Corno Piccolo - Parete Est Spigolo a destra della Crepa

difficoltà: 5c
esposizione arrampicata: Est
quota base arrampicata (m): 2300
sviluppo arrampicata (m): 350

copertura rete mobile
tim : 60% di copertura

contributors: enricotom
ultima revisione: 23/08/10

località partenza: Prati di Tivo (Pietracamela , TE )

punti appoggio: Rif. Franchetti 2433 mt

bibliografia: Le guide di Alp: Gran Sasso, Guida Monti d'Italia CAI TCI

descrizione itinerario:
L’attacco della via trova in corrispondenza di un diedro alcuni metri a sinistra del filo vero e proprio dello spigolo.
Si devia subito a destra superando una prima paretina fino a un terrazzino; se ne supera un'altra a si giunge a un terrazzo con chiodi sotto un diedro; sempre obliquando a destra ci si porta ad un terrazzino con spuntone alla base di un altro diedro (40 m, V e IV, si è sulla destra dello spigolo).
Si sale un diedro ben definito, si continua per facili rocce lungo una specie di rampa in leggero obliquo verso sinistra (40 m, IV e III).
Si prende a destra una serie di fessure che portano sotto una fascia di strapiombi giallastri, da superare sulla destra, dove un breve diedro aggettante (V+) porta ll’inizio di una rampa fessura (30 m).
Proseguire più o meno diritti prima sulla rampa poi in parete fino a una cengia con rocce friabili, sovrastata da forti strapiombi; la si segue verso sinistra a un terrazzino sul filo dello spigolo (25 m, III e IV); spostarsi a sinistra dello spigolo; salire su un pilastrino a sbalzo (VI-), vincere la paretina sovrastante, prima dritti (2 chiodi) poi traversando verso destra, e, infine raggiungendo la base di due fessure parallele (20 m, VI-).
Salire la fessura di sinistra, che presto si unisce con il ramo di destra, fino in cima a una struttura caratteristica, visibile anche dal basso e detta “obelisco”, su dritti 15 m per facili rocce fino a una cengetta alla base di una placca, sottostante una fascia di strapiombi (40 m, V poi IV+ e III).
Si attacca la paretina sopra la cengia, si entra in un diedrino appoggiato che subito si lascia per superare la placca di destra (V+), raggiungendo così un esiguro ripiano sul filo dello spigolo; segue il tratto del “pendolo” (ancoraggio con moschettone ecordone in loco), calarsi cioè a destra (in libera V- e IV+) e traversare ancora a destra, fin dove un sistema di placche e fessure permette di arrivare a una comoda sosta (35 m).
Si sale qualche metro fin quando una bellissima scaglia orizzontale permette di traversare facilmente a destra a un terrazzo (20 m, III+).
Si obliqua a destra per fessure e canalini entrando in un canale più ampio (30 m, passo IV).
Per questo con via evidente (40 m, III) si raggiunge la cresta.