Autaret (Testa dell') da Sant'Anna, anello creste Ovest e Sud

I "bravi" incontrati intorno a mezzogiorno da Tom57 eravamo io e compagno...temperatura più che accettabile divenuta meno gradevole già nel primo pomeriggio durante il rientro per via del peggioramento meteo ma soprattutto del vento freddo che è stato pressochè costante tutto il giorno.
Gran bella gita molto suggestiva con la spruzzata di neve recente;in salita siamo arrivati al colle pensando di raggiungere la cima dal percorso di cresta ma il tratto,breve, di disarrampicata si è presentato già piuttosto innevato e per di più c'erano forti raffiche di vento quindi dalla cima quotata 2950 m siamo scesi per il ripido,ma fattibile, canale pietroso e alla sua base siamo risaliti verso la vetta compiendo un traverso tutto sommato abbastanza agevole anche se da affrontare con un pò di attenzione per via del fango scivoloso.
Facendo così abbiamo aggiunto circa 200 m di dislivello e un bel pò di fatica e di tempo...in queste condizioni consiglio di seguire la relazione e dal rudere del ricovero, posto prima del tratto più ripido che porta al colle, salire per traccia di sentiero e a vista puntare alla cima quindi...Tom57 non hai sbagliato,il "ravanamento" è d'obbligo!

La valle di Bellino è incantevole sempre;lo è stata anche in questa occasione nonostante il freddo e il vento costante e il tempo peggiorato rapidamente nel pomeriggio.
Un pò di persone sul sentiero che si sono dirette verso il Bellino;sulla Tete de l'Autaret nessuno.
Incontrato Tom57 mentre salivamo e un altro escursionista che ha raggiunto la prima vetta della cresta (quella quotata 2950 m) e poi è ridisceso dal colle verso valle.
Con Sandro

La prima neve
Il Bellino
Sulla cima
La cresta dell'Autaret;a sx quota 295 e a dx la cima

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Partito all'alba con 1° e vento freddino che mi ha accompagnato per tutta la salite. In alcuni punti le raffiche spingevano nel momento sbagliato della salita.
Neve continua dalla Grange dell'Autaret, soprattutto ovviamente nelle zone non esposte.
Ho evitato di salire dal colle dell'Autaret per non pestare l'accumulo di neve, scegliendo di salire quasi sotto la punta del monte. Scelta sbagliata in quanto ho ravanto un bel po' sul terreno fangoso dovuto alle piogge/neve sciolta dei giorni precedenti.
Per il ritorno ho seguito il più stabile sentiero classico che porta al colle.. anche se poi ho comunque tagliato dritto per il pianoro, passando nei punti ideali.
Il sole e il cielo terso c'erano ma faceva comunque freddo. Bravi quelli che alle 12 stavano salendo con i favori delle temperature un po' più umane. Peccato che nel pomeriggio, come da meteo, si sia poi annuvolato.

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Gran bella escursione, suggestivo il sentiero delle barricate, oggi in fase di restauro . Dallo splendido pianoro che ospita le grange Autaret si sale a vista, totale assenza di sentiero/ometti, noi abbiamo puntato direttamente all’intaglio/crestina che precede l’ometto di vetta , sembra impressionante ma in effetti si sale molto bene . Discesa bellissima percorrendo tutto il crestone sud senza difficoltà , bybassando il laghetto si ritorna all’altopiano. Panorama e meteo eccelso. Con Maury, Flavio, Eugi e Marco

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Ho seguito il percorso del GPX presente in questa pagina, percorrendo il piccolo anello in senso anti orario.
Al ritorno tra la Tête de l'Autaret e il Colle de l'Autaret, ho avuto problemi di insicurezza nell'attraversare il picco roccioso posto a metà strada, da considerarsi sicuramente un "F".
L'ho però aggirato senza problemi perdendo di quota di una cinquantina di metri su sfasciumi detritici (lo si nota dal tracciato GPX che allego)
Una nota: Tête de l'Autaret 3015 m (Valle Varaita) da non confondersi con: Testa dell'Autaret 2763 m. (Valle Stura)


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note su accesso stradale :: Nessun problema.
Saliti per la cresta Sud (SSE per la precisione) e scesi direttamente dalla vetta per ripidi pendii di sfasciumi verso il Lago dell'Autaret. La cresta SSE costituisce senza dubbio la via migliore per salire questa panoramica cima, è un percorso divertente e panoramico, privo di difficoltà, ed evita perdite di quota e i fastidiosi sfasciumi dei pendii sottostanti.
Molte persone in giro e sulle vette circostanti. Giornata con temperatura corretta, vento leggero e cielo che si è rannuvolato nel pomeriggio. Con Emily.


