Obergabelhorn Arbengrat e traversata alla Rotornhutte

Salita e traversata entusiasmante su una montagna tutt'altro che banale.
Veramente bello l'Arbenbiwak con una vista sulla nord del Cervino favolosa. Siamo partiti direttamente da Zermatt a piedi, ma prendendo la funivia si risparmia più di un'ora.
Altre sei persone al bivacco tutte dirette all'Arbengrat.
Condizioni dell'itinerario perfette, la parte più rognosa è raggiungere il colletto da dove inizia la cresta.
Cresta pulita e ottima roccia, fatta tutta in conserva protetta tranne i due tiri del Gran Gendarme. Tre ore e mezza dal bivacco in cima.
Più complicata e ingaggiosa la discesa verso la Rothornhutte. Abbiamo fatto doppie dalla cima e dalla Wellenkuppe e in 4 ore siamo scesi al rifugio.
Da qui a Zermatt con i soliti mega dislivelli svizzeri.
Due giorni perfetti che hanno permesso a Max e a me di completare la "corona imperiale" iniziata tre anni fa con la Dent Blanche.

L'Ober salendo al bivacco
Panorama dal bivacco
Nord Cervino
Arbenbiwak
Arbengrat
Arbengrat
Sul Gran Gendarme
In vetta
Panorama dalla cima
Doppie dalla cima
La cima
Risalendo alla Wallenkuppe
Obergabelhorn e Dent Blanche
Zinalrothorn e Weisshorn

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Traversata dall' Arbenbiwak alla Rothornhutte.
Salita lunga e impagnativa che richiede grande resistenza, abilità tecnica e capacità di intuire il percorso.
La neve caduta nel primo weekend di settembre è rimasta abbondante sui lati in ombra: scalando la Arbengrat siamo rimasti sempre sul filo risultando impossibile aggirare gli ostacoli. In questo modo ci sono alcuni tratti di arrampicata esposta e poco protetta con difficoltà forse di III+/IV.
La discesa lungo la “normale” è altrettanto se non più lunga della salita dalla arbengrat. La cresta nord ovest è abbondantemente innevata, con neve piuttosto inconsistente ma ben tracciata nelle parti di misto.
La cresta nevosa è ben tracciata con ampie cornici. Ghiacciaio ben chiuso, ma fare attenzione ai ponti nella parte bassa.
Siamo partiti dall'arbenbiwak quasi alle 5 in una notte scura e quasi senza luna. Fino alla fine del nevaio la salita è facile, poi si attacca il costolone di accesso al canale tra rari ometti e segni di passaggio non sempre facili da vedere. Nel canale gli ometti sono molto rari: quando si raggiunge una strettoia siamo saliti sulle roccie e le placconate a sinistra con arrampicata piacevole di II forse II+ in qualche tratto.
Dalla sella siamo saliti sempre sul filo risultando impossibili gli aggiramenti. Prima del piccolo gendarme un passaggio di circa 15 metri di III, poi sempre aereo fino al piccolo gendarme che si supera verso dx con passaggio esposto ma ben appigliato. Il grande gendarme lo si sale sul filo con arrampicata esposta e imepgantiva con qualche cordone. L’ultima torre prima della vetta presenta una lunga fettuccia al centro di una placco nata ed uno spezzone di corda verdastro che permettono di azzerare la placca, altrimenti di IV. L’edificio sommitale si scala per cenge e canali, più facili ma ripidi ed esposti.
Dalla cima 5/6 doppie fino alla cresta nevosa, ben tracciata con ampie cornici. Dalla cima della wallenkuppe si scende per 50 metri fino al primo ancoraggio per poi fare 3 calate fino ad un terrazzino terroso. Si disarrampica circa 100m per poi arrivare ad una sosta di calata su un diedro. Con 2 calate si arriva ai terrazzini inferiori e finalmente al nevaio.
Con questa scalata ho terminato la corona imperiale e le montagne di Zermatt. 57/82.

Con Mauro, Paolo, Tiziana e Marco che ringrazio per la bellissima compagnia e per aver condiviso questa bella impresa.


