Ghinivert (Bric) da Pattemouche per il Colle del Beth

note su accesso stradale :: salita in auto fino al bivio per Seytes, oltre Laval
il temporale ha portato una bella spolverata di neve, scesa fino a 2200 m circa.. al ritorno, dal colle del Beth in giu', gia' tutto pulito..
dal colle del Beth alla punta la neve non ha dato noia, anzi, ha dato un po' di colore a quella che sarebbe stata solo una semplice pietraia..ultimo trattino di cresta gia' sgombro da neve...
per il resto nulla da segnalare, percorso ben segnato e comodo..
ultimamente qualche acciaccio fisico mi consiglia di stare a riposo... ma visto che la mia capa di chiumbolo ragiona indipendentemente.. ne e' uscito un compromesso... andare a fare gita lo stesso ma con moderatezza..
quindi...itinerario non eterno e con gran parte del percorso sul comodo...
bella gita..che avevo intenzione di fare con neve.. vabbhe'..2 dita alla fine ne ho pestate !!


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note su accesso stradale :: Macchina lasciata nell'ampio parcheggio di Pattemouche, poi presa la navetta a Laval, 1,8 km per raggiungerla.
La giornata a livello di meteo è stata "illegale", bellissima, abbastanza limpida e fresca. Siamo partiti dal Rifugio Troncea grazie alla navetta che da qui a pochi giorni andrà in letargo. La camminata è decisamente interessante, dopo un primo tratto nel lariceto esce allo scoperto sviluppandosi ai piedi del Bric di Mezzodì e con di fronte il Bric Ghinivert, dopodichè si addentra nel vallone tra queste due cime e diventando un po' più scoscesa solo alla fine conduce fino al colle del Beth. Il primo dei laghi del Beth era praticamente in secca. Al bivacco, che ci si trova sulla destra scavallando il colle, abbiamo effettuato una breve sosta. Proseguendo sempre verso destra, il sentiero, sempre meno evidente anche se ben marcato da tacche bianco-rosse effettua una ampia manovra di aggiramento salendo in maniera decisa ma costante, fino a giungere ad uno splendido balcone rivolto verso la valle Germanasca, Pellice e Po, con in lontananza l'imponente Mon Viso. Nel dirupo sottostante abbiamo individuato un folto gruppo di stambecchi (in prevalenza maschi) intenti a scaldarsi al sole. Da quì il sentiero piega di 90° a sinistra e con una serie di "rampe" abbastanza esposte sbuca ai piedi della croce di vetta. Dalla cima, rivolgendoci verso il lato da cui si è giunti si può notare ovviamente il bivacco ed i laghi del Beth, vi è una perfetta vista sulle cime di destra del vallone di Massello (Truc Cialabrie, Bric Rosso, Becco dell'Aquila, Fea Nera ed Albergian). Nelle giornate più limpide come questa, bellissima vista sulla Barre d'Ecrins e sul massiccio del Monte Bianco che invece si intravede appena guardando in direzione N. Ridiscesi per l'itinerario di salita fino al Bivacco da lì ci siamo tenuti sul lato opposto del vallone per vedere quello che rimane delle miniere del Beth e poi da qui rapidamente siamo riscesi al Rifugio dove ci aspettava la navetta. 3,30 h a salire circa 2 a scendere pause incluse.
Con me, Fabio, Roberto e Silvia. Incontrato anche un signore che già conoscevo, Alberto, con la moglie che con una andatura decisamente sostenuta ci ha "trainato" a distanza fino al Bivacco.


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note su accesso stradale :: possibilità di lasciare l'auto a laval
per fare qualche dislivello in più ho lasciato l'auto a pattemouche, è possibile lasciarla anche a laval, al momento non è ancora a pagamento.
per evitare il primo strappo di seytes ho raggiunto il rifugio troncea dalla mulattiera, da li ho preso il sentiero per i forni e poi al colle del beth. il sentiero è ben segnato, un po' di problemi ne ho riscontrati per andare verso il ghinivert, dove gran parte è pietraia.
è segnato spesso con ometti (anche se scendendo si notano meglio le tracce bianche e rosse) anche se alcuni non si vedevano.
la neve non è più presente, unica cosa, il sentiero non va preso nel canalone subito sotto la croce (ne ho visti due salire da li) ma prosegue più a destra e anche in modo meno ripido.

una bella giornata fresca, circa 13 gradi, peccato che al pomeriggio si sia annuvolato.
una bella vista nel vallone di massello e la vista del monviso.
comunque almeno 7 persone che hanno fatto la vetta.