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note su accesso stradale :: nessun problema
percorso integrale della cresta in salita, scavalcando i due spuntoni rocciosi. Attenzione alla qualità della roccia. Discesa lungo la cresta S con puntata al laghetto e discesa diretta sulle grange dell'Autaret.
Giornata con uno splendido clima, e cielo terso e luminoso. Poco sotto il secondo spuntone, sulla cresta, branco di stambecchi a godersi il sole.
Un saluto alla coppia di amici genovesi con cui abbiamo condiviso il panorama dalla vetta.


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note su accesso stradale :: sconnessa fino al parcheggio del rif Meleze sconsigliata a ciclisti e moto..
Partiti dal parcheggio del rif. meleze bellissimo sentiero segnato perfettamente fino alle grange dell'Autaret ,poi un bel sentiero che porta fino al colle dell'Autaret 2875m. ancora una bella fetta di neve sotto il colle..poi la cresta che porta in cima pulita senza difficolta dal colle mezz'ora.discesa sulla cresta sud fino al lago ,gran gitona ben otto ore a fare giro completo oggi in compania di Bruno e Piero bravissimi...


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Una stella in meno per il gran caldo (13 gradi ala partenza alle 6!)
Nuvoloni in salita mi hanno fatto rinunciare all'idea del pelvo di ciabrera.
Molte marmotte viste e sentite.
In di scesa incociati un pò di escursionisti.
Con i miei due cani

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note su accesso stradale :: Strada pulita fino posteggio dopo S.Anna
Dopo aver salito i Denti di Maniglia sono sceso al colle dell'Autaret dalla cresta est,per completare la bella giornata decido di salire sulla Testa dell'Autaret già raggiunta negli anni passati con Gianni e Graziella, salendo dalla cresta sud e trovando sotto cresta non meno di una quindicina di magnifici stambecchi.

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Gita molto facile per la buona segnaletica e la facilità del sentiero: le Barricate sono perfettamente protette e cmq la larghezza del sentiero è tale da non presentare pericoli. Giunti al bivio Maniglia/Autaret la tentazione di seguire la via diretta è tanta (visto lo sviluppo effettivamente lunghetto della gita), ed in effetti è ben visibile un sentiero che dalle Grange sale diretto verso la meta, ma non è segnalato.
Fatto nella stagione ideale con una fioritura ESAGERATA e un caldo ancora sopportabile!
Oggi con Ema, Gabri, Rosellina, Gigi, Renata e Alberto.


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Non fidarsi troppo della descrizione dell'itinerario. Difficile da capire quale sia la Grange dell'Autaret in un pianoro letteralmente punteggiato di case abbandonate e ricoveri diroccati. Alla grange, lasciato il sentiero GTA U27 occorre tenere la destra il più possibile. Impossibile orientarsi col laghetto essendo 100 metri più in alto.
Giornata di sole fantastica, trovati due cuccioli di capriolo appena nati, un gipeto in cima a non più di 5 metri sulla testa, una cinquantina di stambecchi, decine di marmotte avvistate, un solo bipede, francese, incontrato al ritorno. Accoglienza al Rifugio Melezè eccezionale! Cena con soli 10 euro e cucina sublime. Complimenti al cuoco!!


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salita senza difficolta' e con assenza totale di neve
buon allenamento in una giornata con meteo discreto e temperature non eccessive, partiti dall' auto alle 09,20 in cima in poco meno di 3ore. Oggi con Valerio e Beciu.


