Gran Paradiso Via Normale del Rifugio Vittorio Emanuele II

note su accesso stradale :: nessun problema
Saliti dalla normale, condizioni secche, aggirato per lo più quel che resta della parte bassa del ghiacciaio, messi i ramponi a quota 3700 poco sotto la schiena d'asino. Discesi dal Lavenciau, tanti crepacci da passare ma traccia ottima.
Prima volta sul Granpa, gran gitone condiviso con Mirko e Boba, giornata spaziale, buona la prima.


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la normale classica è sconsigliata per il ghiaccio affiorante, la variante a parte la morena e la pietraia, una volta sul ghiacciaio è ancora in buone condizioni. Bella giornata però fredda con vento impetuoso.
In compagnia di Matteo al suo primo 4000

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La via normale non è percorribile a causa delle cattive condizioni del ghiaccio.
Si percorre la via alternative descritta nell'itinerario che porta al ghiacciaio del Laveciau, per chi volesse rimanere sul costone roccio c'è una semplice ferrata da fare che ti porta più in quota all'attacco del ghiacciaio.
Neve ottima ben solida, grazie anche alle basse temperature dei giorni scorsi. Molti crepacci aperti ma con buoni ponti di neve, anche se non so per quanto. Crepaccio terminale aperto ma ponte di neve solido.
Giornata molto ventosa e fredda.
Classica ressa nelle roccette che portano alla madonnina.
personale del rifugio cordiale, cena buona ma un porzioni poco abbondanti o forse avevo troppa fame io.
Non prende il cell al rifugio.


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La parte più impegnativa della salita è il passaggio tra la seconda morena e lo sperone roccioso che poi porta all'immissione sul ghiacciaio di Laveciau, 10 metri circa di placca che se presa dritto per dritto ha dei passaggi anche di III e se in orario va affrontata alla luce delle frontali. Visto gente legarsi per passarla, cosa che senza protezioni (non ci sono né spit né spuntoni su cui girare la corda) è un bel modo per farsi male in tanti in caso di scivolata di uno solo...ma il mondo è bello perché è avariato. Per il resto, il ghiacciaio del Gran Paradiso non esiste praticamente più sotto la schiena d'asino, la parte bassa è per la maggior parte ghiaccio vivo di uno spessore che pare decisamente esiguo, quindi si passa per ovvie ragioni tutti quanti lato Laveciau. Su quest'ultimo crepacci aperti e visibili, la traccia segue il percorso più logico per passare in sicurezza ma il cedimento dei ponti di neve, soprattutto al ritorno, è un'eventualità non remotissima soprattutto sulla parte dai 3300 ai 3600. Terminale chiusa e passaggio agevolissimo.
Come al solito su questi percorsi ampia scelta di personaggi pericolosi, tipo runners in scarpe da ginnastica e ramponcini, cordate da 2 persone legate fra loro da 3 metri di corda che evidentemente cercano la morte in compagnia casomai succedesse qualcosa, gente che alle 11 saliva ancora sulla morena e varie ed eventuali. Visti gli elementi che quotidianamente si avventurano su questi terreni è un mezzo miracolo che non ci sia un brutto incidente ogni giorno...


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Partiti mezz'ora prima della "massa" dal rifugio per fare sta benedetta foto, abbiamo ravanato un sacco nella pietraia dietro il rifugio per trovare l'itinerario giusto. Eravamo la terza cordata in vetta, quindi niente code. Crepacci ormai belli massicci ma ponti di neve buoni (no so ancora per quanto). Roccette facili e traverso divertente, bastano 3-4 rinvii per proteggersi bene.
Secondo 4000 per me e il socio Chiolenjih, battesimo invece per Ambrogio, a 69 anni imbarcatosi in questa bella avventura. Un saluto a tutte le persone con cui abbiamo scambiato quattro chiacchiere la sera prima al rifugio (italiani, francesi e tedeschi).


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note su accesso stradale :: OK
Quando telefoni ad un amico e lui ti dice che sta salendo al rifugio per fare il Grampa ma è da solo, che fare?
Semplice, ti alzi nel cuore della notte e lo raggiungi al rifugio per la colazione
Partito da Pont alle 4, alle 5,20 al rifugio per fare colazione con Paolo poi si inizia la salita, ad oggi la neve inizia a 2900 m e servono da subito i ramponi, stamattina temperature parecchio basse e ottimo rigelo.
Con l’innevamento ancora presente, si può tranquillamente percorrere il vecchio percorso della normale, è presente un ottima traccia anche se, in alcuni punti, è parecchio ripida però permette di prendere quota velocemente.
Al termine dei ripidi dossi ci leghiamo, perché tenere le corde nello zaino?, e procediamo verso la terminale ancora chiusa, fortunatamente riusciamo ad inserirci davanti alle cordate che ci precedono e che stanno ancora valutando come salire evitando così le attese solite per arrivare alla Madonnina di vetta, sono presenti 3 spit per potersi assicurare nel traverso, noi li abbiamo usati per fare le cose in sicurezza, non è un traverso difficile ma la stanchezza e il vuoto sotto a volte possono giocare un brutto scherzo.
Breve sosta per le foto di rito ed abbiamo liberato l’esigua cima in modo da permettere a chi seguiva di non attendere troppo, scesi velocemente su neve che teneva ottimamente, pausa birraiola al rifugio e giù al park.
Come sempre non si è soli in questa gita senza però la ressa che domani ci sarà sicuramente, molte persone stavano salendo al rifugio, condizioni dell’itinerario eccellenti.

Nonostante avessi scritto che con il Grampa avevo chiuso nel 2012, oggi sono stato ben contento di condividere con Paolo questa salita a cui lui teneva particolarmente.


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note su accesso stradale :: Ok
Salite direttamente da Pont. Notte fresca.La neve inizia a 2900. Ottimo rigelo e ottima traccia fino in vetta.Gente ovunque viste le condizioni. Giornata spettacolare.

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fatta in solitaria,dormito al Vittorio Emanuele(fantastico), quindi slegato, condizioni ottime alla partenza neve perfetta, secondo tentativo dopo quello di due settimane fa in giornata da Pont, arrivato alla madonnina, tuttavia sconsiglio assolutamente se siete soli di fare il traverso, occorrerebbe un cordino fisso fra i due spit.

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note su accesso stradale :: OK
Condizioni perfette, buon rigelo, buchi chiusi, ghiaccio affiorante (pochissimo) facilmente aggirabile,neve portante x salire se partenza ore 4, molte cordate sull'itinerario, affollamento alla madonnina.
Iniziato discesa ore 8 , trovato neve portante fino Qt 3000.
I primi nevai sono immediatamente alle spalle del rifugio, ramponi a qt3300, traccia molto evidente, terminale completamente chiusa.
Sconsigliata con gli sci x neve con molti buchi
Ottimo trattamento al rifugio


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Condizioni ottime, tutta su traccia in neve dura in salita. Partito dal rif. Alle 4.15 in cima alle 8.15. Iniziato la discesa alle 9.00 in alto fino alla congiunzione con il Chabo non ha mollato più in basso mollava gia' ....anche troppo.
Non ho raggiunto la madonnina perché ero in solitaria...Sì fa per dire...Una trentina di persone verso la cima.
Sul tratto esposto prima della cima non c'è più il cordino per assicurarsi.


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Saliti dal rifugio Vittorio Emanuele, stracolmo di gente (quasi tutti stranieri), turni per fare la cena, comunque buona. Colazione classica da rifugio.
Partiti di buon mattino alla 5 iniziavamo a camminare, il chiarore ha reso inutili le frontali. Passati per il vecchio sentiero, si incontra presto la neve, poco dopo essere entrati nella morena, nel primo tratto senza ramponi, calzati poi nel primo tratto ripido dove era presente ghiaccio. Il rigelo discreto, niente crosta portante ma la neve ti teneva su. Nel primo tratto si attraversano tratti di misto, nessuna difficoltà da segnalare.
Al momento nessun crepaccio aperto, qualche accenno qua e la. La terminale è aperta, ma c'è un solido ponte di neve per attraversarla senza problemi.
In vetta folla oceanica, un'ora di coda per raggiungere la madonnina, l'ho scoperto dopo conveniva passare a mezza costa e salire dall'intaglio dietro la madonnina, c'è una corda per facilitare salita e discesa.
Per la discesa ci siamo calati nell'intaglio, c'è una sosta con due maillon, e la corda di cui sopra, calato le compagne con mezzo barcaiolo, io sceso con una doppia di pochi metri.
La neve poi ha iniziato a mollare rendendo il rientro una vera pena.