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note su accesso stradale :: lasciato l'auto a laval, su bella strada sterrata
Saliti seguendo il sentiero nei boschi di larici verso il rifugio Troncea, a un certo punto abbiamo preso la deviazione che porta al colle del Beth sempre su bel sentiero largo e ben segnato. Da qui si segue nel bosco per un bel pezzo e poi verso il vallone che porta al colle, il sentiero fa diversi tornanti e ad un certo punto si può deviare per la vecchie miniere e si arriva sempre al colle, se no si prosegue sul sentiero principale. Tutto pulito fino al colle, poi da qui si segue il sentiero verso la cresta del Ghinivert e tagliando a mezza costa verso il lato sud si seguono le tracce e le marche di vernice. Qui c'è un tratto di traverso con neve, si può fare senza ramponi facendo attenzione, sono 6-7mt. Poi ancora altre chiazze di neve, ma evitabili fino in cima.
Giornata stupenda! Panorama favoloso dalla vetta, si vede il monte Rosa, il Bianco e il Monviso! Giornata divertente grazie ai compagni di viaggio; Stefano,Marco,Patrizia e Silvano.


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Oggi una bellissima gita in una zona che non conoscevo - Giornata bellissima con un venticello fresco che ci ha tenuto compagnia per tutto il giorno, rendendo la temperatura frizzante costringendoci ad indossare pile e guanti al mattino - Percorso come da descrizione, dal rifugio Troncea salita su un'ottima mulattiera che in passato serviva per portare in basso il materiale estratto dalle miniere, la mulattiera termina nella zona delle miniere e di li in avanti sino al colle con un bel sentiero che con molti traversi porta al colle del Beth - Sul colle c'è un bel bivacco del parco ed un bivacco spartano sotto una roccia - Di qui in avanti il sentiero compie un lungo traverso portandosi sul versante opposto, attraversando macereti e pietraie, sino a giungere sul versante di Massello che come già descritto il sentiero si inerpica con una buona esposizione, sino a giungere sotto al castello di rocce sommitali sormontate da una croce bianca - Sulla cima spazio limitatissimo 1/2 persone, panorama grandioso a 360° cime, laghi e valloni, bella visuale sulla cima Rognosa del Sestriere e Chaberton con in lontananza le cime del delfinato Francese - Veramente una bel 3000 mt. che vale il viaggio
Un saluto ai compagni di gita del CAI di Ciriè, ed un ringraziamento ai capogita


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Lunga escursione un po monotona da dove si lascia la macchina Pattemouche fino a Troncea, poi lungo ottima mulattiera discretamente segnata. Notevole sviluppo chilometrico. Piccoli passagi aerei poco sotto la cima ma nulla di tecnicamente difficile occorre solo passo sicuro.
Giornata magnifica, non una nuvola e temperatura ottimale stati in cime quasi 2 ore.. Con manuele.


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Piacevole passeggiata fino in vetta, l'esposizione (che comunque non definirei notevole) è limitata a un paio di passi, che possono risultare critici per chi soffre di vertigini ma non altrimenti. Sicuramente con residui di neve c'è da fare più attenzione. Saliti senza fretta in 2h40' dove il tempo segnalato dal Troncea è di 3h40', certamente conservativo. Meteo velato stabile che ha dato modo di salire senza calura. Dal colle del Beth fino in vetta temperatura gradevole (9°C) e brezza tesa nei tratti esposti al vento che ha reso indispensabile il guscetto.
Gita "aziendale" (non sto scherzando), grazie a Danilo, Lorenzo, Lorenzo e Stefano per essere arrivati in cima, a Walter e Giulia che nonostante il poco allenamento sono arrivati comunque fino al colle e a Eve e Rachele per averci accompagnato per un pezzo.


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note su accesso stradale :: Libero fino al parcheggio poco dopo il bivio di Laval.
Una bella gita di fine stagione. O di inizio?... Sull'itinerario di salita manto di neve continuo (e abbondante) solo a partire dal colle del Beth: quasi del tutto sgombra la lunga e comoda mulattiera che porta al colle. Usati per comodità i ramponi sui pendii del versante Ovest e Ovest-Sudovest della cima che si risalgono dopo il colle (sarebbero probabilmente ancora più utili se si affrontassero questi pendii nella prima parte della mattinata); sui pendii abbiamo perso ben presto le tacche rosso-bianche, che però abbiamo ritrovato poco sotto la vetta seguendo varie tracce (specialmente nell'ultimo tratto, le tacche si tengono in alto, poco sotto la bastionata della vetta stessa). Appena superata la cresta spartiacque con il vallone di Massello, in alternativa al breve traverso un po' esposto e in questi giorni chiazzato di neve, abbiamo salito le elementari (e sgombre ed asciutte) roccette di sinistra, quasi contro il filo di cresta. In discesa abbiamo percorso il lungo pendio del versante Ovest (qui con bella neve ancora portante nel primo pomeriggio, senza necessità di ramponi) fino a quota 2400 m. circa, nei pressi della miniera abbandonata e dell'"Angolo". Da qui, per tracce, in direzione Ovest e poi Nordovest abbiamo raggiunto, prima ancora in discesa e poi in costa, il canalone che sovrasta Troncea, lo abbiamo attraversato e superato di poco per poi scendere a Troncea per il lariceto e infine per tracce sui pascoli. Cielo velato fino a metà mattinata; sole tra velature da metà mattina in poi; clima tiepido per tutto il giorno (per dire, in cima si stava bene in pile, senza giacca a vento...).

