Galisia (Punta), Punta Basei, Punta Bousson dai Piani del Nivolet, traversata di cresta

Percorsa nella direzione Basei-Galisia e scesi dalla normale di quest'ultima: così facendo i passi rocciosi più impegnativi (comunque attorno al II grado) sotto la Bousson si fanno in salita. Terreno piuttosto compatto, quasi ghiacciato, nel traverso sotto la Basei (con i ramponi forse risulta meno delicato). Per il resto grosse difficoltà non ce ne sono: fino alla Bousson si mettono e tolgono i ramponi una volta nel tratto centrale, per poi rimetterli definitivamente poco sotto alla vetta. Dalla Bousson alla Galisia e discesa, neve un po' sfondosa, ma nessuna difficoltà.

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L'intenzione era di fare l'attraversata fino alla Galisia,ma quando abbiamo iniziato dal col Basei a spostarci sul pendio Ovest sotto la Basei,dopo circa 50 mt abbiamo spaccato una placca a vento e ci siamo accorti che era praticamente tutto rigelo con 30 cm. di aria sotto,alche' molto delicatamente siamo tornati sui nostri passi.Siamo saliti alla Basei scalandola dal lato Valle orco dove tramite un facile diedro di rocce accatastate sulla dx della parete, un po' aggettante a prima vista ma poi semplice porta ad un foro in cui a gattoni si attraversa e quindi per cresta in vetta.In discesa abbiamo utilizzato la via normale facendo una calata da 20mt che ci ha riportato alla nostra traccia di salita.Noi abbiamo utilizzato qualche frend medio per assicurarci qua e la'.Neve continua da 100 mt sotto il col Basei.Ambiente stupendo con Teddy e Mauro.


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Da tempo avevo voglia di provare questa traversata. Bella, aerea, panorama meraviglioso, poco frequentata. Richiede soprattutto passo fermo e sicurezza, perchè si muove quasi tutto. Incontrata una sola cordata che la faceva in senso inverso. Purtroppo si è annuvolato intorno alle 13 e ho dovuto tornare veloce (preoccupato che la pioggia mi cogliesse a metà cresta). Validissima alternativa alle mete frequentate della zona, ma decisamente più impegnativa. In solitaria.

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Bella cresta, soprattutto per il panorama che offre sia verso il piemonte e i laghi Agnel, Serrù e di Ceresole, sia dalla parte opposta valdostana. Saliti in fretta dal sentiero in un'ora e mezza siamo a quota 3000. Non continuare per la via che attacca la Basei dalla parte del nevaio, ma subito prima deviare a destra verso il versante valdostano e portarsi sul filo di cresta (attenzione perchè qui le rocce muovono tutte!). Seguire fedelmente la cresta, molto esposta dal lato piemontese, ma mai troppo affilata. Subito dopo la Bousson si presenta il passaggio più impegnativo, soprattutto al ritorno che si percorre in discesa, ma fortunatamente non è esposto. Una volta giunti alla Galisia con splendido panorama verso il vallone del Carro e la grande Aiguille Rousse, siamo tornati indietro seguendo fedelmente i passaggi dell'andata e gustandoci la splendida vista del Gran Paradiso. Ritornati all'inizio della cresta abbiamo deciso di attaccare la Basei direttamente dal lato valdostano senza raggiungere la normale con le corde fisse. Attenzione in questo caso perchè le rocce muovono tutte, indispensabile trovare un punto sosta il più riparato possibile. Nel complesso l'ho trovata una cresta non impegnativa ma che offre un panorama unico e un ottimo rifugio dal caldo di questi tempi!
Con Dave, fedele compagno, seconda cresta per noi da queste parti