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L'arrivo all'Arbenbivak q. 3250 ci è stato facilitato dall'utilizzo degli impianti di Zermat, l'unica nota negativa che
bisogna scendere di quota, circa 300 mt, e poi risalire di mt 1000 per arrivare.
Il bivacco 18 posti, gestito dalle guide di Zermat è un gioiellino, dotato di gas pentolame luce acqua che inizialmente poca e solo nelle varie pentole interne poi verso sera ha cominciato a scorrere in un piccolo abbeveratoio esterno direttamnente da tubazioni provenienti dal ghiacciaio, ed allora abbiamo fatto scorta riempendo quasi tutte le pentole che c'erano.... non si sa mai smettesse, però la cosa più bella è stato il "cesso" un wc esterno in lamiera alimentato dall'acqua delle tubazioni con tazza e carta igienica staccato dal bivacco con affaccio sulla nord del Cervino alla quale avrò fatto almeno 20 foro e della catena del Rosa .... spettacolare, "mai fatta così panoramica" 
Inizialmente eravamo soli, successivamente sono arrivati una guida ed il suo cliente i quali avrebbero fatto l'attraversata delle creste.
La guida ad un certo punto è uscita ed è anadata a prenderci in una cambusa esterna anche due birre da 1/2 litro il tutto alla modica cifra di 23€. a persona.
Loro sono partiti alle 4.40 circa 15 minuti prima di noi e a parte qualche lucina che vagava nel buio non li abbiamo più visti, seguendo qualche ometto prima e qualche orma sul ghiacciao dopo siamo riusciti ad arrivare all'attacco del canale che ci ha portati al colle ove partiva la arbengrat.. 
il canale uno sfasciume, mai banale e pericoloso qualche rischio l'abbiamo preso, arrivati al colle, ci aggirava un pò di nuvolaglia, lì e partita la cresta bella sul filo un pò meno sul lato in prevalenza sx, aggirando il secondo gendarme prima della vetta, uno schifo,
nel complesso bella con alcuni passaggini di III+ e una bella arrampicata alla vetta.
Ci siamo arrivati dopo 4 ore scarse, lì eravamo immersi dalle nuvole, e alla domanda di mio suocero scendiamo dalla Est, la mia risposta è stata categorica, "No, non si vede nulla e non conosciamo la via.." per cui siamo scesi in più di 4 ore e 1/2, dalla stessa parte facendo una mezza doppia all'inizio ed una doppia alla fine per scendere sul ghiacciaio.... tutta in disarrampicata ed una calatina che ho fatto ad Alberto che non se la sentiva "non me la sentissi io a 71 anni"
Arrivati all'arbenbivak ci siamo rifocillati un pò, Alberto ha voluto fare un'altra capatina al cesso.. e poi siamo partiti per un rientro infinitooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
dal bivacco ai piani di Stafel 2 ore circa scarse per arrivare a Zermat 3 ore 1/2... le gambe di alberto erano possedute e vivevano auntonomamente dal corpo...
nel complesso è anadata bene, i particolari te li racconto quando ci si vede "ha ha.."

ps gli ultimi 45 minuti, acqua a catinelle e temporale "ho visto quanto fa paura la nord del Cervino quando scarica, cascate di neve ed acqua impressionante" e lì mettendo il guscio o perso la macchina fotografica, per cui mi sono rimaste solo tre foto fatte al bivacco con il cel ... porca p......

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Fatta con Bruna l'Arbengrat andata e ritorno.
Bella salita, molto lunga e di impegno, soprattutto fisico.
In salita il canale di accesso alla cresta, pur loffio, si sale abbastanza speditamente. Meglio evitare di trovarcisi al buio. Guadagnata la cresta, la si percorre abbastanza bene in conserva protetta, salvo un tiro su un torrione dopo il gran gendarme che richiede un po' di attenzione in più (presenti alcuni chiodi e uno spezzone di corda pendulo). Poi nessun problema sino in vetta.
Spettacolo : in più c'è il Cervino a pochi metri, bello da stancare.
In discesa opportuna attenzione, come sempre ci abbiamo messo di più che a salire. Qualche doppia è meglio farla (primo tratto, tiro più ripido, gran gendarme), poi in generale si disarrampica, magari con sicura al primo che scende.
Reperito l'intaglio, si ridiscende il canale, che in discesa risulta veramente molto marcio e repulsivo, una stella in meno... Si possono fare due doppie, ma è bene stare accuorti, più che altro, a non avere troppa gente sulla capa essendo pressoche impossibile non muovere nulla. Guadagnato il nevaio non c'è più storia, salvo il ricordo di una splendida vetta.

Note sul bivacco : bellissimo e dotato di tutto, compresa luce elettrica, radio di soccorso, tre gas con bruciatori, stoviglie pulite, coperte soffici, 18 posti comodi etc.
Inutile quindi scammellarsi materiale inutile (come noi abbiamo fatto...).

La ferrata di accesso presenta tratti rudi e faticosi, soprattutto l'ultimo. Con zaini carichi utile imbragarsi e predisporre una longe.
In discesa, il tratto più ripido (dove iniziano i gradini di ferro), si può evitare alla grande con una doppia da tranta metri sino alla neve sottostante.