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note su accesso stradale :: in auto sino alla sbarra al bivio per Seyte
Giornata bellissima, leggermente ventilata con panorami spaziali dalla vetta, dalle alpi marittime al Bianco al monte Rosa. Tornati dopo tanti anni, dal parcheggio siamo saliti a Seyte e di qui per un lungo traverso con saliscendi fino nei pressi di Troncea, dove parte l'ampia mulattiera per il colle del Beth. Solo noi in vetta, sulle roccette finali una spruzzata di neve farinosa.
Tornando a casa, ottima merenda sinoira a Mentouilles di Pragelato, al Tui Tui con il simpaticissimo Gilberto, che raccomandiamo per l 'accoglienza, la cortesia, l'ottima cucina e l'onestà.

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Partiti da Troncea dove abbiamo ottimamente soggiornato all'omonimo rifugio. Comodissima la mulattiera per il colle del Bet e ottima traccia segnalata fino in vetta (3h 30' totali). Solo gli ultimi 50 m (un po' esposti sul versante di Massello) richiedono qualche attenzione per il terriccio sulle roccette (EE). Alla fine un passaggino atletico consente di salire in vetta al torrioncino sommitale con croce.
In discesa passati dalle antiche miniere e scesi direttamente lungo il rettilineo percorso della decauville fino alla vecchia stazione della teleferica (localita' detta "L'Angolo"). Da qui con sentiero orizzontale ci si ricollega alla mulattiera di salita.

Gita bella e interessante anche sotto il profilo storico, ottimi i pannelli informativi sulle miniere e la storia locale.
Per salire a Troncea dal pacheggio dopo Laval (sbarra) e' molto consigliabile (invece della noiosa e polverosa strada) seguire il sentiero per Seytes che sale in uno splendido lariceto. Da questa localita' il sentiero traversa a mezzacosta con qualche lieve saliscendi fino a Troncea con percorso molto piacevole e panoramico (1h 10').


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Dopo praticamente un anno mi ritrovo per varie circostanze a salire verso le miniere del Beth e il Colle del Beth.. e allora la puntatina in cima al Ghinivert è d'obbligo! Oggi giornata quasi surreale con un cielo che non ha visto passare una nuvole sul versante della Val Troncea in tutto il giorno! Dalla parte della Germanasca invece mare di nuvole che lasciava ammirare perfettamente il gruppo del Viso, Boucie, Barifreddo, Rognosa fino al massiccio des Ecrins e al Pierre Menue passando dal Sommeiller e poi ancora il Rosa e il Granpa... spettacolare!!
Oggi in compagnia "famigliare" fino al colle, poi con la compagnia di 3 ragazzi del CAI di Bra sulla cima! Fantastica giornata!


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note su accesso stradale :: arrivati fino ai casolari di Laval, prima del divieto di transito
Dopo l'insuccesso di sabato scorso (una cima mancata solo per neve e vetrato che hanno reso insidioso e delicato un canale-camino su una bella cima delle Alpi Pennine) ci tenevo a concludere il mese di settembre con una bella gita. Date le previsioni meteo, non c'era molta scelta e non volendo fare un viaggio di andata e ritorno troppo lungo in giornata da Genova, ci siamo orientati per fare una bella escursione su un tremila delle Cozie Centrali non ancora salito da noi. Noi...abbiamo fatto finta di ignorare il divieto di circolazione e con l'auto siamo arrivati fino al Rifugio Troncea però poteva anche costarci una multa salata! Poco dopo di noi è arrivato un guardiaparco...ed è andata bene che non ci ha fatto verbale (che ci stava tutto, niente da dire!) e si è limitato a farci riportare l'auto in fondo alla valle. E Maurizio è stato poi riportato al rifugio da un amico del guardiaparco che doveva salire con lui al Colle del Beth...per cui meglio di così non poteva andare, tutte circostanze fortunate per una volta! Comunque è meglio non provarci e lasciare la macchina a Pattemouche! La giornata non è iniziata male quindi...e anche il meteo è decente, sprazzi di cielo sereno e nuvolosità alta, ma con ottima visibilità. Iniziamo a risalire l'ottimo sentiero (segnavia 320) che con una lunga serie di diagonali prende quota e porta verso il Colle del Beth. Siamo saliti senza fretta, guardandoci intorno e godendoci il paesaggio e il panorama, incrociando nella parte alta 5 donne dirette al Colle del Beth per la visita alle miniere e due cani. Arrivati al Colle del Beth ci siamo concessi una sosta, con tanto di the gentilmente offerto dal guardiaparco che ha aperto il bivacco (e che ringrazio per la sua cortesia!!). Poi siamo ripartiti seguendo la traccia di sentiero ben segnalata che risale una vasta pietraia mantenendosi sotto la cresta SO del Ghinivert, un ripido pendio di sfasciumi e roccette e siamo davanti ai due dentini rocciosi della cima, per arrivare al dentino con la croce metallica un corto passaggino di arrampicata di II e ci siamo! Cielo più nuvoloso ma la visibilità resta buona e il panorama rimane piuttosto esteso e decisamente godibile! Siamo rimasti in vetta oltre 1 ora, tutto il tempo necessario per i servizi fotografici, per la pausa pranzo e per ammirare il panorama! Poi siamo scesi senza fretta, in 2,30 ore siamo ritornati al Rifugio Troncea e un'altra oretta di cammino per rientrare a Pattemouche. Tutto il percorso è pulito e sgombro da neve. Sicuramente un'escursione più che consigliabile ! Fino all'ultimo tratto ripido è una salita molto semplice (valutabile E) e d qui alla cima EE, con un tratto leggermente esposto e un facile passo di arrampicata per toccare la croce di vetta.
Una bella giornata e una bella gita che ci stava proprio dopo la rinuncia di sabato scorso! Il Ghinivert meritava una visita! Siamo rimasti più che soddisfatti della scelta fatta! Oggi in compagnia di Enrico M. e Maurizioweb del Gruppo Camosci del CAI Ligure Genova.


