Morrone della Duchessa (Monte) dal Valico della Chiesola per la cresta NE

difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 1604
quota vetta/quota massima (m): 2141
dislivello salita totale (m): 537

copertura rete mobile
vodafone : 20% di copertura

contributors: oldrado
ultima revisione: 18/05/08

località partenza: Valico della Chiesola di Lucoli (Lucoli , AQ )

punti appoggio: Rifugio-Bivacco del Campitello

cartografia: IGM 145 I SE oppure CAI l'Aquila Velino-Sirente

bibliografia: S. Ardito - A piedi in Abruzzo vol. 1

note tecniche:
Escursione piuttosto lunga in termini di distanza sviluppata (ca. 22 chilometri A/R), che rende indispensabili gli sci o le ciaspole in inverno (scialpinisticamente è una classica molto remunerativa).
Ambiente naturale vario e ricco e panorami strepitosi.

descrizione itinerario:
Si parcheggia l’auto al Valico della Chiesola (1.604 m.) sulla strata per Campo Felice e si prende la evidente sterrata che scende verso la faggeta. Si attraversa tutto lo splendido bosco fino ai Prati di Cerasolo (1 ora).
Dai Prati di Cerasolo si hanno due alternative per raggiungere il rifugio di Campitello: per la Valle Quartarone o per la Valle dell’Asina (it. CAI 2G), due valli che corrono parallele verso SE percorse da evidenti sentieri (l’imbocco della Valle Quartarone si raggiunge per prima provenendo dal Valico della Chiesola).
In 45 min.-1 ora si arriva al rifugio di Campitello (m. 1.720, indicato come Rifugio Forestale sulla carta CAI), in splendida posizione in una conca verde di pascoli ai piedi della Punta dell’Uccettù.
Da qui si hanno due alternative: con la montagna in veste invernale o con neve primaverile è possibile piegare verso NO per portarsi all’attacco dei numerosi canali nevosi che salgono all’anticima del Monte Morrone (m. 2.030); con la montagna asciutta, invece, l’itinerario migliore sale fino al Vado dell’Asina (colpo d’occhio sul lago della Duchessa) e da qui sale lungo la cresta NE del Morrone, giungendo prima all’anticima (grosso ometto) e poi, aggirati o superati alcuni divertenti salti rocciosi, al lastrone di vetta (m. 2.141, punto IGM, 1 ora da Campitello).
La cresta è sempre varia, molto panoramica e in alcuni tratti aerea, non del tutto banale con forte innevamento. I canali invernali che segnano il versante NE e N del Morrone e che salgono alla cresta sono numerosi, brevi ma non privi di tratti ripidi e con possibili rischi di valanghe da valutare caso per caso.
Per la discesa l’alternativa migliore è compiere un percorso ad anello, tornando verso il Campitello e la Valle dell’Asina scendendo per il crinale opposto, in direzione prima del Monte Ginepro (ometti) e poi piegando verso E.
In caso di buona visibilità il Campitello è sempre in vista e la discesa non pone problemi di orientamento.
In caso di nebbia, soprattutto d’inverno, bisogna fare attenzione a non percorrere le altre due creste che si staccano dalla vetta del Morrone: una scende lentamente verso lo Iaccio della Capra (e Corvaro), l’altra più ripidamente verso la fonte La Vena e un piccolo rifugio.
Considerare un tempo di ritorno all’automobile non troppo diverso da quello di salita (2.45-3 ore), visto che dai Prati di Cerasolo in poi la marcia è in piano o in lieve salita.