Maria (Punta) Cresta Nord-Ovest

Partenza dalla Valle di Viù, con ottimo e confortevole pernottamento al bivacco San Camillo, interamente occupato sia dal nostro gruppo Cai Almese che da altri frequentatori.
Per la salita al Colle d’Arnas, siamo passati a sinistra del laghetto del Collerin d’Arnas ed abbiamo seguito le abbastanza facili pietraie secondo un tracciato ideale tra i diversi colletti morenici con combe ancora innevate, a distanza di sicurezza dalla base della parete est di P.ta Maria, giungendo così facilmente alla base dell’ultima rampa del canale verso il colle.
Dal colle la dorsale iniziale verso la cresta è su una pietraia di facile superamento; la cresta a tratti un po’ aerea presenta alcuni punti di divertente arrampicata e numerose sono le possibilità di ancoraggi per le soste. Da Punta Maria si prosegue più facilmente sempre sul filo aereo della cresta verso la Punta Rocce Rosse e superata questa vetta ci si abbassa gradualmente sempre verso la Punta d’Arnas giungendo facilmente al ghiacciaio senza dover fare alcuna doppia. Ghiacciaio in notevole riduzione, ma da attraversare prudentemente per la presenza di crepacci nel senso di marcia. Per evitare la faticosa e lunga risalita al Col d’Arnas, abbiamo attraversato per quanto possibile quasi in piano, seguendo un percorso veloce ed attento prima su tratti ripidi in ghiaccio cosparso di pietre appoggiate, poi su cengette inframezzate da canaletti di erosione da scolo giungendo al colle senza dover risalire (percorso da valutare attentamente).
Un bravo a tutti i partecipanti.
Per me è stato un ennesimo e piacevole ritorno con nuovi amici nella zona che già in gioventù avevo frequentato e dove nel 1969 avevo trascorso un’intera estate assistendo gli operai impegnati nelle varie opere di manutenzione alla diga della Rossa, alle varie prese, alla teleferica Torre-Rossa ed alla decauville dal Lago dietro la Torre a Moncourtil e dove nel frattempo l’attivissimo e generoso Camilliano Padre Vittorio Bertolaccini ebbe l’iniziativa di ricostruire il vecchio pilone dedicato a San Camillo il quale, situato al di sotto del Collerin d’Arnas, era stato distrutto da una valanga staccatasi dal monte Fortino. Collaborai alla realizzazione del nuovo pilone, prima facendone il progetto poi partecipando alla costruzione, alla quale anche i ragazzi di Martassina accompagnati da Padre Perona fecero la loro parte portando sulle barelle le pietre necessarie, recuperate nel sito circostante dai resti dei vecchi ricoveri degli operai degli anni 30, periodo di costruzione di tutte le strutture idrauliche della valle, ancora attualmente ottime produttrici di energia.
Occorre riconoscere le eccezionali capacità ed intuizioni dell’Ing. Ganassini il quale all’epoca (1927/1932) fu l’artefice principale per la realizzazione di queste opere, per lo sfruttamento equilibrato della risorsa energetica derivante dall’acqua, esteso su tutta la valle di Viù ed oltre fino a Funghera.
Facendo attualmente le escursioni, non ci si rende conto di quanto è stato costruito; per chi si volesse documentare un po’ di storia la trova qui: (Presentazione Enel - La Rossa)
-comunica/events/eventi-2014/restauro-ecologico/presentazioni-restauro-ecologico/presentazione-restauro-ecologico-perosino/at_download/file
e qui: (Enel - Lago dietro la Torre)
_dietrolatorre.pdf
Un rammarico per le vecchie decauville, purtroppo in abbandono o distrutte; probabilmente fossero in Svizzera sarebbero ancora mantenute in efficienza almeno per scopo turistico-storico.

