Andolla (Pizzo) Cresta Sud, Portjengrat

L'itinerario

difficoltà: AD+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota vetta (m): 3654

copertura rete mobile
tim : 80% di copertura
altri : 80% di copertura

contributors: Taglia76
ultima revisione: 10/10/07

località partenza: Saas Almagell (Saas Almagell , Visp )

punti appoggio: Almageller Hutte

note tecniche:
Bell'itinerario classico, tecnicamente non eccessivamente impegnativo, ma molto lungo. Si consiglia di procedere in conserva dove possibile, perche facendo i tiri si rischia di impiegare davvero molto tempo. La difficoltà dell'itinerario aumenta considerevolmente se si trovano condizioni non ottimali, oppure in presenza di nebbia, quando ci possono anche essere problemi di orientamento.
L'attrezzatura è piuttosto scarsa, a parte qualche passaggio chiave chiodato, comunque basta qualche friend per proteggere ed integrare. Prestare attenzione anche alla discesa, specie in caso di nebbia!

descrizione itinerario:
Il punto di partenza è l'Almageller Hutte, raggiungibile in circa 4 ore da Saas Almagell per bel sentiero segnalato.
Dalla Capanna, seguire per pietraie in direzione SE, passando alla base della parete O del pizzo andolla, dirigendosi verso la massima depressione tra il pizzo andolla ed il pizzo bottarello.
Conviene evitare di attaccare direttamente al passo. Meglio invece evitare il primo salto, attacando un canalino che consente di portarsi ad un evidente intaglio della cresta a monte del risalto stesso. Il canalino di attacco è contrassegnato da un freccione.
Una volta raggiunto tramite il canalino (III) l'intaglio di cresta, si prosegue sulla stessa, incontrando subito dopo il passo chiave: uno strapiombino attrezzato con fittoni e maniglie da vincere sul lato E (III+).
Segue un tratto più facile (conserva) fino ad un bocchettino alla base di una parete rossastra, che si vince per un caminetto al centro della stessa.
Un tratto facile (sassi mobili) riporta in cresta, caratterizzata da lastroni, e poi, proseguendo lungamente per la stessa, si arriva ad un tratto nevoso pianeggiante.
Tramite questo, ci si porta agevolmente alla base della piramide terminale.
A questo punto, ci si deve mantenere sul versante O per evitare alcuni gendarmi, cercando con attenzione il percorso più facile. L'ultimo tiro è caratterizzato da un foro tra due enormi massi che consente di sbucare sulla vetta.
Discesa: una prima doppia su placca liscia verso N (anello di calata) deposita su un ripianino. Di fronte a noi, alcuni gendarmi impressionanti.
Ci si deve calare in un colatoio verso sx. Alla base del colatoio si traversa su cenge e massi senza scendere, e, doppiato lo spigolo, ci si ritrova sulla enorme pietraia con nevai che caratterizza questo lato della montagna. Per tale pietraia e nevai, si perde quota in direzione del rifugio, sempre visibile.