo intervallato da placconate, in curva di livello. I riferimenti sono due grossi faggi isolati in un valloncello ed i due rami del canale dell’Anguillaia in basso.
Scendere verso il termine del ramo destro (faccia a monte) del suddetto canale. Circa tre ore dall’auto nel primo caso, meno di due nel secondo

Attacco:
Esattamente alla fine del ramo destro (faccia a monte) del canale dell’Anguillaia, non evidente ma logico.

L1 Iniziare a salire alla sinistra (f.a m.) di un piccolo aggetto, prima per balze poi più in verticale sino ad una placca ed al successivo terrazzo, V, IV 50m;
L2 In alto si scorge una placca profondamente solcata, dirigersi a sinistra di questa, attraverso un’altra paretina, prendere il diedro successivo, VI-, V+ 50m;
L3 Dopo una breve placca di nuovo nel diedro, da questo piegare a destra per reperire la sosta, IV,IV+ 30m;
L4 Ora si presentano una serie di piccoli balzi e placche di agevole superamento, II 50m ;
L5 Le placche guadagnano pendenza, la sosta si trova in alto a sinistra, V- 35 m;
L6 Si prende ora una serie di vaste placche con vecchi chiodi, V, V+ 45 m;
L7 Piegare a sinistra verso un diedro appoggiato, V 35 m;
L8 Primo tiro impegnativo, si inizia con un piccolo diedro aggettante che conduce ad una prima placca con passaggio tecnico, la successiva presenta roccia sfaldata in prossimità dell’uscita a destra su piccole prese ed è protetta da piastrina incerta, V+, VI+ 35m;
L9 Lungo traverso ascendente su terreno infido, qualche protezione in loco, anche se tecnicamente non difficile, IV 40m (Questa è indicata come sosta di calata che consente di raggiungere un’altra sosta fuori via e da questa con pendolo a destra verso la precedente sosta 6) ;
L10 Ancora verso sinistra su roccia a volte precaria, superare un diedro e guadagnare la sosta, V. VI- 45m ;
L11 Di nuovo verso sinistra con delicato traverso su piccola placca molto esposta, successivo “run out” poco protetto e poco proteggibile, sosta in placca VI+, VI 20m;
L12 Si riparte dalla placca di aderenza che presenta il superamento di un salto strapiombante dal quale per un diedro camino posto alla sua destra si prende la sosta, VI, V+ 40m
L13 Prendere a sinistra verso la base di un diedro con ampie lame alla sua sinistra ed un alberello ai suoi piedi, la successione di lame è impegnativa e faticosa ma la roccia è solida, molto delicata l’uscita su paleo e sassi instabili, esile colonnina con cordino. Da qui prendendo tutto a sinistra su erba verticale si dovrebbe comunque raggiungere la sosta (soluzione non provata). La parete si riforma invece dopo il tratto su paleo e presenta un netto strapiombo atletico che mena al punto di sosta, VI, VI+ la prima parte. VII-/A0 lo strapiombo, 40m;
L14 Si presenta una placca d’equilibrio che si supera mirando ad un diedro aggettante, da questo, dopo un linea su erba ingaggiarsi in una dura sezione su piccole prese con una decisiva, sottile, bandierina a destra, poi uscita ancora su vegetazione. VI+ fino a tutto il diedro, VIII lo strapiombo o in A0/A1 infliggendo alle protezioni il minor stress possibile, 30m ;
L15 Da qui a destra su grosse scaglie delle quali si percorre il bordo inferiore, utile BD 1, fino a scorgere il limitare della parete mediante placche sfaldate, V-, IV 40m.

In due passi si arriva al sentiero del crinale. La sosta 15 è indicata come quella che consentirebbe l’accesso dall’alto per chi intendesse percorrere solo la cruciale seconda parte (da S10 in su). L’unico punto di riferimento sul sentiero è una barra quadra piantata in obliquo in terra ed un eretto ometto che si sporge nel vuoto, altrimenti è praticamente invisibile.

Discesa: La via esce sul crinale del Sumbra che riconduce con piacevole passeggiata verso l’auto, effettuabile anche con l’oscurità sopraggiunta, in circa un ora sempre a seconda del punto in cui si è lasciato l’automezzo.