Monviso Via Normale da Pian del Re

Come seconda gita seria di stagione non mi lamento...in compagnia del grande Beppe saliti in giornata da pian del re senza troppe difficoltà. Temperatura gradevole (a parte in cima) e assenza di ghiaccio sull'itinerario, peccato per la giornata non limpidissima. A parer mio alle sagnette è meglio fare la ferrata, nel tratto finale sopra l'andreotti non ritengo necessaria la corda,i passaggi non sono mai esposti.
Passaggio al quintino...
Fornelli???
Sosta all' Andreotti
In cima
Panorama dalla vetta...

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Gita lunga e stancante. Necessaria preparazione fisica, resistenza (c.a. 10 ore a/r), dimestichezza con la roccia e basi di arrampicata. Partiti alle 4.45 dal rifugio Sella.
Non abbiamo incontrato neve, non necessari i ramponi / picca. Abbiamo portato una corda da 40m per eventuali doppie, ma non ne abbiamo avuto necessità. Alcuni sono saliti con scarpe basse, ma comunque necessaria ottima suola su pietra unta.

Note sul percorso: l'itinerario di salita parte a destra in evidente salita subito dopo il laghetto superato il rifugio Sella. In 30 min si raggiungono le catene della ferrata che in loco ci hanno detto essere state appena riposizionate, mentre il sentiero che prosegue facendo evitare i primi metri di ferrata potrebbe scaricare, quindi meglio la ferrata (in discesa abbiamo fatto il sentiero però). La ferrata (sentiero attrezzato) dura 1 ora abbondante. Raggiunto il passo delle Sagnette, il sentiero scende sulla sinistra (di marcia) a lato della croce con Madonna, si abbassa in ripidi tornanti e piega velocemente a destra. Si prosegue per sfasciumi seguendo ometti e segni gialli verso la grande parete Sud ora davanti agli occhi. Si raggiunge un bivio (traccia nelle due direzioni) che porta alla salita al bivacco Andreotti. A destra molto ripido e franoso; sembra meglio sulla sinistra (di marcia), con traccia più evidente. Da lì... 500 metri interminabili tra roccette e diedri fino alla cima (e poi c'é la discesa!).

Note per il pernottamento: abbiamo dormito in tenda nello spazio antistante il rifugio Sella come indicato dal rifugista. Anche dopo il passo delle Sagnette abbiamo visto numerosi spazi per tenda (da individuare tra gli sfasciumi).
Gran cammellata ... ma grande soddisfazione su una delle vette simbolo delle Alpi! Un forte abbraccio a tutti i compagni di gita che come sempre hanno aggiunto all'avventura un grande divertimento.


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Zero neve
No ramponi
Finalmente il Re!
Sabato mattina siamo partiti alla volta del Monviso per la Normale, con sosta all'Andreotti.
Qui colgo l'occasione per sollevare una grandissima nota di demerito ai "maiali di montagna" che hanno lasciato il bivacco in uno stato PIETOSO, tant'è che abbiamo scattato delle fotografie (in allegato) di modo da rendere nota a tutti la maleducazione di certi personaggi che si aggirano tra le nostre montagne.
A parte questa piccola parentesi polemica, il resto della gita è stato magnifico.
Avvicinamento al bivacco agevole e ben segnalato con tacche e ometti; partenza alle 5:00 dal bivacco per raggiungere la cima all'alba, evitando code ed ingorghi.
Zero neve e no necessario l'utilizzo dei ramponi!
Prima mia volta sul Re...indimenticabile!

Un grazie al mio Bertu (...soprattutto per le la birra che mi ha fatto trovare a sorpresa al bivacco!)...ed un saluto ai simpaticissimi ragazzi di Fossano che hanno animato la nottata in bivacco!!