Splendida giornata con Doriana e Serena, bravissime e tenacissime. Complimenti in particolare a Doriana al suo primo 4.000.


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Il rigelo notturno ha reso le condizioni della neve migliori, mai sfondosa e sempre ben ramponabile. Prima della schiena d'asino sono presenti due lingue di ghiaccio vivo facilmente superabili. La crepaccia terminale è ben chiusa e si supera facilmente.
Prestare molta attenzione sui metri di misto prima della cima a causa del sovraffollamento del percorso. Il passaggio esposto è ben protetto con 3 spit su cui fare sicura.
Bellissima salita in un ambiente fantastico. Partiti alle 4.15 dal rifugio siamo arrivati sulla vetta alle 8.45.


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Anche se fa caldo partendo presto la neve tiene, solo dopo la Moncorvè c'è po' di ghiaccio ma con le temperature attuali non dà problemi, lì fanno effetto i ruscelli che scorrono in superficie, subito dopo la zona ghiacciata fa capolino qualche crepaccio che per ora non crea problemi. Tralascio le scene fantozziane viste per salire alla Madonnina .... in discesa scendendo sulle tracce di salita non si sfonda neve fino a 2900 m.

Grande Il Cocca ormai mountain_man !!!!


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Ghiacciaio magro per la stagione ma condizioni ancora ottime.
Traccia buona. Solo alcuni tratti ghiacciati sopra la Moncorvè.
Canale di accesso ancora ottimamente percorribile.
Comunque gran caldo
Condizioni globali salita al top
Un Granpa bello veloce (fast & light) da Pont in condizioni ottimali per salite del genere.


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completamente senza allenamento, ma nei tempi (2+4 ore). Discesa veloce sui nevai.
con guida Paolo


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Poco da aggiungere al commento tecnico del socio...
Nonostante lo zero termico alle stelle buona progressione sulla traccia presente nel ghiacciaio del Gran Paradiso.
Crepacci e terminale chiusi. Una mezz'ora di coda per raggiungere l' agognata madonnina. L' affollamento, la fretta o la poca dimestichezza di alcune cordate creano parecchia confusione nel tratto chiave. Togliendo in parte pathos all' ascensione, peccato.
Meteo (nonostante il gran caldo) e panorami splendidi però...
Altra soddisfacente salita con Fabio, ormai duo affiatato...

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Sentiero per il Vittorio Emanuele totalmente pulito da neve, se non per un piccolo nevaio (evitabile) pochi metri sotto. Buono come al solito il pernottamento al rifugio, invaso da francesi, molti dei quali accompagnati da guida, qualche inglese e pochi italiani. Partenza l'indomani alle 4 nella speranza di trovare un minimo di rigelo, ma viste le temperature di questi giorni è stato pressoché impossibile! Dietro il rifugio il manto nevoso è discontinuo, inizia ad essere omogeneo dai 2800-2900. Noi abbiamo percorso la morena di sinistra dove la traccia si perdeva facilmente, ma la direzione verso l'attacco del ghiacciaio e molto evidente. Qualcuno invece ha preferito immettersi nella conca di destra e a mio parere a fatto la scelta migliore in quanto il salto roccioso è ancora ben coperto e risulta la via più veloce. Legati e ramponati a quota 3200 circa ci siamo diretti verso la vetta senza problemi tra le altre cordate che arrancavano. Ovviamente solito casino per raggiungere la madonnina, dove le solite persone e i soliti "numeri" da circo non sono mancati. Peccato.
Sosta brevissima in vetta e scesi abbastanza velocemente accompagnati da un caldo assurdo su neve ormai marcia. Visti alcuni skialp.
Bella giornata insieme al socio Marco sempre all'altezza delle vie alternative....

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Rifugio chiuso operai al lavoro per finira sistemazione del vecchio rifugio usato come locale invernale.. Ieir sera noi 4 più un altr decina di persone a godersi il tramonto e la cena sul terrazzo con vista ciarforon .. 20cm di fresca dai 2900-3000 in su. Saliti dal percosros classico con traccia nella pietraia fatta nei giorni prima sulla neve che rende il tutto più piacevole e l'ambiente più bello..buchi coperti, terminale salibile facilmemente con 5 metri un po' ripidi su ponte solido.. rocce impestate di neve e cielo che è diventato progressivamente blu.. in cima alle 9.45 con una 20ina di persone lungo il percorso dallo chabod ancora aperto.. Traccia e condizioni da scialpinismo dai 3100 in su..

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Partiti in giornata da Pont.
Passati dal percorso nuovo, come quasi tutti i presenti sul percorso, pochi passati per la ferrata, pochissimi per il percorso vecchio.
Il ghiacciaio di Laveciau è in pessime condizioni, tanti crepacci aperti, si passa su poco rassicuranti ponti di neve, che per adesso sembrano tenere, ma occorre fare molta attenzione. Il rigelo al mattino era buono, al pomeriggio ha mollato un po', ma le condizioni erano comunque buone la neve ha tenuto.
Anche sulla schiena d'asino qualche crepaccio e tratti su ghiaccio.
La terminale poco prima della vetta era aperta e non c'erano ponti di neve per superarla e il fondo era più ghiaccio che neve; noi ci siamo fermati qui, non abbiamo rischiato l'attraversamento, qualcuno è riuscito a passare, ma serviva qualche passo molto ripido su ghiaccio sopra il crepaccio.
Bella gita in compagnia di kima e gaijin, in condizioni più difficili del previsto.
Peccato per la terminale, abbiamo una scusa per tornare il prossimo anno.


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Giunti il giorno precedente al rifugio Vittorio da Noasca per il colle del Gran Paradiso , siamo saliti al Grampa per il secondo percorso fino ai 3300 m poi, anzichè raccordarci subito all'itinerario proveniente dallo Chabod, abbiamo continuato sulla dorsale morenica fino a raggiungere la via ferrata ( quota di partenza 3400 m) ( preferibile in queste condizioni per i numerosi crepacci ed il ghiaccio duro presenti sul percorso classico) tramite la quale siamo arrivati al ghiacciaio di Laveciau poco sotto la schiena d'asino. Ferrata completamente pulita ed in ottime condizioni, qualche punto ghiacciato al mattino. Discesa per lo stesso itinerario di salita.
Con gli amici Luca, Michele e Stefano.


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Saliti da pont in giornata , sempre una bella salita , ghiacciaio con alcuni crepacci aperti ,terminale OK,un paio di passaggi delicati su , ghiaccio duro , molta gente in cima ma siamo comunque riusciti ad arrivare alla madonnina senza problemi. Giornata stupenda ... Con Osvaldo.

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Sesta o settima volta sul GranPa questa volta per accompagnare Luca (13 anni) e Sofia (15 anni, debuttante sui Quattromila) e con Fabio ed Alberto. Notte al Vittorio ( buon trattamento ), salita tutta ok anche se nella parte bassa è ormai tutto ghiaccio. Solite code per il passaggio finale. Consiglierei il passaggio a sx per raggiungere la Madonnina e poi la discesa a dx.
Giornata molto calda, sicuramente + 5-6 gradi in vetta. Bravo Luca e super Sofia!

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Trekking con partenza dal Nivolet con vetta.Condizioni buone.Affiora un po' di ghiaccio alla schiena d'asino e nella rampa finale che porta al traverso prima della vetta.Terminale ancora chiusa.Gran vento fresco dalla Moncorve'.Conviene ormai tenersi sulle bancate a dx del torrente. Terribile l'arrivo oggi al Nivolet. Cannibali ovunque.

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A quanto scritto da R66 aggiungo qualche foto. Condizioni ottime del ghiacciaio. Giornate molto calde: la neve nella parte bassa si scioglie velocemente ed è molle già da metà mattinata. Conviene partire sul presto. Acqua disponibile alla fontana fuori del rifugio.