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Novemilaottocentonovanuno piedi. Forse è già tempo di appendere le ciaspole al chiodo e i pantaloni lunghi all'attaccapanni...Gita con tre colori dominanti: azzurro del cielo, verde dei prati, bianco della neve. Il ponte subito a monte di Pian Ceiol non è stato ancora posizionato ed il guado è sconsigliabile: si può percorrerere il nevaio ancora presente per attraversare. I problemi non finiscono qui, perchè alle barricate ci sono ancora due o tre ripidi nevai da traversare con prudenza, considerate la pendenza e la neve (marmorea al mattino, meglio coi ramponi che non avevo) e già cedevole al ritorno. Anche alcune grosse travi posizionate sono ancorate solo da un lato, mentre dall'altro penzolano nel vuoto...Più in alto i nevai sul lato all'inverso non mancano, in particolare sotto il Buc Faraut e alle Grange dell'Autaret: io sono allora sceso a guadare con difficoltà (verso i 2300 metri) il torrente, risalendone la sponda sinistra idrografica e poi portandomi sulla pulitissima cresta Sud che ho percorso fino alla cima. Panorama immaginabile, data la giornata sp-sp-sp (spaziale, speciale, spettacolare).
Con la compagnia di otto stambecchi, sei camosci, decine di marmotte, centinaia di anemoni, soldanelle, genzianelle, violette, eccetera


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Un Meteo finalmente favorevole ci ha portati nella splendida Valle di Bellino. L'Autaret, da tempo nei nostri programmi è chiaramente visibile già dalla partenza, il cielo è veramente limpido, ci sono tutti i presupposti per una giornata straordinaria. Seguiamo il sentiero classico che porta al Pian Ceiol, le Barricate, poi seguendo sempre il sentiero, fino alle Grange Autaret. Qui abbiamo deciso di fare la cresta Sud fino in cima. L'ignobile fanghiglia trovata dal Gulliveriano "gianmario55 nel giro di due giorni e per nostra fortuna non è stata un problema. Certo sempre massima attenzione nei punti più delicati. Ritorno completato con la cresta ovest fino al punto Nodale di Maniglia a quota 3166. Abbiamo visto da vicino i Denti di Maniglia.....molto invitanti, niente male, specie per gli amanti delle cose complicate! Enzo....pensaci!! Poi giu per la dorsale di sx con il passaggio dal lago Autaret, poi le Grange omonime ed il sentiero di salita. Confermata la premessa...ottima gita e ottimo tempo. Con Paolo




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Anche oggi giornata meteorologicamente piuttosto infelice, anche se la mattinata aveva fatto ben sperare. Infatti panorama piuttosto limitato dalla nuvolaglia. Tutte le cime erano coperte di neve fresca da quota 2700/2800 circa, anche se non abbondante. Effettuata la salita nel senso descritto anche se abbiamo raggiunto il Colle Autaret ed abbiamo poi seguito fedelmente la cresta. Il superamento del secondo dentino roccioso è piuttosto delicato perché esposto e scivoloso. Oggi la cresta si presentava di misto: 70% di ignobile fanghiglia, 15% di neve, 10% di roccia e 5% di merda di ungulati! La cresta di discesa, a parte i primi 50 metri di dislivello (100% fanghiglia!) è decisamente migliore. Abbiamo seguito tutta la dorsale, senza cioé raggiungere il lago, portandoci nei pressi di una baita diroccata dalla quale, in breve, si guada il torrente e si raggiunge il sentiero principale. Avvistate moltissime marmotte, anche alcune piccolissime nei pressi di Pian Ceiol. Per finire: pioggia, a catinelle, da Pian Ceiol alla macchina! Comunque meglio che stare a casa. Con Fausto.

