Uccello (Pizzo d') Via dei Genovesi

difficoltà: 4 / 3 obbl
esposizione arrampicata: Nord
quota base arrampicata (m): 1150
sviluppo arrampicata (m): 650
dislivello avvicinamento (m): 300

copertura rete mobile
vodafone : 80% di copertura

contributors: pardes_18
ultima revisione: 24/05/09

località partenza: Orto di Donna (Fivizzano , MS )

punti appoggio: Vari rifugi in Val Serenaia e Orto di Donna

cartografia: Alpi Apuane 101-102 Ed. Multigraphic

bibliografia: CAI-TCI Guide dei Monti d'Italia, Alpi Apuane, Montagna, Nerli, Sabbadini

note tecniche:
Itinerario generalmente percorso in veste invernale, qui proposto in versione estiva. Ambiente particolare ed inusuale in Apuane per la presenza all’attacco del piccolo nevaio detto “Cantoni di neve vecchia”. Arrampicata per lo più di conserva (o sciolti) con due soli tratti in sicurezza. Roccia estremamente scomposta e precaria con chiodatura praticamente nulla e rarissime possibilità di assicurazione che consenta affidabile tenuta.

descrizione itinerario:
Avvicinamento:
Da Orto di Donna per strada asfaltata, chiusa da sbarra, fino ad un muretto con due lapidi, da qui nel bosco per sentiero segnato sino alla foce Siggioli e all’inizio della ferrata Tordini Galligani che si segue in discesa, molto utili un paio di guanti in pelle e per i meno esperti il kit da ferrata, fino ad una conca che si supera per raggiungere la base della parete ed i suoi itinerari di salita.

Attacco:
Sulla sinistra del nevaio per placche lisciate, almeno 60/70 metri di placca appoggiata ed obliqua nessuna protezione ne sosta III;
Placche e risalti fino ad uno spit piantato a mano, altri 30/40 metri, III; Si arriva alla cengia detritica con visuale sulla “Balma”, il grande arco di roccia naturale. Si punta a questo scegliendo un canale a destra (o a sinistra) per superare l’arco in maniera indiretta, IV/IV+, nessuna protezione
A questo punto si incontra un’altra piccola cengia con residuo di vecchia sosta, III;
Per placche e risalti fino a sosta con catenella, IV. Da qui possibilità si uscita per canale molto erboso a sinistra, che porta fuori dalla parete;
Oppure si può ancora uscire per la “Via del ripiano di Capradossa”, canale umido all’inizio ed erto e su roccia instabile, che si segue fino ad una netta strozzatura. Questo camino strozzato, con vecchia chiodatura, IV+, si supera sulla faccia destra con arrampicata classica, per giungere ad una piccola cengia alla base dell’ultimo tratto del canale. Da qui si apre la parete del torrione di Capradossa che ci si lascia sulla destra per seguire il canale che per piccoli diedri e camini pericolanti porta appunto alla cresta di Capradossa esposta a mezzogiorno. Per raggiungere la vetta del Pizzo occorre invece deviare a destra al meglio in obliquo, all’altezza della Balma, per prendere un altro lungo canale che, per circa trecento metri, attraverso camini e risalti, III, porta nel punto più alto della parete.

Discesa:
Comodamente per la via normale del Pizzo d’Uccello ed indi di nuovo ad Orto di Donna