Torre Sprit via dei Vallarseri

difficoltà: 6b
esposizione arrampicata: ovest
quota base arrampicata (m): 1900
sviluppo arrampicata (m): 500
dislivello avvicinamento (m): 200

copertura rete mobile
tim : 80% di copertura

contributors: enricotom
ultima revisione: 13/05/09

località partenza: parcheggio in località Faustin (Gosaldo , BL )

punti appoggio: bivacco Menegazzi 1737 m (acqua assente, si trova alla Casera Cavallera a circa 15 min)

cartografia: tabacco 022

bibliografia: O. Bonaldo - I. Rabanser, Vie e Vicende in Dolomiti; G. Bressan, F.Leardi, Dolomiti Perdute

note tecniche:
Utili una staffa, friends e dadi mediopiccoli. Soste tutte attrezzate.

descrizione itinerario:
avvicinamento:
Dal bivacco prendere il sentiero per la Casera del Campo che attraversa in direzione della torre i pascoli e scende poi nel greto del Vallon di Sprit; abbandonando poi il sentiero si risale una traccia fra mughi e ripidi pendii che conduce alla base della torre.
L’attacco della via si trova al centro della parete ovest, in corrispondenza di un pilastro inciso da un’evidente fessura(chiodi visibili); alla base una comoda piazzola erbosa (dal bivacco circa 45 minuti).

L1 45 m A0 VI- V V+
Salire per l’evidente fessura verticale seguendola fino a un terrazzino.

L2 35 m IV V III IV
Diritti per diedro (10 m) poi per rampe fin sotto una placca verticale che si supera obliquando a sx fino alla sosta.

L3 35 m VI+ A1 (VII) A0 VI+ IV
Traversare a sx e proseguire poi verticalmente lungo fessura fino a un cordone, in corrispondenza del quale si effettua un pendolo a sx guadagnando una seconda fessura (chiodi) salendo la quale si guadagna lo spigolo di un pilastro che si segue facilmente fino alla sosta.

L4 50 m V IV+ V+ IV
Salire il canale sovrastante e la successiva verticale parete fessurata.

L5 35 m IV+ V-
Obliquare a destra, scendere dietro a uno spuntone e risalire il successivo diedro fino a un camino.

L6 45 m IV VI A0 (VII) IV+
Salire il camino fin sotto a uno strapiombo, superarlo e uscire per una fessura a dx che porta in un diedro obliquo a dx, poi per placche sempre in obliquo a dx (libro di via).

L7 25 m V IV+ IV
Traversare ancora a dx, entrare in una grande gola e risalirla.

L8 35 m V IV
Proseguire nella gola fino a uno spallone.

L9 40 m III VI V V+ IV
Risalire un breve pendio erboso, affrontare sul bordo destro lo spigolo, seguire infine una fessura.

L10 40 m IV A1 V+
Salire un diedrino che porta a destra del naso strapiombante che caratterizza lo spigolo, superare uno strapiombo fino alla sosta.

L11 45 m V+ IV+ IV
Salire verticalmente, uscire su cengia erbosa, e proseguire infine per muro fessurato.

Dal termine della via si può scendere in corda doppia (prestando attenzione ai numerosi obliqui) oppure proseguire per 150 m circa fino alla vetta e da qui lungo la complessa via normale, ottimamente descritta nella guida di O. Bonaldo e I. Rabanser (Vie e Vicende in Dolomiti) e in quella di G. Bressan, F. Leardi (Dolomiti Perdute).