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note su accesso stradale :: ok a parte tratti di asfalto scandaloso prima di Bellino
Visto che ero "di passaggio" verso il Pelvo di Ciabrera, ho deciso di salire prima qui all'Autaret, che come meta a sè nel periodo estivo forse non è così appagante (altro discorso con neve). Passato dal Lago dell'Autaret salendo sempre senza sentiero (ci sono vaghe tracce) ma su fondo erboso piacevole. Dal Lago ho puntato verso il costone detritico che scende poco a destra della cima, raggiuntolo ho seguito il crestone est fino in vetta (ometto). In discesa al Passo Autaret, per evitare di perdere troppo tempo tra saliscendi, ho preferito abbassarmi subito per terriccio sul versante italiano, e poi traversare verso il colle quasi in piano. Da qui proseguito al Pelvo di Ciabrera.
Per chi ha voglia e gamba le due cime possono essere salite entrambe nella stessa escursione, anzi da un colletto in cresta della Testa dell'Autaret è anche possibile scendere direttamente per un ripido pendio di pietrame fino alla base del pendio di salita del Pelvo (valutare). In cima da solo, nel pomeriggio sono saliti qui due francesi. Per il resto gran solitudine in tutto il vallone, davvero molto bello e rigoglioso. si trova parecchia acqua, ruscelli, sorgenti ecc.
Ps. piazzare una tenda al laghetto dell'Autaret deve essere qualcosa di stepitoso....a buon intenditor...


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stupenda traversata di cresta. gruppi di gitanti fino alle grange dell'autaret, poi solitudine e paesaggi splendidi. coppia di aquile reali (o erano gipeti?) sul colle dell'autaret.
volendo evitare al mio cane il dentino della cresta ovest ho fatto la variante descritta nella relazione: attenzione, non ho trovato alcun "ricovero" sotto il colle. ho traversato a destra abbandonando il sentiero intorno a quota 2840 in corrispondenza di un ometto. si traversa il pendio sotto la cresta senza alcuna difficoltà. un breve tratto è molto esposto a eventuali pietre mosse dall'alto, consigliabile prudenza e rapidità. superata la dorsale rocciosa che scende dal dente, si sale in cresta senza percorso obbligato su terreno molto ripido ma stabile, in presenza di neve indispensabili ramponi e picca.
cresta sud da percorrere interamente sul filo senza difficoltà fin quasi al lago dell'autaret.
dei miei tre giorni a sant'anna, questa è stata la salita più bella, meglio delle più famose e antropizzate Marchisa e Mongioia (finalmente una bella cima senza croce di vetta).

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Bellissima escursione ariosa e rilassante, almeno fino al colle Autaret, dove sorge un bellissimo cippo confinario d'antan con la croce sabauda e il giglio di Francia. Poi la cresta diventa ripida e faticosa, sulla seconda sommità intermedia mi sono fatto prendere dall'ansia( non ho visto bene il passaggio in disarrampicata che riporta, o dovrebbe riportare in cresta), mi sono portato sul versante francese abbassandomi di una trentina di metri per aggirare l'ostacolo e ho rischiato il martirio causa rocce che più marce non si può e terriccio ghiacciato di una schifezza mai vista.
Dopo un quarto d'ora di panico(ero solo) mi sono riportato in cresta e facilmente ho raggiunto la vetta. Discesa rapida e senza problemi puntando il laghetto, raggiunto in mezz'ora dalla cima.Giornata bellissima e relativamente fresca, qualche nebbia nel pomeriggio.

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Partenza sotto l'acqua fin dal parcheggio di s.Anna che tra un rovescio e l'altro mi ha accompagnato fino alla grange dell'Autaret, poi ha tenuto, ma nuvoloni minacciosi si susseguivano tanto che salito al colle dell'Autaret una foto e su, seguendo tutta la cresta (umida e marcetta) fino in cima, altra veloce foto e giù dall'altra cresta fino al minuscolo laghetto.
Vista la giornata non proprio bella inutile dire che c'era ben poca gente: viste 3 persone sul Maniglia e 1 sul Bellino, io non ho praticamente incontrato nessuno


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Gita splendida in ambiente veramente bello.
Mi è piaciuta molto la cresta sud che arriva al laghetto Autaret (piccolo ma molto suggestivo), meno divertente la cresta che arriva in cima all'Autaret, sfasciumi fini mobilissimi faticosi e noiosi.
Peccato che in cima non ci sia una croce ma solo un ometto.
Giornata splendida con un pò di vento che ha mitigato il gran caldo.
Nessuno sul percorso, con il binocolo ho guardato sulle cime vicine, su Pelvo, Maniglia, Faraut, Mongioia, Salza, nessuno, al parcheggio un pò di "cannibali" con megastereo e casino.
In splendida solitaria con il mio cane.

