Regaud (Pic) traversata cresta Nord e discesa dalla Vire Regaud

difficoltà: AD+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 2027
quota vetta (m): 3232
dislivello complessivo (m): 1300

copertura rete mobile
tim : 80% di copertura

contributors: mountain
ultima revisione: 09/01/10

località partenza: L'Ecot (L'Ecot , 73 )

punti appoggio: Ref. Des Evettes

cartografia: IGN 3633ET Val d'Isère - Haute Maurienne

accesso:
Colle del Moncenisio, Lanslevillard, Bonneval, L'Ecot (park).

note tecniche:
Il Pic Regaud è considerato il Cervino della Maurienne.
Splendido itinerario di un certo impegno, da intraprendersi solo con bel tempo e buona visibilità.
E’collocato al centro del bacino Des Evettes e siccome dal Col de l’Ouille du Midi il percorso segue costantemente una cresta alquanto affilata, il panorama è grandioso durante tutta la salita.
Lo zoccolo del Pic presenta inizialmente un tratto di roccia mediocre (zona biancastra), dopo la quale diventa molto bella con ottimi appigli; cresta molto aerea.
Sono presenti nei passaggi più impegnativi alcuni vecchi chiodi (da verificare) ed altri vecchi chiodi pressione con piastrina pure da controllare; occorre proteggere i passaggi impegnativi utilizzando nut, friend o meglio ancora alcuni chiodi (ottime le fessure).
La discesa è impegnativa, tuttavia intuendo bene il percorso è meno complicato e difficile di quanto sembrerebbe a prima vista.

descrizione itinerario:
Da l’Ecot seguire il sentiero per il Rifugio Des Evettes; al Col Des Evettes m 2.561 (palina per il rifugio) deviare a destra su una dorsale erbosa, attraversare da subito in leggera salita a mezza costa, passare facilmente in mezzo ad una pietraia e raggiungere un pendio erboso con tracce. Iniziare a salire decisamente su questo pendio, a zig-zag seguendo alcune tracce, appoggiando gradualmente e leggermente verso destra (ometti); raggiungere un ripiano erboso inclinato da sinistra a destra, seguirlo per poco, attraversarlo e continuare la salita zigzagando sul pendio tra cengette rocciose e zolle erbose; quando la bastionata si impenna tenersi leggermente verso sinistra e raggiungere un piccolo ripiano (neve fino a tarda stagione) dal quale seguendo un’esile traccia si effettua un traverso a sinistra su un ripido ed esposto pendio fino all’ampia insellatura del Col de l’Ouille du Midi m 2.917. Qualora il traverso fosse bagnato o con neve, dal ripiano conviene continuare la salita sulle cengette soprastanti raggiungendo un punto al di sopra del colle.
Dal Colle è visibile tutto il percorso della salita fino alla vetta del Pic Regaud.
Procedere a sinistra seguendo il filo di cresta, si scavalca un primo elementare dosso delle Pointes des Arpettes m 2.969, si prosegue sulla cresta orizzontale che si assottiglia, poi su un tratto molto aereo di facili roccette; segue un tratto di cresta in leggera discesa poi orizzontale e sempre più sottile (Trapon de l’Onda) giungendo alla base di uno spuntone che si supera con splendida scalata a destra del filo in un diedro di ottima roccia (IV, 1 chiodo); segue un tratto facile ed orizzontale su spuntoni di roccette fino a giungere alla base della vera cresta del Pic Regaud.
Il primo risalto presenta uno zoccolo di roccia mediocre; alcuni autori consigliano di attraversare a destra ma è più conveniente salire brevemente a sinistra (Des Evettes) su sfasciumi e ritornare a destra al di sopra del risalto.
Da questo punto l’arrampicata diventa molto bella; la linea di salita è appena a destra del filo di cresta eccettuato un punto dove un risalto verticale leggermente strapiombante inviterebbe a passare ancora più a destra per raggiungere una placca inclinata (è possibile ma pare più impegnativo) ma si può proseguire appena sinistra del filo su bella stretta placca fessurata salendo poi un muretto verticale con ottimi appigli ma espostissimo su un vuoto impressionante (IV-).
Si prosegue sempre a destra del filo con alcuni momenti belli ma alquanto aerei; osservando bene si incontrano alcuni vecchi chiodi che indicano il percorso più logico; si raggiunge un ampio ripiano, segue un altro tratto con una bella placca e muretto finale fino ad un ultimo ripiano; si attraversa a destra su placche inclinate, si entra in un diedro, ci si sposta a destra su una breve dorsale esposta (1 chiodo pressione con piastrina ed altro chiodo in fessura da verificare) ed utilizzando ottimi appigli si supera il risalto; segue quindi una bella successione di placche mediamente facili per giungere in vetta.
Discesa.
Percorrere lo stretto filo di cresta dapprima orizzontale, poi abbassarsi su cengette leggermente a sinistra, versante Evettes; si incontrano sfasciumi e combette innevate (ripide; scivolata pericolosa) e si raggiunge il bordo di uno stretto canalino; scenderne la sponda sinistra or disarrampicando su cengette e brevi muretti fino a giungere alla base del risalto; attraversare a sinistra sotto questo risalto in una comba detritico nevosa fino a raggiungerne il suo bordo, quindi aggirarla a destra (ometti), attraversare su varie cenge superando i rigagnoli del nevaio fino a giungere a breve distanza dalla lingua del ghiacciaio Sup. Des Evettes; deviare a sinistra sotto il risalto in una comba detritico nevosa, attraversarla abbassandosi il meno possibile e raggiungere una dorsale detritica con zolle erbose (ometti) e risalirla brevemente fino a giungere alla base della parete dove ha inizio la Vire Regaud.
Seguire la traccia alla base della parete fino a sbucare sul bordo di un vasto pendio di fini detriti; attraversarlo in leggera discesa fino al suo centro per raggiungere una fascia di rocce rossastre arrotondate e discenderle fino alla loro base sfruttando una corda fissa; non lasciarsi tentare da una discesa diretta del lungo pendio di fini detriti verso la sua base come indicano le relazioni ma continuare ad attraversare in leggera discesa il restante pendio detritico fino a raggiungerne la sua sponda sinistra or, dove in un accenno di crestina sfruttando le varie cengette (stabili) di questa sponda si scende agevolmente fino a giungere all’altezza di un pronunciato gendarme; passare al di sopra di questo e continuare ad attraversare su un breve tratto di pietre rotte, abbassandosi leggermente fino a raggiungere un dosso erboso, dove il terreno difficile ha termine.
Continuare ad attraversare in leggera discesa i vari pendii e falsipiani erbosi raggiungendo il sentiero battuto che in breve conduce al Col Des Evettes e quindi a l’Ecot.
Orario: da L’Ecot al Col de L’Ouille du Midi ore 2,45, all’attacco del Pic ore 1,15, al Pic ore 3,30; discesa, al Col des Evettes 2,45 a l’Ecot 1,15. Totale h. 11,30.