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Anche il lunedi parecchia gente x la cima..internazionale:italiani,francesi,inglesi,tedeschi spagnoli ecc. Ghiacciaio buono almeno al mattino. Noi siamo saliti presto tra i primi (vetta alle 7:30c) e scesi altrettanto presto: la neve ha tenuto decentemente,ma + tardi polenta sicura. Trovato però vento freddo in alto. Bella montagna da salire ma vetta inadeguata x starci..appena arriva qualcuno sloggiare..io mi sono fermato (essendo in ritardo rispetto ai soci) 5m prima (dalla cengetta esposta) x non trovarmi imbottigliato dalla coda che arrivava alle spalle..e sulle rocce della crestina pare che nessuno guardi in faccia nessuno..basta passare (manco fosse il k2..). Cmq bei posti e panorami sulle grandi vette della VDA. Rifugio bello e vitto decente: ma se stai per andare in paradiso non puoi pretendere che s.pietro ti dia una bistecca al sangue..al posto di uno stinco di santo..

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Siamo passati dalla ferrata che si raggiunge per la morena a sinistra del fiume. Saliti da soli fino alla schiena d asino con a destra il serpente di cordate dal Vittorio e a sinistra quello dallo chabod che si snoda fra i crepi.
Arrivati alla cresta finale siamo passati un po sotto la traccia che passa vicinissima alla cornice (caldo incredibile prima dell alba...) e arrivati alla madonnina siamo scesi sul traccione (ad adesso tranquillisimo) per il Vittorio.

Poche settimane fa si incontrava la neve prima del vittorio ora molto dopo ed è sparita quasi del tutto dalla cima della Tresenta. Sulla nord del Ciarforon sono affiorate gran rocce prima della calotta.

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Partiti direttamente dal parcheggio,un po' per evitare intasamenti in cima,un po' per testare la gamba..caldo gia' sulla mulattiera per il rifugio,la neve si pesta dopo la pietrai/morena sopra il rifugio,traccione autostradale fino in cima,tutto chiuso ma rigelo pressoche' nullo.Fare attenzione una volta giunti in cresta,la traccia passa vicinissima (troppo) alle cornici che con il caldo si stanno aprendo..incontrata una marea di gente che scendeva,ultimo della giornata ad arrivare in cima,preceduto da 3 alpinisti moldavi.
Salita con Ghemon,che purtroppo ha dovuto rinunciare a 3200 causa problemi di stomaco,io piu' per ostinazione che per altro ho proseguito,anche se ero decisamente in giornata no e ho patito l'eterna discesa non poco..


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Rimando per i dettagli tecnici alla relazione come sempre esauriente di Viper. Giornata dal meteo spettacolare, e nonostante le temperature elevate (siamo stati nella zona della cima circa mezz'ora, io avevo una semplice giacca di pile) la neve ha tenuto molto bene. Sconcertante lo spettacolo per il raggiungimento della Madonnina, secondo me a serio rischio di incidenti a causa di sorpassi, incroci di corde etc., credo sia stato piu' saggio, come abbiamo fatto, rinunciare. Lo spettacolo meraviglioso a 360 gradi ripaga abbondantemente della fatica per raggiungere la cima
Bella 2 giorni in gradita compagnia di Luca e Dario, che alla sua prima stagione in alta quota continua ad inanellare cime su cime. Questa volta optiamo per una meta meno da amatori, ma anche una bella e comoda traccia ha un suo fascino


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Salita in ottime condizioni, anche se temo che non dureranno a lungo con il caldo di questi giorni.
Faceva già un caldo bestiale ieri pomeriggio a Pont (22 gradi), quando siamo partiti per raggiungere il rifugio Vittorio Emanuele. Stamane comunque il rigelo era buono: abbiamo potuto calzare i ramponi a 2920 metri (h 5:15), su neve che è stata ben portante sino al ritorno (h 11:10).
Traccia autostradale come da attese: nessun crepaccio sulla via, salita quindi condotta senza pensieri (era un po' quello che volevamo per questo weekend). Rispetto a 8 anni fa, quando salii la prima volta, ho notato più affioramenti rocciosi, alcuni dei quali la traccia attraversa.
Ci siamo fermati immediatamente prima del passaggio attrezzato, visto l'intasamento di cordate e di persone maleducate nonché impedite, che monopolizzano la vetta anziché farsi una foto e scendere. Così dopo una mezz'oretta di attesa l'entusiasmo è andato rapidamente scemando, e di fronte al rischio di volare di sotto per uno spintone e tutto sommato al fatto di essere a 5-6 metri lineari dalla madonnina, abbiamo voltato i tacchi. Inoltre il panorama ci ha pienamente appagato, credo che oggi abbiamo visto tutto quello che si poteva vedere.
Rientro lungo e caldo, non un filo di vento sul ghiacciaio, qualcosa meglio sulla morena, poi forno fino a Pont.
Accoglienza ottima al rifugio Vittorio Emanuele: eravamo schedulati per una notte nel camerone (roba da duri), invece ci hanno assegnato una bella stanzetta. Regalo inaspettato...
Ritorno sul GranPa per me ed Enrico, piacevole per entrambi, e prima volta su questa classicissima per Dario, che finalmente ha potuto emulare le gesta del suocero che vi salì nel 1959 circa!


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Siamo partiti con calma dal piazzale alle h. 6,15 per arrivare in cima senza l'ansia del via-vai per raggiungere la madonnina. Neve dal falsopiano che precede il ghiacciaio. Oggi scarsissimo rigelo. Vicino alla pietraia si sprofondava parecchio e di colpo...far attenzione a non rompersi un ginocchio! Traccia autostradale con solo piccoli buchi poco lontani (a volerli proprio andare a cercare). Tanta gente...
Con Franco e Luciano.


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Bel allenamento in giornata da pont, bufera e freddo fino in vetta! Un sacco di gente come sempre

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Neve dal Vittorio Emanuele, lieve strato di fresca su tutto il percorso e buone condizioni. Visto un piccolo crepaccio sotto la schiena d'asino, lontano dalla via di salita. Terminale intuibile ma chiusa.
Endurance notturna con Jack per la cordata Bergese-Bergese.


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Parcheggiamo alle 5 con l'intenzione di farlo in giornata, saliamo al rifugio (1 ora e venti) con cielo nuvoloso. Arriviamo al ghiacciaio ma la neve è molle e si sfonda fino al ginocchio, torniamo al rifugio e ci riposiamo per il giorno dopo. Partenza dal rifugio alle 4 e mezza con buon rigelo, cielo nuvoloso con gran nebbione in cima cresta rocciosa fatta in conserva corta. Discesa dalla cima veloce per evitare i numerosi gruppi che stavano arrivando, poi giù fino al rifugio raggiunto alle 11. Ghiacciaio in ottime condizioni con crepacci tutti chiusi e il tratto di cresta ancora sporco di neve, peccato per il tempo nuvoloso, con Moli.

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Salita in buone condizioni. Fino al rifugio assenza di neve; dal rifugio in poi neve compatta e portante. Qualche crepaccio nascosto dalla sciena dell'asino fino ai 3900m, fare attenzione. Terminale ok. Con Andrea.

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Salita veloce da Pont, con scarpe da corsa, ramponcini e picca leggera.
Sino al rifugio, discreta corsetta, poi per circa 200 metri di dislivello brutta neve con buchi tra le rocce.
Oltre più si saliva più la neve migliorava, roccette finali praticamente pulite.
Temperature alte per la stagione (temperatura media +3°).
Numerosi camosci in basso.

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Gita bella e non particolarmente impegnativa. Per salire abbiamo percorso la ferrata costruita per evitare il ghiacciaio del Gran Paradiso, in cattive condizioni, che è divertente. Prima della vetta la crestina è bella esposta ed è inevitabile fare un po' di coda. Per la discesa siamo passati dal ghiacciaio di Laveciau.