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Sono riuscito a prendere la navetta alle 9.00 dal parcheggio, alle 9.30 a troncea. Salita dolce e lunga fino al colle poi si seguono tracce vaghe ed ometti e tacche sulle rocce fino in punta. Discesa invece tutta a piedi, vicino al rifugio Troncea ho deviato a destra per il sentiero che porta a laval. Complessivamente il percorso è di oltre 24 km. La navetta funzionerà ancora per il prossimo WE e bisogna prenotare almeno il giorno prima, fa solo una corsa di andata ed una di ritorno (15.30) per complessivi 9 posti...Volendo violare il divieto di transito la strada è piuttosto brutta in certi tratti...Nel complesso bella gita con laghetti vicino al colle, ungulati ( io non ho visto ma altri si) e parecchi gipeti vicino la punta. Il panorama oggi non era granché, nuvole verso la valle di massello e rodoretto più pulito verso il sestriere. Ho incrociato poche persone.

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partiti dal parcheggio, non essendo riusciti a prendere la navetta, siamo saliti in un'ora a Troncea e poi via via sul lungo sentiero, che sale molto (perfino troppo...) dolcemente al Colle del Beth. Di lì in avanti qualche tratto ripido, su traccia molto ben segnalata. Ultimi metri e torrione sommitale di grande effetto.
Giornata bellissima.
Al ritorno, grazie alla gentilezza dell'autista, siamo riusciti a scendere con la navetta evitandoci il lungo tratto di strada.
Dopo averla fatta più volte con gli sci, ecco la mia prima salita escursionistica al Ghinivert, con mia moglie Simonetta.
Viste due coppie di gipeti (credo) che volteggiavano attorno alla punta, oltre a stambecchi, camosci, marmotte...

Consigliabile!!


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note su accesso stradale :: Strada aperta fino al Plan, Parcheggio prima del ponte a pagamento
Bella gita non difficile e molto panoramica. Se non si trova la navetta per Troncea si allunga di circa 40 minuti la salita e di un centinaio di metri il dislivello!
Con Sara, Roberto e Sam!


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Giornata con tempo variabile, condizionata dai ripetuti passaggi di nubi, sole e vento. Partito dal Ponte Daz Itrei su sentiero pulito e ben tracciato fino al colle del Beth; da qui alla cima molti nevai impediscono di seguire la traccia classica, ma tra un nevaio e l’altro, le tacche bianche e rosse sulle rocce permettono comunque di raggiungere la meta. Peccato per la nebbia in quota che ha impedito di vedere i laghi e le cime circostanti.
Oggi con gli amici delle “Ciaspole”.


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Finalmente una salita in Val Troncea! E il Bic Ghinivert è stato la prima valida scelta.
Salita tranquilla con il mio compagno di avventura Fulvio, che saluto, in una bella giornata con sole pallido.
Sentiero sino al Colle del Beth che è più di una mulattiera (del resto se era utilizzato dai minatori del Beth doveva essere comodo!), dal Colle in cima un po' più difficoltoso in mezzo ad una pietraia, ma comunque ben segnalato da segni di vernice e da numerosissimi ometti.
Necessità di arrampicata per poter arrivare alla croce per la classica foto (servirebbe magari un 4/5 mt. di corda fissa!).
Parecchia gente incontrata oggi, qualcuno dormito al casotto situato al Colle del Beth.
Oggi senza il mio fedele Flick lasciato necessariamente a casa in quanto Val Troncea zona parco.
Il servizio navetta da Pattemouche lascia alquanto a desiderare; dovrebbe essere potenziato un po' di più soprattutto in pieno agosto (una salita all'ora è assolutamente poco!).
Tempo salita: h. 2,25
Km. salita da Troncea: 6,400



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Finalmente in Valtroncea, valle che conosco poco. Non abbiamo utilizzato la navetta, partiti dunque da Pattemouche. Quasi tutto il percorso si sviluppa in falsopiano: 9 km solo andata per poco più di 1400 mt di dislivello. Per rientrare abbiamo deviato all' "angolo" da dove passava la teleferica delle miniere del Bet. Peccato che le bacheche ubicate nei vari punti alti del giro siano completamente inutili, in quanto alcune non riportano più alcuna indicazione/informazione ed altre sono completamente distrutte con legno marcito.
Cielo sereno all'andata, nuvole minacciose al ritorno. Però niente pioggia.
Con il CAI di Lanzo.

