Gran Cocor (Cima) dal Lago del Serrù per il Colle della Losa

Pernottato al Bivacco Pian Ballotta in perfette condizioni. Saliti come descrizione senza alcun problema, prima del Gran Cocor siamo saliti al dosso ad est del colle per vedere il panorama. Discesa per lo stesso itinerario. Molta gente in zona, soprattutto dalla Francia.
Con Bubbola.


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Gita divertente in ambiente selvaggio e panorami notevoli. Le parti attrezzate non sono difficili ma è prudente affrontarle con qualche assicurazione. I ghiacciai si stanno ritirando sempre di più... Visti molti animali. Una sola persona è salita oggi dal lato italiano; molte da quello francese. Raccomandabile, da affrontare con la dovuta prudenza.

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note su accesso stradale :: diversi parcheggi nei pressi del lago Serru'
Itinerario breve ma remunerativo,poco dislivello, comodo con poca voglia di scarpinare.Ambiente d'alta montagna da non sottovalutare , la parte dal Ballotta in su è
attrezzata ,ma bisogna stare
attenti per l' esposizione. Pure la
parte finale attrezza per accedere
al passo della Losa richiede
qualche attenzione ma oggi tutto
asciutto e facile.Dal passo con cippo e pannello con quota
(differente dal nostro IGC) tenere il filo di cresta e non lasciarsi tentare dalla cengetta lato Serru' con esposizione notevole.Buon panorama con i ghiacciai dell'Iser in evidente stato di sofferenza.

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Pernottato al Bivacco Pian Ballotta in perfette condizioni. Saliti veloci fino al colle della Losa, con le condizioni odierne gran parte della ferrata è inutile. Proseguito per cresta fino al Gran Cocor e al Passo della Galisia per vedere il Gran Colluret dall'alto: un po' di sfasciumi, catena e poi tanti sfasciumi... Con la neve sembra interessante. Dal colle abbiamo seguito la "corsa" di un francese su per il filo di cresta verso la Galisia... Su un percorso simile (due grandi diagonali per superare il tratto più vertiginoso della cresta) quattro altre persone che salutiamo. Discesa per il percorso di salita.
Gita esplorativa con Bubbola, Marina e Luigi.


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Oggi un'altra giornata splendida con panorami eccezionali - Tratti attrezzati in buono stato (solo un golfare risulta staccato all'inizio del tratto attrezzato del Couluret) ma percorso da non sottovalutare - Saliti da sopra il rifugio Balotta per il tratto attrezzato più esposto e discesa dal Couluret abbastanza viscido ed infido verso la fine (per chi scende) a causa di colature di acqua - Sempre duro e ripido il tratto per raggiungere l'attacco del secondo tratto attrezzato che porta al colle - Tratto attrezzato per il colle con esposizione notevole e con molto pietrisco scivoloso - Dal colle della Losa panorama a 360° grandiosi sulle cime del parco del Gran Paradiso e del parco della Valnoise - Proseguito in entrambe le direzioni verso il Passo della Losa e verso il Gran Cocor
Un saluto ai compagni di gita


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note su accesso stradale :: regolare
Giornate come questa sono da incorniciare. Cielo terso, nessuna nuvola e temperatura ideale, seppure un po' freddina nelle prime ore del mattino. Rovescio della medaglia la neve presente, seppure in misura estremamente ridotta, già poco sopra la diga. Fortunatamente l'intenso soleggiamento ha garantito uno scioglimento rapido e la quasi totale assenza di ghiaccio. La neve presente ha richiesto solo un po' di prudenza, ma solo durante la salita, in un punto del tratto attrezzato sotto il Colle della Losa. Il tratto tra il Colle e la vetta non ha presentato, malgrado la neve, alcuna difficoltà. Infatti è bastato tenersi il più rigorosamente possibile sul filo della dorsale, evitando così l'impressionante salto sul versante italiano e la neve, presente in maggiore quantità, sul versante francese. Dalla vetta, grazie anche alla giornata, panorama veramente stupendo. Incontrato un escursionista solitario che si è fermato al Colle, una coppia francese arrivata in vetta dal Passo di Galisia ed un'altra coppia di francesi arrivata "faticosamente" al Colle e poi risalita verso il Passo della Vacca. Con Fausto e Michele.

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Giornata a tre facce, prima bellissima, poi nebbione ed infine ancora bella con forte vento dalla Francia. Sentiero in buone condizioni, niente neve,scesi fino al colle Galisia per verificare le condizioni(bruttine..)poi saliti sul culmine del crestone che porta al ghiacciaio della Vacca per dare un'occhiata. Incontrato parecchi escursionisti sia francesi che italiani e qualche giovane stambecco. Concordiamo che la valutazione corretta dovrebbe essere EE.
In compagnia di Manlio.


