Lamet (Pointe du) versante NO

note su accesso stradale :: nulla da segnalare
viste le condizioni meteo della giornata sembrava di stare in "patagonia"; sentiero escursionistico pulito fino quasi al lago clair dove si inizia a trovare neve; il canale che scende dal ghacciaio è un torrente gelato/innevato e le rocce circostanti coperte di vetrato; calziamo i ramponi e proseguiamo sul torrente alternando camminata e passi di primo grado (nel dubbio di quello che avremmo potuto trovare ci siamo portati una copiia a testa di picche da cascata); terminato il torrente inizia il ghiacciaio con un tratto ripido 40°-45° e forse 10 mt a 50° per un massimo di 120-140mt di dislivello, poi spiana, in leggera pendenza; presenti alcuni piccoli (in apparenza) crepacci addossati verso le rocce della vetta; ci dirigiamo in direzione S/O (verso destra faccia a monte) fino ad intercettare il sentiero escursionistico (che coincide anche con il tracciato di sci alpinismo); individuato il sentiero di discesa, anche grazie ad un grande ometto di pietre, decidiamo per la discesa rinunciando agli ultimi 100mt circa verso la vetta considerate le nuvole dense che insistevano in zona
il canale
il tratto ripido del ghiacciaio
nel mezzo dell tratto ripido
sosta, alle spalle il ghiacciaio
discesa nella nebbia

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Prima volta sulla Lamet. l'idea era di "andare a vedere" se fosse possibile salire dal Forte Roncia ed arrivare in cima evitando il ghiacciaio. Oltrepassato il laghetto,sono arrivato nel piccolo pianoro dal quale si vede bene ciò che resta della seraccata. Da qui una buona traccia ed ometti salgono sul filo della morena di Destra (faccia a monte) e conducono in un canale di sfasciumi ,già individuabile dal basso,decisamente infido, che al fondo si chiude ed obbliga ad una breve arrampicata (II/III grado): ho preferito stare sulla paretina di destra ,piu' povera di appigli ma apparentemente piu' solida. dopo pochi passi si abbate decisamente ed esce sul pianoro glaciale,dal quale si vedono bene il Signal e la Pointe.. Da qui ,tenendo la dx ,si sale faticosamente ad intercettare la traccia che arriva dal Baraccon de Chamois,il tutto senza pestare neve/ghiaccio. Una volta toccate le due punte,non avendo nessuna intenzione di scendere disarrampicando il canalino, ho optato per la discesa dal versante di Novalesa,passando appunto dal Baraccon e poi, tagliando per tracce la vecchia militare, ho raggiunto la strada sterrata alle rocce bianche. la parte di questa discesa immediatamente dopo il plateau sommitale è comunque da affrontare con attenzione a causa di recenti crolli. la traccia è comunque ben visibile. così facendo diventa lunghetto andare a riprendere l'auto al plan des fontainettes ma si ottiene un giro ad Anello decisamente ...remunerativo! il giorno dopo la gita ,cercando con piu' attenzione info in internet, mi sono imbattuto in una relazione che ricalca esattamente il percorso fatto da me. il sito,peraltro fatto molto bene,è questo: > itinerari > val di susa > punta Lamet.
bella e lunga gita in una giornata fantastica. Senza pericolo di nebbie,con meteo sicuro,ho affrontato questa salita da solo; il cercare un itinerario sconosciuto,scegliere dove come e se salire o scendere,senza patemi per l'arrivo del brutto tempoha reso il tutto decisamente affascinante. incontrato solo un ragazzo francese salito dallo stesso itinerario ed altri 3 che salivano dal versante Baraccon. che contrasto con il caos intorno al lago!


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Direzione Lago Clair deviando, a quota 1450, su sentiero a destra che, con alcune serpentine, risale la dorsale. Da quota 2800, su tracce, percorso il traverso che si immette sul “Sentier du Lamet” ben segnalato da ometti. A quota 3000 lasciato a destra quello che prosegue in piano continuando invece in verticale su ripide pendenze e terreno molto instabile. A quota 3300 incrociato quello del versante sud ovest.
Dopo il Signal proseguito per la Pointe de Lamet su traverso con poca neve ma gelata per cui fatto dietrofront e continuato per cresta a tratti vetrata.
Discesa come da salita fino a quota 2800 da dove, anziché ritornare sulla dorsale, ho proseguito per il “sentier du Lamet” per capire dove lo scorso anno avevamo toppato.
Il sentiero esiste SOLO più sulle mappe per cui sono scesa tra sfasciumi e prati altrettanto impraticabili.
Mai lasciare la strada vecchia per la nuova…



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Non è colpa sua... è che si ostina a non voler mettere gli occhiali... il problema è che sulla cartina non c'era scritto “Sentier du Lamet” ma “Ravanage du Lamet” (cit. Gianni) e tale è stato. Nulla da aggiungere, come sempre, se la compagnia è piacevole si aggiusta tutto.


Con Gianni, Ivano e Marina.


