Toron (Col) dal Rifugio Pederù

tipo itinerario: pendii ampi
difficoltà: MS   [scala difficoltà]
esposizione preval. in discesa: Sud-Est
quota partenza (m): 1548
quota vetta/quota massima (m): 2459
dislivello totale (m): 911

copertura rete mobile
dato non disponibile

ultima revisione: 20/04/09

località partenza: Rifugio Pederù (La Valle , BZ )

punti appoggio: Rif. Fanes (2050) e Rif. Lavarella (2042)

cartografia: Tabacco 1:25.000 fogli 03 oppure 07, 031

note tecniche:
Gita facile: per tutti e senza pericoli oggettivi. La gita può essere ragionevolmente accorciata usufruendo del servizio gatto delle nevi per il Rif. Fanes accorciando l'itinerario e rendendolo di soli 439 m di dislivello e rendendo più leggera la giornata per i principianti e per chi voglia godere di qualche ora di relax sull'assolato Altipiano di Fanes.

descrizione itinerario:
Dal Rif. Pederü (1560) seguire la strada estiva in direzione dei Rif. Fanes e Lavarella. La strada supera con numerosi tornanti un ripido sbalzo per entrare in una zona pianeggiante (Vallone di Rudo) sotto la Croda del Becco ed i ghiaioni delle Lavinores.
Lascia alla propria sx il Lago Piciodèl (1819) e con un largo giro da dx verso sx, in moderata salita entra più decisamente nell’altipiano di Fanes.
Al ponte a quota 2022 si tralascia l’indicazione per il Rif. Fanes ed il Passo del Limo per restare in sx idrografica e giungere in breve al Rif. Lavarella (2042) nei cui pressi sorge la Malga Fanes Piccola.
Da qui rimontare l’ampio e poco ripido piano inclinato che conduce verso N al Pian de Salines. Dopo 10 min tuttavia prendere a sx seguendo le indicazioni per la Forcella Medesc ed il Ju dla Crusc.
Si sale con un traverso verso W ad un ripiano per puntare ad una selletta a S di q.2264. Si entra quindi in un ampio vallone pianeggiante (Picci Ciamplacc) che si percorre con ampia curva da sx verso dx fin sul fondo avendo di fronte a noi il Castello di Fanes ci indica la via.
Giunti poco prima di una breve rampa (q. 2300 ca.) a dx di q. 2366 deviare decisamente a dx immettendosi in una serie di vallecole per poi risalire ed aggirare un dosso che immette nel vasto pianoro soprastante. Lo si percorre senza percorso obbligato fino sotto il Col Toron.
L’ultimo tratto più ripido conduce alla erbosa sommità (ometto) (2459).