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meteo splendido.cima (in questo contesto) un po modesta ma cmq belle vedute.molti detriti ma nessun problema.con Franco, percorso le creste in senso opposto,a salire la sud.

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partito dal Meleze'alle 06,30 salita ancora su neve ma a piedi fino alle grange autaret poi poca neve e cresta pulita fino in cima arrivato alle 10,00.Con Valerio.

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ottima giornata di sole con un bellissimo paesaggio autunnale procediamo effettuando la salita in 2.40 ma ci godiamo poi la giornata al lago dove bivacchiamo, grandi foto di rito a questo magnifico luogo, dal punto della visuale il M. Maniglia direi che come esposizione è migliore. Il sentiero e molto ben segnato con pali sino alla cima , attenzione su un passaggio in cresta da effettuare al secondo ometto di cresta dopo il colle Autaret bisogna baipassare l'ometto sfiorandolo e scendere dalla cresta facendo attenzione a non scivolare. Mentre per la discesa vi sono solo labili tracce di sentiero ma non vedo segni o pali.
un ringraziamento a Danilo compagno di escursioni infrasettimanali.


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Gita effettuata con mio padre e mio cugino Guido.L'idea mia era di andare sul Pelvo, ma il capo.... non ha voluto peccato. Giornata stupenda con poche velature che, al pomeriggio hanno lasciato spazio ad un cielomagnificamente terso.

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Ho percorso tutto il sentiero fino al colle Autaret,lungo ma scorrevole e molto piacevole,l'ambiente del resto e' magnifico.
Dal colle sempre fedelmente per cresta in cima alla Testa dell'Autaret,dove mi sono fermato per un paio d'ore.
Discesa tutta la cresta sud fino al suo punto piu' basso,quindi senza rientrare alle grange Autaret,ma invece sulle due piu' piccole(le due che si vedono sulla destra salendo poco prima delle grange Autaret),da dove una labile traccia porta a una passerella e da li' in breve sul sentiero principale.

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In realtà mi sono fermato poco sopra le grange Autaret, la fatica del gorno prima si è fatta sentire...
Giornata bellissima e molto limpida, un pò di gente che saliva le varie cime (Maniglia, Autaret) ed altri alle grange.
Con Bianca ed il mio cane


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percorso molto lungo ma in ambiente davvero bellissimo. saliti per ottimo sentiero al colle dell'autaret, tra pascoli verdissimi e pieni di fiori. dal colle per la cresta ovest, prima facile, poi dopo un primo risalto, un passaggio elementare di I° ma molto esposto su roccia friabilissima. il resto della cresta è elementare fino alla vetta. discesi per il versante sud di sfasciumi fino sul pianoro dove ci sono le sorgenti del varaita, da cui sul sentiero di salita. giornata senza una nube, limpida e fresca.
4^ edizione della giornata dell' "orgoglio alpino", con una cinquantina di partecipanti. un grazie ed un plauso ai giovani organizzatori di questa bella "escursione collettiva".


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Abbiamo seguito integralmente la cresta Ovest-Sud-Ovest dal Colle dell'Autaret ma,a causa del "verglass" ,abbiamo dovuto perdere un pò di quota per superare il secondo affioramento roccioso della cresta che,nelle condizioni in cui si trovava era ,in verità,estremamente pericoloso.Riguadagnato il crestone in vetta senza difficoltà.Molto bella la discesa lungo il crestone Sud.
Con Marco e Guido


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Salita dalla dorsale sud a est del lago, solo fino a quota 2830.

Oggi pensavo di salire la Tete de l’Autaret; mi son goduta in calma e pace la salita, i salti smeraldo dell’acqua, le corse delle marmotte, le miande sparse a 2500 m (nella valle delle mie radici a quella quota ci sono solo più rupi e magri pascoli…); la gioia per un ermellino che compare e scompare veloce su una crestina rocciosa; poi mi son seduta ad ammirare il mondo da lassù e mi sono detta che per oggi ero felice così. La Tete era solo raggiungere qualche pietra e masso un po’ più in alto, la pace era già lì :-)

Gran bella giornata.



