Martin (Punta) e Monte Penello da Acquasanta, anello

sentiero tipo,n°,segnavia: segnavia punto-linea (salita), rombo vuoto - sentiero Frassati discesa
difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 195
quota vetta/quota massima (m): 1001
dislivello salita totale (m): 900

copertura rete mobile
vodafone : 70% di copertura
tim : 0% di copertura
no operato : 0% di copertura
3 : 60% di copertura

contributors: Andrea81
ultima revisione: 19/02/10

località partenza: Acquasanta (Mele , GE )

punti appoggio: Bivacco Zucchelli e biv. Bellani (M. Penello)

accesso:
Da Genova si prosegue per Mele (passo del Turchino), quindi deviazione a destra per Acquasanta, dove arrivati nel grosso parcheggio del santuario, si parcheggia. E' anche possibile partire più in alto dal parcheggio della stazione ferroviaria (linea Genova-Acqui Terme) utile nel caso si voglia venire in treno.

note tecniche:
Itinerario di ampio respiro, specialmente compiendo l'anello (consigliabile percorrerlo in questo senso, in quanto la cresta ovest offre un po' di roccette simpatiche in salita, mentre la discesa si rivelerebbe un po' discontinua. Da evitare in presenza di neve/ghiaccio, in tal caso è meglio salire e scendere dal versante sud.
E' anche possibile compiere una traversata da Acquasanta a Pegli (utilizzando eventualmente due auto oppure i treni per ritornare al punto di partenza).

descrizione itinerario:
Dalla piazza del santuario, sulla destra si scorgono dei cartelli indicatori, tra cui Punta Martin e i segnavia (in salita va seguito il punto-linea rossa.
Si sale una umida scalinata, che interseca due volte la strada asfaltata che porta alla stazione. La scalinata termina proprio nel piazzale della stazione, dove si continua a destra ora seguendo per un tratto la strada asfaltata. Si arriva ad un bivio, si segue una stradina asfaltata che continua in leggera discesa (da quella di destra arriveremo al ritorno) sempre seguendo il segnavia tratto-punto rosso.
La strada diviene presto sterrata, e tocca le ultime case a monte del paese. A destra dell'ultima, inizia il sentiero un po' invaso dalla vegetazione, che traversa da destra a a sinistra, ed aggirato un costone che proviene dalla Monte Pietralunga, immette nel vallone del Rio Baiardetta, da cui si vede sia la cima che il restante lungo percorso di salita.
Si continua con un falsopiano nel cuore del vallone immerso nella macchia mediterranea, fino ad una palina in località Gazeu 297 m, dove si tralasciano i bivi a destra per il Monte Pietralunga e il Masso del Ferrante, e si attraversa il rio, per riprendere a salire ora più decisamente (da qui alla cima la salita non mollerà mai)
Si sbuca in cresta nei pressi della Cima Leggea 484 m, boscosa, per poi iniziare la lunga cresta, con tratti di roccette di serpentino (mai difficili ma che richiedono a volte l'uso delle mani, brevi tratti un po' più aerei), toccando la rocciosa Rocca Calù 765 m.
Si prosegue su pendenza sempre molto sostenuta, alternata a brevi saliscendi, fino ad una seconda fascia di roccette, e quindi si arriva al cospetto della cima; un breve tratto pianeggiante di comodo sentiero porta ad una selletta, qui si riprende a salire per facili roccette in un canalino (suggestivo passaggio in un intaglio tra le rocce), e dopo un'ultima breve e ripida salita su sentiero, si arriva alla croce posta in cima 1001 m.
Per proseguire l'anello, si scende in direzione Est (vari segnavia) per dolci prati sino al Monte Penello 999 m, dove è collocato un bivacco molto spartano, utile in caso di maltempo.
Da qui si segue il segnavia rombo vuoto rosso e sentiero E1, versto destra direzione Sud, raggiungendo in breve il Monte Fontanabuona dove si trova una piccola fonte e dei tavoli.
Si prosegue prendendo a destra verso la Baiarda il sentiero segnalato con tre bolli rossi passando per Monte Cuccio 881 m ed arrivando alla Cresta Meridionale 700 m, nei pressi della quale è stata costruita una piccola cappella (ben visibile da lontano grazie al tetto verde.

Qui ora si presentano 3 possibilità:
1- si continua seguendo il sentiero Frassati (cartelli per Acquasanta, Moccio) (segnavia F - rombo rosso vuoto), che scende a sinistra della cappelletta, e con alcuni lunghi traversi scende dolcemente di quota, prima attraversando una bella macchia mediterranea, poi un bosco più fitto, e quindi si scende sul torrente sottostante, attraversandolo due volte.
Si arriva quindi ad una stradina sterrata nei pressi di una costruzione dell'acquedotto, si prosegue in piano a sinistra, e poi si riprende a scendere, fino alle prime case dove si ritrova l'asfalto. Si scende la strada ritornando ben presto alla stazione ferroviaria, e infine tramite il sentiero scalinato, al santuario di Acquasanta.

2- si prosegue percorrendo la cresta (indicazioni per Monte Pietrastretta), seguendo il sentiero Frassati segnalato di recente (diff. EE), che supera all'inizio alcuni scalini rocciosi e poi scende ripido sulla sinistra (sud) nella macchia mediterranea, fino ad una sella (località' "Leixera").
Da questa sella si può' rientrare ad Acquasanta sia scendendo a destra (nord) che a sinistra (sud), sempre con sentieri segnalati. Il sentiero che va verso nord entra alto a mezzacosta nel vallone del rio Baiardetta, passa nei pressi di alcune vecchie cave e quindi scende a ricollegarsi al percorso di salita poco prima della località' Gazeu. Il sentiero che scende a sinistra (sud) va invece a collegarsi alla parte finale della discesa (1).

3-dalla cappelletta, si torna indietro al colletto precedente, dove un cartello indicante il sentiero F1 scende tagliando il versante nord/ovest della parete della Baiarda, con tratti esposti attrezzati con cavi d'acciaio.
Successivamente questo sentiero porta al Masso del Ferrante 452 m (grosso macigno) e al Fontanin 410 m. Da qui in breve si ritorna al Gazeu 297 mal bivio già incontrato in salita. da cui non resta che ripercorrere a ritroso il sentiero fino al santuario.


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