Carpano Maglioli (Bivacco) dalla Diga di Teleccio

Annullata l'alpinistica all' Aiguille du Tour del Cai Chatillon ottimo ripiego col Cai Cuorgne', 27 partecipanti.
Schiarite e pioggerella.
Non abbiamo fatto la via attrezzata della gorgiassa che avremmo trovato bagnata; saliti e scesi dalla normale.
Divertente il canalone di sfasciumi.
Alcuni attraversamenti del torrente con acqua abbastanza impetuosa.
In ricordo di 2 soci canavesani caduti all'Ondezana; santa messa, musica e rinfresco finali.
Grazie al gruppo; in particolare ai capogita Adriano, Costantino, Flavio Chiarottino e a Laura Coppo la quale mi ha gentilmente dato un passaggio fino a Cuorgne' saltando la commemorazione e potendo cosi' arrivare a casa ad un'ora decente, stanca della levataccia e del Granero del giorno prima!
al Rifugio Pontese
Becchi della Tribolazione
Lago del Teleccio
Monte Nero

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note su accesso stradale :: strada stretta negli ultimi 3~4 km dove 2 auto passano solo in posto di manovra.
L'escursione si è svolta ad anello salendo al bivacco per la via attrezzata in parete a fianco della gorgia, oggi con una discreta portata d'acqua e scendendo per il normale sentiero del canalone detritico. Nella parte di salita, giunti alla biforcazione in fondo al piano, tenere la destra puntando alla muanda del telesso (triangolo rosso sul muro) e dopo circa 100~150 mt di dislivello seguire le indicazioni con bolli rossi per la gorgia verso sinistra . La traccia gps che ho caricato non segue in realtà questo percorso (avendo "cannato" il bivio) ma conduce comunque alla gorgia con percorso alternativo ma sostanzialmente parallelo a quello normale. Come segnalato nella recensione di EzioCai l'unica vera difficoltà si ha all'attacco della parete nell'attraversamento del corso d'acqua. Per il resto la via, sulla quale è comunque necessaria la dovuta attenzione, è relativamente sicura per l'abbondanza di catene e appigli sui quali fare presa dove nei tratti verticali sono stati inseriti gradini da via ferrata. Superato la parete termina la parte più impegnativa dell'escursione e si continua ancora per erta salita tra prato e pietraia fino alla vista di un palo di legno su un risalto roccioso con grosso "bunom", che segnala la posizione del bivacco appena dietro quest'ultimo. La discesa riprende a destra guardando il bivacco, con lungo traverso ora ben bollato (visti stambecchi) per poi scendere dentro il canalone detritico su ottima traccia sino a ritornare al bivio sul piano.
Le **** sono dovute alla giornata incerta, con bei momenti di sole alternati a nuvolaglia che ha nascosto i panorami sui becchi della tribolazione e le circostanti vette. Si ringrazia per l'organizzazione e l'accompagnamento Ste70 ed EzioCai e gli amici del Cai valle di Viù per la bella compagnia.


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note su accesso stradale :: buono anche se stretta
Saliti dal canale attrezzato, senza difficoltà se non nell'attraversare il rio. Traccia a volte poco evidente e non sufficientemente segnata, anzi, per niente segnato il bivio all'altezza dell'alpe Muanda.
Con gli amici del CAI " Valle di Viù" in una giornata più che discreta.


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La difficoltà, se si sale attraverso il canale di sfasciumi direi che si può valutare E, al massimo EE in discesa.
Saliti in una giornata che è iniziata col sole ed è finita nella nebbia. Moltissimi ometti indicano comunque la direzione da seguire. Giunti al culmine del canalone di salita il bivacco è raggiungibile in mezzora quaranta minuti al massimo, se non ci si ferma a fotografare ogni sasso e ogni stambecco.
grazie a vittorio e al mio amico immaginario che quest'anno mi accompagna ovunque.


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note su accesso stradale :: libero
Saliti dalla gorgia (canale attrezzato) e scesi dalla normale.
Giornata estremamente calda. Viste marmotte e camoscio. Incontrate persone scese dalla Becca di Gay.
Nulla da segnalare in merito al percorso.
Oggi con Luisanna, Clara, Claudio, Renzo, Gigi, Ernesto, Carlo e Gianluca.


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Saliti dalla gorgiassa e discesi dal canale di sfasciumi.. Molta gente che arrampicava sulla bastionata! Tutto il giro è completamente libero dalla neve..