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giunto in vetta passando in cresta dal laghetto autaret,raggiungibile poco sopra le grange autaret.
il lago e' un po' da cercare perche' e' in posizione sopraelevata rispetto alle grange;ci sono comunque tracce
evidenti che vanno nella sua direzione.
dalla vetta sono sceso fino all'omonimo colle facendo un po' di attenzione nell'aggiramento dello spuntone roccioso.
poi dal colle ritorno a s.anna lungo tutto il sentiero gta.
gita in ambiente magnifico,senza neve lungo tutto il percorso;
la cresta e' tutta percorribile,in un senso o nell'altro,facendo solo un po' di attenzione all'evidente spuntone roccioso vicino al colle autaret.


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Le " Barricate " almeno in estate non sono piu' tali, il sentiero e' stato risistemato , costruiti muretti a secco e spianato il tutto ora si passa su di una comoda mulattiera.
Se si vuole salire la cima senza difficolta' e pericoli, bisogna leggere bene (non come abbiamo fatto noi) la relazione di salita, abbandonare quindi il sentiero circa 100mt prima del colle e costeggiare a dx sotto 2 fasce rocciose (la seconda quella che scende dalla quota 2950 la piu' ostica) e risalire quindi senza percorso obbligato per tracce di bestiame in direzione della depressione tra la stessa quota 2950 e la cima, che si raggiunge in breve traversando a dx in diagonale seguendo sempre numerose tracce.
Noi abbiamo seguito invece il sentiero sino al colle, proseguito per la traccia di cresta fino al dente dove ci siamo "arenati" poco convinti dalla bonta' della roccia e soprattutto dall'esposizione del passaggio sul dente. Nonostante la mezz'ora persa a "cincischiare", assai testardamente siamo allora scesi di quasi 150 mt sul versante italiano e risaliti come da relazione alla cima .
Moltissime nebbie fino a quota 2500, visibilita' un po migliore solo verso il M. Maniglia e il versante francese.
Con Giova, Annalisa, Maghi', I. e Claudia 4wd, che in mancanza degli stambecchi ha cercato di familiarizzare con le marmotte senza riuscire pero' a convincerne nessuna !


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bella cima, soprattutto per l'itinerario di avvicinamento.
con manu e maurizio siamo prima saliti al colle poi, per cresta, abbiamo raggiunto la cima, godendo di un ottimo panorama anche sul lato francese.
discesi poi direttamente al lago dell'autaret

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La sveglia ha suonato molto presto stamane per raggiungere questo selvaggio angolo di montagna nel vallone di Bellino!!! Come ben descritto da "Gigi02", abbiamo fatto questa bella variante sul precorso che doveva portarci sul Monte Maniglia per "giustissimi motivi di prudenza" che non devono mai essere dimenticati quando ci troviamo in alta montagna. Nonostante la non perfetta forma fisica, sono stato gratificato da questo "3000" la cui cresta è veramente affascinante!! Peccato per qualche nuvola che hanno nascosto parte delle vette. Bello il lago Autaret incrociato sulla via del ritorno e le varie baite sparse per il vallone, testimonianza dei tempi antichi. Ritorneremo... per altri percorsi!!!

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Come già detto, partiti per fare il Monte Maniglia, ma visto l'avviso abbiamo deciso di salire questa cima. Tempo variabile con nuvole un po di nebbia e sole. Unico passaggio delicato per l'esposizione e per il terreno infido, il dente quotato 2950 da eseguire tenendosi sul versante francese facendo molta attenzione. Scesi direttamente per la pietraia con direzione SUD, seguendo tracce di sentiero, per il Lago di Autaret e poi per prati alle Grange Autaret ed infine per il sentiero di salita. Leggere gli avvisi alla partenza e al cartello che indica il Pian Ceiol, si eseguono lavori di sistemazione del sentiero. Visto molte marmotte, panorama molto accattivante.

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Splendida giornata di sole con vento forte e freddo. Panorama splendido e assenza totale di neve lungo tutta la via di salita e discesa.

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oggi con mio nipote che si è divertito come un matto



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Caratteristica itinerario

difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 1850
quota vetta/quota massima (m): 3015
dislivello salita totale (m): 1200

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