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Rifatto dopo ben 39 anni ( allora ero salito per la est) mi ero quasi del tutto dimenticato della natura infida e disagevole del terreno.
L'ascensione e soprattutto la discesa, dal punto di vista sia estetico che alpinistico li ho trovati assai poco invitanti . Come se non bastasse, dopo una splendida giornata assolata, alle Sagnette siamo stati investiti da una violentissima grandinata accompagnata da tuoni e saette, che in due minuti ha ricoperto con dieci centimetri di chicchi gelati ogni anfratto obbligandoci a calarci in sicurezza lungo le catene divenute ghiacciate.E sulla est , allo stesso tempo, volteggiava l'elicottero per recuperare quattro francesi.
Il rientro all'auto al primo chiaror di stelle è stata la logica conseguenza di una giornata a dir poco avventurosa, ma veramente speciale, sì, perchè la salita al Re di Pietra è nata dal desidero di mia moglie che ha voluto ritornare ufficialmente in montagna per festeggiare un compleanno " importante", e come accompagnatore ufficiale abbiamo avuto nientepopodimeno che Lucio, nostro figlio patentato INA che si è prestato per una volta a fare la guida e il cognato Omar, anche lui a supporto del buon fine dell'operazione.
Missione compiuta, e famiglia quasi al completo ( mancava Giulia, felicemente spiaggiata in Sardegna)in vetta per un evento che non dimenticheremo.
Per il resto, abbastanza gente in ordine sparso, neve assente, tempo buono fino alle 17, e tanta gioia in vetta da condividere con tutti!
Brava Mariolina, sei tornata con me sui monti che contano dopo tante belle avventure vissute in anni ormai lontane ( il Bianco che hai salito incinta, il Trident de l'Aroletta, il Palù, la Cresta del soldato, il Becco della Tribolazione, la Dumontel all'Orsiera,la nord della Rayette, l'Alphubel, e avanti di questo passo)
Grazie a Lucio, vero bergfuhrer, e a Omar, grande dispensatore di barrette e integratori alimentari


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Primo giorno salita al Sella, secondo giorno partiti alle 5 (sarebbe meglio anche 4.30 ma era previsto nuvoloso con aperture alle 11). Bisogna fare attenzione dopo il rifugio a non seguire il sentiero che va' verso il giro di Viso, ma girare destra per il passo delle Sagnette (poco segnalato, e al buio è difficile notare la svolta). Alle catene conviene assicurarsi nei punti più ripidi, si perviene al colle in un'ora e mezza. Avvicinamento tramite "ometti" al bivacco Andreotti che è stato ristrutturato dall'ultima volta che ho fatto il Monviso (4 anni fa). Salita su via di roccia sempre ben segnalata, evitare di perdere la via per raggirare qualche torrione impegnativo. Il rifugista del sella ha scritto che c'è una freccia con scritto Via delle Lepre che io non ho notato. Evitare di seguirla perchè porterebbe alla cresta Est. Si arriva in cima tutto pulito dalla neve, ad eccezione dei 40 metri super gradinati del Sella appena dopo il bivacco.
In discesa questa volta abbiamo fatto un paio di doppie per non disarrampicare nei tratti più esposti.


Gita immersi nelle nuvole con apertura totale da 3400 sotto di noi! Spettacolo monvisiano
Col Caldo e Cecu