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Partiti dal parcheggio di Pattemouche. Si sale benone. Il sentiero dal colle del beth al bic ghinivert è libero da neve salvo alcune macchie qua e là che si possono evitare e che non danno problemi. Giornata splendida, panorama a 360 gradi. Se capita bello il piccolo cimitero di Laval con la lapide che ricorda gli 81 minatori travolti dalla valanga.

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giornata fantastica dal mattino a pomeriggio non abbiamo visto una nuvola in cielo merito del vento del giorno prima: partenza dal parcheggio a fondo valle alle 7.30 (6°C - freschino), escursione abbastanza lunga ma ne vale la pena, appena si esce dal lariceto il paesaggio sull'alta val troncea è fantastico. In vetta vista a 360° da brivido!!! dal colle beth 40' circa e si è in punta, la temperatura intanto si è fatta col sole più che gradevole anche se si arriva a 3000m. Peccato scendere! ESCURSIONE FORTEMENTE RACCOMANDATA!!! :D
grazie a lorenzo e a marco che mi hanno aiutato (e aspettato) quando dolori muscolari alle gambe mi hanno messo in difficoltà salendo.
Anche se il dislivello è notevole il percorso è molto facile, attenzione solo sul pietraio finale ci sono 2-3 passaggi non difficili ma dove conviene concentrarsi un attimino sia a salire sia a scendere ! Dopo borgata troncea attenzione al bivio segnalato con tanto di cartello.


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Un panorama da sogno, con il Re di Pietra in grande spolvero.
Freddo pungente in quota, ma non vorrei più scendere.. I miei pensieri volano ad Oceano Bianco. Con Ele e suoceri fermi al colle del Beth.


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Anche oggi meteo migliore delle previsioni. Causa divieto di transito dopo Pattemouche, lungo avvicinamento e ulteriori 250 metri di dislivello. Dopo il colle del Beth itinerario coperto di neve ma percorribile senza troppi problemi. Bel panorama sulle cime e valli circostanti, un po' velato in lontananza.
In compagnia di Annalisa, Lucia, Francesco e stefano.


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Divieto d'accesso al ponte quotato 1640m, di qui saliti prima per strada e poi per sentiero (lasciando alla nostra sx Laval) fino ad incrociare l'itinerario descritto proveniente da Troncea. Tratti innevati senza problemi già sulla mulattiera nel bosco. Dal colle del Beth fino allo svalicamento sul versante Rodoretto, parecchia neve poi quasi più nulla negli ultimi 30m di dislivello. Non banale il passo per salire alla croce di vetta.
Gita in compagnia dei soliti affiatati Bubbola, Annalisa, Francesco e Luigi (che come al solito ci ha preceduti in vetta tracciandoci il tratto innevato).


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gita di soddisfazione,sentiero ben tracciato fino al Colle di Berth dove sorge un bel bivacco poi salito a dx in direzione dell' evidente cima sempre su bella traccia fino in vetta.Oggi con mia moglie e Flavio,Silvia e Annarosa che mi hanno aspettato al Colle.

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note su accesso stradale :: da Pattemouche, seggiovia fino ai 2000 m.
Scesi dalla seggiovia di Pattemouche, risalire le piste da sci (motivo per cui diamo solo 4 stelle!!) fino alla cresta tra il Col del Pis e il M. Morefreddo (2600) e da qui si percorre la strada militare del 1896 che porta all'osservatorio panoramico. Si procede sulla stessa quota per 2 km. mediante il sentiero degli alpini ripristinato nel 2000 dai volontari (bellissimo sentiero!!). Si arriva così al Colle dell'Arcano (2781) e, da qui, si deve scendere di quota, circa 200 m., per aggirare il Bric di Mezzogiorno o Punta del Beth. Si risale per il Colle del Beth dove c'è il bivacco. Dal colle si segue una traccia di sentiero caratterizzata da segni bianchi e rossi e ometti di pietra che conduce, in 30 min. di pietraia, alla vetta. Ritorno per i forni di S. Martino e giù giù lungo l'incantevole carrettabile(un luogo davvero di altri temopi!!), fino alla borgata Troncea.
Il sentiero degli alpimi è stato ripristinato in maniera fantastica. Il Vallone di Massello, terminazione della Val Germanasca, sembra davvero incontaminato!! Sotto la cima, branco di stambecchi (femmine ed esemplari più giovani). Certo che quella croce di ferro in cima, un giorno o l'altro, dovrebbe essere raddrizzata...! La carrettabile lungo boschi di larice e prati bellissimi è la vera meraviglia della Val Troncea: nomination a patrimonio UNESCO!! Gita davvero molto lunga, fatta con mio fratello Francy.


