Nona (Monte) Via Licia

difficoltà: 5c / 5b obbl
esposizione arrampicata: Sud-Ovest
quota base arrampicata (m): 1100
sviluppo arrampicata (m): 220

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: pardes_18
ultima revisione: 18/02/10

località partenza: Alto Matanna (Stazzema , LU )

punti appoggio: Rif. Forte dei Marmi

cartografia: Guida CAI-TCI, Alpi Apuane, Sabadini, Montagna, Nerli

bibliografia: Guida CAI-TCI, Alpi Apuane, Sabadini, Montagna, Nerli

note tecniche:
Storica via “anni ‘60”, ormai quasi dimenticata dai contemporanei. Il tracciato precipita “a goccia d’acqua” dall’ante cima del Nona fino al sentiero Bruni. Il percorso è fittamente punteggiato da chiodi a pressione ed altri a lama. Compaiono, nei primi tiri, alcuni spits intercalari. Tutte le soste hanno almeno uno spit inox. Una ritirata è possibile solo fino all’inizio del quinto tiro (alcune vecchie “pere” di calata sui chiodi a pressione). Materiale occorrente: una o due (a seconda dello stile di progressione artificiale che si segue) staffe a testa, uno o due (idem come sopra) fi-fi, una o due fettucce ad anelli (“daisy chain”, idem c.s.), un set da oltre venticinque rinvii con fettucce molto lunghe o eventuali raccordi, cordini per chiudere i bracci di leva negativa dei chiodi sporgenti, chiodi a lama per sostituire quelli malconci, cordoni per le soste, qualche BD (miss. 0,75, 1, 2) per proteggere le uscite in libera di alcuni tiri, due mezze corde da 50 o 60 metri.

descrizione itinerario:
Attacco:
Una volta raggiunto il rifugio Forte dei Marmi salire per breve sentiero fino alla revulsiva parete del Nona. Oppure dal Matanna salire fino al palo della luce e al crocifisso, da qui si spalanca la visuale del versante opposto, quello a mare. Scendere il sentiero che rapidamente porta sotto la struttura. Al termine dell’umido e gocciolante grottone individuare sul sentiero un macigno sporgente ed isolato. Alle spalle di questo cercare a 20/30 metri da terra, alla sinistra di due monotipi con vecchie piastrine distanti, un tetto triangolare giallo ocra “carezzato” verso la sua destra da una fila di chiodi. Tenendo questo tetto come riferimento superare lo zoccolo basale mediante un diedro appena accennato che conduce alla prima sosta.

L1: Dal sentiero fino al tetto, IV, costeggiare il tetto, A2, Ae e raggiungere la sosta con uscita in libera in una nicchia, V, sosta più a destra con spit e molti cordoni. Chiodatura buona, possibile anche in libera con difficoltà non estreme.
L2: Inizio della lunga teoria di chiodi a pressione, qualità varia e tenuta da verificare, qualche piastrina artigianale rende più sicura la salita, IV, A1, Ae;
L3: Altro tiro in artificiale, molto lungo e fittamente chiodato, un chiodo a pressione si è rotto durante la salita, almeno un altro è in condizioni estremamente precarie. Sosta con quattro vecchi chiodi a pressione e spit nuovo, cordoni da sostituire,A1, A2, Ae;
L4: Ancora in artificiale, A1, Ae, con uscita d’impegno psicologico in libera, qui sarebbe utile proteggersi, V, su fessura friabile a sinistra. Buona sosta con spits;
L5: Bella fessura diagonale ascendente, A1, A2 con qualche chiodo a lama incerto e sporgente. Uscita in libera, V, verso un albero contorto, dove si sosta, su cengia obliqua;
L6: Breve tiro su placca alle spalle dell’albero, Ae, IV. Si trova un ottima e comoda sosta su enorme lama staccata;
L7: Dalla sosta in traverso a destra per pochi metri fino a raggiungere una nuova sosta alla base di una pancia strapiombante gialla. Tiro molto lungo e punteggiato da una filza di chiodi a pressione. Uscita a sinistra verso la base di un diedro, A1, Ae, IV;
L8: Si sale il diedro sulla verticale della sosta superando una serie di tetti aggettanti, poi la parete declina sino all’ante cima del Nona, cautela nell’ultimo tratto, A1,Ae, IV;

Oppure...
...soluzione sconsigliata, ci si può allacciare all’uscita della parallela via “S.U.C.A.I. Genova”:
L8 bis: Dalla sosta alla base del diedro si va verso sinistra e si traversa ancora in artificiale, uscita molto esposta al di là di uno spigolo verso una scoscesa rampa erbosa, Ae, V
L9: Paleo verticale scivoloso, asciutto o bagnato che sia, e sassi smossi. Assicurazione possibile su radici e affusti fino a riprendere l’andatura eretta, III, IV.

Discesa: Una volta giunti sulla cupola erbosa cercare le tracce, in salita serpeggiante, che portano quasi alla vetta del Nona, indi abbassarsi fino a vedere la costruzione del Matanna che si punta e si segue comodamente fino all’arrivo.