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Grandiosa giornata con tempo splendido fino a metà pomeriggio.
Saliti al Colle della Losa, quindi fedelmente in cresta (senza nessuna difficoltà, salvo un lievissimo tratto un po' esposto) fino al Gran Cocor, discesa al Colle della Galisia e rientro alla Losa passando per le tracce di sentiero che si abbassano sul lato francese.
Moltissimi escursionisti in vetta, soprattutto saliti dalla Vanoise.
Pausa pranzo sopra il Pian Ballotta in compagnia di un nutrito branco di stambecchi.
La quotazione facile ed alpinistica della gita è assolutamente eccessiva: i tratti verso la Losa sono attrezzati impeccabilmente e la cresta al Cocor priva di difficoltà.
La gita può essere complicata solo salendo direttamente al Colle Galisia, sconsigliato per il pessimo fondo del canale di accesso (oltre che per la forte pendenza degli ultimi metri)

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Tentata salita ma trovata ancora troppa neve al Pian della Ballotta e sull'intero circolo glaciale. Arrivati a quota 2650 siamo tornati indietro valutato troppo rischiosa la salita per il percorso attrezzato.
Oggi volevamo portare i ragazzi a fare questa magnifica salita attrezzata ma saliti dal Pian della Ballotta sino a quota 2650 abbiamo rinunciato per la troppa neve. Da riprovare a Settembre.


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note su accesso stradale :: nn
Giornata fresca a dispetto dei 36 /37 gradi della pianura.
In cima addirittura freddo per il vento che proveniva dal versante francese.
Fermato al colle della Losa.
Parecchia gente sul percorso, soprattutto francesi che provenivano dalla Val d'Isere e dal rifugio Prariond.


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con l'amico beppe.saliti al passo della losa con nebbia che andava e veniva poi al gran cocor con buona visibilità sul versante francese niente nebbia.discesa nuovamente al passo losa poi x cresta al passo della vacca,traverso nella nebbia fitta sul ghiacciaio della losa e costeggiando a dx lo stesso siamo scesi a pian ballotta dove il temporale ci ha sorpresi a 5 minuti dal rifugio dove ci siamo riparati.nessun umano in giro nella nebbia solo un gruppo di becchi che ci guardavano incuriositi.

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Oggi trovata una giornata particolare. Un po’ di nuvolaglia innocua che ha creato dei bei giochi di luce, e tanta fioritura sul percorso che mi sono divertita a fotografare.
Siamo scesi fino al rifugio Prariond, vista la brevita’ della camminata e quindi relativa bella risalitona!!!
Gita relax e in buona e divertente compagnia.
Divertente e in buone condizioni la parte attrezzata per il passo della Losa.
Mattinata iniziata con un po’ di vento freddo che poco a poco si e’ attenuato.
Per ripararsi dal vento un bel gruppo di stambecchi hanno stazionato per diverso tempo sulla cresta del Gran Cocor, bellissimi e assolutamente non preoccupati dalla nostra presenza anche se a breve distanza.
Nel complesso un gran bel giretto.
Con Claudio e i suoi amici.


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Salito dal colle della Losa e sceso da quello della Galisia.
Giro breve ma molto vario e piacevole. Incontrato piccolo gruppo di stambecchi nel canale sotto il passo di Galisia


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Partiti io e il Gabba alle 5.30 dal Serrù con un vento indiavolato e freddissimo. Trovate ancora ampie chiazze di neve sopra il pian della Ballotta e di nuovo un ventaccio sul colle.
Saliti al Gran Cocor e scesi dalla Galisia. Nel canalone sotto la doppia non c'è una pietra che stia ferma e bisogna fare molta attenzione a farne cadere il meno possibile. La pendenza all'inizio è notevole: cautela!

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Salite piu a sinistra della Losa con neve ramponabile.Scese verso Prariond e risalite alla Vacca e scese sotto un bel acquazzone.Grande performance di Franci con i ramponi.

