Poia (Coster di Cima) Placche del Lupo - Bugs Bunny

L'itinerario

difficoltà: 6c / 6a obbl
esposizione arrampicata: Est
sviluppo arrampicata (m): 300

copertura rete mobile
dato non disponibile

ultima revisione: 25/08/08

località partenza: Saviore (Saviore dell'Adamello , BS )

punti appoggio: Rifugio Lissone

accesso:
Dal Rifugio percorrere il sentiero del fondovalle superando dopo c. 45 minuti Baita Adamè. Continuare ancora per c. 15 minuti
fino alla radura del diruto Cuèl del Manzoler.
Abbandonare il sentiero e dirigersi verso il Coster lasciando a sx una colata di massi con grossi cespugli di rododendri; seguire gli ometti puntando alle evidenti lingue di roccia quasi parallele che più si abbassano nel pendio prativo (ore 1,15 dal rifugio Lissone; ore 2,15 da Malga Lincino).

note tecniche:
Itinerario complessivamente di buon interesse, consigliabile come approccio alle vie del Coster prima di affrontare le più difficili
realizzazioni di questa struttura. Le prime due lunghezze sono molto discontinue ma questo non pregiudica il divertimento vista la qualità della roccia e l’attrezzatura.

Soste: ottime con 1 fix da 10x80 Materiale: N.E.A.; 12 rinvii; 2/3 friends piccoli; consigliabile una staffa per l’ultima lunghezza.
Attrezzatura: via chiodata integralmente a fix da 8x80 e piastre Raumer inox da 27 KN

descrizione itinerario:
All’estrema destra della struttura dove due placche si abbassano nel pendio erboso; l’itinerario attacca in quella più a destra; S0 con
un fix; prime protezioni ben visibili.

Nota:
la L1 può essere evitata a dx per ripido prato; se ne consiglia comunque l’effettuazione. In fase di apertura è stato percorso il caminocanale erboso a destra del muro verticale percorso attualmente dalla L8 e raggiunta la sommità del Coster per bella placca fessurata proteggibile a friends con difficoltà di 5c; si è preferito correggere l’ultima lunghezza data la presenza nel canale prima citato di un gigantesco macigno; il masso appare parzialmente interrato e ben incastrato nonché presente da molto tempo ma si è preferito comunque girargli al largo.

Itinerario:
L1: risalire la placca iniziale (6a) fino ad uscire su terreno decisamente più abbattuto; continuare (3a) restando sul lato destro della placca fino alla S1 (50 m, max 6a).
Dalla S1 risalire il tratto erboso sovrastante di c. 20 m fin sotto la parete vera e propria lasciando a destra un salto verticale; un fix alla base con maglia rapida.
L2: superare sulla sx un breve salto (5c), deviare a sx per una corta placca (5b) fino ad un terrazzo; continuare al centro della bella placca successiva salendo dapprima una sorta di scala naturale e la successiva verticalizzazione; uscire ad un altro breve terrazzo e per un’altra placca più facile (5a) raggiungere in leggera diagonale a sx la S2 sotto un evidente salto nerastro (45 m, max 5c).
L3: superare il salto nel punto più basso (6a), traversare nettamente a destra fino ad un secondo gradone; oltre questo continuare per bella placca (5b) fino ad uscire alla comoda cengetta erbosa della S3 (30 m, max 6a).
L4: salire per facili fessure fino all’inizio della bellissima placconata; risalirla integralmente restando a dx dell’evidente striscia nera sovente bagnata che la caratterizza (5b, tratti di 5c) fino ad una esigua cengetta (30 m, max 5c).
L5: salire ancora per qualche metro dritto per placca (5c) fino a portarsi sempre per bella placca articolata sotto il sistema di fessure erbose; lasciarle a sx e descrivere un traverso su placca verticale (6a, passi di 6b) fino ad uscire a dx di un pilastrino; per breve muretto nero ben appigliato (5c) toccare la S5 su terrazzo inclinato (30 m, max 6b).
L6: superare il facile e breve spigolo subito sopra la sosta, diagonalizzare superando un salto a dx (5b) fino ad immettersi in una facile placconata che si supera (4a) fino alla S6 su comoda cengia (30 m, max 5b).
L7: traversare facilmente a sx per placca fin sotto una sorta di sperone abbattuto; se ne supera il salto iniziale per grosse lame (5b) per poi risalirlo su terreno più facile; traversare a sx per corto diedro ed immettersi nella bella placca fessurata di roccia bianca (5a); la si risale fino ad un tratto più verticale (5c) oltre il quale si tocca la S7 (40 m, max 5c).
L8: iniziare a salire la verticale placca che si fa progressivamente più difficile (6a all’inizio poi 6b) fino ad un tratto molto liscio che si supera con passi di aderenza al limite (6c) e con un breve tratto in artificiale (A1); raggiunta una fessura orizzontale, si supera un secondo difficile muretto (6b passi di 6c) fino all’uscita (5b) a dx di una gigantesca lama appoggiata ben ancorata (35 m, max 6c/A1).

Discesa:
raggiunta la sommità del Coster salire per prati per circa 50 m di dislivello per poi deviare decisamente a sx restando al di sotto dei
ghiaioni sommitali, quasi sull’orlo del Coster per bellissimi terrazzi erbosi; sempre in diagonale raggiungere, per traccia, il sentiero n. 1 per mezzo del quale in c. trenta minuti si ritocca la base del coster. E’ possibile scendere anche in doppia lungo l’itinerario di salita; si consiglia di usufruire di tutte le soste onde non incorrere in problemi di recupero delle corde.