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note su accesso stradale :: navetta fino a Troncea
Gita impegnativa che richiede passo sicuro nelll'ultimo tratto.
Avendo affittato il bivacco siamo saliti di pomeriggio nella speranza di avvistare qualcosa. Sentiero sempre evidente, la parte "difficile" è quando si passa verso la val germanasca e si attraversa un ripido canalino, problematico in presenza di neve o con terreno bagnato. Dalla cima vista stupenda su tutta la valle e sul viso, solita nebbia purtroppo in val germanasca.


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Partiti alle 5,30 da Laval la nostra idea era di salire in cima al Ghinivert dal canale sud-est, ma la nevicata notturna (15 cm al colle del Beth) e il fatto che il canale fosse già stato scaldato un po’ dal sole e dalla nebbia ci hanno scoraggiato… e così siamo saliti dalla via normale (meglio così, nel canale e venuta giù una slavina).
Dai 2500 mt in su si attraversano diversi nevai, in particolare negli ultimi 100 mt prima del colle, dove conviene prendere dritto per dritto vista la pendenza non eccessiva e lo stato della neve. Dal bivacco alla cima è tutto coperto di neve (anche i tratti su roccette, ma ancora per poco). Noi avevamo picca e ramponi, ma abbiamo usato solo la prima.
Bellissima gita che, con le condizioni odierne, assume un sapore decisamente più alpinistico del solito!

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E’ presente un divieto di transito veicolare già al ponte Daz, il che ci ha obbligato ad un lungo trasferimento sulla sterrata di fondovalle fino a Troncea. Da qui il sentiero è ben tracciato fino al colle del Beth. Dal colle occorre un po’ di attenzione (EE) ma seguendo un lungo traverso che aggira la punta praticamente di 180° si arriva in cima abbastanza agevolmente, percorrendo un ultimo tratto un po’ esposto.
Al ritorno abbiamo imboccato il sentiero dal Beth al colle dell’Arcano: paesaggio molto bello ma da ricordare se si è già molto stanchi che occorre poi fare un tratto di risalita su sentiero ripido. Dal colle giù “a palla” inseguiti dai tuoni che si sono trasformati in un temporale che ci ha accompagnato per l’ultima ora e mezza


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note su accesso stradale :: Strada aperta fino alla sbarra di Laval
Addio al celibato di Teo Teo.
Gita in notturna fino al colle... poi il clima, l'ora tarda (2,30) e la neve sul tracciato hanno imposto il ritorno al rifugio.
Gita in compagnia di Paul, Mastro in versione "visione notturna" ed il festeggiato Teo Teo... ottima accoglienza al rifugio, grande mangiate e bevute, letti comodi e tanta "polenta e salsiccia".


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Lasciata l'auto al park di Laval conviene fino a Troncea seguire la strada tagliando al più solo gli ultimi tornanti prima della frazione.
Per abbreviare la salita è possibile subito a ridosso della bergeria di Troncea reperire una traccia ben marcata di sentiero che a mezza costa, sempre sulla dx idrografica del torrente che scende dal vallone dietro la frazione, porta direttamente piegando in alto a sx fuori dal lariceto ad intersecare il sentiero 320.
In seguito per sentiero ben segnalato sino alla vetta.
Tempo splendido e temperature miti per la stagione
(1h 25 da Troncea)

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Per complicarci la vita siamo professionisti. Invece di partire la parcheggio prima di Laval abbiamo lasciato l'auto addirittura al Ponte Daz Itrei, a Pattemouche, quindi 1.5 km in più di noioso sterrato. Poi finalmente a Troncea abbiamo seguito il bel sentiero dalle pendenze dolci (ex mulattiera) fino al colle del Beth, tralasciando i bivi per Forni di San Martino, Colle Arcano e Miniere del Beth (l'Angolo).
Dal colle con un traverso ascendente si segue il sentiero segnalato da tacche di vernice e ometti che aggira l'anticima del Ghinivert sul versante SO, fino a portarci nella pietraia sotto la cima (si nota già la croce in alto). Da qui il sentiero si perde parecchio, noi abbiamo seguito delle tracce che risalgono un ripido canale di sfasciumi, altrimenti si può seguire una traccia più comoda che compie un giro più largo portandosi sul lato N della montagna, per ricongiungersi con l'altro sotto il castello di rocce della vetta. Da qui si arriva all'intaglio tra le due cime e con un passo di arrampicata (credo II) si sale sulla roccia sulla quale è posta la croce, stortissima tra l'altro. Discesa sullo stesso percorso di salita, ma ci sono varie alternative, come scendere dalle miniere del Beth, oppure dal Colle del Beth salire sul Bric di Mezzogiorno e scendere al Colle Arcano e di qui ai Forni di San Martino, o ancora proseguire sul sentiero fino al Ruetas, poi si scende al Morefreddo e poi a Seytes. Tutti sentieri molto ben tracciati. Bello il bivacco del Colle del Beth, per usufruirne (8 euro) ci si deve rivolgere al Parco della Val Troncea.
In compagnia di Daniele "il catanese" e della new entry Onofrio, alla sua prima vera escursione in montagna, infatti abbiamo dovuto motivarlo parecchio, ed è arrivato in cima stravolto con delle visioni mistiche. Il tempo di salita infatti 4 h 30' ne ha risentito parecchio! Giornata semplicemente magnifica e calda, da inizio settembre. Neve ovviamente neppure sui versanti nord. Discesa rapida fino a Troncea, sfruttando numerose scorciatoie, poi noiosetta fino a recuperare l'auto. I colori sono già autunnali ma perchè raggiungano il massimo splendore ci vuole ancora una decina di giorni.