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Prima volta sul Gran Paradiso ,mio primo Quattromila,meglio tardi che mai. Dormo in auto nel parcheggio di Pont ,parto alle 5.10,caffè al rifugio V.Emanuele alle 6.40,poi percorro l'itinerario nuovo e arrivo in punta verso le 10.15.Gita direi facile,unico passaggio da non sottovalutare è la cengetta precedente la Madonnina ,che in situazioni odierne ,con roccia asciutta ,è piuttosto semplice anche senza legarsi,certo non bisogna sbagliare.Nonostante molta gente sul percorso, l'arrivo alla Madonnina è stato rapido,senza assemblamenti. Non sono sicuramente esperto di ghiacciai ma il percorso nella parte iniziale e intermedia del ghiacciaio è molto insidioso per via di numerosi crepacci e crepaccetti,buchi a fianco del tracciato e un paio di ponticelli di neve piuttosto piccini .Per un solitario come me ,non affatto da sottovalutare.Mi ha stupito il rivolo d'acqua nel pendio sopra il Roch,se continua questo caldo...boh

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Partiti domenica pomeriggio da pont, salita all'Emanuele giusto in tempo per evitare la lavata. Ghiacciaio molto magro e buon rigelo notturno. Le temperature sotto lo zero ci hanno regalato neve dura anche in discesa (strano rispetto alle medie stagionali) Per il superamento del crepaccio finale è stata piazzata una scala. Tanta gente come al solito.

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Saliti al Vittorio Emanuele nel tardo pomeriggio del venerdì sotto un bell'acquazzone (ed un fulmine caduto molto vicino), sabato mattina al risveglio (h 4,30) pioveva. Lentamente ha smesso ed alle 7 si è aperto, per cui siamo saliti, prima sulla morena a sx e poi abbiamo incrociato il sentiero di salita dallo Chabod, molti crepacci aperti ma nessun problema a passare. Caos in cima (h 10,30), con un po' di neve/ghiaccio caduta nella notte, credo che un centinaio di persone tra chi saliva e chi scendeva le abbiamo incrociate. Discesa verso il V. Emanuele su pappetta e rii in piena ;-), ma ancora fattibile, anche se in diversi punti si vedono buchi che lasciano intendere che la neve sia ormai insofferente di questo caldo.
Con Julyan alla prima e Stefano, Antonio e Francesco a farci da guide, a cui vanno i saluti e ringraziamenti.
Fabio

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La salita al Grampa sta diventando più impegnativa.La normale sta diventando una lastra vetrata e poi un torrente.Noi siamo saliti nella notte da Pont in maglietta ,abbiamo seguito le luci che si dirigevano alla parta alta della morena,dove c'è il percorso di fine stagione e la via attrezzata.Al colletto siamo scesi sul ghiacciaio della via che arriva dallo Chabod e di lì in vetta.Desolazione.Torrente nel ghiacciaio,crepacci aperti fino alla parte finale.Terminale con scala.Rocce pulite.Siamo scesi dalla normale ormai alla frutta.Grande scarica di pietre alla base dei nevai....scappati di corsa .....

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Gran Caldo. Neve Granita fino a 3600 dove c'è una parvenza di rigelo.
Ponti della terminale iniziano a cedere, cresta rocciosa pulita e facile.
Crepacci dello Chabod aperti (a detta delle guide).

Se siete due o tre partite presto, non aspettate che i grupponi si affollino sulla cresta facile ma esposta, uno spintone può essere fatale.
Oggi abbiamo toccato al madonnina per il rotto della cuffia, poi è arrivata la massa.
Gita organizzata la sera prima a mezzanotte col mitico Giangi. Fatta in due gg per impegni personali ma preferibile in giornata (e con un paio di assi al posto dello scarponaccio da alpinismo).
Nonostante questo consiglio una visita la rifugio Vittorio Emanuele II, gestori GENTILISSIMI, cibo ottimo, locali ottimi, 30 euro con sconto cai mezza pensione, carpe diem.

Ultima cosa: considerando l'assenza di crepacci nel ghiacciaio verrebbe da non legarsi ma tutti noi lo facciamo seguendo ciò che ci è stato insegnato, ma se poi usiamo i bastoncini e non la picca, a cosa serve?




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Fatta in giornata. Partiti alle 5.00 da Pont. In punta alle 11.00. Condizioni perfette. Neve ottima, abbondante, rigelata, che ha tenuto, tracce perfette fino in punta; arrivati alla schiena d'asino ci aspettava un bel vento freddo che non ha mollato e che ha coperto la zona, pazienza, l'importante è essere arrivati. In discesa con scarsa visibilità siamo scesi verso lo Chabod.... ghiacciaio anche lì ancora bello innevato, ma i crepi hanno delle belle fauci pronte ad aprirsi se iniziasse a scaldare.... traversata al Vittorio Emanuele e discesa a Pont alle 17,30. Bel culo, ma ne è valsa la pena.



Con Renato, sempre all'altezza e sempre in forma. Grande


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Dormito al campeggio Gran Paradiso, a 5 minuti di macchina da Pont. Partito da pont alle 4 e mezza, si inizia a pestare neve a 10 minuti dal Rifugio, stare sulla destra rispetto al sentiero estivo (il rifugio e chiuso! Da quello che ho capito riaprirà Giovedi)! Da qui in su neve continua ben rigelata, non ho dovuto utilizzare i ramponi, solo un paio di ramponcini, anche su in punta! Da circa 3600 neve non ancora trasformata ma ben compatta, a piedi si sfonda un pochino, ma solo dopo che arriva il sole. Crepacci chiusi e la terminale è ok! Sceso alle 9 e mezza circa, la neve non ha mollato permettendomi di scendere volercememte senza mai sprofondare, arrivando al rifugio per le 11. parecchie tracce di ciaspolatori e alpinisti che in alcuni punti rendono più scalinato il percorso. Avessi portato gli sci la discesa sarebbe stata spaziale. La salita un po meno.
Circa una 15 di persone di cui alcuni hanno dormito all'invernale!
Tempo stupendo, temperatura giusta e zero vento!


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Dopo quasi un mese di stop lavorativo, proviamo la gamba al "Granpa".
Partenza poco prima delle 4,00 da Pont, in vetta alle 8,30.
Tutto ok solamente temperature invernali, con un'"arietta" sicuramente gelida.
Solito caotico affollamento per raggiungere la Madonnina di vetta.

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Condizioni ottime su tutto l'itinerario dopo quest'estate strana o semplicemente "vecchia" normalità (?) senza zeri termici a 5.000 m...

Bellissima giornata in compagnia di Veronica.

Ospitalità Rif. Vittorio Emanuele sempre fantastica. Grazie. Chi li critica di montagna ne ha vista poca.

Ema

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Salita in super condizioni. Si attacca il ghiacciaio passando per il canale centrale. Per ora è pieno di neve e non serve passare a sx sulle rocce.
con Paola, Bianca, Irene, Astrid e Riccardo


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Salita diretta da Pont.La notte piena di stelle e arrivate al Vittorio tante lucine.Neve subito sopra la morena.Traccia eccezionale,molta neve.Anche il percorso dallo Chabod è in perfette condizioni.Tanti stranieri in coda alla Madonnina!Oggi panorama immenso.Cordate anche al Ciarforon e alla Tresenta.

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Qualche ora di sonno in tenda nei prati a Pont e alle 3 siamo in marcia. Sul sentiero n°1 abbiamo un incontro notturno con una volpe. Dopo una breve pausa partiamo dal Vittorio alle 4.40. Raggiungiamo sugli sfasciumi decine di lucine aventi tutte la stessa destinazione. Sul ghiacciaio è presente una traccia nettissima che non lascia dubbi sul percorso da tenere, nessun crepaccio evidente in vista e terminale chiusa. Una massa di persone sale verso il Granpa, superiamo le cordate più lente e arriviamo facilmente sotto la madonnina. Non raggiungiamo la statua perché dopo mezz'ora di attesa eravamo ancora ben lungi dal potervi accedere. Molti salivano slegati, anche tardi. Discesa facile facile. Il fascino di un ambiente strepitoso è limitato dall'affollamento improponibile. Con Davide, per una gita ed una giornata comunque indimenticabile.

