Uccello (Pizzo d') Gran Diedro Nord

L'itinerario

difficoltà: 6a
esposizione arrampicata: Nord-Est
quota base arrampicata (m): 1000
sviluppo arrampicata (m): 400

copertura rete mobile
tim : 60% di copertura

contributors: enricotom
ultima revisione: 12/03/10

località partenza: Rif. Donegani o Ugliancaldo (Fivizzano , MS )

punti appoggio: Rifugio Donegani - Orto di Donna

bibliografia: Alpi Apuane Cai TCI

accesso:
Individuato l’evidente diedro l’attacco si raggiunge senza percorso obbligato risalendo fino al suo termine il ghiaione, da cui parte una rampa ascendete verso sx (1, 45 ore dal Donegani)

note tecniche:
La roccia alterna tratti molto compatti ma buoni a altri piuttosto precari che richiedono prudenza e attenzione. Nella parte bassa alcune soste intermedie permettono di dividere alcuni tiri; sono comunque indispensabili corde da almeno 55 metri. Utili friends (anche mediograndi, camalot 3). Alcuni tratti non banali sono scarsamente proteggibili (parte di L3 e di L5).
La valutazione complessiva è TD.

descrizione itinerario:
L1, 40 m, 1 fix di sosta, III
Dalla sommità del ghiaione risalire una rampa ascendente verso sx. Possibilità di assicurazione (S0) ad un ottimo spuntone. Sosta con un fix.

L2, 35 m, 2 ch, 1 fix di sosta, IV
Proseguire lungo la rampa superando alcuni muretti più ripidi, oltrepassando la vecchia sosta per andare a sostare (1fix) alla base del diedro vero e proprio.

L3, 55 m, 3 ch, sosta con ch e 1 fix, V, V+, V
Superare un muro verticale (ch.) e raggiungere un pilastrino, proseguire lungo il diedro-camino di dx (2 ch, poche possibilità di integrare nella parte bassa, in alto utile friend grande, camalot n.3) fino alla sosta.

L4, 55 m, 4 ch, IV, V, IV sosta con ch e 1 fix
Proseguire lungo il diedro oltrepassando una vecchia sosta intermedia andando a sostare su una comoda terrazza a dx.

L5, 35 m, 3ch, IV+, V sosta con ch e 1 fix
Rientrare nel diedro fino a un punto in cui diventa impercorribile e spostarsi sulla placca di dx (chiodo universale arancione) e lungo questa alla sosta.

L6, 30 m, 8 ch, V, VI, V sosta con ch
Seguendo i chiodi con cordino superare un pilastrino a dx e rientrare poi nel diedro chiuso ora da uno strapiombo che si supera direttamente, procedendo poi lungo il diedro alla sosta.

L7, 20 m, 5 ch, V+, VI, V sosta con ch. a press. e fix
Lungo il diedro fino allo strapiombo che lo chiude, che si vince sulla destra (attenzione a una piccola franetta che rende il tratto finale del tiro - VI - un po' scabrosetto, protetto però da 2 ch, di cui uno discreto).

L8, 45 m, 7 ch (3 a press.) VI, V, V+ sosta su 2 ch
Superata una prima placca con chiodi a pressione traversare a dx di qualche metro (chiodo) e salire verticalmente lungo due diedrini successivi traversando infine ancora a destra fino alla sosta.

L9, 45 m, 4 ch, IV, V sosta da attrezzare (terreno non obbligato, varie possibilità)
Traversare in grande esposizione su placconata compatta incontrando alcuni chiodi e una sosta intermedia. Roccia a tratti molto rotta.

L10, 40 m, 1 ch, III, IV, IV (terreno erboso e infido) sosta da attrezzare
Proseguire verso destra verso una cengia con erba e alberi.

Discesa:
Alcune soste sono attrezzate con un fix e maglia rapida per permettere la calata sulla via dalla fine delle maggiori difficoltà (PRIMA del traverso e della placca coi chiodi pressione). Un’altra possibilità è uscire sulla cresta di Nattapiana e da lì scendere passando dalla cima (in questo caso è conveniente partire dal rif. Donegani). Infine raggiunto il costone alberato dove termina la via originale è possibile scendere in doppia (sugli alberi) lungo quest'ultimo e con circa 6 doppie da 50 m (l’ultima da un nettissimo intaglio del costone, ometto, riporta a sinsitra, faccia a monte). Non mi sento però di consigliare questa discesa a chi non avesse già conoscenza della zona.