Terminillo (Monte) via Chiaretti-Pietrostefani

difficoltà: PD+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 1812
quota vetta (m): 2216
dislivello complessivo (m): 404

copertura rete mobile
vodafone : 40% di copertura
altri : 40% di copertura

contributors: oldrado
ultima revisione: 29/01/10

località partenza: Rifugio Angelo Sebastiani (Micigliano , RI )

punti appoggio: Rifugio Angelo Sebastiani

cartografia: 1:25000 Terminillo e Monti Reatini ed. Il Lupo

bibliografia: Guida CAI-TCI Appennino Centrale vol. I

note tecniche:
Via molto remunerativa per il rapporto difficoltà/soddisfazione. Breve ma non priva di risvolti tecnici. Forse la più frequentata via invernale del Terminillo (anche da corsi e associazioni, perché è molto "didattica").
Chiaretti e Pietrostefani l'avevano aperta d'estate, però!!! Ovviamente la difficoltà varia molto con le condizioni della neve e della montagna in genere.

(news febbraio 2011): gli spit nel canale sono stati tolti o distrutti a martellate da qualche delinquente "purista": per portare inesperti o corsi, quindi, occorre portarsi il materiale per proteggere la via.

descrizione itinerario:
Dal Sebastiani si parte a mezza costa verso la sella di Leonessa, costeggiando la parete O del Terminillo, continuamente spezzata da canali e canalini (racchette utili incaso di neve fresca). Si arriva in 30 min. a una sella che demarca l'angolo O-NO della Montagna, al di là del quale si vede il netto canale che segna la prima parte dell'ascensione.
Il canale attacca subito abbastanza ripido (50°), continuo e incassato, con una pendenza massima di circa 60° verso i 2/3 dello sviluppo.
Il Canale sbocca su una specie di spalla, separata dalla cresta finale (verso sx per chi sale) da due saltini che rappresentano le difficoltà maggiori della salita (molto variabili a seconda delle condizioni della neve).
Il primo si supera scavallando una crestina e piegando a dx (direzione di salita) fino a pervenire su una panoramica cresta; questa cresta si allarga in una piccola conca che precede il secondo salto, che si attacca direttamente e sbuca direttamente sulla cresta sommitale (variante: questo salto può essere aggirato abbassandosi sulla sx e aggirandolo, percorrendo poi il breve canale che si trova alle sue spalle).
Se scoperti o vetrati i due salti potrebbero presentare qualche difficoltà, ma sono quasi sempre proteggibili con chiodi tradizionali su rocce affioranti.
Lungo la cresta sommitale si arriva in vetta. In condizioni ottimali, senza necessità di manovre, un paio d'ore sono sufficienti, altrimenti prevederne 3 o più.
Discesa: la più diretta è dal Canalone Centrale, che si prende immediatamente prima (possibile cornice) o dopo (meglio) la vetta (direzione di marcia). Con una pendenza di circa 40° si viene "scodellati" rapidamente sul piano che precede il rifugio.