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Partiti da Pont alle 01.00 abbiamo raggiunto gli altri al secondo turno di colazione al Vittorio Emanuele. Traccia che sembra una trincea, neve che ha tenuto sino alle 12.00 .Incredibile affollamento per arrivare alla madonnina, dove non mancano mai i furbi e i maleducati.
con decadenzo,Simonetta,Giuliana,Giovanni,otto e il Presidente


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Partiti il sabato sera da Pont, abbiamo poi deciso di fermarci al Rif. Vittorio Emanuele a causa dell'incredibile nevicata notturna. Comunque bella gita con il solito pazzesco panorama.

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Gita sociale col cai di Viù. Ottima la gestione del rifugio.
Madonnina non raggiunta per solito affollamento in vetta. In cordata con Milena, Cinzia e Rosella.

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Finalmente l'ascesa sull'unico quattromila tutto italiano!
Primo giorno di tutto riposo con la salita al rifugio Vittorio Emanuele. Abbiamo avuto l'opportunità di dormire nelle camerate da 9 letti nel prefabbricato di fianco alla struttura principale; molto belle, pulite e funzionali.
Anche la cena ha soddisfatto tutto il gruppo (un 5stelle al rifugio).
Visto calare il sole e ahimé la temperatura.
Il secondo giorno, partiti per la vetta prima delle 4,30 e messi i piedi sul ghiacciao alle 6.
Nulla di particolare da segnalare tranne il fatto di non avere mai visto tante persone così dirette verso lo stesso traguardo. Seppure fossi già stata avvertita,sono rimasta sorpresa nel vedere un tale affollamento su una montagna. Italiani, francesi, tedeschi, spagnoli...
Per questo purtroppo avremmo dovuto magari attendere anche un'ora per raggiungere la Madonna. Ci siamo fermati poco prima e l'abbiamo salutata agitando una mano.
Anche il ritorno s'è concluso senza intoppi.
Un grazie agli amici sempre molto tenaci.

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Il ghiacciaio in ottime condizioni permette la salita in tutta sicurezza, naturalmente sempre fino alla cresta dove come di consueto le centinaia di alpinisti che tentano di raggiungere la meta si accalcano pericolosamente.
Anche questa volta è stato più prudente fermarsi qualche metro prima della statua della Madonna per non rischiare di essere scaraventati giù da maldestri quanto ineducati frequentatori della montagna.
In 20 amici più che affiatati dopo il pernotto al rifugio.
Molto disponibili i gestori, ottima la cena e di grande soddisfazione l'alloggiamento nei nuovi cameroni dislocati presso il rifugio.


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Al di là delle difficoltà una salita sul grampa è sempre una bella emozione, con anto in 5 ore da Pont. Condizioni buone su un bel traccione

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La crepaccia terminale è aperta per 15 cm e non desta alcun problema per il passaggio. 2 o 3 crepi si stanno aprendo (Una decina di cm) nella zona della Schiena d'Asino. Per il resto tutto ben innevato e con traccia molto evidente. Per accedere al ghiacciaio è consigliabile seguire la morena a sinistra.
Saliti con un bel vento fresco, bellissima giornata con mare di nuvole sulla pianura che però non sono arrivate quì fino a sera.
Con MassimoB ed il mitico capocordata RobyX8! (Finalmente in montagna con lui!)


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Ottime condizioni su tutto l'itinerario.
Salito in giornata da Pont Valsavaranche con mia moglie, al suo primo 4000.





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Gran bella salita in condizioni ottimali sul percorso classico. Saliti al rifugio il pomeriggio di ieri sotto temporale in attenuazione. Temperature decisamente basse per la stagione. Zero termico 3100 mt. Ghiacciaio perfetto, crepacci praticamente inesistenti e neve polvere grazie al buon rigelo e alla nevicata del giorno prima. Vento forte dalla 'schiena d'asino' in su. Crepaccia terminale completamente chiusa. Roccette della cima innevate. Molta gente sul percorso.
Due bei giorni di montagna in questa magnifica vallata. Buono il trattamento e il servizio in questo storico rifugio. Salita di soddisfazione con mia moglie (sempre molto in gamba!) al suo quarto 4000.


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Partiti alle 3:10 da pont arrivati in vetta alle 8:30 con una giornata fredda ma bellissima. Tanta gente!!!!!
Con Alle con cui ormai abbiamo preso il ritmo di partire da Genova dopo una bevuta dal Queen e fare la gita in giornata. Un buon allenamento!!!


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prenotare due posti al rifugio vittorio emanuele e' sempre stato un problema quindi abbiamo deciso di partire da pont valsavaranche alla 1 del mattino 2100m di dislivello,4200m in totale.tempo bellissimo crepacci assenti, molta attenzione se si vuole arrivare alla madonnina c'e una cengia attrezzata molto esposta 400m di vuoto sul versante canavesano, panorama mozzafiato.
avevo 20 anni la prima volta che sono salito sul granpa, sono passati 35 anni da allora, adesso con Loris mio figlio anche lui con la stessa passione


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note su accesso stradale :: ok, ampio parcheggio
Salito da solo in giornata, non percorrendo per intero il solito lungo, ed a tratti noioso ghiacciaio, ma salendo la morena di sinistra che poi si aggancia alla via normale, tramite una frastagliata cresta rocciosa, a quota 3600 m. circa. Salita spettacolare e panoramica con vista sulla nord e sui 2 ghiacciai in un colpo solo essendo proprio nel bel mezzo. Scopo della missione era di esplorare tale cresta e percorrere l'aerea ferrata di cui ben pochi hanno sentito parlare e della quale in rete si trova quasi nulla, che relazionerò nell'apposita sezione. Buon rigelo al mattino, terminale ancora completamente chiusa, attenzione ad un buco aperto poco sopra la schiena d'asino. In discesa la parte bassa del ghiacciaio era marmellata visto il gran caldo ed assenza di vento, ma nonostate ciò incrociavo ancora qualcuno che saliva anche sul tardi. Intervenuto un elicottero per soccorrere un alpinista sulla nord, ma pare sia nulla di grave. Affollatissime tutte le vie, la Madonnina (con passaggio chiave agevolato da corda fissa) e perfino il Roc dal quale si sentiva spesso la campanella, solo io sulla ferrata. Fatta in giornata è stata una bella mazzata, si son fatti sentire specialmente gli ultimi 300 metri. Discesa un pochettino eterna, fatto il giro con calma e pause chiacchierecce in 12 ore, dalle 4 alle 16.

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Ritornato al Gran Paradiso dopo 35 anni! A 17 anni la salita era stata Pont-Vetta-Pont 12 ore. Tutta di un fiato partendo dal parcheggio alle 0.30 e tornado per le 12.30. Oggi il tempo � stato doppio ma la soddisfazione uguale! 24 ore trascorse in allegria con un ottimo convivio al Rifugio V. Emauele. Poi un po di fatica per la salita in vetta. Quindi lunga discesa e frugale prenzo al parcheggio di Pont. Le due "bottigle": Barbera 2010 ed il Barolo 2008 rigorosamente Giocomo Conterno hanno suggellato la gita con gli amici: Mauro, Giovanni, Luigi, Davide, Roberto, Ilenia, 'Harne' e mia figlia Marta.
Provvidenziale la salita al GranPa! NULLA SUCCEDE PER CASO . . .

