Gregorio (Monte) da Prà di Vico, anello per i Monti Betogne, le Colme e Cavallaria

note su accesso stradale :: prima del bivio per Vico, girare per brosso, poi è indicato
saliti e scesi partendo dalla casa nuova sullo sterrato che parte a destra dopo la fine dell'asfalto. Da qui a sx parte una mulattiera in buone condizioni fino ad una grangia. poi per tracce ed erba olina puntare alla cresta. Sentieri non segnati ma comunque con bel tempo non ci si può sbagliare.
Splendida giornata, anche calda, con panorama spaziale.
Con Carlo, Carla, Giulio e Gabriella

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Sentiero o meglio percorso perfettamente pulito fino a quota 1800 circa, poi chiazze di neve di pochi cm di spessore, nei punti pianeggianti del pendio, però non creano alcun problema alla progressione.
Oggi con l’amico e coscritto Leonardo, giunto a Castellamonte per una breve vacanza, abbiamo optato per una gita comoda e soprattutto ben esposta al sole; partenza dalla curva del bivio di Pian Campiglia-sterrata di Acquabella, m. 980 circa, breve sosta presso le Alpi Bitogno di Vico, dove siamo stati raggiunti da altri tre escursionisti. Saliti alla Torretta delle Cime, quindi al Monte Bitogno o Betogne e per cresta fino alla sommità del Gregorio. In vetta, la temperatura molto fresca ed un leggero venticello, ci hanno consigliato di scendere rapidamente e giunti alla baita Levrere, ci siamo fermati per la pausa pranzo in un anfratto riparato dal venticello e ben riscaldato dal sole. Rientro su sentiero 324b senza salire alle Colme e alla Cavallaria, in quanto l’amico Leonardo era già ampiamente soddisfatto della sua bellissima escursione (parole sue!).


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Fatto il giro come da descrizione. Parcheggiato auto alla fine della strada asfaltata che sale da Vico alle cave. Strada sterrata bassa arrivato all'Alpe Acquabuona e lì fate attenzione a sin. c'è un ometto che io non ho visto (visto in discesa), proseguito cercando il sentiero ma ho tribulato nel bosco. Puntato alla Torretta delle Cime e arrivato in cresta tutto Ok. Sentieri non ben marcati ne per le pestate ne per i segni di vernice (visto il punto panoramico pensavo fotte più battuto). Panorama ottimo verso la pianura e verso la Valle d'Aosta. Disceso alla Colma e alla Cavallaria da dove partivano con il parapendio (vederli saltare nel vuoto fà venir la pelle d'oca). Traversato e recuperato il sentiero dove ho scoperto l'ometto ciccato all'andata. Solo.

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Lasciato la macchina a Pian Campiglia siamo saliti per l'itinerario descritto... C'è neve nell'ultimo tratto, ma si sale senza problemi senza ciaspole... Al ritorno, presso l'alpe Colme, abbiamo optato per la via diretta verso l'alpe Bitogno di Vico in verticale nel vallone... Da quest'ultima proseguito sulla dx orografica, tralasciando vari sentieri orizzontali, sul sentiero che, in linea diretta, porta all'Acquabella... Bel tempo tranne per il vento freddo che soffiava in cresta...

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Convinti del fatto che non ci sia una scadenza precisa per smettere di andare a piedi e cominciare con gli sci, che si fa'? Si continua a piedi, e guarda caso salendo al Gregorio oggi, ci e' capitato di non dover nemmeno pestare neve. Scelto il percorso che solitamente si fa ad anello da Pra di Vico, e che ci a permesso di toccare due brulle cime,le Torrette e il M.Betogne, prima di approdare in vetta al Gregorio per ripidi pendii erbosi (gia'salito di qui nel 97, ma non con percorso ad anello). Foschie miste a nebbie ristagnavano in pianura, il cielo azzurro invece era tutto per noi. La sosta in vetta si consuma in fretta, come tutte le cose belle. Con breve discesa per facile filo di cresta eccoci poco dopo all'ometto delle Colme, con aerea veduta sul Cavallaria. Il nostro anello ora va restringendosi sempre piu', per arrivare a chiudersi del tutto a Pra di vico. Con Carlo.