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Gita fatta in due giorni pernottando al Rifugio Sella. Rifugio piuttosto confortevole e trattamento ottimo nonostante fosse abbastanza affollato.
Sabato mattina partenza alle 4,40; stranamente solo una quindicina di persone verso la cima, gli altri evidentemente facevano il giro del Viso. Salita con frontale fino all’inizio delle catene verso le Sagnette (attenzione che non si devono prendere le prime catene che si incontrano, ma qui (fontana di pietra) conviene salire ancora circa 100 metri di dislivello su sentiero e quindi attaccare di lì la ferrata, non difficile ma con parecchi tratti molto esposti.
Dal Passo delle Sagnette si scende di circa 50 metri, poi si inizia a risalire il lungo vallone verso la cima. Nella prima parte non c’è un vero sentiero e si cammina su una scomoda pietraia, ma ci sono ometti ovunque. Una traccia di sentiero si trova all’inizio delle prime rampe ripide. Il ghiacciaio di Sella (o quello che ne rimane) si passa tranquillamente senza ramponi essendo ben scalinato. Da lì in su non si pesta più neve fino in cima.
Salita lunga e da affrontare sempre con attenzione; le difficoltà non sono mai eccessive (max II+) ma alcuni tratti sono esposti e il terreno è molto instabile e franoso. I passaggi più impegnativi sono i Fornelli e alcuni altri torrioncini nella parte alta, intervallati da tratti in cui si cammina quasi senza usare le mani. Attenzione a quota 3.600 m circa a non seguire dei bolli gialli che vanno verso destra e che in realtà sono una via di fuga dalla Cresta Est!!! Arrivati in vetta intorno alle 10…solo noi in cima e panorama spettacolare, probabilmente uno dei più belli e grandiosi delle Alpi!!!
Discesa eterna e molto faticosa…la parte alta è la più impegnativa e si scende molto lentamente; noi abbiamo usato la corda solo ai Formelli sfruttando un anello di calata presente in loco e facendo una veloce doppia (sufficiente una corda da 30 metri). Lunghissimo il tratto fino alle Sagnette, dove nel frattempo abbiamo trovato una fitta nebbia e qualche goccia di pioggia che hanno reso estremamente insidiosa la discesa del tratto attrezzato, con pietre viscide e scivolose. Per sicurezza ci siamo agganciati alla catena nei tratti più impegnativi ed esposti. Mentre arrivavamo al Sella si è scatenata una fortissima grandinata, che ci ha costretti ad una lunga attesa in rifugio prima di poter proseguire la discesa. Arrivati al Pian del Re solo verso le 19, dopo un’altra bella lavata.
Gita molto lunga e faticosa, e da non sottovalutare per le difficoltà alpinistiche, che richiedono passo fermo e buona capacità di valutazione in diversi tratti. In compenso, il panorama dalla vetta è eccezionale, così come la soddisfazione per aver portato a casa questa montagna così prestigiosa…meteo splendido e caldo fino all’ora di pranzo, poi si è alzata la nebbia e dalle 15 sono arrivate come previsto le prime piogge, per fortuna noi eravamo ormai fuori dalle difficoltà. Poca gente, direi al massimo una trentina di persone in totale…anche su questo siamo stati molto fortunati perché così siamo saliti tranquillamente e senza perdere troppo tempo nei vari incroci.


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Salito in giornata per verificare condizioni e fare fiato. Le condizioni sono buone, non servono picca o ramponi al momento (corto tratto molto gradinato su gh. Sella). Meteo buono fino a 200 m sotto la vetta; poi nebbia-nebbia-nebbia. Da sotto Andreotti fino al Pian del Re preso grandinate e pioggia quasi continuamente. Ma domenica davano bello.
Poca gente in giro su Viso e tanta gente sul Giro di Viso.


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Saliti ieri dal Pian del Re,dato che il meteo dava forte vento sul
mattino presto,decidiamo di avviarci dal parcheggio intorno alle 6.
In salita non incontriamo nessuno,tranne qualche escursionista partito dal Quintino Sella per il giro di Viso,invece poco dopo le sagnette tanta gente che scendeva,anche nei pressi dell''Andreotti fino al passaggio dei fornelli, per essere venerdi' abbastanza traffico sulla sud idem sulla est.
Giunti in vetta,solamente 4 persone,dopo 20 min.nessuno,soltanto noi 3 a goderci la vetta,che spettacolo ,meteo splendido, si stava da re.
Purtoppo prima o poi bisogna scendere,che peccato..in ogni caso il Monviso ci ha regalato una giornata senza nuvole e un sole splendente ,che spasso,nemmeno la solita nebbia..
Pernottato per la notte al Quintino Sella,al mattino saliti al Viso Mozzo e poi discesa a Pian del Re,che dire bellissimo!!