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Partenza ore 4.20 dal Rifugio con i ramponi ai piedi e neve gelata, 0 gradi circa. Praticamente tutto il percorso innevato fin dall'inizio; ci leghiamo a quota 3300 circa anche se le condizioni di innevamento e copertura del ghiacciaio sono invernali. Così fino in vetta. Crepacciata terminale completamente chiusa. Arrivati in vetta alle 8. Appena il tempo di qualche foto poi scendiamo prima che le rocce vengano popolate da innumerevoli formichine legate assieme....modo elegante per dire che c'era il mondo in vetta!!
Discesa senza alcun problema, la neve ha tenuto benissimo. Arrivo alle 11.10 in Rifugio

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Dopo 20 anni ritorno sul mio 1° 4000.
Gita fatta in giornata e partenza da Pont alle 4 circa.
Arrivati al Rifugio si segue il sentiero che si inoltra subito in una pietraia di grossi blocchi rocciosi e si prosegue poi per tracce di sentiero in moderata salita fino ad un vallone di detriti e rocce montonate che può essere risalito per poi accedere direttamente al ghiacciaio (questo è il vecchio percorso della normale), oppure ci si sposta sulla morena a sinistra (questo è il nuovo percorso che va a congiungersi a quello proveniente dallo Chabod). Noi abbiamo seguito il vecchio percorso e dopo aver raggiunto il ghiacciaio abbiamo percorso pendii abbastanza ripidi (30° la prima parte e 35° sul finire) su ghiaccio nero e non. Siamo arrivati quindi alla Schiena d'Asino e qui ci siamo uniti al percorso della "nuova normale" proveniente dal ghiacciaio del Laveciau. La traccia qui è ben segnata e dopo l'attraversamento semplice della terminale si arriva tranquillamente alla cima.
Per il ritorno (visto che tutti andavano di li) abbiamo deciso di passare per il nuovo percorso che ASSOLUTAMENTE SCONSIGLIO.
E' un dedalo di crepacci giganteschi e vertiginosi su ponti pericolosi e come ha detto giustamente Renato sembrava di giocare alla roulette russa. Col senno del poi ritornare sul percorso di salita sarebbe stata la scelta giusta....perlomeno li c'erano solo pericoli soggettivi !!!
Un ringraziamento al mio compagno di gita che, nell'attraversamento del Laveciau, ha saputo applicare la giusta tecnica di assicurazione e mantenere la calma perchè l'adrenalina non prendesse il sopravvento, tali da uscirne così indenni.
Vista la condizione dei ghiacciai degli ultimi 10 giorni con questa credo di aver chiuso la stagione su neve.


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Gita fatta in giornata con partenza da Pont alle 4,dopo la saggia scelta di dormire in auto per sfuggire al caldo torrido di Torino.
Come già fatto notare nelle precedenti relazioni,è stato creato un nuovo itinerario in alternativa alla classica salita,tale itinerario permette di raggiungere il ghiacciaio di Laveciau a quota 3200mt e di ricongiungersi con il vecchio itinerario in corrispondenza della quota 3700mt all'altezza della schiena d'asino.
Noi abbiamo preferito percorrere il vecchio itinerario in salita sulle residue lingue del ghiacciaio,tratti ripidi max 30°,in discesa ci siamo lasciati tentare dal nuovo itinerario sul ghiacciaio di Laveciau.........ATTENZIONE è una trappola,ieri una cordata è finita in uno dei grossi crepacci presenti sull'itinerario ed è morto un componente della stessa,si è continuamente obbligati a fidarsi di ponti da paura su crepacci enormi sperando che tengano, rendendo la discesa poco appagante e sicura,tutto ciò ha richiesto un notevole dispendio di energie mentali costringendoci a tirar fuori tutta la nostra calma per affrontare al meglio la situazione.
Con il senno di poi saremo sicuramente discesi dal vecchio itinerario,magari più monotono ma notevolmente più sicuro,sopratutto con le condizioni attuali del ghiacciaio e delle alte temperature di questi giorni.
Al rientro sulla morena abbiamo visto tutte le cordate visibilmente provate dalla discesa affrontata,la discesa verso lo Chabod è ancora peggio.......
Nonostante la problematica discesa,dopo 4 ore dalla cima eravamo a Pont per la meritata birra.
Per me stop con questa montagna salita tante volte


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Gita fatta in due giorni con Thierry (al suo primo 4mila)felice e molto soddisfatto della gita. Giornata molto bella in alto e con un mare di nuvole in basso
Salita senza difficoltà e con un bel passo.Foto di rito in cima e poi discesa veloce.

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Gita fatta in due giorni pernottando al rifugio Vittorio Emanuele (eccellente ospitalità). Per salire in punta si è seguito l' itinerario consigliato, differente dalla solita normale che hanno già ampiamente descritto i due amici gulliveriani in precedenza. Nessuna particolare difficoltà, soltanto bisogna fare un po' di attenzione a un paio di crepacci sul ghiacciaio.
Dopo un tentativo fallito qualche anno fà causa maltempo sono riuscito a fare il Gran Paradiso, anche grazie all' eccellente organizzazione della gita da parte di Maurizio e in compagnia di Riccardo, Roberto e Fabio. E un altro 4000 ml' ho messo nel curriculum!


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L'accesso al ghiacchiaio dal V.E. avviene dopo avere percorso una lunga morena che porta ad affrontarlo in un punto in cui si è molto vicini alla traccia che proviene dallo Chabod (vedi gita precedente).
Attenzione a due o tre crepaccetti lungo il percorso, sui quali i ponti di neve esistenti stanno per cedere. Tuttavia nn mancano passaggi alternativi
Gita fatta in giornata con Mirko. Partenza da Pont alle 4.00 ed arrivo in vetta alle 10.00...con condizioni meteo stupende.
Sono rimasto stupefatto dal ritiro che ha subito il ghiacciaio negli anni (l'ultima volta che ero stato al GP dal V.Emanuele è stato 16 anni fa).
Grande Mirko che si sta preparando per il Tor des Geants...la gita gli ha fatto sicuramente bene.


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Salita fatta da solo in giornata da Pont con l'intenzione di perdere peso ed abbassare il colesterolo :-)
Partenza da Pont: 07.45
Arrivo al rifugio: 09.10
Arrivo in vetta: 12.30

E' stato aperto un nuovo itinerario di salita in sostituzione delle vecchia normale, visto che il ghiacciaio quasi non esiste più. O almeno a stagione inoltrata.
Anzichè seguire il solito vallone per arrivare all'attacco del ghiacciaio, bisogna seguire un sentiero su una morena alla sinistra del vallone (per chi sale). Alla fine della morena il sentiero sale fino a svalicare sul versante dello Chabod. Salendo poi parallelamente al vallone si incontra la via che proviene dallo Chabod.
Io l'ho scoperto l'esistenza della nuova via durante la discesa, e mi sono fatto la via comune da solo su ghiaccio secco e ripido. Non impossibile ma poco divertente.
Per chi vuole salire nei prossimi giorni si informi dal gestore del Vittorio Emanuele evitando di fare il mio errore.

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Le condizioni della via sono abbastanza buone, il ghiacciaio si attacca più o meno intorno ai 3200m, ma vista la discreta quantità di neve ancora presente e l'abbondante verglas mattutino conviene calzare i ramponi a metà del vallone che porta al ghiacciaio.
Anche se saliti di lunedì, come al solito grande affollamento sulla crestina sommitale, con conseguenti sovrapposizioni di cordate che rendono ancora più pericolose le ultime roccette.
Tutto sommato gita soddisfacente, anche se lunga e faticosa, con panorami mozzafiato, specie in una giornata limpida come questa; unica pecca il vento forte e gelido che ci ha accompagnati dalla schiena d'asino fino in vetta e ritorno!
Con gli amici del CAI di Pino!


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Portato mia figlia e due cuginetti al primo 4000.
Neve da mezz'ora sopra al rifugio (nel piano prima del ghiacciaio). Tutto chiuso, anche la terminale, temperatura alta ma neve buona ancora a mezzogiorno. Sopra la schiena d'asino vento forte che non ci ha invogliato a fermarci in vetta. Unico neo la quantita' (e qualita') di gente il che rende l'ascensione anche una interessante esperienza sociologica...
Un complimento ai gestori del rifugio (e sopratutto a Chomba): malgrado l'affollamento riescono a dare un'ottima ospitalita'.

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Partenza ore 4 dalla tenda nelle vicinanze del rifugio..
Arrivati in cima alle 8.15 con un vento gelido che non ci ha permesso di rimanere in cima per più di alcuni minuti...Tornati velocemente verso il rifugio per paura che la neve si mollasse troppo dove siamo arrivati alle 11 e la neve in effetti teneva ancora nonostante la temperatura fosse già molto alta..
Tantissima gente sul percorso.. per questo non abbiamo raggiunto la Madonna di vetta ma siamo rimasti appena sotto...