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La sbarra dopo Laval vieta ormai di salire a Troncea per tutto l'anno, quindi si parte da 1690 m; in 2 h e 40 al colle del Beth e con altri 40 minuti in punta (tenere il sentiero segnato e con ometti che prosegue accanto a un rudere, prima abbastanza in piano per poi salire quando in vista della croce, rimanendo sul lato Val Troncea).
La luce e i colori dei "biasì" iniziano a essere quelli autunnali, e anche l'aria pungente! splendido panorama dal monviso al gran paradiso. Grazie per la buona compagnia a Livio, è stato divertente tentare di azzeccare i nomi delle montagne!


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Gita molto bella, con ambienti molto vari durante la salita e splendido panorama dalla vetta. Da prestare un po' di attenzione nell'ultima parte della salita su sfasciumi. La partenza è dai 1690m del parcheggio.
Giornata di sole ma con brezza molto pungente; alla partenza i vetri delle macchine erano ghiacciati e al ritorno al bivacco nelle zone d'ombra il termometro era ancora a -2 gradi.
Salito col la simpaticissima compagnia di Gypaet, ottima guida e ciceroneggiatrice in queste valli a me sconosciute.
Un ringraziamento anche ai 'restauratori' del bivacco per averci concesso la possibilità di un the caldo.


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Meteo variabile, sole, nuvole, a tratti nebbia. Nel complesso più che buono. Sentieri sempre ben tracciati, anche le scorciatoie degli ottimi ( a salire) tornanti della mulattiera.
Meno simpatico che le suole dei miei scarponi si siano aperte in due a 2/3 di salita, ma spaghi stringhe e nastro americano (quello delle pelli da scialpinismo) mi hanno tenuto assieme il tutto sino in punta e poi sino a valle. Parcheggio auto secondo me sui 1700 non alla quota indicata nella descrizione.
Con Lucia ed Andrea, ottimi compagni di ventura.

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Ascensione nel pomeriggio al colle del Beth e pernottamento al bivacco, molto ben tenuto. Il mattino dopo ascesa al Ghinivert. Il sentiero taglia a mezza costa il versante della Val Chisone e poi attacca la cresta non visibile dal colle: molto ben tracciato con segnavia ed ometti. Da fare senza paura e godendosi il panorama.

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Sarà banale e ripetitivo ma dal C.le del Bet non fatevi ingannare dalla traccia che sale x cresta, seguite la traccia segnata (in modo intelligente!!!) che aggira l'antecima lato val Chisone e per un ultimo tratto di cresta S vi porta in vetta!!
Le quattro stelle sono per il vento (non caldo!!) che ha imperversato durante buona parte della gita......
x il resto in vetta con la mia bella (Grande Titty!!) dopo vent'anni giusti dalla prima volta (22/07/87..... e da allora non ero più tornato lassù!!), un pò di emozione per quello che vent'anni fa è stato il mio primo tremila!!!
Visto sei stambecchi poco sotto la cima, camosci e caprioli salendo.....


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Da oggi la strada che porta da Laval a Troncea è chiusa, se si vuole salire al Ghinivert o anche solo al Colle del Bet bisogna tener conto che l'auto va abbandonata all'ingresso del parco, a Laval. Proprio per questo la strada da percorrere si fa piuttosto lunga, circa 1400 mt, e il tempo inevitabilmente cresce... ma non come segnato sui cartelli segnaletici (1.00 + 3.50 = 4.50). Noi ci abbiamo messo meno di tre ore e mezza, tendendo un buon ritmo, ma non correndo... saluti a duz e sere, fedeli compagni di escursioni! ...e peccato per la nebbia che saliva dalla val germanasca che nascondeva una buona parte di paesaggio!

