Stella (Corno) Spigolo Superiore

Non c’era modo migliore per dare l’arrivederci all’estate. Zero termico a 3000 e temperature crollate ci hanno fatto trovare un po’ di verglass nel “canale” di accesso, tuttavia detti tratti sono stati facilmente aggirabili. Nell’ultimo tiro di “avvicinamento” per uscire sul plateau sotto lo spigolo, causa acqua e ghiaccio, siamo usciti verso sx, per poi tornare alla sosta (in questo tiro, tenere conto che il secondo chiodo si toglie con i denti…e non è questione di ribattitura). Per quanto concerne lo Spigolo vero e proprio, sono 3 tiri, di cui il secondo è il più bello. Peccato sia così corto! Con Diego.

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Un bel viaggetto sul corno a fine stagione...siamo partiti presto, con l 'intenzione di fare lo spigolo superiore ma concatenandolo prima con l'inferiore!! ne è risultata una gran bella combinazione, lunga e di soddisfazione!
non fosse stato per il freddo terribile sarebbe stato come andare a nozze.. e che freddo!! lo spigolo inf. in questa stagione non becca un filo di luce e sicuro che c'è il vento... risultato: mani e piedi gelati, bollite collettive di vari arti, disperazione, visioni mistiche e deliri psicofisici di tutti quanti!!
ma dopo due belle ore di tortura, usciamo sul plateu sotto un sole fantastico e ci sembra di rivivere...
dalla cima con tre calate su belle soste con catena (30-45-50m), scendiamo fino all attacco del vero spigolo superiore.. spettacolare e aereo, con vista eccezionale su lurusa (secco) e argentera! Che ambiente!!!

la via è molto bella, su roccia buona con qualche tratto delicato, chiodatura modesta e qualità media dei chiodi non eccelsa (ad eccezione del tratto chiave) indispensabile una serie di friend e nut!

usciti in cima in mezzo alle nuvole, che per una volta ci hanno totalmente risparmiato! calate veloci come sempre e birra al rifugio ( grande Marco come sempre.. un enciclopedia....)

Con Gole e Claudio!!


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Via storica davvero molto molto bella, dove ci sia guadagna ogni singolo tiro, anche quelli di avvicinamento nel canale per raggiungere la famosa vena di quarzo.
Fantastico il muro di L3 su una roccia nera lavorata davvero da urlo, adrenalinici i due traversi di L4 (in discesa) e L8 (che personalmente ho trovato più ostico del passaggio chiave su L7) , impressionante la vista sul Lourousa sottostante, davvero repulsivo.
Chiodi presenti solo nei tratti più impegnativi, per il resto sovente si riesce bene ad integrare con nut e friends.
Un pochino tortuoso e complicato la prima parte di tracciato, abbastanza da ricercare, ma su difficoltà più contenute.

Quando lo vedi risalendo il Lourousa illuminato dalle prime luci dell' alba, così affilato, così severo e così imponente, l'idea di poterlo salire pare un sogno.
Un buon sogno realizzato.

Ottima, come sempre, l'ospitalità di Marco al Bozano.

Con Lorenz


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Finalmente!
Era da troppo tempo che avevo in mente questa classicissima e le aspettative non sono andate di certo disattese.
L'avvicinamento allo spigolo è già una via di per sé, con alcuni tiri sopra la vena di quarzo interessanti ... il muro nero, il traverso in discesa e il diedro lichenoso.
Poi dalla forcella del Gelas di Lourusa parte lui ... una lama affilata che si risolve con 4 tiri davvero belli e a tratti esposti come la seconda lunghezza, su cui abbiamo lasciato un nut oltre il primo chiodo e utilizzato il cordone lasciato nel chiodo oltre il passo 'duro'.
Via in genere abbastanza chiodata.
Peccato solo che le nebbie salite dopo mezzogiorno non ci hanno fatto gustare appieno il panorama, o forse ci hanno risparmiato un po' l'esposizione.