Bikers al Lago dietro la Torre
Partenza dal bivacco San Camillo
La cresta da percorrere
Nevai dal Collarin al Colle d'Arnas
In cresta con nebbia
La vetta di Punta Maria
Il Lago della Rossa dalla vetta
Inizio tratto sul ghiacciaio
Tratto delicato
Sul ghiacciaio

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Sfruttata la festa del bivacco S.Camillo per risalire al lago dietro la Torre con la navetta Enel. Attensione la navetta porta in salita solo al mattino ed è affollata, meglio arrivare di buon'ora. Così si evita la lunghissima strada (senza possibilità di scurce), in gran parte asfaltata. Il bivacco è bello, asciutto, ben tenuto e con corrente elettrica e riscaldamento. Fontana a poche decine di mt.
Cresta aerea , buona roccia, con possibilità di qualche digressione divertente. Più impegnativa della normale (F+).
Trovato un cordino logorissimo e lasciato un chiodo. Altrimenti è facile fare sosta sui numerosi spuntoni.
Portare 2-3 friend e nut.
La risalita al colle d'Arnas in questa stagione, causa la ritirata del ghiacciaio, è faticosa sul lato italiano (infiniti pietroni), breve ma abominevole sul lato francese: 50 mt di bestemmie su pietrisco e terriccio, 2 passi avanti e 1 1/2 indietro.
Il Ghiacciaio in questa stagione è infido e pericoloso: ghiaccio "verde", crepacci e buchi di dimensioni considerevoli. Assolutamente proibito cadere. Attraversato in certi punti a tiri con soste piccozza (tiene tiene, lo abbiamo sperimentato ...). Utile magari un chiodo da ghiaccio.
Con CAI Almese. Un grazie particolare a Lorenzo "Lurens" che con tanta pazienza mi ha insegnato tante cose.


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Gita perfetta in una bellissima giornata. Cresta pulita, panorami ampi e apprezzabili. Noi non abbiamo trovato nessun chiodo; solo un cordone abbastanza logoro a meta' cresta. Le difficoltà' sono poche e ben proteggibili con nuts e friends, ma la cresta ha dei punti aerei in certi punti. Dopo la vetta con la croce siamo scesi sul ghiacciaio, tranquillo i questo periodo. La neve facilita la progressione, specialmente tra col d-Arnas e rifugio Gastaldi, anche al ritorno.
Un ringraziamento al gestore del rifugio Gastaldi e a Davide che mi ha portato sulle sue montagne, sta' volta da capocordata. Prossima volta non dimentichiamo i bastoncini, vero?


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Bellissima gita, saliti al Gastaldi poi andati verso il colle Arnas. Da qui preso la cresta ovest, all'inizio larga e si sale bene, nessun ometto ne segni che indicano la direzione ma si sale per cresta. Arrivati al primo gendarme si passa un pezzo sul versante francese senza abbassarsi troppo e si arriva ad una breccia ,ci si infila verso sx sul versante italiano e appena dopo c'è un camino/canalino che sale verso la cresta. Questo è il punto più complicato, ma ci sono buoni appigli e la roccia tiene bene, in punta c'è una fettuccia dove si può fare sicura per la salita. Da qui sempre in cresta con punti esposti, ma percorribile, fino alla prima punta dove c'è la grata. Da qui bisogna arrivare ancora alla punta successiva dove c'è la croce di vetta. Poi siamo scesi sempre in cresta e si arriva ad una sella , da qui scendere sul ghiacciaio, attenzione che qui c'è la parte più ripida e alcuni crepacci. Bisogna trovare il passaggio migliore per scendere dal primo salto, dove c'è una lunga fessura nel ghiaccio. Poi da qui si scende sul ghiacciaio ed evitando i numerosi crepacci ben visibili si scende verso il fondo in direzione del colle, noi ci siamo poi tenuti alti e fatto un traverso su rocce arrivando 20mt sotto il colle, ma il primo pezzo è franoso perchè c'è ghiaccio sotto le roccette quindi consiglio di tenersi un pò più bassi. Poi risaliti al colle e fatto pranzo qui, purtroppo in discesa abbiamo beccato il temporale e ci siamo inzuppati nonostante il kway!
Nonostante la nebbia in cresta la visibilità era ancora buona, dal versante francese era più pulito. Purtroppo abbiamo beccato il lavandone in discesa, ma non può sempre andare bene. Però ne vale la pena perchè la salita è bella e buoni pezzi di arrampicata. fare solo attenzione al ghiacciaio, farlo con la giusta attrezzatura legati, non si sa mai. Grazie per la compagnia di Clot.


