Rouges de Triolet (Monts) Il Fabbro ed il Filosofo

L'itinerario

difficoltà: 6a :: 5b obbl ::
esposizione arrampicata: Sud-Ovest
quota base arrampicata (m): 2650
sviluppo arrampicata (m): 220

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: berni
ultima revisione: 23/02/10

località partenza: Arnouva (Courmayeur , AO )

punti appoggio: Rifugio Dalmazzi

note tecniche:
Primi salitori: M. Bernini, M. Castellengo, G. Riccardino il 14-07-2008
Diff: 6a/6a+ max; 5b obbl. S1+
Materiale:
via completamente attrezzata con fix e tasselli da 10mm inox, non è necessario materiale aggiuntivo, corde da 60m; 10 rinvii, cordini e fettucce.


Note:.facile itinerario su roccia ottima.

Materiale messo a disposizione dal gestore del rifugio, che ringrazia Mountain Siks di Rivarolo Canavese

descrizione itinerario:
Attacco: Dal rifugio portarsi verso il locale con i bagni e proseguire contornando la parete, per traccia risalira la morena sino ad una bella placconata bianca sulla destra della morena, placchetta inox a 3 metri da terra. N.B. Volendo si può continuare per traccia sino a S1 su due fix non collegati.

L1: superare la placca poi una cengia erbosa ed ancora per facile placca a S1, 3c. 60m
L2: salire la bella placca sino ad una fessura ad M, 6a/6a+, fisilogico, per gli spilungoni è ben più facile! Poi per muretti e fessure alla sosta, 5c. 30m
L3: prendere la fessura a SX e superare la delicata placca seguente, 5c/6a, poi più facilmente alla sosta alla fine dello sperone. 30m.
Da qui aggirare lo sperone, risalire brevemente il ripido prato e ridescendere costeggiando la placconata sino al suo limite inferiore. La cengia è larga e non c’è sosta di partenza, 1° fix a 3/4m da terra.
L4: placche, diedrino e muretti, 5b. 40m.
L5: continuare per facili placche sino alla sommità, 4b.

Accesso:
da Paesana si entra nel paese e si seguono indicazioni per San Giacomo di Agliasco. Raggiunto questo panoramico borgo montano si segue la strada asfaltata per circa 1,5 km fino ad uno spiazzo con un pannello illustrativo, dove si parcheggia e si indossano le racchette.

Il paesaggio è tipicamente collinare: si imbocca la diramazione sulla destra e, percorrendo la carrozzabile per circa 40 min si incontrano aceri, castagni e betulle. A poco a poco si inizia a notare il diradamento del bosco per lasciare spazio
a prati e qualche baita. Purtroppo i segni dell’abbandono dei territori montani sono evidenti, soprattutto nei prati, ormai colonizzati da specie pioniere (betulle e felci); i segni della presenza dell’uomo non sono però completamente scomparsi: restano tratti di muretti a secco e lose di confine piantate verticalmente.
Dopo avere superato un piccolo pianoro e una curva si raggiunge uno spazio aperto, con tavolo e panche, ideale per una sosta.
Giunti al bivio si segue l’indicazione per Pian del Lupo, sulla sinistra. Anche qui sono visibili resti di muretti con pietre oblique. Il percorso, in questo punto caratterizzato da belle piante di faggio, concede a tratti un’ottima visuale sull’abitato di Paesana e sulla bassa valle, nonché sul Mombracco.
La vegetazione cambia, il bosco diventa misto, con latifoglie e aghifoglie, rododendri e mirtilli, anche se in inverno non è così facile individuarli. Dopo altri 30' di cammino si incontra un altro bivio e si prosegue sempre in direzione del Pian del Lupo. In breve si raggiunge un tratto privo di vegetazione alta e quindi molto panoramico. Accanto ad un larice sono stati
sistemati tavolo e panche.
Di qui in avanti il paesaggio assume un aspetto tipicamente alpino e al primo bivio si prende a sinistra. Lungo il percorso si possono notare blocchi di roccia posizionati uno sull’altro, generando piccole feritoie e quindi giochi di luce molto particolari. Le caratteristiche geomorfologiche di questo luogo
sono davvero notevoli e questi torrioni si incontreranno lungo tutta questa parte del tracciato.
Dopo alcune curve e un tornante la strada incrocia quella lasciata al bivio precedente. Svoltando a sinistra si ritorna quindi sulla via principale. Dopo una serie di tornanti il percorso culmina in un luogo denominato Castello Oddino 1812 m.

Discesa:
Il percorso di discesa coincide con quello dell’andata (nel primo e nell’ultimo tratto è possibile “tagliare” parecchie curve, stando però attenti ad orientarsi, in modo da non dover risalire!)