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Salita con variante di percorso tratto iniziale fino al Monte Bitogno o Betogne, ovvero abbiamo percorso la stradina di destra fino alla Fonte dell’Acquabella, ( quella di chiusura dell’anello) poi risalito il sentiero prima nel bosco poi sul fondo del vallone fino a sinistra delle baite Alpe Bitogno di Vico; qui il sentiero devia a sinistra e con alcune giravolte raggiunge il versante erboso della piccola depressione compresa fra la Torretta delle Cime ed il Monte Bitogno. Prosecuzione in cresta fino al Gregorio e discesa per la stessa via.
Gita bella su discreto sentiero fin sotto al pendio finale del Betogne. Giornata bella meno calda dei giorni scorsi, con un po’ di venticello frescolino nella parte alta; clima sicuramente più consono al periodo. Ancora qualche chiazza di neve sulla cresta nella parte alta. Oggi con mia moglie e gli amici Rosa e Piero, partiti tardi verso le 10, arrivati al Betogne all 12 circa, pausa pranzo, poi io e mia moglie abbiamo proseguito fino al Gregorio. Nessun altro umano in giro.


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Gionata fosca ma nel complesso accettabile; devo dire forse la gita piu' scomoda che abbia fatto a quella quota e con quel dislivello. Sentieri: si farebbe prima a dire che la gita si svolge senza sentiero, cosi' si evita di perdere tempo a cercare tracce sporadiche. Il pezzo di ritorno su strada e' stato piuttosto lungo. Ripresa l'auto, sulla via del ritorno per ricrearmi mi sono fermato alle bellissime Gole di Garavot.

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A dominare su tutto il caldo. Gita da fare in condizioni meteo più fresche, sentiero di salita inerbito nella prima parte, sentiero di discesa trovato grazie alla presenza di un esperto conoscitore delluogo cui vanno tutti i nostri ringraziamenti.

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Partito in solitaria alle 7.40 dal tornante dove finisce la strada asfaltata, c'è un cartello delle Regione Piemonte. Imboccato la sterrata a sinistra, si supera un'area pic nic e giunti ad un rudere salire a destra (NON FARSI INGANNARE DAL SENTIERO CHE PROSEGUE DRITTO). Si prosegue su sentiero non sempre evidente fino a raggiungere la pietraia, qui ci sono degli ometti che aiutano a raggiungere prima la Torretta delle Cime e poi il Betogne. Con direzione Nord/Est si arriva al Gregorio. Per la discesa ho seguito per un tratto il sentiero 724b e poi mi sono inventato sia la salita a Le Colme e la discesa fino alla strada asfaltata. Seguendola si raggiunge ad un tornante la sterrata (quota 1100) che diventa poi sentiero che porta, prima a Verna di sopra, poi alla Font. dell'Acquabella e alle baite Caras. Da qui su sterrata fino al tornante di partenza (ore 11.40). Un grosso grazie a Franco che ha pubblicato delle ottime indicazioni e a chi ha messo gli ometti. Gita comunque un pò impegnativa per i sentieri non segnati e poco evidenti; oggi avevo il tracciato su GPS, parte della Carta Tecnica Reigonale e la cartina 02 Alpi Canavesane MU Edizioni (allego foto), ma non mi sono dovuto distrarre e in alcuni punti giù per prati ripidi tenendo la strada per riferimento. Le tre stello sono per questi motivi e per la foschia. Bellissima fioritura, ci voleva dopo 6 mesi di racchette da neve..... Dimenticavo, la fanciulla (credo) che ha lasciato il suo perizoma rosso a mo di bandiera in vetta al Gregorio, se lasciava anche il telefono......... Da non sottovalutare sia il dislivello m. 1050 e lo sviluppo 11 km. non esistono fontane lungo il percorso.


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Anello de Gregorio percorso da Prà di Vico al Gregorio con discesa dalla dorsale delle Colme e poi richiusura su Prà di Vico.

Come da itinerario per la salita con partenza da sopra la cava di Vico in località Prà di Vico, il sentiero che sale a dx inizia poco prima della fine dello sterrato e prima di un casone. Si sale per bosco sino a quota 1200m e poi per pietraia passando da Torretta delle Cime a 1564mt e di qui si continua la dorsale su sentiero sino al monte Gregorio quota 1955mt
Dal Gregorio si scende sulla costa verso Est e di li a poco si trova un sentiero che scende a dx che però volendo fare tutta la costa passando da Le Colme si abbandona quasi subito (ma si potrebbe percorrerlo per arrivare comunque a quota 1100) e con un traverso a sx si aggirano i roccioni di cresta e la si riguadagna dopo poco, Procedendo il sentiero di cresta si raggiungono Le Colme 1443m da dove ci si affaccia su pian Dei Muli e la Cavallaria (oltre che a tutta la pianura) Il sentiero attraversa Le Colme e scende direzione sud sino ad incrociare la strada che proviene da Brosso la si attraversa (e si è sul sentiero 721) si scende sul versante sud della dorsale sino ritrovare la strada asfaltata e percorrendola per pochi minuti sino a quota 1100 si prende a dx l’evidente sterrato (che poi diventa sentiero) che porta alla fonte Acquabella e di li su sterrato direzione sud si raggiunge il parcheggio sopra le cave di Vico 980m.