Bravi Marcello e Roby,per lui prima salita al Monviso,splendido itinerario come sempre.


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20. gita effettuata in giornata. Partito da Pian del Re con una giornata stupenda, sono ritornato con una giornata stupenda.
le condizioni della salita sono pressochè perfette, un po' di neve al nevaio sella...molto dura al mattino.
se si pensa di scendere presto considerare di portare un paio di ramponi. io sono passato verso le 9 ed era marmo, a mezzogiorno mollava il giusto, salendo i ramponi si possono anche non mettere (traccia scalinata).
il resto del percorso è ok!!

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bella e lunga salita, non servono imbraghi e corda, l'impegno per me è stato la lunghezza, soprattutto al ritorno, con piú allenamento forse si apprezza meglio.... grazie a vale che mi ci ha portato.

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19-via in buone condizioni.
molte persone sulla via e così, inevitabilmente, molte pietre si sono mosse.
noi abbiamo optato per una salita in giornata.


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fino al bivacco Andreotti tutto ok....quest'ultimo è per emergenza, arrivato verso le 20 ho trovato 6 persone che già dalle 14 sostavano...riportate i vostri rifiuti a valle!!!!!
le recenti grandinate in quota e il relativo abbassamento di temperature hanno fatto si che il fondo non sia nelle migliori condizioni.
Meteo in peggioramento dalle 11 in poi con piovaschi e schiarite...al Monviso si sà.

Ringrazio Andrea e Matteo per la bella compagnia


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Avvicinamento veloce al Quintino Sella, raggiunto in 1h45, Passo delle Sagnette attrezzato di catene, necessaria la dovuta attenzione per l'esposizione, consiglio imbrago fettuccia e moschettone. Tutto pieno al rifugio, pertanto abbiamo dormito in tenda, dopo il Passo, al centro della morena in zona "sicura" con due belle piazzole per tenda da 2/3 posti, visibilissime dal colle. Partiti alle 4.40, parecchio traffico, abbiamo portato corda ed imbrago ma non sono necessari per la salita della vetta, prestare attenzione per la discesa che segue l'itinerario di salita, a tratti esposto. Evitate le pietraie laterali alla via, sembrano proseguire su terreno meno esposto ma in realtà sono pericolose per le frequenti scariche, seguendo la roccia più solida non ci sono problemi.

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Salita molto pulita, no ramponi, no picca.Pernottato al bivacco Boarelli al Lago delle Forcioline, coperte ok, cuscini ok, no gas, acqua al lago, luce con pannello solare,10 posti letto, arrivare presto alle 16 era già a tappo. Partiti con le frontali, seguito senza grandi problemi i molti segni gialli ed ometti, attenzione dopo la confluenza con sentiero che proviene dal passo, le indicazioni si perdono, puntare al canalalone più grande e a sx, porta direttamente al bivacco. Salita alla vetta ben segnata e ripulita dagli sfasciumi, ci sono circa 500 mt. di arrampicata mai difficile molto appigliata, a tratti esposta, avevamo corda ed imbraco ma non li abbiamo usati altre cordate si.Discesa infinita,risalita di 100 mt. al passo e discesa con catene,forse per stanchezza, tratto più impegnativo, si ritrova acqua solo a fonte poco prima del rifugio. Consigliata

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Salita in condizioni perfette, picca e ramponi non necessari.
Avevo giurato a me stesso di non tornare piu' su queste pietraie e su questi sfasciumi eterni..eppure tre anni dopo eccomi a salire nuovamente il Monviso, per condividere con una persona speciale le bellezze, la gioia e la soddisfazione che questa vetta regala, ma anche la fatica che pretende in cambio. Con Eli, la mia compagna di cordata, in montagna come nella vita.


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Salita di grande soddisfazione lunga dove non si inventa nulla e mai banale che richiede esperienza concentrazione resistenza..ma in vetta la sensazione è unica. Fatta in 2 giorni con pernottamento al Sella..condizioni ottime e giornata meteo spaziale..indimenticabile..Con Roberto compagno di gioventù ottimo socio.