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note su accesso stradale :: ok su strada servizio diga
Dimenticato di prendere con me la relazione e preso un po' sottogamba il percorso. Alla fine, tra un errore e l'altro, ne è venuto fuori un ottimo giro dal sapore quasi alpinistico. L'intenzione era di salire dal percorso attrezzato e di scendere dall'altro. Invece alla Muanda mi sono tenuto tutto a sinistra, invitato da ometti che credevo fossero quelli giusti, ho risalito per intero il vallone dietro alla Punta delle Carnere fino a giungere ad una spianata di massi ai piedi dei Becchi della Tribolazione, ed ovviamente qui del bivacco nemmeno l'ombra! Attraversata avanti e indietro l'immensa pietraia, riesco a vedere in lontananza la struttura in lamiera ma solo da una ben precisa e ristretta angolazione in quanto il bivacco è un po' nascosto per chi lo guarda da questo lato. Memorizzo visivamente la placca sopra la quale è collocato e mi sposto di traverso aggirando alcuni salti di roccia e perdendolo quasi subito di vista. Lo raggiungo quindi da ovest ed in discesa passando molto vicino ad alcuni imponenti stambecchi. Un'oretta di pausa e poi giù verso sud seguendo le strisce rosse attraverso la gorgia attrezzata, anzi una vera e propria ferrata da non sottovalutare specie se si affronta in discesa. Non mi sono assicurato ma sarebbe meglio farlo, avevo solo con me il casco. In caso di neve, ghiaccio o bagnato tale percorso potrebbe rendersi pericoloso specie per chi non ha un minimo di pratica su ferrate e/o arrampicata, niente di che, ma l'esposizione non è trascurabile. Propongo di variare in EEA la difficoltà di questo percorso. Sette ore complessive per la gita, giunto all'auto inizia a piovigginare. Sfiorato quota tremila, con le previsioni meteo odierne non mi fido ad andare più in alto, quindi imparo questo percorso e lo metto da parte, utile per eventuali ascensioni in zona. Al mattino solo la mia auto alla diga, al pomeriggio solo i pastori e qualcuno intorno al rifugio, nessuno in alto.

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partiti da diga lago teleccio con cielo tutto sereno,così risultano stagliarsi nel cielo azzurro tutte la varie cime di importanza alpinistica, giunto al rif. pontese qualche nebbia si addensa sulle vette, comunque temperatura calda,punto verso il canalone gorgiasse i segni sono pochi seguo alcuni ometti e si arriva all'attacco del tratto attrezzato. trovo diversi dadi che bloccano i chiodi allentati li chiudo con le mani(bisogna porre attenzione a ciò)comunque la salita è sempre divertente. arriviamo al bivacco trovo 2 persone con le quali discendiamo seguendo il sentiero del canalone.non si vedono animali solo uno stambecco si propone alla ns vista da un dirupo .in discesa bisogna fare attenzione ad attraversare il torrente che scende dal chardoney xchè con questo caldo c'è molta fusione del ghiaccio.il tempo rimane nuvolo con ampi squarci di sereno ma gran caldo.
saluto e ringrazio x la compagnia avuto nella discesa fino al pontese le due persone incontrate al bivacco e al socio COS.di tante gite.


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Sentiero ben segnato con vecchie tacche rosse ed ometti.
Piuttosto disagevole nel canalone, molto franoso.
Attenzione al ritorno ad attraversare il torrente, che si ingrossa molto al pomeriggio.
Evergreeen CAI Pianezza ridotti a pochi causa ferie, ma che non demordono.
Escursione così così visto il tempo. Pochi squarci nelle nuvole persistenti.
Parecchia gente in giro, ma stranamente pochi animali (a parte le mucche).


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Saliti e scesi dal canalone alla destra del bivacco. L'intenzione era quella di salire dal sentiero attrezzato e scendere dal canalone ma non abbiamo visto in modo chiaro la deviazione e quindi non ci siamo fidati a fare il sentiero attrezzato in discesa senza conoscerlo. In realtà dopo l'alpeggio si notano delle tacche rosse che vanno decisamente a sinistra e altri bolli e ometti che puntano verso il canalone. Abbiamo capito troppo tardi che dovevamo seguire i bolli di sinistra... Il canalone è molto dietritico e in discesa si rischia spesso di scivolare. Attenzione alle frequenti scariche che provengono dalle pareti sulla destra, abbiamo assistito a delle frane di notevoli dimensioni quando eravamo già giunti sull'altopiano. Si trova ancora un piccolo nevaio al termine del canalone. Abbiamo osservato il sentiero attrezzato col binocolo che sale lungo il torrentino centrale, sicuramente in caso di pioggia è decisamente sconsigliato.
Prima volta al Carpano, peccato che un po' di nebbia abbia reso la permanenza meno piacevole e più fredda... In discesa abbiamo assistito a un salvataggio del soccorso alpino nel canalone che ha recuperato un escursionista, conosciuto al bivacco, che aveva una brutta distorsione a una caviglia. Questo fa riflettere sul fatto che anche il sentiero più facile può nascondere delle insidie nella discesa su terreno così dietritico. Per fortuna niente di grave.
La prossima volta si tenterà il giro ad anello.