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Partito dal ponte della pista da fondo..strada ghiacciatissima! salito fino al beth poi scalinato òungo il traverso del ghinivert su placche da vento durissime e con vento a 100 Km/h che buttava per terra, Discesa fino al colle e poi...da pazzi! sceso dal versante opposto per ricondurmi al colle dell'arcano..crosta cedevole..ad ogni passo sfondavo fino alla vita. salita al colle su placche piu dure. dal colle ho tentato il sebtieri degli alpini ma dopo averlo battuto per metà sono tornato all'Arcano poiche sfondavo fino sopra la vita+pendii troppo carichi. Insomma un delirio in totale solitudine dove arrivato ad un certo punto non potevo +tornare sui miei passi..un culo esagerato! sconsigliata (a chi non ha le cispole come il sottoscritto)..nessuna presenza umana solo 20 camosci 1 aquila 2 pernici bianche e 2 forcelli..ambiente totalmente selvaggio..
p.s. sul sentiero per il beth c'è ancora neve ma è l'unica rimasta in giro!desolante.
Ciao dax


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Bella gita in compagnia di Carlo e Marzia.
La presenza della neve richiede un po' più di attenzione nel tratto dal Colle del Beth alla cima.
Superbo il panorama dalla vetta, con il mare di nuvole a scoprire solo le montagne!!!

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Gita quasi in solotaria in una bella e fredda (in cima) giornata di grande relax. (a troncea 11°!!!! alle 13)


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Aggiungo una foto alla gita al ghinivert... x il resto confermo in pieno il commento di roby4061. Gita molto bella.


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bella gita.il vento dei giorni scorsi ha pelato buona parte dei larici... ma la val troncea è davvero bella in veste autunnale.aria gelida (-4° alla partenza) ma sole caldo. partiti da poco sotto troncea, ghiaccio sulla strada in alcuni tratti. salita comoda, bellissima la mulattiera nel bosco, fino ai forni di s.martino. quindi al colle del beth, e quindi alla vetta. faticoso l'ultimo tratto, il sentiero si perde un po, ma ci sono molti ometti. panorama splendido dalla vetta, battuta da una bisa gelida. discesa poi direttamente sulle miniere, quindi per il piano inclinato e l'angolo, da cui abbiam ripreso la mulattiera dell'andata.alle 15 eravamo già nell'ombra, arrivati alla macchina con -1°. bella escursione autunnale, dal clima invece già quasi invernale. non c'è praticamente traccia di neve fin oltre i 3600 m se non una spolverata nelle esposizioni nord. un saluto al socio giampaolo.

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Giornata abbastanza bella con temporali pomeridiani classici di questo periodo. Partiti da Troncea seguito le traccie del vecchio sentiero dei minatori che parte da dietro le case. in alcuni punti le traccie si perdono ma la direzione e sempre evidente quindi con buona visibiltà non ci sono problemi e si risparmia un bel pezzo di strada. Arrivati al punto chiamato l'angolo' dove partiva la teleferica si prosegue per il sentiero di destra che porta all'imbocco delle miniere e proseguendo si ricongiunge con il sentiero del versante di sinistra che porta al colle del beth. Prima di arrivare alle miniere ci siamo portati sulla cresta di sinistra e in breve raggiunto la vetta.

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Bella escursione in una valle poco frequentata. Dal Colle del Beth qualcuno ha seguito il sentiero normale che sale gradualmete dietro la vetta. Altri hanno seguito la cresta aggirando il torrione principale sul versante di dx.

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Peccato la giornata ricca di nuvole, ma splendida gita su una delle montagne più alte dello spartiacque Chisone ( val Troncea), Germanasca (Valle di Rodoretto), il panorama dalla vetta, negli sprazzi senza nuvole è formidabile a 360°, senza contare la bellissima vista aerea sui laghi del Beth, Pelvo di Massello, etc...
Gita escursionistica, mai nessun problema fino al colle dove vi può arrivare chiunque, un pò più d'esperienza per la cima, ma sicuramente semplice e di grande effetto.

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Bella e lunga gita escursionistica.Grazie a Giorgio e consorte che mi hanno convinto.Unica nota stonata:ho rotto la macchina foto tirandola fuori dallo zaino,è un'ottima occasione per comprarne una nuova.
Salita condivisa con Giorgio e Giulia


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gita sociale commissione gite + tam cai uget to. Un pullman di partecipanti sparsi verso il fondo della val troncea e il ghinivert. Saliti di buon passo condotti da Romana, fino in cima accompagnati da un tiepido sole, in barba al meteo che dava brutto tempo. Tutto ben riuscito

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note su accesso stradale :: ok
Bella gita su terreno ormai asciutto per buona parte del tragitto. Neve ne abbiamo pestata per fortuna portante nel solo tratto finale poco prima della vetta.
Bella giornata con sviluppo di nuvole da calore dal tardo mattino.
In ottima compagnia di Nando e mamma.


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  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Varie
    quota partenza (m): 1585
    quota vetta/quota massima (m): 3037
    dislivello salita totale (m): 1400

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