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saliti ieri al biv delle forciolline dove abbiamo dormito. oggi sono salito in cima mentre il mio socio Victor si è fermato al biv andreotti causa non condizioni ottimali (sarà x la prox); meteo spettacolare a parte un po' di foschia verso la pianura. Non si tocca la neve lungo il tragitto per cui ramponi inutili. Solo un piccolo appunto: non mi sembra eccessivamente corretto il comportamento di qualche persona che utilizza il bivacco come seconda casa soprattutto in periodi di sovraffollamento come questi giorni

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Terza ripetizione di questa via, non riuscendo a trovare compagni per la cresta EST ritorno sul Monviso in giornata da pian del Re e in solitaria. Partenza all'1, notte stupenda, luna e frontale inutile. Pieno di salamandre sul sentiero nei pressi del lago Fiorenza. Ore 2,45 al rif. Q. Sella dove carico acqua e parto. Via in ottime condizioni, bivacchi Boarelli e Andreotti affollati e persone che partono a tutte le ore, dalle 24 alle 6 in maniera casuale. Alba bellissima e arrivo in vetta tra le 7 e le 7,30 con una giornata perfetta. Riparto alle 9, tappa di un'ora al rifugio e rientro a Pian del Re per le 16 circa.
Consiglio vivamente di evitare i weekend di Agosto e inizio Settembre per la salita al Monviso; anche nelle giornate infrasettimanali molto affollamento e bivacchi intasati. Ramponi, piccozza ed attrezzatura inutili, servono soltanto il casco e calzature ed abbigliamento adeguati alla quota.
Giornata ed esperienza stupenda sul re di pietra, la mia montagna preferita e quella da dove per me tutto cominciò. Panorama dalla vetta abbastanza limpido, si scorgevano bene le alpi Apuane, oltre all'arco Appenninico ed alpino fino al Trentino. Facilamente individuabili anche Torino (collina) e molti paesi della pianura. D'altra parte è il monte Visibile.


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Saliti in giornata da Pian del Re, partiti con la macchina all'1.30 e cominciato a camminare alle 3.30 tra nuvole basse con le frontali.
Alle 5.20 eravamo al rifugio Sella preceduti da numerose persone che purtroppo si sono poi rivelate più lente di noi nel salire i tratti dopo l'Andreotti creando così intasamento (tra l'altro in molti non hanno nemmeno avuto l'idea di lasciarci passare per evitare code). Arrivati quindi alle 9.30 in vetta con già molte persone in cima.
Deluso dalla ressa mi sono spostato sulla seconda cima (punta Nizza) da dove mi sono goduto la vetta ( qui non c'era nessuno stranamente... sarà perchè non c'è la croce, bah..).
Scesi dopo un'ora circa di permanenza in vetta e arrivati al Sella per l'13.30, pasto veloce e rientro per le 16 alla macchina.
Ritornato dopo 10 anni sul Re di Pietra, sono rimasto un po' deluso non tanto per la via ma per le numerose persone presenti che rendono pericoloso il percorso più della roccia.
Con il solito Nic che ha patito un po' la nausea!


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Saliti al quintino sella dove abbiamo pernottato (trattamento e organizzazione super visto l'affollamento) .Il tratto delle sagnette perfettamente attrezzato. Da passo in poi gran sfasciume poi salita facile su roccette. Tutto pulito e asciutto .. in vetta pamorama super e tanta gente. Un po' di coda a scendere ma nulla di esagerato . Ambiente che richede attenzione a non lapidare chi sta sotto quindi seguire fedelmente i segni gialli. Ramponi inutili. Segnalo birra alla spina al rifugio . Con Angela che in ambiente sfasciumoso -lurido si e' destreggiata bene.