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La neve è presente in modo continuo dai 2500 mt. Prima il sentiero è solo a tratti ricoperto da neve senza comunque creare difficoltà neanche al mattino con rigelo.
Abbiamo calzato i ramponi 100 mt. Sotto il rifugio. In salita neve dura grazie a un discreto rigelo notturno. Seguita in salita a grandi linee l’ottima traccia degli ski-alp. Ieri tutto il percorso era presso che una lunga pista da discesa.
Scendendo (ore 13:00) sotto i 3300 mt. La neve era cedevole e dalla morena-pietraia dietro il rifugio molto sfondosa con discesa faticosa, ma tra una scivolata e l’altra siamo giù velocemente.
Nelle condizioni di ieri, giornata spaziale e gran caldo, partendo molto presto, per evitare poi il mollarsi della neve nel pomeriggio, è al momento una salita fattibile quasi in condizioni di inizio estate.
Saliti veloci in assetto skyrunning (scarpette e ramponi) con il piccolo Edoardo che voleva capire a certi ritmi dove arrivava. In 3h:30 min arriviamo da Pont sotto la becca di Moncorvè a 3800 mt quindi nei pressi della schiena d’asino. Qui ci fermiamo; Per lui oggi andava bene così con un D+ di 1850 mt e 23 km di distanza tra a/r. è stato più che soddisfatto.


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partiti dal rifugio alle 5.00. sulla pietraia iniziale ci sono un sacco di ometti che segnano diversi sentieri. il migliore è quello sulla sinistra (ben visibile poi quando si scende) ma al buio noi ne abbiamo preso un altro che guada più volte il fiumiciattolo e a tratti è scivoloso. il ghiacciaio è completamente chiuso, la crepaccia terminale non è che una piccola fessura e la traccia è ben evidente. arrivati in 4 ore e mezzo. tanto affollamento sulle roccette per la madonnina (un'ora di attesa). giornata bellissima anche se un'pò troppo calda, montagna meravigliosa e panorama mozzafiato.
con chiara e mario.


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Saliti in giornata con partenza da Pont alle 3.30. Stellata stupenda e luna che ha illuminato il sentiero fino al rifugio. Si toccano le prime lingue di neve dopo circa 40 minuti dal Vittorio Emanuele. Rigelo notturno ottimo, nessun crepaccio aperto e traccia ottima. Solita folla in vetta.
Anche la via dalla Chabod sembra in buone condizioni.
Con Guido in grande forma


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ghiacciaio in ottime condizioni, crepaccio terminale chiuso
Partiti lunedi matina da Ceresole Reale (Valle Orco) per raggiungere Pont Valsavaranche (Valle d'Aosta). Alle 14:00 circa eravamo al rifugio. Il giorno dopo colazione alle 3,30 e alle 4,15 circa siamo partiti con tempo un pò incerto. Alle 9,30 circa eravamo in vetta e subito dopo il tempo è peggiorato e ha cominciato a nevicare mentre scendevamo. Sono proprio contento perchè abbiamo raggiunto la vetta nonostante il tempo incerto. Mi sarebbe veramente dispiaciuto non arrivare in cima anche perchè facevo da "guida" ad un amico friulano venuto apposta a fare un 4000 deelle nostre montagne. Ringrazio e saluto i compagni di cordata Denis Simonutti (il friulano) e Stefano Bonino.


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note su accesso stradale :: sentiero da rifugio mal segnalato
mancano segnali per sentiero. Ometti ovunque con percorsi errati. Neve dura da 3000 m. tracce del giorno precedente coperte da strato di neve riportata dal vento. Crepaccio visibile parte sotto cima. partenza ore 4 tempo salita 4.30 h e con gente in vetta. Zero termico a 3000m e nevicata al ritorno verso le 12
Fabrizio burzio, Denis (Friuli), Michela, Marco


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Salita eseguita in due giorni pernottando al Vittorio Emanuele. Tempo di salita circa 4 ore.
Di notte, appena dopo la partenza dal rifugio, si prosegue verso il torrente dove sono presenti molti ometti, sia sul lato destro che sinistro e che talvolta possono confondere come successo a noi. Per non sbagliare attraversare il ruscello e salire lasciandoselo sulla sinistra.
Prima della vetta passaggio esposto ma non difficile, facilmente superabile utilizzando 3 rinvii.
Meteo ottimo giornata senza una nuvola.
In vetta abbiamo trovato parecchia gente, soprattutto francesi ed abbiamo dovuto fare la fila per raggiungere la madonnina.

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Giornata tersa e vento teso gelido per tutta la gita. Incontriamo il ghiacciaio da quota 3100. Patito il freddo e rieschiato di cedere a pochi passi dalla vetta. Ci si ferma sotto la madonnina stremati. Ghiacciaio in perfette condizioni. Terminale chiusa.
Davide R. che arriva in punta in solitaria. Dado che aspetta Silvia e Vale che rischiano di abbandondare l'impresa causa freddo. Centinaia di persone sulla via, qualcuno con scarpe da ginnastica senza ramponi!!


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Salita piu' che classica , messi i ramponi una quarantina di minuti dopo il V. Emanuele , progressione sempre ottima e veloce , neve dura e compatta , traccia ok .
Crepaccia terminale quasi chiusa , nessun altro problema
Giornata favolosa , non una nuvola , zero vento , freddo in quota ma ben tollerabile .
Solita coda per arrivare alla Madonnina ..

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Condizioni perfette! Molta gente in cima, una cinquantina o piú.
Gita nata un pó per caso, in mezzo alla summer school Fatta con il Prof. Piero Lionello, che ringrazio per la compagnia!


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Salita di allenamento in giornata con partenza da Pont alle 2,20 sotto un cielo stellatissimo ed una temperatura più che piacevole alle 4 siamo al rifugio Vittorio Emanuele. Breve colazione e intorno alle 4,20 si riparte. La neve dei giorni scorsi permette di calzare i ramponi appena superata la morena sopra il rifugio e la traccia è più che evidente. Si sale senza storia fino alla schiena d'assino con temperatura mite e neve portante che permette una progressione sicura e senza sprofondamenti anche fuori traccia. Arrivati alla schiena d'asino inizia a tirare vento sempre più fastidioso e gelido fino alla vetta che raggiungiamo alle 8,00. Crepaccia terminale ancora totalmente chiusa. Al rientro ancora neve portante ma il sole ormai alto inizia a scaldare e la rende già umida dalle 9. Gita di allenamento fatta con Francesco che alle 23 parte da Lodi per essere in Vallèe all'una e durante la salita non perde un colpo. Mitico!

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Bellissima gita fatta in giornata con il Gran Paradiso tutto per noi. Partenza alle 5.00 dal parcheggio di Pont. Saliti con calma anche per le condizioni non al top della compagna di gita, poco prima delle 13 eravamo in vetta. Di lì a poco, neve in faccia e cielo coperto!! Foto e giù... I ramponi li abbiamo messi intorno ai 3100, lo stato del ghiacciaio è buono, anche la crepacciata terminale si supera bene con qualche metro fatto in stile cascata di ghiaccio, ma molto easy... Alle 18.00 eravamo alla macchina, stanchi ma soddisfatti!! Forse l'ultima occasione per farla prima dell'invernale visto che dalla webcam si vede tutto bianco, nonnostante le temperature non rigidissime di questi giorni.

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La salita per al normale classica dal Vittorio Emanuele, è sconsigliata visto lo stato del ghiaciaio parte bassa che presenta rampe ripide di ghiaccio molto duro
Si è saliti invece dalla morena laterale, raggiungento il ghiacciaio di laveciau , agganciando la traccia di salita del rif Chabot. Itinerario, molto più bello di quello standar, si passa in mezzo a enormi crepi e tra la nord del granpa e la schiena d' asino,la traccia è ben segnata e i ponti di neve sicuri, è davvero un ambiente di alta montagna. Verso i 3700 ci si è congiunti con la traccia del percorso normale. Siamo stati l' ultima cordata a partire, ma la prima ad arrivare in vetta.Il Passaggio esposto per arrivare alla Madonnina è davvero emozionante, ma ben protetto da 4 spit. Molta gente specie stranieri. Gran bel modo di festeggiare i miei 34 anni, insieme a due grandi soci, Dibi e Marco.
Meteo spettacolare

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Ghiacciaio in buone condizioni, nessun crepaccio aperto. La terminale è ben chiusa dove passa la traccia. Le rocce di vetta sono asciutte e pulite, quindi ben praticabili dopo la spolverata dei giorni scorsi. Qualche tratto di pappa, misto e ghiaccio vivo qua e là nella parte più bassa non creano problemi. Salito da solo in giornata, partenza alle 04:00 dal parcheggio con la frontale, rientrato all'auto alle 18:30. Prima volta per me in questa valle. Molta gente in giro, la maggior parte francesi. Alcuni solitari hanno dormito in auto e sono saliti al mattino. Giornata limpida perfetta, qualche cumulo pomeridiano verso le montagne della Valle Orco e limitrofe, come consuetudine. Spettacolare il colpo d'occhio verso i ghiacciai della Valnontey. Possenti scariche in zona Ciarforon e Monciair.