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Gita balenga da me proposta dopo aver caricato su GPS mappa francese in cui viene indicato il "sentier du Lamet" che non conoscevo per cui mi sono incuriosita.
Partenza da le Fontainettes. Primo tratto lungo lago sul sentiero dei 2000 poi il sentiero taglia in verticale e scorre su un canalino erboso scavato dall'acqua per poi continuare in un canale ripidissimo, sfasciato e pericoloso. ORRENDO. Per fortuna a quota 1700 ho sbagliato e, anzichè proseguire a dx a mezza costa su sfasciumi come indicato dal GPS, abbiamo quindi proseguito diritto fino a raggiungere a quota 1800 la dorsale che si affaccia sul lago Clair. Percorsa la dorsale su tracce di sentiero (ometti) fino a quota 3000 poco prima di un grosso torrione alla cui dx si vedevano altre tracce di sentiero che probabilmente si intersecavano con il sentiero de Baracon de chamois.
Naturalmente il sentiero sulla dorsale sulle mappe francesi non è indicato...mah!
Qui ci siamo fermati: ne avevamo abbastanza ed era tardi.
Rientro dalla dorsale che, con alcune serpentine, porta poco sopra il forte Roncia.

Credo che i compagni di gita oggi, silenziosamente, mi abbiano letteralmente mandata a ca..re.
Con Gianni, Ivano e Piero.


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Scrivo quì la mia salita di oggi alla Pointe de la Haie 3452mt. ricalcando praticamente lo stesso itinerario della Lamet fino all'uscita dal canalino a sx del seracco. Poi da quì, su vasti pendii nevosi a sx fino in vetta con bella vista sulla valle du Ribon e tutte le sue cime. Dal lago Clair tutta neve portante sul ripido canale che, sul passaggio per uscire sul ghiacciaio du Lamet, si interrompe solo di pochi mt. lasciando scoperto il gradino roccioso lavigato e bagnato dalla cascatella che si supera bene anche con i ramponi che sicuramente non vanno tolti. Quì in discesa, sentendo un fruscio nell'aria, istintivamente mi sono appiattito selle rocce evitando una scarica di pietre provenienti dal seracco sovrastante. Casco obbligatorio e velocità nel superare questi pochi mt. Tutto il resto molto tranquillo in una giornata magnifica in solitudine. Molti escursionisti al lago e forte Roncia.

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Non ho raggiunto la cima ma mi sono fermato a metà del canalino incassato che dovrebbe pervenire al ghiacciaio. il mio altimetro segnava circa 3300. Da solo non ho osato rischiare di cadere. Potevo mettere i ramponi e risalire il ripido nevaietto con neve dura o arrampicare su balze rocciose spesso instabili.

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gita sociale con il CAI mondovì,saliti da grand croux per il versante sud e scesi a plan des fontainettes tra sfasciumi e pascoli,nebbie nelle valli che hanno disturbato non poco il panorama
un grazie agli amici che hanno avuto l'idea di fare questa cima che desideravo farla da anni


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Siamo partiti da Plan des Fontainettes ma non abbiamo seguitola direzione del lago Clair come descritto dal libro di Giulio Berutto o dal libro di Barbiè: 77 normali in Valle di susa. Siamo passati dietro al Fort du Ronce e poi diritto verso il Signal du Lamet. effettuato la prima parte su cresta rocciosa abbiamo poi aggirato la stessa salendo a destra ma trovando sfasciume (un passo in salita e due in discesa). arrivati sul colletto abbiamo risalito il Signal du Lamet, poi ridiscesi abbiamo fatto la Punta Lamet. In discesa, invece di prendere il sentiero Nord-Ovest di salita abbiamo preso il sentiero Nord-Est più tranquillo ma comunque lunghissimo

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Giornata tersa e molto fredda,partiti con l'intenzione di salire
la nord abbiamo ripiegato(causa neve instabile) effettuando l'uscita sulle ripide(a tratti verticali)placche ghiacciate a dx del seracco.Discesa effettuata nel ripido canale centrale 45°(dei tre che conducono al piano verso il forte roncia)e poi finalmente al sole.

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Ottima parete di ghiaccio corta ma ripida...50°/55°..qualche passo forse a 60°....in compagnia di macs e stefano...grande squadra soprattutto il discesa....a mio parere attualmrente la parete si può valutare D..e la discesa conviene farla dalla via di salita calandosi...niente male..

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Bella salita. Anche se è una meta scialpinistica la consiglio se non altro per la lingua glaciale finale, di circa 250m e che offre pendenze fino a 55°. Assenza di pericoli oggettivi se si sale in piena parete, qualche eventuale scarica nel lato sx (salendo). Bella la compagnia di Stefano e Robi.
Alla prossima!

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Gita facile, se si esclude il superamento della lingua del ghiacciaio, che si presentava di ghiaccio vivo, anche se morbido, per quasi tutta la sua lunghezza, e che aumenta moltissimo la difficoltà, ma il cui superamento è stato il momento più bello della giornata, insieme alla sua discesa. La variante per il canale ( difficile da individuare ) sopra il lago ci è sembrata pericolosa: i canali sono ancora innnevati e cadevano sovente sassi, se si apprezza una salita di ghiaccio vale la pena seguire la via classica.
Con Max e Roberto, due grandi e determinati soci!!

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Il ghiaccio è piuttosto duro e lavorato. Necessita, con questo freddo, di 2 picche e qualche vite da ghiaccio.

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Giornata fredda con nebbie vaganti. La neve si incontra appena prima dell'inizio del canale, in fondo al piano. Il ghiaccio nella parte centrale del seracco comincia ad essere "lavorato" da fusione e rigelo ma consente ancora una salita sicura.

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Bella salita fatta con Rensin, il rientro molto faticoso e difficile per la continua perdita delle tracce del sentiero.
Tempo bellisimo.
Partiti dall'auto alle 3 e 30!!Un sonno terrificante!!!!!

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  • 06/08/16 - gieffe
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: F :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Nord-Ovest
    quota partenza (m): 2096
    quota vetta (m): 3505
    dislivello complessivo (m): 1409

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