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Cresta divertente, con roccia sempre da valutare con attenzione.
Gita lunga se affrontata in giornata dal Piano (oltre 33 km e 1780 mt di dsl).
Ghiacciaio con una sbrinciatina di neve recente che consente di camminare bene anche senza ramponi (meglio comunque averli dietro), crepacci aperti e ben visibili.
Nebbia in italia e sole in francia.

Con Fede


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Rigelo notturno sufficiente ci ha permesso una facile risalita al Colle d' Arnas; cresta facile, in qualche tratto abbastanza esposta ma piuttosto pianeggiante, completamente pulita e priva di neve; non ci sono protezioni sul percorso, ma è sufficiente passare qualche cordino sugli infiniti spuntoni; ghiacciaio tranquillo, con i pochi crepi ancora coperti ma facilmente individuabili; fastidiosa la risalita su sfasciumi dei 50 m. dal ghiacciaio al colle ( e pensare che un tempo il raccordo avveniva in piano!!)
Meteo inizialmente bella ma si è rovinata presto, per cui abbiamo fatto quasi tutto il percorso nella nebbia!
Ultima uscita del Corso di Alpinismo della scuola G.Ribaldone


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Sempre una bellissima gita in giornata. Cresta facile ma con tratti esposti ed affilati. Due chiodi in posto. Attenzione al rientro. Nel bacino di accumulo del Glacier d'Averole c'è ancora un discreto innevamento, ma i crepacci sono solo parzialmente chiusi, in alcuni tratti da neve inconsistente e molle dato il caldo. Un paio di francesi davanti a noi hanno tracciato una discesa con primo tratto verso ovest con alcuni passaggi piuttosto pericolosi. Io ho preferito scendere dalle rocce direttamente su un tratto di ghiaccio scoperto e moderatamente ripido (35°/40°), per poi superare agevolmente la piccola terminale in apertura e ritornare sulla traccia di salita senza alcun problema. Un pò di cautela anche a risalire al Col d'Arnas. La fusione del permafrost ha determinato una frana (non recentissima a ben vedere)ed il pendio detritico è ricco di massi in bilico con ciottolame molto smosso. Sono circa 80 metri di risalita, ed un tempo ve ne erano solo 20 con un muro di ghiaccio alto 15 metri sul fondo del colle. Il ghiacciaio in pratica, dal 1981 ad oggi, si è abbassato di oltre 40 metri!
Con Silvietta, in una giornata bellissima con assenza totale di nuvole in Francia.


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Salito da Pian della Mussa, raggiungo rapidamente il Col d'Arnas, e da li' seguo la cresta, inizialmente molto larga e su pietraia. La parte alpinistica comincia al primo restringimento della cresta dove ci si trova davanti ad una placca esposta da aggirare sul versante francese. Si raggiunge subito dopo un intaglio da cui si prosegue con qualche passo sul versante italiano, per poi arrampicare una paretina che conduce nuovamente in cresta. A questo punto non ci si puo' piu' sbagliare e si segue fedelmente il filo di cresta, a picco sul Lago della Rossa. Si raggiunge prima l'anticima segnata da una grata, e infine la cima (3302 m) con la croce di vetta. Proseguo in cresta fino al successivo colletto per scendere sul ghiacciaio d'Arnas e rientrare.
Proseguendo ancora su cresta si sarebbe potuto arrivare sulle Rocce Rosse (la cima scialpinistica), ma ho evitato visto il temporale in avvicinamento.
Gita in solitaria.
Foto disponibili su


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A quanto pare non mi è concesso fare le vie normali. Eccomi a Punta Maria per cresta alla mia prima arrampicata. Partiti dal Lago dietro la torre facciamo la strada più breve (pietraie e pietraie) direzionandoci al Colle d'Arnas dove inizia la parte alpinistica. Bella cresta con appigli saldi. Arrampicata di per sé non difficile, ma neanche banale: la cresta è lunga e, a tratti, aerea. Per me, che patisco il vuoto, è stata una vera e propria sfida. Una volta arrivati in Punta, abbiamo proseguito per le Rocce Rosse fino all'omonimo colle. Ritorno quindi dal crepacciato ghiacciaio d'Arnas (crepacci ben visibili) fino al colle d'Arnas, poi proseguito per la strada d'andata.
Come da previsioni meteo: tempo bello, non caldo.
Con gli amici e, perché no, un po' angeli custodi Ezio e Adriano.


