Meano (Rocce) Cresta NE

non aggiungo niente al commento di Davide come sempre molto completo
bella gita in ambiente selvaggio , unica pecca bisogna fare attenzione alla roccia che a tratti è veramente insidiosa . grazie come sempre a Davide per la compagnia ottima .

il canale con le corde danneggiate
la cresta e Davide impegnato nel passaggio più divertente
ultimo passaggio prima della vetta
la vetta e la cresta sullo sfondo

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Intorno alle 6 stamattina non una nuvola a Castello, partiamo in compagnia di altre persone dirette ad altre mete, noi facciamo una deviazione verso il biv.Berardo prima di tornare verso le Forciolline e già le prime nubi cominciano a farsi vedere. Salita al colle Meano, passaggio attrezzato con catene ormai consunte (l'ultima, quella del traverso è tranciata a metà) e arrivo al colle nelle nebbie......pausa di riflessione poi una schiarita ci convince a partire: bella nel complesso la cresta, tenendo sempre presente la non sempre eccelsa qualità della roccia, si trovano anche dei bei passaggi fino all'ampia vetta con piccola croce e libro di vetta molto poco usato. 15 minuti di sosta e discesa dalla normale delle Giargiatte sotto una leggera pioggerellina ghiacciata, che ha reso delicata la prima parte.
Anche oggi abbiamo messo alla prova l'infinita pazienza di Teo, grazie di tutto.


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Salito al Colle Meano dal Vallone Forciolline, il bivio è segnalato in prossimità del bivacco omonimo. Dal colle seguito la cresta dopo un primo aggiramento a sx evidente. Se non si sta sul filo, terreno pericoloso con blocchi in bilico su pendenze forti. Tornato poi al colle Meano sono sceso al biv. Bertoglio su traccia gialla. Da quì bel sentiero per chiudere anello. In solitaria fino al Bertoglio poi tanti runners per gara in salita mentre scendevo il vallone Giargiatte.

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Come al solito io ed Enzo non ci troviamo mai d'accordo sul giudizio globale delle gite. E' chiaro che i parametri di entrambi tengono conto di fattori di diversa natura. Pazienza....evidentemente fare tanta, tanta montagna rende le persone esigentissime! Aggiungo qualche foto e naturalmente i ringraziamenti ad Enzo. In cima abbiamo ricordato l'amico Paolo, sempre nel cuore!

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Tragitto per intero su terreno asciutto. Non serve nulla, giusto una coppia di bastoncini e, un buon paio di scarponi. I tratti ghiacciati che spesso si incontrano sono tutti evitabili con un po' di attenzione .Cresta pulita di buona roccia, detritica in piu' punti se ci si tiene sotto cresta lato Giargiatte, dove si trovano i passaggi piu' facili e l'uso delle mani limitatamente alla parte finale, dove la cresta acquista slancio negli ultimi metri prima della vetta. Discesa dal valloncello sud.ovest a riprendere il sentiero dell'andata.
Ultimo giorno utile per gite in quota a piedi, un discreto banco di prova per iniziare l'anno un po' in sordina in attesa che arrivi sta benedetta neve che tutti stiamo aspettando.
Con Rodolfo


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Altra stupenda cima che ancora mancava e oggi con Gian l'abbiamo raggiunta salendola con una magnifica giornata, allungando leggermente il percorso andando a passare dal Bivacco Berardo e poi tra parecchio vento fresco a raffiche, al Bivacco Boarelli dove c'erano tre Liguri che andavano al Viso che saluto. Da qui seguendo i segni gialli, abbiamo risalito il pietroso vallone attraversando alcune placche dove occorre attenzione e a non usare i pericolosi cavi , quindi al Colle e da li per la cresta che subito si contorna a sx su pessima roccia e poi a seguire la lunga cresta tra brevi torrioni rocciosi e detritici fino al tratto finale che si contorna a sx su pietrame instabile e poi per cengia verso dx (pietrame mobile) alla Croce di vetta. Da qui oggi era veramente strepitoso con Monviso da primis e nonostante il vento fresco un puro godimento, quindi dopo il pranzo di vetta, discesa per il lungo canalone SO senza ometti subito e poi qua e la spuntavano (aggiunti) seguendo tra molto pietrame la traccia fino al Vallone Giargiatte a monte del masso con le paline e da li comodamente fino all'auto terminando la fantastica gita, ma prestando molta attenzione sulla cresta NE per la brutta roccia sui salti. Buona Montagna a tutti!