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Gita bellissima ed azzeccata.
Fino alle 11 la giornata è splendida ed il cielo di un blù intenso tipico di queste stagioni (quando fa bello!).
Salgo rapidamente per il bel sentiero in questo ambiente selvaggio e mi porto sotto al passo della Losa, che ogni tanto scarica qualche pietra ( e pansare che volevo portare il casco). Sono da solo e non c'è anima viva, anche perchè è ancora prestissimo e quindi devo fare molta attenzione ed essere molto rapido. Salendo al passo non mi accorgo nemmeno che ci sono alcuni traversi un pò esposti, guarda caso proprio dove c'è neve ghiacciata, ma io guardo sù e quindi non c'è problema.
Dal passo vedute spettacolari (sarà che i precedenti 5 sabati ho sempre viaggiato tra nebbie e pioggie?), punto verso N seguendo la cresta che mi sembra sempre abbastanza larga. Quanto basta per non trovarla particolarmente esposta tranne in un punto. Comunque salita da non sottovalutare assolutamente. Dalla cima, mentre guardo come scendere al passo di Galisia vedo un'aquila che mi volta la schiena e che è ferma proprio sulla cresta, incontro decisamente delizioso. Dopo poco scendo al passo e da qui con alcune difficoltà (ci sono 10 metri verticali con una catena ed una sosta attrezzata), sono sulle pietraie ripidissime sotto al passo. Scendo molto rapidamente puntando verso il sentiero di salita che raggiungo infacilmente e vado a sostare al Pian dellla Ballotta, proprio al termine del tratto attrezzato sopra al rifugio. Arrivano le prime 2 persone della giornata (oltre a me) che vogliono salire ad uno dei colli sopra al piano, ma secondo è tardi perchè le previsioni dicono brutto da E e le nuvole stanno avvicinanandosi abbastanza velocemente proprio da quella direzione.
Da segalare un incontro ravvicinatissimo con un giovane stambecco incuriosito che si avvicina sempre più ed un;'altro con un gracchio alpino che mi gironzola sopra la testa e si ferma a 2 passi da me continuando ad osservarmi. Effettivamente sono io quello fuori casa e non lui!

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Gita di grande spessore escursionistico ed anche alpinistico per alcuni passaggi esposti sulla cresta finale, in ambiente veramente solitario e severo, un una zona del parco che mette in comunicazione la nostra regione con la francia. il colle della losa rappresenta il confine tra il gran paradiso ed il parco della vanoise. temperatura buona anche se l'umidità ci ha fatto sudare parecchio!!! visto alcuni camosci lungo il percorso e cammitano sulla prima neve stagionale dal colle alla quota 3018 che potremmo chiamare "cima della losa", bella balconata sui ghiacciai che scendono dall'aguille rousse. arrivati all'auto - parchegiata lungo la strada principale che sale al nivolet - ho apprezzato i silenzi del parco in questa stagione, lontani dalle folle di scalmanati che popolano queste zone nei mesi estivi!!!

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Splendita gita in un ambiente unico. Il meteo è stato benevolo e ci ha permesso di effettuarla in totale tranquillità. Alcuni passaggi sono molto aerei. Dal Colle della Losa risaliti a quota 3018 in pochi minuti; spettacolo superbo sul Ghiacciaio des Sources de l'Isre con i laghi alla base, ne vale la pena. Balconata sulla Cima della Vacca, la Cima d'Oin e la grande Aiguille Rousse. Il Gran Paradiso era velato, peccato. Il dislivello è comprensivo delle varie risalite. I tantissimi ometti permettono una salita tranquilla anche se in alcuni punti il sentiero è franato per le piogge. Particolare della gita, molti profumi, specialmente di liquirizia??? Per individuare l'inizio dell'ultimo tratto attrezzato prima del colle, prendere come riferimento la placca bianca appena sopra a sinistra del pallino blu. Bravo Guido per la scelta.

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giornata molto bella, con sole caldissimo.
Dal C,le della Losa siamo saliti ancora alla Cima del Gran Cocor e scesi al P.so della Galisia, le distanze sono molto brevi. Mi piace molto come gita perchè essendo un geologo, si possono ammiarare bellissimi contatti tettonici.
L'ultimo tratto per arrivare al C.le della Losa, dove c'è la corda fissa e le catene è molto divertente, ,ma se piove bisogna prestare molta attenzione perchè il sentiero diventa fangoso e molto scivoloso. Al ritorno il torrente da attraversare, appena prima del bivio per il Colle della Vacca, è sempre più impetuoso rispetto all'andata perchè fa più caldo ed i ghiacciai si sciolgono di più, quindi alle volte occorre trovare un altro punto dove attraversare.
FABRIZIO BURZIO, LUCA SGARBOSSA


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  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: EEA :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Est
    quota partenza (m): 2245
    quota vetta/quota massima (m): 3031
    dislivello salita totale (m): 850

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