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Cresta interessante e con ottima roccia. Facili e intuibili le protezioni effettuabili con fettucce e cordini.Saliti dal lago della Torre grazie ad un passaggio con fuoristrada,dal laghetto del collarin d'Arnas direttamente al colle d'Arnas seguendo il vecchio tracciato. Dalla cima continuato per cresta fino al colle delle Rocce Rosse e discesa sul ghiacciaio con crepacci visibili.
Con Stefania al suo debutto in arrampicata e Adriano con cui ho condiviso già il Dente del gigante.


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cresta pulita con un paio di traversi su terreno friabile poco proteggibili. il muretto con il chiodo (l'unico della via) secondo me è di III, ma comunque niente di difficile.
Il ghiacciaio presenta alcuni crepacci aperti ma facilmente aggirabili (traccia di discesa evidente).
battuti dal vento gelido senza tregua per tutta la gita (anche un po' di neve all'inizio) ma in grande compagnia con Chiara e Fabio che si sono dilettati anche nella rimozione di nuts e friends...
Un saluto a Roberto del rifugio Gastaldi


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note su accesso stradale :: regolare con pagamento (3€) al Pian della Mussa
Innazitutto devo dire che salire, ma anche scendere, dal Gastaldi è stato come fare un bagno turco! Un caldo così umido, a queste quote, non riesco a ricordarlo. Rifugio come sempre ordinato, ben gestito e buona accoglienza. Domenica mattina abbiamo lasciato il Rifugio con tempo buono ed un bel cielo. Malgrado la temperatura sempre alta i nevai per raggiungere il Colle non hanno creato problemi. Tra l'altro il Colle è uno splendido punto panoramico. Poco prima di noi hanno iniziato la salita due ragazzi francesi. Noi, raggiunto il primo intaglio, siamo saliti quasi sul filo di cresta, comunque lato italiano, per una paretina verticale ma appigliata e, successivamente, abbiamo sempre tenuto il filo di cresta. Su tutto il percorso abbiamo trovato solo due chiodi, ma i numerosi spuntoni consentono di proteggersi piuttosto facilmente, senza utilizzare friends (che intanto noi non abbiamo!) o nuts. Raggiunta la parte a saliscendi della cresta il cielo si è chiuso ed ha iniziato a tuonare. Abbiamo così deciso di procedere di conserva per toglierci al più presto dalla cresta, anche se poi siamo stati graziati e non ha neppure piovuto. La cresta (perfettamente asciutta), di roccia discreta e pur non presentando difficoltà particolari, è decisamente aerea ed anche abbastanza lunga. Raggiunta la cima dove si trova una specie di grata di ferro ci siamo stretti la mano convinti di essere in vetta. Visto il tempo minaccioso niente sosta ed abbiamo continuato in direzione sud, fino a trovarci su di un'altra vetta dove si trova una bella croce metallica! Ma qual'è Punta Maria? Leggendo la Guida CAI si sarebbe portati a pensare che la seconda punta (quella con la croce) potrebbe essere quella chiamata Punta Sud-Rocce Rosse, alta circa 3330 m. In effetti questa seconda elevazione risultava essere, al mio altimetro, di circa 25 m. più alta della prima. Comunque da questa seconda punta, disarrampicando facilmente, sempre in direzione Sud, si raggiunge facilmente, assolutamente senza bisogno di attrezzare doppie, il Ghiaccaio. Ghiacciaio ancora in ottime condizioni, che si percorre senza ramponi su neve ben portante. Qualche crepaccio visibile ma fuori dalla traccia. Con Fausto.