Sentiero di accesso : da Zermatt non seguire subito per la Schönbielhütte, e soprattutto non prendere i bivi più a destra che comportano perdite di dislivello e di tempo. meglio attraversare tutto il paese sino in fondo e poi seguire il largo sentiero, poco segnalato, che, inizialmente stando in fondovalle, risale a Zmutt e poi procede senza mai perdere quota. I sentieri più a destra, che partono a metà paese, sono molto panoramici ma aggiungono almeno mezz'ora al percorso già lunghetto.

Un discorso a parte merita la toilette del bivacco, accessibile con ferrata e dotata di ogni confort, ivi compresi acqua corrente, ampia scorta di rotoli, accessori ROSA e, per dirla con le relazioni estere, molto ben posizionata: "...admiring the legendary sanitary facilities, world-renowned for the view they provide of the Matterhorn, at least for those users who elect to sit down for their visits...".

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Arbengrat in andata e ritorno dall'Arbenbivak.
Da Schwarzsee, dopo 45' di discesa, in 3h15' si arriva al bivacco (andare fino all'Arbenbach e non svoltare prima per il Trift). Bivacco molto bello dotato di ogni confort, noi eravamo solo in 7 e siamo stati benissimo (il giorno prima 23 e il seguente una ventina !). Era presente una simpatica guida di Verbier con chiave della cambusa e abbiamo potuto bere birra da 50cl a soli 3 chf. L'utilizzo del bivacco costa 23 chf o 20 eur. Ferrata di accesso abbastanza "rude".
Dal bivacco traccia di sentiero abbastanza evidente anche al buio, poi ometti e tracce. Nevaio da superare con i ramponi (unico tratto dell'intera giornata). Canale cengia con qualche passaggino non proprio banale (conviene attaccarlo con le primi luci del giorno), pochissima neve in alto che si lascia a dx senza toccarla. Cresta in condizioni perfette anche nelle esposizioni a nord-ovest. Passare il piccolo gendarme a dx (esposto sulla sud, ma ben ammanigliato) e il grande a sx (lato da tenere in generale), diversi cordini in loco, qualche chiodo. Roccia ottima sul filo, ma un pò troppo discontinua. In 3h30' in vetta in conserva protetta in cordata da tre. Discesa per la stessa via con un sola doppia da 30mt, in 4h al bivacco con soste per godere del bel sole e dell'aria calda. Le altre due cordate sono scese sulla Wellenkuppe, dalla Rothornhutte 3 sole cordate. Arete du coeur e parete nord non tracciate.

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Saliti e scesi per la stessa via (la arbengrat).
Il canale sud e lo sperone di accesso al canale sono pericolosi per le pietre mosse dalle altre cordate. Non impegnativo ma esposto e delicato per le molte pietre. La famosa forcella di uscita quota metri 3780. Dalla forcella si prosegue per la bella cresta. Nei passaggi più impegnativi si trovano cordini per doppie in discesa. Il gendarme presenta tre doppie da 25 mt per giungere alla cengia ovest e non 15 come dice la relazione della guida della SAC. Il klein gendarm si passa sul versante sud in traversata esposta ma ben appigliata. Al ritorno conviene scavalcarlo (doppia da 10 mt con cordini). La parte di ghiacciaio è molto breve (dieci minuti in discesa).
Salita con un tempo non bellissimo ma comunque piacevole per la temperatura. La salita nel complesso non è assolutamente banale ma richiede un certo impegno. La roccia sulla cresta è eccellente.


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Abbiamo fatto la traversata al contrario rispetto a quanto qui indicato. Siamo infatti partiti dalla Rothornhutte e scesi dall' Arbengrat. Meravigliosa montagna che richiede un discreto impegno psico-fisico, soprattutto nella discesa ( che ci ha impegnato per circa 7,5 ore, contro le 5 impiegate a salire ).
Condizioni attualmente ottime sia per quanto riguarda la parte su roccia che su neve. Nella discesa tenere sempre il filo della cresta, dove si trovano numerosi cordini per le doppie e fare molta attenzione ad individuare l'intaglio dove deviare a sinistra per raggiungere l'Arbenbiwak ( non molto evidente ). Anche la Nord è in condizioni, abbiam visto un "solo" progredire su bella neve a velocità supersonica...approfittare!
Gita fatta con Gianni e Maurizio. Vetta e vista sulla parete Nord del Cervino da incorniciare!


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La salita è stata effettuata dalla Cabane du Mountet per la cresta NO.Vedere relazione di Barbara.

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Una gita su creste di roccia fino al III grado e di neve che diventa impegnativa per la lunghezza. Il panorama è grandioso. Bisogna ricordare che per salire e scendere dai rifugi ci sono circa 1700 metri di dislivello.

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Caratteristica itinerario

difficoltà: AD- :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 3150
quota vetta (m): 4063
dislivello complessivo (m): 910

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