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Saliti in giornata dal pian del Re. Bella giornata. Nevaio sopra l'Andreotti aggirabile. Trovata ancora un po' di neve prima dei fornelli, non crea problemi di sale bene senza ramponi.
Grazie a Raffaele per la compagnia. Un saluto a Massimiliano incontrato in discesa


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salito dal bivacco Berardi in 4 ore e 30. Condizioni ottimali. Dopo le forciolline non seguire l'indicazione per il swentiwero delle sagnette ma andare a sinistra in forte salita fino a ricongiungersi con o'altro sentiero appena sotto l'andreotti.
Al bivacco non c'è acqua


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Per la seconda volta in cima, sempre con jack! Fatta in giornata da pian del re è abbastanza impegnativa! Non si tocca neve se non all'inizio del diedro prima dei fornelli! Salire in punta alla montagna del cuore sei anni dopo è sempre una grande emozione!!

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Salita per la normale in compagnia di Giovanni, Mauro, Roberto e Ilenia, Flavio. Bellissima e piacevole ascensione: un giorno di serenita ed appagamento!

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18-salita in giornata.
non sono necessari ramponi e piccozza, tutto super tracciato e senza difficoltà particolari.
giornata splendida

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Via pulita.
Nevaio dell'Andreotti ai minimi termini, mentre in parete si attraversano un paio di chiazze scalinate, per cui i ramponi non sono strettamente necessari.
Giornata spaziale, con vista infinita a 360° dalla VdA al mare.


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Salita invernale veloce da Pian della Regina.
Condizioni praticamente estive, con poca neve e svariate tracce di passaggio.
Utili una picca e un paio di ramponi leggeri.

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Salita fatta in giornata da Pian del Re. Temperatura gia' fresca ma in condizioni asciutte non si trova ghiaccio ne a salire le sagnette ne nella pietraia percorsa sul versante nord per non perdere troppa quota. Dopo il bivacco Adreotti nevaio completamente evitabile, e condizioni asciutte fino alla "sala da pranzo" da dove inizia un po di neve nelle zone in ombra fin sopra i "fornelli", arrivati al traverso sotto il gendarme sono consigliabili i ramponi anche per tutto il canalino che porta sotto la vetta, raggiunta in circa 5 ore.
Gran bella gita alpinistica da effettuare in condizioni meteo buone e che offre un panorama a 360° veramente unico !!
Un particolare saluto ai due "pazzi" francesi che sono partiti dalla vetta con il parapendio dopo aver atteso per svariate ore le condizioni di vento ideali.. parecchia gente in discesa e incontrati anche due ragazzi che salivano con scarpe da trail, a mio parere per nulla adatte nelle condizioni attuali....inotre scariche di pietre nei vari canali continue, quindi casco direi obbligatorio !!!


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segnalo solo che le condizioni rispetto a 15giorni fa sono cambiate, clima autunnale e ramponi e guanti dai 3400mt in su, rifugio ancora aperto fino a fine mese, tanta gente ma gestione accogliente e precisa.

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Fatta in giornata, partendo da Aosta, è una gran sfacchinata. Itinerario in ottime condizioni, completamente pulito(non servono ne ramponi ne picozze). Rientro a pian del re eterno. Giornata spettacolare.

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Unire la salita al Monviso dopo il bivacco preceduto dalla salita alla Punta Sella è stato un buon connubio...Al mattino presto veniamo raggiunti dai nostri amici ed insieme ci avviamo verso la cima ...la montagna è frequentata da persone anche talvolta arroganti (per fortuna se ne incontrano pochi) che si permettono di commentare in modo, "poco piacevole e consono alla situazione" l'aver piazzato una corda fissa sui "fornelli" per agevolare chi scende in questo determinato tratto...in montagna bisognerebbe darsi una mano ed essere più umili verso chi può aver bisogno anche solo di un piccolo aiuto...

