Contrario (Monte) Via dei Chiavaresi

difficoltà: AD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 1500
quota vetta (m): 1789
dislivello complessivo (m): 250

copertura rete mobile
wind : 60% di copertura
tim : 30% di copertura

contributors: puzzole
ultima revisione: 07/01/09

località partenza: Val Serenaia (Minucciano , LU )

punti appoggio: Rif. Donegani

cartografia: CAI-TCI Alpi Apuane (Montagna-Nerli-Sabbadini)-Apuane Salite Invernali (G.Perna-F.Girolami)

bibliografia: CAI-TCI Alpi Apuane (Montagna-Nerli-Sabbadini)-Apuane Salite Invernali (G.Perna-F.Girolami)

note tecniche:
Portarsi qualche chiodo da roccia, 2 mezze corde, 1 o 2 picozze (2 non necessarie), ramponi, cordini, fittone (non necessario).
Fino alla strozzatura prima del pendio finale sono presenti faggi lungo tutto l'itinerario per sostare. Dopo la strozzatura sosta attrezzata nelle rocce centrali affioranti.
Il versante Nord del M.Contrario diventa, in veste invernale, un ottimo terreno di gioco per salite di questo genere e tra le diverse possibilità, questa è la via più logica e interessante. La via segue come direttrice l'ampio canale aperto ad anfiteatro che si trova fra la cima e l'anticima, e raggiunge la cresta ovest ad un colletto.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio del Rif. Donegani si percorre a piedi tutta la marmifera che porta a cava 27 e quindi al Rif. Orto di Donna.
Da qui si segue il sentiero n°179 per Foce di Cardeto, si oltrepassa il Bivacco K2, e poco dopo si raggiunge la partenza dell'itinerario. Si segue una rampa ghiacciata ascendente a sinistra, poi in verticale fino ad una fascia di rocce, si traversa a destra per una cengia esposta e si segue la rampa ghiacciata successiva andando verso sinistra (45/50°).
Arrivati sotto la fascia di rocce, si traversa verso un faggio isolato, si sale lungo una rampa-diedro (strozzatura) e poi per balze ci sporta nell'ampio canale finale aperto ad anfiteatro (50/55°).
Al termine di questo tratto si può sostare su di una roccia affiorante.
Da qui si prosegue verso il colletto sulla cresta ovest (50°).
Da qui conviene scendere in doppia, assai più facile e sbrigativo.