Rama (Monte) Via Zunino

difficoltà: PD-   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 190
quota vetta (m): 1148
dislivello complessivo (m): 958

copertura rete mobile
wind : 100% di copertura
vodafone : 60% di copertura
no operato : 0% di copertura
3 : 20% di copertura

contributors: andreaparodi
ultima revisione: 08/03/10

località partenza: Lerca (Cogoleto , GE )

cartografia: Andrea Parodi

bibliografia: Andrea Parodi

accesso:
dal casello di Arenzano dell’autostrada Genova-Ventimiglia si gira a destra per Cogoleto, poi ancora a destra per Lerca. Entrare nel paese (non fare la galleria), poco prima della chiesa svoltare a dx e prendere la prima stradina sulla dx, via Pigna, strettissima, che poco oltre diventa via Bric Camulà, passa accanto alla Cappella di S. Anna (sulla dx) ad un complesso residenziale di nuova costruzione (sulla sx), poi si lascia l’auto nei pressi di un serbatoio dell’acquedotto (quota 190 circa). In alternativa, non entrare nel paese di Lerca, fare la galleria, costeggiare i campi da golf (sulla sx), quindi imboccare sulla dx una strada che fatta una curva porta al complesso residenziale di nuova costruzione. Incrociata via Bric Camulà, piegare a sx e raggiungere l'acquedotto.

Avvicinamento:
s’imbocca un sentiero che sale ripido verso nord-ovest (segnavia “due linee rosse”) fino ad incontrare una mulattiera che si segue verso destra. A quota 295 si lascia a sinistra il sentiero della “via diretta” al Monte Rama, segnalato con un cerchio rosso pieno, per continuare a destra lungo la mulattiera che s’inoltra nel Vallone del Rio di Lerca. Tagliando a mezza costa si passa sotto ai crestoni orientali del Bric Camulà, poi si attraversa il Fosso della Ciaza Grande e si prosegue sul fianco sud-est del Monte Rama. Lasciando a sinistra la paretina dove inizia la “via dell’Acqua”, si continua sulla mulattiera fino alla confluenza dei due corsi d’acqua che formano il Rio di Lerca. Qui, sulla sinistra ai piedi del contrafforte est del Monte Rama, si trova una piccola costruzione di cemento dell’acquedotto (quota 530 circa; 1.10-1.20 ore dall’auto).

note tecniche:
E' una classica via a metà strada fra escursionismo e alpinismo, dove in alcuni tratti si cammina e in altri si arrampica su crestine inclinate con difficoltà modeste. I passaggi più difficili sono tutti evitabili, perché a sinistra della via le rocce lasciano il posto ad un pendio coperto d’arbusti. La roccia è buona nella prima parte del percorso, fino sopra all’acquedotto a quota 740 circa. Nella parte superiore della via, la serpentinite diventa un po’ più scagliosa, ma non crea grossi problemi perché le difficoltà sono modeste.

descrizione itinerario:
tutta la via è segnata da bolli e frecce bianche ma non è attrezzata.
abbandonando la mulattiera si sale a sinistra subito dietro la costruzione dell’acquedotto. Si lascia destra il contrafforte roccioso della “variante inferiore” e si segue una traccia di sentiero che s’innalza fra pini e massi (frecce e bolli bianchi). Salendo per massi e detriti in un valloncello tra le rocce, si giunge al ripiano con resti di un piccolo rifugio, dove termina la “variante inferiore”. Qui si piega a sinistra e, passando accanto alla lapide posta a ricordo di Renzo Zunino, si raggiunge un costolone di rocce ed erba. Si sale per massi e detriti subito a destra di una crestina rocciosa fino ad un caratteristico spuntone, oltre il quale iniziano le difficoltà alpinistiche. Si sale a destra lungo una cresta articolata (passo di II+ all'inizio). Giunti su uno spuntone si vede davanti un ardito ponticello sospeso, sul quale passa il tubo di un acquedotto. Si superano alcune frastagliature, poi si sale su una crestina piuttosto aerea, ma con buoni appigli, subito a sinistra del ponticello sospeso (III). Si giunge così sul sentiero dell’acquedotto a quota 740 circa.

Qui si può abbandonare la “via Zunino” seguendo verso sinistra il sentiero dell’acquedotto, che taglia tutto il versante sud-est del Monte Rama (qualche tratto franato), fino al Passo Camulà dove s’incontra il sentiero della “via diretta”.

Dall’acquedotto si prosegue con bell’arrampicata su una crestina affilata (II), quindi si sale per un tratto fra erba e rocce, fino ad incontrare un sentierino che taglia il pendio a quota 775 circa. Si segue il sentierino verso destra per una quindicina di metri, poi si riprende a salire lungo un costone roccioso. Si sale dritti lungo il costone, per rocce inclinate alternate a brevi ripiani erbosi (difficoltà discontinue fino al II+, su roccia un po’meno buona che nella prima parte). Quando la pendenza diminuisce e le rocce lasciano il posto all’erba, si traversa orizzontalmente a destra per una cinquantina di metri, fino sotto ad una balza rocciosa solcata da un poco marcato canalino. Si supera il canalino (II+) poi si prosegue per rocce inclinate e per una facile cresta che si esaurisce nel pendio erboso. Salendo dritti fra erba ed arbusti, si giunge in breve sul sentiero della “via diretta” a quota 950 circa.
Qui si può iniziare subito la discesa scendendo a sinistra. Per salire in cima al Monte Rama si va invece a destra, arrivando in breve ad un bivio. Lasciando a destra la mulattiera contrassegnata da una A rossa, si prosegue in salita sul sentiero segnalato con il cerchio rosso pieno, che conduce direttamente in vetta (1148 m; 2-2.30 ore dalla costruzione dell’acquedotto a quota 530 circa).

Discesa:
si scende verso est lungo il sentiero della “via diretta” segnalato con un cerchio rosso pieno. A quota 950 circa s’incontra una mulattiera che si segue verso destra. La mulattiera perde quota con alcuni tornanti, poi piega a destra e taglia il versante meridionale del Monte Rama fino al Passo Camulà (790 m). Contornato ad occidente il roccioso Bric Camulà, si continua a scendere sulla mulattiera segnalata col cerchio rosso, fino ad incontrare una strada sterrata. Si scende per un breve tratto sulla sterrata, poi si prende a sinistra un sentiero che va a congiungersi, a quota 295, con l’itinerario percorso nell’avvicinamento.