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dopo la Manera, ci uniamo al gruppo di Aldo, Valeria Giorgio , Roberta ed amici arrivati dalle forciolline per questa magnifica salita in condizioni eccezionali (ramponi assolutamente superflui)..Alle 8,20 usciamo in cima con meravigliosi scorci panoramici e la grande contentezza di chi era per la prima volta sul Re per tanto sognato..
Peccato, una stella in meno per aver riscontrato in discesa la pochezza di certe persone, ancorpiù grave quando si scopre che queste son professionisti della montagna, dove con grande foga e davanti un nutrito numero di testimoni, il "simpaticissimo" signor S.B. in compagnia di due clienti, si permette di insultare a destra e manca persone che neppure conosce e sicuramente di ben altra levatura sia intellettuale che tecnica.. Questo perché? Per una semplice corda piazzata sui "fornelli" a favorire chi per la prima volta, con fatica ed entusiasmo voleva rendersi più agevole e scorrevole la discesa in questo breve tratto...

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Siamo saliti mercoledi 26 agosto nel tardo pomeriggio. Partenza dal Pian della Regina tra le nuvole basse e arrivo al rifugio dopo 2h 20'. Ottima accoglienza dei gestori ed ottima cena. Partenza alle 5.10 e arrivo in punta dopo 3h30'.
La via ferrata prima del colle delle Sagnette è facilmente percorribile in salita, ma prestare attenzione in discesa quando fisico e mente sono stanchi. Dal colle si perdono alcune decine di metri di dislivello, subito recuperati nella gigantesca pietraia che segue. Si raggiunge velocemente quello che resta del ghiacciaio, ormai soltanto un nevaio, e si inizia la parte tecnicamente più "impegnativa". I segni gialli sono ben visibili, ma a volte biforcano. Il frequente passaggio di migliaia di salitori ha creato tracce alternative che si tengono più ad ovest nel canalone, evitano alcuni salti di roccia ma passano su sfasciumi e terreno friabile...
La est, giovedì 27 agosto, era ancora sporca di neve, mentre la via normale ne era sgombra.
Una bella comitiva in cima ha celebrato la messa. Ritorno sotto il sole fino al colle delle Sagnette, poi nuvole basse appena scesi sul lato della valle Po. Discesa con bassa visibilità fino al rifugio, un saluto ai simpatici gestori e poi l'eterno cammino fino al Pian della Regina con relativa espiazione di (quasi) tutti i peccati.
Un saluto a papà, grande guida ed alpinista, senza il quale questa gita non sarebbe stata possibile.


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Partiti alle 4,30 dal rif. Q. Sella con le stelle cadenti, nessun problema sulla ferrata delle Sagnette, nè sulla pietraia. Neve dura dietro al bivacco Andreotti ma fattibilissimo senza ramponi e senza rischi. Parete in buone condizioni, quasi tutti i passaggi più impegnativi sono evitabili passando sui canali detritici se non si vuole arrampicare. Pochissime persone sulla montagna, cielo sereno ma molta foschia. Salita sempre lunga e faticosa da non sottovalutare in nessun caso. Non è necessaria alcuna attrezzatura, nè la longe per la ferrata, il 90% delle persone la percorre slegata. Al contrario casco raccomandatissimo.
In compagnia di Nataliia, sua prima volta sul re di pietra: bravissima! Per me un piacevole ritorno!


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Trovato la finestra di bel tempo per due giorni, anche se in punta la vista non era bellissima causa la foschia. Per il resto detto tutto dal compagno di gita gigi.

