Piccolo (Corno) Ferrata Danesi

L'itinerario

difficoltà: PD
esposizione prevalente: Varie
quota base ferrata (m): 2475
sviluppo ferrata (m): 180
dislivello avvicinamento (m): 500

copertura rete mobile
vodafone : 50% di copertura

contributors: oldrado
ultima revisione: 29/07/08

località partenza: Prati di Tivo (Pietracamela , TE )

punti appoggio: Prati di Tivo, Arrivo seggiovia, Rifugio Franchetti

cartografia: Carta dei sentieri 1:25.000 CAI L'Aquila

bibliografia: Guida Cai-TCI, S. Ardito

note tecniche:
Attrezzature restaurate nel 2003, passaggi I e II.

descrizione itinerario:
Si lascia la macchina ai Prati di Tivo e si prende la seggiovia per la Madonnina. Da qui si hanno due alternative: aggirare il versante nord, le "Spalle" e il versante ovest del Corno Piccolo con il sentiero attrezzato Ventricini (vd. itinerario), oppure salire al rifugio Franchetti e di qui alla Sella dei 2 Corni.
L’imbocco della via Ferrata Danesi si incontra in 10 minuti scendendo dalla Sella dei 2 Corni il ripido pendio ghiaioso della Valle dei Ginepri (tracce di sentiero a svolte), subito dopo la base del Campanile Livia (chiare indicazioni e segnali giallo-rossi + targa di bronzo).
Si entra dentro un canale (dove c’è l’attacco della Via Valeria al campanile Livia) e lo si sale piccole svolte tra sfasciumi e ghiaie. Dopo aver scavalcato un piccolo saltino, il canale si dirige verso un piccolo valico tra la Torre Cichetti e la 1° Anticima Sud del Corno Piccolo.
Qui si incontrano le prime attrezzature: corde fisse d’acciaio e 2 scalette metalliche. Salite le due scalette seguono alcuni tratti sprotetti su facili roccette (passaggi di I e II), tra cui il famoso “buco” formato da un grosso masso incastrato.
Si supera il passaggio dall’interno (togliere lo zaino, rocce “saponate”, II). Si arriva in cresta, dove si spalanca la vista sul sottostante Vallone delle Cornacchie e sul rifugio Franchetti.
Di fronte la sequela di vette del Corno Grande.
Da qui si gira a sinistra (nord-est, sempre ben segnalato) lungo cenge e tracce di sentiero della cresta (a volte con un po’ di esposizione; c’è un cavo nel punto più aereo).
Si supera un grande masso con l’aiuto del cavo metallico e alcuni facili passaggi su rocce (I e II) sul lato NO della cresta, arrivando in vista della croce di vetta.
Si supera infine una spaccatura e (cavo) si arriva poco sotto la vetta, che si raggiunge per facili rocce inclinate (2655 m, 45 minuti/1 ora dall’attacco).