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Incuriosito la scorsa domenica da questa cresta una volta giunto in punta alla Basei, oggi ho deciso di andarci a mettere il naso. Le condizioni dell'itinerario per la Basei sono sostanzialmente rimaste quelle di domenica scorsa (vedi mia gita del 12/07/2015). Per farla breve: la cresta in sè non presenta difficoltà di rilievo, pur percorrendola tutta sul filo come ho fatto io. Probabilmente con innevamento abbondante le cose cambiano ma si tratterebbe di percorrerla nelle condizioni non ideali. Ad oggi è tutto asciutto,. Quello che ho trovato un po' scabroso è stato il tratto che da sotto la Basei conduce alla cresta: sfasciume della peggior specie su placche che si sbriciolano solo a guardarle. Non banali a mio avviso da percorrere in discesa per andare a prendere la cresta. Per il resto si tratta solo di fare un po' di attenzione a dove si mettono mani e piedi in quanto si tratta di difficoltà brevi, modeste e il più delle volte (volendo) aggirabili lato VdA. Magnifico il panorama su tutto il percorso. Oggi, un venticello "gelido" proveniente dalla Val di Rhemes ha reso il pendio nevoso che collega la Bousson alla Galisia un po' duretto. Io non ho avvertito il bisogno di avere un paio di ramponcini ma se dovessero abbassarsi le temperature, tenetene conto.

Anche oggi ho constatato con desolazione il progressivo ritiro dei ghiacciai e il veloce deterioramento delle condizioni dei vari pendii innevati a causa di questo maledetto caldo anomalo

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L’intera cresta presenta solo tenui tracce di passaggi precedenti e nulla piu’, la definirei PD+ se asciutta, innevata o piu’ le difficolta’ aumentano notevolmente, e’ molto esposta, sempre lato Val Orco spesso anche contemporaneamente al lato VDA.
il tratto piu’ impegnativo e’ quello centrale in cui si incontrano alcuni passaggi di arrampicata tra il 2° e il 3°(l’ultimo in particolare e’ il piu’ ostico),ma essendo espostissimi, sporchi di detriti su roccia mobile e precaria e’ necessario avere dimestichezza con la corda per assicurarsi, il ritorno specialmente, in loco non sono presenti soste di nessun tipo.
Gita di gran fascino che, con le dovute competenze, merita di essere effettuata,integro con delle foto

ringrazio Stefano Massimo e la Simo...


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Siamo arrivati fino all'ultimo passaggio di arrampicata esposto a due passi dalla Bousson (Fine delle difficoltà), ma ci è sembrato troppo pericoloso da affrontare senza possibilità di farsi sicura adeguatamente... peccato. La cresta presenta altri tre passaggi di difficoltà simile, meno esposti e più proteggibili. In generale non è da sottovalutare a mio avviso, anche per la natura del terreno (Rocce rotte e friabili, placche sporche di detriti). Al ritorno salita la Basei.
Anche se incompleta, è stata una bella gita con Luigi & Simona e Massimo


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ripercorso questa cresta 14 anni dopo averla salita in traversata dal Pian Ballotta al Nivolet. Rispetto al 1999, i ghiacciai di Fond e Lavassey si nono parecchio abbassati e la cresta è diventata tutta rocciosa. Ricordo che il tratto di cresta tra la Galisia e la Bousson era tutta innevata, come qualche tratto tra Bousson e Basey... Oggi giornata spaziale e panorama veramente notevole. Consigliata

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Discesa su ghiacciaio Galisia e rientro per colle Nivoletta.Ghiacciaio in brutte condizioni.
Giornata molto calda.


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Gran bella traversata, una cavalcata per cresta lunga, non difficile, ma con qualche passaggio da fare con attenzione.
Cielo con velature a tratti un po’ spesse che andavano e venivano ma che assolutamente non hanno compromesso la giornata.
Come al solito ambiente e panorama speciale sulla Val di Rheme e sui laghi con lo sfondo del Granpa, il Nivolet non delude, con i suoi dislivelli ridotti ma con ambiente appagante, decisamente un posto particolare e gran belle gite
Con Angelo


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  • 14/08/12 - francoc59
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: PD :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Varie
    quota partenza (m): 2560
    quota vetta (m): 3346
    dislivello complessivo (m): 1100

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