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Bellissima ed elegante via, specialmente i 4 tiri finali dopo la sella.
Roccia ottima.
Occhio che la prima sosta dopo la vena di quarzo è molto a destra.
Trovato roccia bagnata fino alla sella, per cui il traverso sotto il tetto giallo diventa bello delicato: bellissimo il muro verticale nero che lo precede.
Per me il tratto più delicato è stato L5, il diedro verticale che conduce verso la sella: trovato bagnato, per cui è difficile salire in opposizione su placche bagnate a sinistra...
L6 bellissimo, L7 da antologia.
Dopo la discesa abbiamo visto che era tutto asciutto l'inizio della via.
Salita con Simone e Bruno, bellissimo trio, che vale il rallentamento ovvio rispetto ad una cordata da due...
Meteo perfetto.
Foto e report:
dani-climb2.blogspot.it/2015/08/corno-stella-m-350-spigolo-superiore.html



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Salita per concludere la due giorni al Corno in compagnia di Igor, temperature decisamente basse per la stagione, 5 °C all'attacco della via. Salita molto bella nella parte finale, un po' tortuoso nella parte iniziale. Soste attrezzate con due spit e qualche chiodo sui tiri più difficili.

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Nel giorno del compleanno della prima salita (84 anni!), ripercorriamo questo itinerario dal gusto classico: dico subito che dal 2011 ci sono le soste a spit, anche lungo il canale diedro che da accesso ai tiri veri e propri qui relazionati (e ora integrati e corretti).
Poco evidenti un paio di soste (quella dopo la vena di quarzo e quella dopo il traverso sotto il tetto giallo), infatti le abbiamo saltate e le abbiam viste solo dopo. Belli i tiri del traversone sotto il giallo (il muro nero molto lavorato e il traverso, delicato ma con buoni appoggi) e il tiro chiave, sequenza di lame e fessure atletiche ben proteggibile e ben chiodato nei passi chiave (a nostro avviso ci sta un 6a moderno), delicato il diedro che sbuca sul plateau prima dello spostamento, trovato freddo, umidiccio e mica banale, divertenti quelli della parte superiore, finalmente al sole (anche se con una brezza gelida). Roccia nel complesso buona, ma ovviamente occorre cautela un po' ovunque. Parte superiore con vista notevole sul Lourusa ma meno esposta di quanto immaginavamo, si sta poco o niente sul filo. Ribattuto qualche chiodo, ma indispensabili friend e nut perchè i chiodi ci sono, ma mica tanti....
Impressionante (per me) vedere le tracce di discesa in sci dal colletto, uno zig zag streeeeetto e, visto da li, moooooolto verticale!
Nel complesso 4* per la storia, la ricerca, la linea e per la roccia e l'estetica di alcuni tiri davvero belli.
In una gelida giornata (5° all'attacco alle 10.30 e sempre ombra fino al plateau sospeso, poi sole nuvole e venticello sempre fresco), col socio local Flavio, prima volta sulla vera punta del Corno per entrambi.


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La relazione qui riportata è precisa. La parte bassa fino al traverso sotto il tetto si fa bene slegati con un po' di attenzione(III+ al massimo, presenti soste a spit). Il traverso sotto il tetto è molto delicato e poco proteggibile(a mio avviso è il vero tratto chiave della via). Per il resto roccia buona, arrampicata aerea e ambiente magnifico!
In compagnia di due toscanacci muniti di parrucche bionde! Sempre fantastica l'accoglienza al Bozano.


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Bella salita in una giornata di ottobre ancora calda e gradevole, con Costanzo. Approfitto di Gulliver per segnalare che nella pausa dopo l'uscita dallo spigolo, ho dimenticato una scarpetta da arrampicata nei pressi della punta, nel tratto di cresta tra la punta del Corno e la croce di vetta situata qualche metro più in basso..se qualcuno la trovasse e gentilmente vuole contattarmi.

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via d'altri tempi in un ambiente unico. la relazione sopra riportata è ben dettagliata. Riporto questa variante: Invece che sul filo (roccia mediocre), noi abbiamo preferito attaccare lo spigolo per un piccolo canalino erboso di dieci metri circa, una trentina di metri più in basso (3°, cordoni di sosta su spuntone subito al termine del canalino stesso). Quindi con un tiro ascedente verso dx di 50 m (chiodi in posto, possibilità di integrare con nuts e friends piccoli, 5°, roccia ottima) abbiamo raggiunto la placca fessurata e quindi la prima sosta dello spigolo vero e proprio. Indispensabile il martello per ribattere i chiodi e per stare tranquilli una scelta di friends fino al n. 2 bd. Un salutone a Emanuele e Andrea.



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Bella via per arrivare direttamente in vetta al Corno Stella.
Attenzione a qualche masso instabile. Lo spiglo è pericoloso in caso di temporale. E' possibile, comunque, la ritirata in doppia sulla stessa via, in doppia su soste a chiodi.

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Caratteristica itinerario

difficoltà: D+ :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 2700
quota vetta (m): 400
dislivello complessivo (m): 1550

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