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Saliti in giornata da Pont, ottime condizioni meteo, buona traccia, assenza di vento, saliti sulla punta vera per troppa gente alla Madonnina, discesa senza problemi.
Salita di allenamento con il socio Suatto in attesa del botto.
Bella gitarella.....


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parecchia neve in zona, ma traccia da Vittorio ok - da Chabod oggi visto nessuno che saliva ma traccia ok - fuori traccia si sprofondava, anche perchè nella notte aveva piovuto - da segnalare che ieri tracciato anche Monciair - penso avanti ieri sui pendii iniziali Monciair si era staccata valanga a pera, con accumulo abbastanza consistente - fare attenzione ai pendii ripidi se scalda - per Ciarforon sembrava vedere traccia fino al colle, poi niente - foto su

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La normale al Granpa è una passeggiata tutta da godere. Basta evitare le giornate gelide, in cui Agosto dimentica di essere un mese estivo, in cui si può trovare del verglas sulle roccette finali prima della Madonnina e del ghiaccio nero sui pendii in discesa. Ecco, appunto, un buon riassunto della nostra esperienza.
Con Fede


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Partenza dal parcheggio di Pont alle prime luci dell’alba insieme a Monica con prima destinazione il rifugio Vittorio Emanuele dove ci aspetta Mathias, al suo ultimo giorno di un trekking organizzato. Breve sosta al rifugio e si parte verso la vetta, risalendo la morena che da accesso al ghiacciaio. Fortunatamente c’è ancora parecchia neve residua che evita in parte i tratti di roccia e sfasciumi del lungo avvicinamento al primo tratto ripido di ghiacciaio. La traccia di salita è ottima con i crepacci ben chiusi e la neve, grazie al buon rigelo notturno, tiene bene nonostante la temperatura piuttosto calda. Salita senza nessun problema e prima delle 11 siamo in vetta a guardare un panorama indescrivibile con una giornata limpida e una visibilità favolosa. Parecchie cordate sul ghiacciaio ma, stranamente, la maggior parte di persone si ferma alla base delle ultime roccette sotto la Madonnina di vetta. Dopo una buona mezz’ora cominciamo la discesa per l’itinerario di salita e, usciti dal ghiacciaio, ci concediamo una lunga e opportuna sosta panino prima di riprendere il sentiero. Passaggio al rifugio per un buon caffè e discesa a Pont a conclusione di un’altra bella giornata di montagna.
Bella salita divisa con Monica e Mathias sempre bravissimi.


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tecnicamente nulla di rilevante.
partendo dal rifugio occorre prestare attenzione agli ometti sulla morena non sempre visibili di notte.
superare il ruscello e risalirlo sulla sx su di una bastionata fino al nevaio superiore.
noi, nel buio abbiam seguito la dx del torrente anchesso con ometti, ma che ti obbliga a passare su neve residua con ruscello sotto e finire a bagno è un attimo. giunti poi al nevaio abbiam visto le frontali di coloro che son saliti dalla bastionata alla sx del ruscello...molto comodo sia in salita che al ritorno.
dal nevaio basso a quello alto non occorre legarsi, è un nevaio residuo senza crepi, poi, dalle roccette da dove si vede la schiena d'asino è oppurtuno legarsi, per la presenza di qualche crepo e soprattutto per il fatto che con il caldo il ghiacciaio sta mollando forte. all'altezza della traccia che arriva dallo chabod, occorre prestare attenzione, sul pianoro ci son parecchi buchetti, per ora con neve ancora abbondante ma molla in discesa.
l'ultima rampa si presenta con una parte iniziale più ripida con ghiaccio per circa 50 metri, cmq si affronta con pochi problemi.si risale il pendio fino alla teminale che è oramai agli sgoccioli (inteso come ponte), è comunque già presente un scala semi coperta per accedere al pezzo finale.rocce sommitali praticamente pulite, nessun problema salire alla madonna, l'unico problema l'affollamento.

in compagnia dell'immancabile momo (senza malu che ha male alle zampe)

[visualizza gita completa con 1 foto]
Dopo 3 anni torno sul Gran Paradiso e questa volta raggiungo anche la Madonnina, alla quale nel 2007 avevo rinunciato a causa del freddo e della scarsa condizione fisica.
Oggi maxi compagnia con: Andrea, Federico, Daniele (grande ritorno!), Giuseppe, Serena ed Enrico (tutti in cima), Gianni e Iris (arrivati a sfiorare i 4.000 mt).
Ottima accoglienza e ottimi prezzi al rifugio Vittorio Emanuele (mezza pensione in container: 30 euro con mastercard, poter scegliere la camera quando arrivi in rifugio: non ha prezzo!).
Ottima la traccia di salita (per ora ancora niente crepacci) e neve dai 2.900 mt (salendo nel canalino a dx del sentiero... che però a giorni non sarà più percorribile).
Molta gente in cima e come non potrebbe essere così in una giornata splendita di sole con ottima neve portante e temperatura da pile (niente giacca neanche alle 4 del mattino!).
A volte una gita (facile) fatta in compagnia di tanti amici ha un sapore più bello di un'avventura vissuta in pochi!


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  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: F+ :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Varie
    quota partenza (m): 1960
    quota vetta (m): 4061
    dislivello complessivo (m): 2101

    Ultime gite di alpinismo

    24/09/18 - Meyna (Sommet de la) da Saint Ours per il Col de Viraysse e il versante Sud - everest
    Bella gita,condizioni ottime ,roccia asciutta.Abbiamo salito la placca stando sulla dx vicino alla fessura,forse un po' piu' dritta ma proteggibile con frend medi in 2 punti in quanto facile ma mo [...]
    23/09/18 - Ovarda (Torre d') Via Normale dall'Alpe d'Ovarda - one_giac
    condizioni perfette, tutto asciutto e pulito, da solo tutto il giorno, non una nuvola, nessuna pietra rotolante, neanche da capre rupestri. in queste condizioni la via è facile, gli ometti si seguono [...]
    23/09/18 - Fer (Cima) Via Gervasutti - maurizio.zenerino
    Sentiero ben tracciato fino all'alpe, poi per pietraia all'attacco, piuttosto evidente. Salita tutta in scarponi, scarpette non necessarie. Attenzione alla discesa, noi abbiamo preso i canali che scen [...]
    23/09/18 - Dente del Gigante Via Normale - umbertobado
    Traccia su ghiacciaio ottima. Alcuni buchi ma ben aggirabili o superabili con passo lungo. Salita alla Gengiva secca. Causa nebbie notturne, la roccia si è presentata leggermente bagnata e scivolos [...]
    23/09/18 - Gran Nomenon da Vieyes per Bivacco Gonthier e la Cresta Nord - gambalesta
    Reperito le chiavi del bivacco ad Aymaville dopo accordi telefonici .Locale in ordine e dotato di una utile stufa a legna per stemperare .e utilizzabile anche per cucinare. (no gas). Molto faticoso [...]
    23/09/18 - Argentera (Cima Sud) Cresta Sigismondi - NicolaMu
    Traversata spettacolare, da non perdere! Si protegge bene con fettucce, friend e nut. Occhio alle pietre che possono scendere sulla normale. Non c'è molto da dire x l'itinerario, basta sempre se [...]
    23/09/18 - Cristalliera (Punta) cresta SSO o delle Scuole - lupo alberto
    Cresta semplice ma di ambiente, le difficoltà, volendo, possono essere in buona parte smussate cercando i passaggi più facili, ovvero cercate, fermo restando che proprio su questi terreni la sicurez [...]