Percorsa con Elio Massimo Enzo Elena e i due Michele (A. e D.) in una giornata che prometteva pioggia al primo pomeriggio ma che al di là di nuvole di passaggio e un po’ di foschia ci ha facilitato il percorso.
Sentieri sempre evidenti e segnalati privi di difficoltà oggettive (vedi anche la cartina della Valle Dora Baltea Canavesana n.02 della MU Edizioni) caldo afoso al primo mattino, offuscato il panorama ma sempre bella e interessante escursione. (dis. Totale 1100mt, 2h20’ la salita, 1h30 il rientro)



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Partiti dal bivio, appena a monte di Vico, vicino a Resut, dopo il primo tornante, preso sterrata in salita a sinistra, seguita fino a quota 950, poi a destra su sentiero sotto la pineta che giunge alla sterrata di Pian Campiglia. Per dorsale fino al Gregorio; discesa su cresta est e versante sud toccando Baite Levrere, Rossy, Mirauda e fuori sentiero giù fino all'Acquabella, poi su sterrata di Pian Campiglia.
Salito in compagnia di Roman, bella giornata iniziale poi è salita la nebbia, bei colori autunnali. Presso l'alpe Levrere si è lavata in volo da un masso, un bel esemplare di aquila reale. La discesa, da un pò sotto l'alpe Mirauda all'Acquabella, è una bella "ravanata" fra cespugli e pietraie; non raccomandabile.


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Partito senza scorta di racchette, che sarebbero state utili nelle conche, ancora piene di neve, soprattutto da accumuli, nella digressione a N verso la quota 1945 verso Scarone e soprattutto nella discesa a E verso il Colle del Mulo, una volta abbandonata la cresta. Su cresta SW crosta rigelo spesso portante. Su pendio E si sprofondava 60/70 cm., penible...
Salito dalla cava di Vico, seguita la carrareccia fino ad una baita, risalito in cresta a vista, poi sempre fedelmente seguito la cresta fino alle varie cime, anche in discesa sul sentiero segnato (bianco/rosso). Giro ad anello altamente remunerativo per panorama (Dent Blanche completamente bianca...), davvero notevole. Giornata magnifica, con vento non forte in cresta, e non fredda. Non incontrato nessuno se non 6/7 parapendisti volteggianti sul lato di Brosso.


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gita con l'amico corrado. saliti da brosso abbiamo lasciato l'auto ad un tornante sui 1100m. sulla strada asfaltata che sale ai pian dei muli,da questo tornante una stradina a sx e poi tracce di sentiero fino ad incontrare l'itinerario che da vico sale alla torretta delle cime,raggiunta la torretta abbiamo proseguito sulla dorsale toccando il m. betogne e poi il gregorio la discesa sul sentiero segnato che passando sotto alle colme arriva al pian dei muli con gli ultimi 100m di dislivello su asfalto x recuperare l'auto. giro ad anello bello e con la bellissima giornata super panoramico poca neve che non dà alcun fastidio sia in salita che in discesa.

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da pra di vico abbiamo proseguito fino a caras dove abbiamo lasciato la macchina. Saliti per sentiero fino alla fontana acquabella e poi per prati e pietraie siamo giunti in cresta. Di lì in mezz'ora abbiamo raggiunto la vetta.
Giornata soleggiata e ventosa. La foschia ci ha purtroppo impedito la vista sulle vette valdostane


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Discreto giro ad anello con salita sulla cresta attraverso le cime intermedie come descritto e discesa dal vallone fino ad intercettare la mulattiera e poi la comoda sterrata che riporta nei pressi dell' area attrezzata in mezzo agli abeti nei pressi della quale ho parcheggiato l'auto. Grazie a numerosi ometti e tracce di sentiero la gita si e' svolta senza difficoltà. Giornata caldissima, fiorellini, insetti, farfalle e alberi in fiore indicano che la primavera e' ormai vicina. Un po' di neve nei tratti terminali della cresta, foschia nelle pianure. Gita in assoluta solitudine, ... chissà perché questa montagna, a differenza del mombarone, suo dirimpettaio, e' poco o nulla frequentata e nominata qui in canavese ... eppure il panorama su alcune importanti vette dell' arco alpino e' davvero notevole.
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... ma quante pietre ... e dire che qualcuno paga fior di quattrini per farsi arredare il giardino ;-)
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Partito con la pioggia alle ore 19, arrivato in punta in 44 minuti. Pietre troppo scivolose. Peccato!

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  • 10/04/16 - torinogranata
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Sud
    quota partenza (m): 980
    quota vetta/quota massima (m): 1953
    dislivello salita totale (m): 975

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