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note su accesso stradale :: Ampio parcheggio all'imbocco del Vallone di Vallanta
Il mio primo Tremila in notturna! Giornata davvero strana.. mille imprevisti, ce ne sono successe di tutti i colori.. e pensare che si doveva andare al Viso! La partenza tarda dal parcheggio (17.15) e il fatto che ignorassimo la presenza di una deviazione al colle Meano una volta sbucati fuori dal canalone delle Forciolline ci ha fatto perdere la traccia giusta per il bivacco Boarelli (un ringraziamento ai "simpatici" quattro che hanno preso la fuga e non hanno nemmeno lasciato la luce accesa al bivacco in una notte estremamente buia.. l'altruismo è qualità rara anche in montagna, di questi tempi!), complice il fatto d'aver una cartina senza il nuovo sentiero segnato e il fatto di non disporre di un altimetro. Pensavamo così d'essere diretti al bivacco Andreotti, dove eravamo ben contenti di passar la notte, sebbene sia in cattive condizioni, pur di evitare il probabile affollamento del Boarelli. Grazie a quei geniacci che hanno usato delle tacche gialle sia per il sentiero diretto al Boarelli che per la traccia diretta al Meano, e chiamato "Monvisia" (????) il bivacco Boarelli alle Forciolline, giungiamo, con nostra grande sorpresa e dopo aver superato modeste difficoltà, su questa bella vetta di fronte al Re di Pietra, dopo aver constatato di aver calcato il Colle di Meano. Bella soddisfazione aver fatto un simile percorso solo alla luce della frontale (dopo aver perso la traccia per il Boarelli, avevo messo nello zaino la Tikka e sfoderato una fantastica Nao, che illumina a giorno), pensiamo che la cosa giusta da fare sia scendere al non lontano bivacco Bertoglio, dato che l'idea di scendere a notte fonda al Boarelli (sempre che lo trovassimo, date le luci spente al bivacco già alle 8.30 di sera) non era entusiasmante, data la natura infida del percorso di discesa dal colle di Meano.

Per carità, non che la traccia di discesa dal colle al Bertoglio sia molto meglio; ma il mio compagno di salita vi aveva già pernottato durante un giro di Viso in passato, perciò eravamo fiduciosi.
Arriviamo al bivacco Bertoglio senza problemi alle 10.20 circa, dopo una discesa a rotta di collo dal Colle Meano.
Giorno dopo scampagnata su creste d'alta quota e discesa a picco sul Bagnour (ottimamente gestito) e ritorno a casa dopo una due giorni stranissima ma ricca di soddisfazioni e panorami da urlo.. e che atmosfere notturne!!! Stellata d'altri tempi. E che emozione calcare certe vette a certi orari!!!

Con Samuele B., bravo a rimanere tranquillo anche quando un "umano" avrebbe potuto scomporsi un attimo..


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Una bella gita in solitaria in ambiente selvaggio
prestare molta attenzione sulla cresta in alcuni punti molto instabile ,se si vuole superare i torrioni più significativi consiglio attrezzature e compagno di gita .discesa su pietraie infinite .assolutamente da non farsi in presenza di nebbie se non si conosce molto bene la zona .....
purtroppo solo


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Caratteristica itinerario

difficoltà: PD- :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 1585
quota vetta (m): 3060
dislivello complessivo (m): 1475

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