Guglia o Julier (Piz) per la cresta E dalla Fuorcla Albana

difficoltà: EEA   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 2130
quota vetta/quota massima (m): 3380
dislivello salita totale (m): 1250

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura
altri : 60% di copertura

contributors: francorossigeologo
ultima revisione: 29/10/07

località partenza: Alpe Guglia, Julierpass (Silvaplana , Maloggia )

accesso:
Lungo la strada per il Julierpass, poco prima del passo dove la linea dell'alta tensione attraversa la strada, si posteggia sui piccoli piazzali sul lato destro (Alpe Guglia).

note tecniche:
Il Piz Guglia (o Piz Julier) è la montagna che domina su St.Moritz, dall'altro lato rispetto al gruppo del Bernina.
E' un vero castello turrito, apparentemente inaccessibile, ma sul cui lato SE si snoda un incredibile sentiero attrezzato, che ne percorre la cresta e in parte la parete S. Guardando dalla Fuorcla Albana la montagna, sembra impossibie che vi ci si possa salire senza troppe difficoltà, ma invece è proprio così: alcune lastre di pietra appositamente poggiate allargano la cresta dove sarebbe altrimenti troppo affilata, mancorrenti e catene danno sicurezza anche dove forse sembrerebbero superflue e l'itinerario si insinua lungo cenge e canali, sempre ottimamente segnato.
Basta non soffrire di vertigini e aspettare che la montagna si sgombra di neve.

descrizione itinerario:
La palina indicatrice bianco-blu segnala il percorso come adatto solo agli escursionisti esperti. Dopo un tratto in leggera discesa tra grossi blocchi si risale la ripida morena e ci si immette in alto nel vallone ora poco inclinato piegando sulla destra.
La stretta incisione del vallone sotto la forcella viene superata con risalita e discesa sul ripido fianco sinistro (ma conviene percorrere i grossi massi dell'incisione stessa per non perdere poi dislivello). Con ripida salita sul detrito fine si risale finalmente alla Fuorcla Albana dove giunge anche il sentiero che sale da St.Moritz. Ora non resta che percorrere la lunga cresta lungo il sentiero attrezzato sempre ottimamente segnato.
Non bisogna perdere i bolli bianco-blu per non trovarsi subito in situazioni complicate; tra l'altro nei tratti con detrito mobile il sentiero segue i fianchi più saldi dove si eviterà così anche di far cadere sassi sugli escursionisti sottostanti. La salita è esaltante: sembra sempre impossibile proseguire e invece il percorso si rivela sempre estremamente facile e le catene e i corrimano sono in gran parte superflui (difficoltà al massimo di I grado).
Dopo la prima parte in cresta, si raggiunge un forcellino, si passa per pochi metri sul versante N in ombra (a picco sul tetro ghiacciaio) e poi si ritorna sul fianco S della montagna, molto in piedi, ma che viene percorso da una serie di cenge e canalini fino all'ultimo tratto di cresta aereo (con corrimano) che porta agli sfasciumi terminali della vetta.