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Partiti dal rifugio Gastaldi, risalita al colle d'Arnas su percorso tutto innevato, che al mattino teneva bene e permetteva una buona progressione. Inizio cresta su roccie pulite, poi pendio innevato e dopo su e giù per la cresta con arrampicata non impegnativa.Provveduto a proteggere il percorso con cordini e nuts dove era possibile e il resto abbiamo viaggiato di conserva. Ultimi balzi rocciosi da superare con neve e attenzione alle cornici. Discesi infine sul ghiacciaio d'Arnas dove si sprofondava parecchio, rendendo inutili i ramponi.
Gita effettuata con il corso di alpinismo della scuola Ribaldone. Un ringraziamento agli istruttori della scuola.


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note su accesso stradale :: normale fino a pian della mussa
Ascensione effettuata sabato 30/08. Molto lunga ma appagante perchè completa. Partiti dalpian della mussa alle 05:30 dopo 2 ore siamo al gastaldi. con visibilità buona non abbiamo avuto problemi a trovare il sentiero per il colle d'arnas , comunque abbastanza segnalato da ometti e tacche rosse o bianco rosse. L'ultimo tratto prima di arrivare al colle è su sfasciumi abbastanza instabili, da fare magari col casco. Dal la risalita della pietraia è agevole fino al primo balzo di roccia dove si affrontano i primi passaggi di arrampicata.Arrivati al caratteristico intaglio le relazioni dicono di andare sul versante Italiano (quello che domina il lago) mantenendosi al di sotto del filo per poi risalire in cresta lungo un camino(?) che non abbiamo trovato. Dove si va?? tralasciando le mosse della cordata francese che ci precedeva(han proseguito sotto il filo per instabili cenge fino scomparire dalla nostra vista) decidiamo di riportarci in cresta lungo una fessura che si rinviene non più di dieci metri oltre l'intaglio. Su roccia brutta brutta( ti rimanevano in mano dei bei tobleroni) riguadagniamo il filo e da qui , un po' di conserva e fun po' no, ci ritroviamo alla vetta con la madonnina rotta.
Disarrampicando fino ai piedi dell'altro torrione ( con croce) arriviamo a mettere i piedi sul ghiacciaio( nessun bisogno di fare doppie se non ci si lascia tentare dal primo canalino dopo la vetta). dal ghiacciaio abbiamo fatto il classico giro largo per evitare le crepe ben individualbili comunque mentre si è in cresta( sempre che non ci sia nebbia!!) . dal colle Arnas calcolare almeno altre tre ore e mezzo per arrivare alla macchina. La cresta ci ha richiesto 2,30 ore (fatta con calma ). non è da sottovalutare la lunghezza se si parte dal pian della mussa come noi.Portare alcuni friend medio piccoli , un paio di nut e soprattutto cordini e cordoni, si prestano bene agli spuntoni di roccia

Un graaaaazie a Enrico che ha condiviso con me la giornata e soprattutto piazzando friend e cordini in abbondanza per placare la mia irrequietezza ( la cresta è molto aerea e in alcuni tratti affilata da starci a cavalcioni).
Un saluto ai gestori del Rif Gastaldi. Unica pecca:non avere batterie cariche per la macchina fotografica!Ciao


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GITA BELLISSIMA FATTA NON AGGIRANDO NESSUN RILIEVO DELLA CRESTA, RITORNO SUL GHIACCIAIO ABBASTANZA DELICATO PER I CREPACCI.

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Abbiamo sottovalutato la gita e il risultato è stato che siamo scesi al Pian della Mussa con le lampade frontali.
Il motivo che ci ha fatto andare "fuori tempo massimo" è stato lo sviluppo in lunghezza della cresta e il ritorno dal ghiacciaio che è diventato irriconoscibile rispetto a quando lo percorsi circa quindici anni fa.
Comunque è andato tutto bene e io e Nicola siamo stanchi ma molto soddisfatti.

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Caratteristica itinerario

difficoltà: PD :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 1813
quota vetta (m): 3302
dislivello complessivo (m): 1700

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