Bucie (Bric) Via Don Bessone

difficoltà: 5b / 3 obbl
esposizione arrampicata: Sud-Est
quota base arrampicata (m): 2600
sviluppo arrampicata (m): 430
dislivello avvicinamento (m): 430

copertura rete mobile
vodafone : 80% di copertura
tim : 40% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: fdiego Eugenio88
ultima revisione: 27/08/15

località partenza: Prali (Prali , TO )

punti appoggio: rif. lago verde / biv. soardi

bibliografia: passaggio a nord ovest (michelin/oviglia), http://www.rifugiolagoverde.it/versante%20EST.htm

accesso:
Dal Col Bucie salire diagonalmente, lasciando alla vostra destra il bivacco, sotto la parete sud del Bucie (sentiero segnato da bolli gialli). Si attraversano 2 stretti canali erbosi e continuando sempre sul sentiero si arriva fino ad un passaggio più stretto che porta ad un terzo canale più ampio, da qui continuare ad aggirare la base della parete. Salire per sfasciumi circa un centinaio di metri di dislivello dal sentiero tenendosi sulla sinistra fino a raggiungere un bellissimo diedro, che è il punto di attacco della via, visibile spit posto a circa 5 metri.
Attenzione, i primi spit che si incontrano salendo in piena placca non riguardano la "Don Bessone" ma "Mare di Nubi".
Utilissima fotografia del primo tiro qui presente e schizzo della via. La "Don Bessone" è segnata in blu.

note tecniche:
La via è stata in parte attrezzata a spit (alcuni lungo i tiri nei tratti più duri o improteggibili) e sono state attrezzate le soste: alcune su spit, altre spit+chiodi. In alcuni tiri è possibile far sosta su validi spuntoni.
La via conserva uno stampo alpinistico: utili friend dallo 0.3 al 3 BD, nuts e fettucce o cordini lunghi.
Non è da intendersi come via "sportiva", a volte va cercata, ma l'itinerario è comunque ben intuibile.
Consigliato attaccar presto, a causa della probabilità di essere immersi nella nebbia dalla seconda parte della mattinata. La via tende a seguire il facile, la fila di spit a volte non corrisponde esattamente con la relazione originale che riporto sotto adattata alla situazione attuale.

descrizione itinerario:
Salire nel diedro (spit) fino alla sosta prima di una sporgenza rocciosa.(sosta 1 spit + chiodi -40m, IV+).
Dalla sosta salire ancora nel diedro-canale verso sx (spit) e poi andare a destra, percorrere una crestina secondaria (alcuni spit) fino sotto ad un marcato tetto (sosta 2 spit- 35 m, III+ ).
Scavalcare uno spigolo a sinistra (cordone bianco), percorrere il diedro successivo per qualche metro e prima di uno strapiombo attraversare a sx. Spostarsi poi a destra sulla placca (spit) e percorrere la facile crestina secondaria fino ad una comoda sosta (sosta 3, spit 40 m III+).
Dalla sosta attraversare verso sx su piccola cengia dietro uno spuntone e poi risalire a dx il facile spigolo che si ha davanti (chiodo nella seconda cengia erbosa sotto lo spigolo superiore). Proseguire nel diedro successivo rivolto verso sud per raggiungere un terrazzo erboso e verso sx scalare la parete sul bordo di un canale e poi facile muretto di pochi metri (sosta 4- spit + catena- 50m, III+). (Si è alla base del “ alto lastrone rivolto verso sud, sospeso nel vuoto, ma solcato da una elegantissima spaccatura" cfr. don Bessone).
Dalla sosta alzarsi di qualche metro e seguire la fessura di sx (chiodo visibile). Consigliato non seguire gli spit in piena placca se si vuole percorrere la via originale. Dal chiodo un piccolo passaggio verso sx leggermente strapiombante ma ben appigliato permette di seguire la comoda fessura fino ad un aereo spuntone (possibilità di uscire nel camino tra lo spuntone e la parete (sosta 5- spit IV+).
Attraversare su una cengia erbosa, dapprima pianeggiante e poi ascendente verso sx (ovest) fin sotto ad una placca inclinata (sosta 6- 30 m).
Scalare la placca fino a raggiungere il suo bordo dx, attraversare su di una larga fessura orizzontale e portarsi sul filo di cresta fino al sovrastante spuntone (sosta 7- 50 m, V)
Scendere all'intaglio successivo percorrendo l'affilata cresta (sosta 8- 40 m, III+, possibile eventuale doppia non attrezzata).
Portarsi alla base dell'ultimo acuto spuntone e qualche metro a dx attaccare verso N un evidente camino (spit) che porta in cima al torrione (sosta 9 spit, attrezzata per calata in doppia- 40 m, IV+).
Scendere con facilità all'intaglio successivo, possibile doppia, ma sconsigliata per la possibilità d'incastro, si disarrampica facilmente. (sosta 10 su spuntone direttamente nell'intaglio - 40 m. II).
Dall' intaglio la cresta si sviluppa fino alla vetta, rivolta verso S-E. Da qui la si segue dopo aver superato un breve strapiombo su lame facili e apparentemente poco invitanti (spit in alto a dx) e si prosegue poi su ottima roccia fino ad incontrare la sosta sempre proseguendo sulla cresta. (sosta 11, spit- 50 m, III+).
Con breve tratto non obbligatorio portarsi verso dx su di un terrazzo sotto gli strapiombi finali (sosta 12 su ottimi spuntoni- 30 m, facile).
Aggirare lo spigolo molto esposto (chiodo in alto oltre il blocco di traverso, non si vede dalla sosta), uscire a destra e scalare il muro successivo fino ad uscire a dx su di una comoda cengia (sosta 13- 35 m, IV).
Un breve diedro, seguito da un passo in discesa porta sull'ultimo tratto di parete che si scala fino alla vetta (sosta 14 -45 m, III).
Note:
1)Dalla sosta 6 si può proseguire lungo la cengia ascendente fino alla base dell'ultimo spuntone prima della sosta 9;
a questo punto anziché scalare il camino successivo. si può raggiungere con facilità direttamente l'intaglio che origina il canale Est alla sosta 10.
In caso di cattivo tempo si può dall'intaglio attraversare verso ovest inizialmente per un cengia in leggera discesa e poi per facili passaggi raggiungere la via del canale S (normale vai Pellice) (100 m, 5 min).

Discesa: dalla via Normale.

altre annotazioni:
1’ salita: S. Bessone e G. Tessore il 28 agosto 1950
1’ invernale: S. Fraschia, S. Gay, L. Rivoira, E. Barbero, R. Lano, A. Re, C. Santunione il 28 gennaio 1968.