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Bella gita non propio due passi,dopo che si è arrivti dopo tre settimane di mare,ambiente è sempre bello,volevamo vedere i passaggi x effetuare gita durante la stagione di scialpinismo ciao

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Tornati dalle ferie, abbiamo deciso di venire a fare una ricognizione per alcune gite future...Saliti per il canale attrezzato, semplice ma non banale ed effettuato giro ad anello. Un saluto ad Ester ed Ivan incontrati al bivacco e un grazie a Beppe socio di sempre. Alla prox ciao

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note su accesso stradale :: stada per la diga di Teleccio stretta da percorrere con antenzione
Sempre bella la risalita al bivacco Carpano gestito dalla Giovane Montagna Ivrea. Saliti per la Gorgiassa su sentiero attrezzato, un pò umido il guado della cascata … ma per il resto ben percorribile con molti appigli (oltre alle catene e scalini attrezzati). Il bivacco è in buono stato e per 9 persone risulta accogliente.
Altitudine del Bivacco con il mio altimetro GPS 2818m.

Escursione al Carpano organizzata da Paolo F. della GM Ivrea per una ispezione al bivacco e per la salita all’Ondezana il mattino seguente.
Salita con Paolo F, Michele d. Elio Ivo Renzo Enzo Elena Enrico in una giornata ottima con sole pieno e poche nuvole in giro. E prima di cena lezione di sicurezza in montagna a cura di Michele d.

Non sono mancati gli incontri ravvicinati con i numerosi stambecchi che stazionano nella zona.



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effettuato il giro ad anello con salita dal sentiero attrezzato e discesa dal canalone di sfasciumi; per trovare la via attrezzata, nel caso si perdano i bolli rossi (che si stanno sbiadendo!) o il bivio tra i due percorsi (segnato su un masso subito dopo il guado di un torrente), basta guardare la bastionata dal rifugio o dall'alpe muanda, identificare le due fenditure diagonali e puntare verso quella di sx: ad un certo punto , piu' o meno all'altezza della spalla che, alla base della bastionata, divide le due fenditure, si trova l'inizio delle catene.

la via e' facile, ma e' chiaro che se si sbaglia ci si fa male parecchio, per cui noi ci siamo imbragati e assicurati con il dissipatore (portarseli nello zaino e farsi male sarebbe umiliante, oltretutto....)

anche il mio altimetro al bivacco da' 80m in meno della quota ufficiale (e la pressione atmosferica non era cambiata, visto che ritornati al rifugio e' tornato alla quota originaria)... o il carpano e' a 2790, o il pontese e' a 2280 :)))
gita romantica col maritino (che ha avuto la tentazione di coprirmi di improperi per la discesa sul ghiaione), in compagnia di 4 giovani maschi di stambecco al bivacco.... ho avuto la netta sensazione che pensassero: "guarda questi due che strani!, peccato non avere la macchina fotografica cosi' poi andiamo da mamma stambecca e ci facciamo quattro risate"... scherzi a parte, erano davvero curiosi!
complimenti a tutto lo staff del pontese, ed in particolare a mara, che e' veramente spettacolare!
un grazie anche a claudio e linda per la compagnia!!!


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salito con elio dal sentiero normale e discesi x il divertente canale attrezzato con catene. giornata bella e stambecchi che ci hanno fatto compagnia al bivacco. il mio altimetro mi da l'altezza del biacco un 100m in meno quindi chiedo conferma a qualche altro escursionista.

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  • Caratteristica itinerario

    sentiero tipo,n°,segnavia: Sentiero n° 558, piuttosto esile, segnato con macchie rosse ed ometti
    difficoltà: EEA :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Sud
    quota partenza (m): 1917
    quota vetta/quota massima (m): 2865
    dislivello salita totale (m): 948

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