Zeda (Monte) da Falmenta, anello creste Nord e Est

note su accesso stradale :: vedi relazione
Considerate le ridotte ore di luce del periodo e la scarsa propensione per le sveglie molto mattiniere, si opta per un giro di dislivello e durata contenuti. Ci si porta con l'auto fino al bivio per l'Alpe Archia (sterrato in condizioni accettabili) e si risale la "normale" dello Zeda fino a Piè di Zeda, dove si prende a dx in discesa il sentiero per il bivacco Fornà (attenzione non c'è il cartello, ma il percorso è evidente e segnalato,, c'è anche qualche catena, inutile in assenza di neve/ghiaccio). Dal Bivacco come da itinerario si raggiunge la cresta dove il forte vento, che già aveva avuto modo di segnalare la sua presenza, ci rende un po' più complicata la progressione, ma dopo meno di 4 ore (pause incluse) siamo in cima. Discesa quasi immediata e lunga sosta ad ammirare il sempre meraviglioso panorama nei pressi del Bivacco Pian Vadà e poi rientro con calma all'auto. Il giro così congegnato può essere percorso agevolmente in 6 h. La cresta nord presenta alcuni tratti attrezzati ( tra cui spicca la famosa scaletta di sassi) e diversi passaggi di I da percorrere in libera, anche in esposizione. In ottima compagnia di Andrea T., Andrea NR, Silvia B., Marco e Nadia; incontrate una dozzina di persone sui sentieri, tra cui un tedesco in cima che ci ha fatto i complimenti per la riuscita dell'ascensione nonostante le forti raffiche di vento (lui aveva rinunciato).

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note su accesso stradale :: Scarse possibilità di parcheggio a Falmenta
Gita piuttosto lunga ed anche noiosa fino all'uscita dal bosco, poco prima dell'Alpe Fornà. Qui è presente un bel bivacco sempre aperto, oggi ci stavano lavorando (sono in corso lavori di ristrutturazione). Da qui si risale verso una dorsale in direzione di un caratteristico masso spaccato, raggiungendo la cresta Nord dello Zeda. La si percorre superando facilmente alcune balze rocciose e una ripida paretina finale con passaggi di max II grado (per chi non si sentisse sicuro ci sono comunque sempre catene nei punti più ostici). Una volta in cima si discende la cresta Est fino alla quota 1829 per poi tornare verso il bivacco e quindi ripercorrere lo stesso sentiero dell' andata, in totale 19 km 1650 mt di dislivello 8 ore.
Purtropoo oggi immersi nella nebbia e quindi niente panorama...

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Salita e discesa per la cresta Est; percorso lungo e interessante, senza le difficoltà tecniche della cresta Nord. Da Falmenta arriviamo in auto al Ponte di Barro e saliamo in direzione dei monti omonimi, da cui sempre su ottimo sentiero transitiamo per i Monti Ortighedo. Dopo un tratto ripido raggiungiamo le pendici del Monte Vadà, passiamo sul versante verbanese e arriviamo al Rifugio del Pian Vadà. Seguiamo il tratto finale della Strada Cadorna (un breve tratto franato è sostituito da sentiero)fino all'attacco della cresta Est che ci porta in cima. Ritorno sullo stesso itinerario. Giornata serena alla mattina presto, poi copertura nuvolosa discontinua ma fortunatamente senza pioggia (abbondante invece nel pomeriggio nelle valli vicine).
Gita del CAI Vigezzo con 6 partecipanti.


