Nona (Monte) Via S.U.C.A.I. Genova

difficoltà: 5c / 5a obbl
esposizione arrampicata: Sud-Ovest
quota base arrampicata (m): 1100
sviluppo arrampicata (m): 200

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: pardes_18
ultima revisione: 18/02/10

località partenza: Stazzema (Stazzema , LU )

punti appoggio: Rifugio Forte dei Marmi

cartografia: Guida Monti d'Italia CAI TCI Alpi Apuane

bibliografia: Guida Monti d'Italia CAI TCI Alpi Apuane

note tecniche:
Prima via tracciata sulla parete vera e propria. Gli ultimi due tiri, che la guida CAI TCI degli anni ’70 definiva pericolosi lo sono davvero. Occorre molto prudenza e disposizione psicologica al rischio caduta su chiodi a pressione.

descrizione itinerario:
Attacco: Dal rifugio Forte dei Marmi salire per breve sentiero fino alla revulsiva parete del Nona.
Dal Matanna salire fino al palo della luce e al crocifisso da qui si spalanca la visuale del versante opposto, quello a mare. Scendere il sentiero che rapidamente porta sotto la struttura.
Al termine dell’umido e gocciolante grottone individuare sul sentiero un macigno sporgente ed isolato. Davanti a questo si dispiega una zoccolo basale poco invitante. All’estrema sinistra dello zoccolo, quando la parete torna verticale e compatta si notano i primi, vecchi, chiodi.

L1 Dal sentiero fino a dove la parete verticalizza. Si può passare un primo rinvio alla sosta del nuova via a spit, ancora a livello di cantiere, che sale al centro della parete. Poi il percorso non è univoco, in parte franoso, molto umido ed erboso, verso sinistra, IV+;

L2 Inizio della lunga teoria di chiodi a pressione, molto usurati, sottili e sfaldati. Però la distanza è ravvicinata. Sosta comoda su terrazzino, presente uno spit inox. A1, A2, Ae;

L3 Ancora in artificiale, alcuni rivetti iniziali e piccolissimi chiodi artigianali, sempre molto segnati dal tempo. Sosta con molti chiodi collegabili con risultato quasi a norma UIAA. A1, A2, Ae;

L4 Si riparte con la progressioni artificiale, A1,A2, Ae, con uscita in libera resa impegnativa dal fittissimo gocciolare dai tetti sovrastanti. Sosta alla base di una piccola rampa. Si possono collegare quattro chiodi ottenendo una certa sicurezza ma minore rispetto alla precedente;

L5 Salire la rampa aggettante a sinistra sempre in artificiale, poi arrampicata libera dove la rampa s’abbatte. Si può fare sosta su spits utilizzando la medesima via in allestimento che si era incontrata alla partenza, A1, IV;

L6 Tiro di raccordo verso l’albero contorto della via Licia e la successiva placca che porta alla lama staccata formante una profonda trincea, A2, IV;

L7 Sosta con spit inox. Da qui si riparte in artificiale molto impegnativo, chiodato distante su roccia incerta. Utile integrare con camme BD o dadi. Uscita su bella fessura, però molto umida e che non risparmia ingaggio per la chiodatura che necessita integrazione, A3, Ae;

L8 Sempre su chiodi usurati e d’incerta tenuta. Parete bagnata e strapiombante. Tutti i chiodi a lama hanno braccio di leva negativo da limitare con cordino. Uscita su caminetto svasato che guarda direttamente i 200 metri di vuoto che separano dal sentiero Bruni. Poi su crestina fino in comoda e panoramica sosta con spit inox, A1, A2, Ae, IV+;

L9. Paleo verticale scivoloso e sassi smossi. Assicurazione su un chiodo e radici ed affusti fino alla cupola sommitale

Discesa: Si può anche cercare una traccia a mezza costa che evita di salire alla vetta e indi riscendere.