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note su accesso stradale :: Ok al passo di Folungo con 4x4, più delicato con utilitaria
Saliti dal passo di Folungo per esplorare le creste Nord e Sud della montagna. Neve abbondante già nella discesa e traverso per raggiungere l'alpe Fornà superiore dove ci sono le due baite bivacco, qui perdiamo quasi 200 m. di dislivello ma l'ambiente merita davvero, presenti nuovi tratti attrezzati con catene. Nella prima casetta sono entrati gli animali selvatici ed hanno fatto uno sfacelo, in buone condizioni invece la seconda costruzione a 2 piani. Da qui abbiamo percorso il rimanente tratto di cresta che sale dalla val Cannobina e ci siamo agganciati alla base della cresta Nord dove abbiamo indossato imbrago e quant'altro necessario per una progressione in sicurezza. Poco più avanti troviamo tratti innevati in cui è utile la picozza. Ma il bello viene quando giungiamo in un canale attrezzato completamente rivolto verso nord e troviamo le catene sommerse da neve per alcuni tratti dove bisogna arrampicare sulle poche rocce scoperte (II^) fino a raggiungere tratti di catene più in alto dove si riesce fare sosta e recuperare i 2 soci. In queste condizioni il facile percorso attrezzato diventa a tutti gli effetti una salita alpinistica valutabile almeno PD, utile corda da 30 m. Dopo adeguata pausa in cima, scendiamo per facili nevai e tracce di sentiero lungo la cresta sud fino al colletto della Marona e poi per il lungo traverso un po' sconnesso a chiudere l'anello al termine del traverso sopra il bivacco di Pian Vadà, alla base della cresta est, come da traccia allegata. Bella gita molto remunerativa sia dal punto di vista panoramico che dal punto di vista tecnico in quanto permette di fare un minimo assaggio di misto. Il meteo ha tenuto per l'intera giornata riservandoci qualche goccia d'acqua sul finale. In tal modo abbiamo percorso un breve tratto del famoso sentiero Bove, probabilmente il più alto e panoramico. Con Giuseppe C. ed Andrea M. ben rivisti e stanati dopo un bel po' di tempo.

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Sono salito e sceso dallo Zeda sempre dalla cresta E utilizzando il passaggio scalinato per superare il tratto roccioso al limite dei pascoli dell'Alpe Fornà.
La giornata era al quanto ventosa, comunque con un po' di sofferenza e procedendo per parecchi tratti di cresta a "testa bassa" sono riuscito a sopportare il tutto e raggiungere la cima.
Il traverso dal Bivacco Fornà alla base della scalinata sotto il Pian Vadà richiede in questa stagione molta prudenza vista la possibilità di distacchi (per lo più cornici) dall'alto e la presenza di ghiaccio stratificato sia nei canali che sulle roccette.

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note su accesso stradale :: strada stretta e tortuosa ma ben tenuta fino a Falmenta.
Giornata dal clima estivo; rododendri fioriti a circa 1300m. Foschia nelle valli e sui laghi ma buona visibilità sul Rosa e sulle cime del Vallese e dell’Oberland. Seguiamo interamente l'itinerario indicato con salita per la cresta Nord, impegnativa come descritta nella relazione e discesa per la Est. Decidiamo di scendere tornando verso il bivacco Fornà, con una breve risalita, per poi ritrovarci sul sentiero percorso all’andata, ritenendo questa opzione di discesa più sbrigativa: se il clima è estivo, l’ora del tramonto è pur sempre quella del 2 Ottobre per cui non abbiamo molte ore di luce. L’ombra che nel pomeriggio subentra nel vallone fa condensare la foschia del giorno per cui in discesa, soprattutto dopo l’Alpe Fornà inferiore, facciamo i conti con parecchie pietre umide e scivolose. Tutti i sentieri percorsi oggi sono comunque puliti e ben segnalati mentre qualche cartello indicatore richiederebbe manutenzione, ad esempio quello che segnala il bivio per Fornà scendendo dalla cresta Est. Acqua disponibile presso il bivacco Fornà. Il segnale telefonico è presente in parte del percorso, manca in alcune zone e in altre si riceve il segnale di operatori svizzeri. Controllare prima di effettuare o ricevere chiamate.
Gita in giornata partendo da Milano con Cristina e Laura; sottovalutiamo la lunghezza della strada per Falmenta per cui iniziamo il cammino un po’ più tardi rispetto alle nostre abitudini, motivo della discreta fretta al ritorno. A Falmenta ci aspetta e si unisce al gruppo Giampaolo. Durante la salita incontriamo solo due persone al bivacco Fornà mentre in cima ci attende un nutrito gruppo di amiche e amici di Cristina e Laura, saliti da Folungo, che salutiamo.


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Ci sono anche stati ...

  • 14/06/11 - dani65nord
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: EE/F :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Nord-Est
    quota partenza (m): 675
    quota vetta/quota massima (m): 2156
    dislivello salita totale (m): 1480

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