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Saliti al Quintino l 11 con calma. Partenza ore 4.20 dal rifugio. Per il passo dell Sagnette è franato il sentiero, obbligatoria la ferrata, o meno una prima parte si può fare il sentiero ( non prendere l 'attacco segnato della ferrata), ma dopo un pò ci si ritrova automaticamente sulla ferrata. Attenzione specie al mattino non si nota bene l'esposizione, assicurarsi, una caduta non trattenuta sarebbe fatale in molti punti. Dalle sagnette siamo scesi 70-80 metri e abbiamo puntato al grosso ometto sulla destra ( probabiblemente si può riuscire anche a non scendere tagliando subito a destra ma al mattino al buio complicato trovare i passaggi.
Dall'ometto all'andreotti no problem. Parecchia gente salita da Pontechianale. Salita sopra l'Andreotti (no ramponi per l nevaio) senza troppi problemi di pietre stamattina ma con alcuni punti di imbottigliamento. Sopra i 3400-3500 gita resa un piu impegnativa da verglas e neve rimasta dalla nevicata di domenica, si trovano comunque begli appigli ma..non bisogna sbagliare. Freddo in vetta, discesa senza troppi problemi si disarrampica bene anche. Discesa infinita fino a pian del re. Corda salita e scesa nello zaino visto che no nabbiamo neanche fatto conserva.
Con Stefano e Bobo, che dice sempre che andiamo troppo forte...forse non riesce a vedere il suo passo veloce, specie in discesa!!


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Tutto pulito senza neve.
Oggi gran giornata con Teo in versione Skyrace, partiti da Pian del Re e arrivati in punta con un tempo spettacolare, forse fin troppo caldo, e poca gente in giro...strano per essere sul Viso ad Agosto.
Nonostante questo alcuni "televisori" ci hanno sfiorato il testone in discesa... il caschetto e' in assoluto l'unico attrezzo indispensabile per salire.
Sempre lungo, merita il giro solo per fare dall'Andreotti in su.. il resto una eterna costante pietraia.. ma il Viso e' sempre il Viso... per fortuna eravamo in gran forma e l'abbiamo fatto durare decisamente poco ;-)


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Il Re....sogno o son desto? Ma si, proprio lui, che emozione! Montagna straordinaria per tutto cio' che riveste.
Dico subito che le condizioni sono ottime, non servono ne' picca ne' ramponi, si attraversano giusto 40m di quello che ahime' fu il ghiacciaio. La normale del Viso e' una gita stupenda, in ambiente grandioso, molto lunga e mai banale.
Siamo partiti dal rifugio alle 4, e dopo aver fatto la ferrata delle Sagnette (anch'essa non banale e solitamente percorsa al buio) in 1h circa eravamo al colle. Dal colle si scende 50-100m nel fantastico circo sud del Viso, ma qui il sentiero si perde in una pietraia che comunque e' ben stabile. Raggiunto un enorme omettone su una morena, si ritrova il sentiero che sale deciso all'Andreotti (1h). Qui comincia la parte davvero divertente della gita: si attraversano i resti quasi pianeggianti del ghiacciaio che fu, e poi si prende una cengia verso sx che porta ai pianori superiori. Non e' una parete vera e propria, quanto una intricata teoria di cengette orizzontali e crestine che si interlacciano in modo tale che la via ci passi in mezzo. I primi risalti sono facili, dal Duomo di Milano in poi le difficolta' sono piu' continue ma non superano il II+. Noi abbiamo fatto tutta la salita slegati, cosi come i 4 ragazzi che sono saliti con noi, ma quasi tutti gli altri che abbiamo incontrato (una trentina di persone) salivano in cordata. Esistono chiodi solo a meta' dei fornelli e sulla traversata della est, i bolli gialli sono comunque chiari. La traversata della est in queste condizioni e' un semplice sentiero, dopo il quale ancora qualche I/II e si arriva sulla cima. Noi siamo arrivati alle 8, trovando solo una cordata di due francesi.
Il panorama e' talmente vasto che risulta schiacciato, una specie di cartina geografica, tanto il Viso sovrasta tutto il resto. Il Granero, poco sotto, sembra il Musine. Impressionante la vista a picco sul rifugio separato da piu' di un km di vuoto...
Al ritorno ci siamo legati. Ho trovato la discesa ben piu' complicata della salita, occorre disarrampicare in continuo su pendenze a tratti molto sostenute e con pezzi dove e' meglio non scivolare. L' ambiente e' eccellente ma severo.
Tenere in conto anche la risalita alle sagnette, e poi l'eterno ritorno al pian del Re.
Gita veramente meravigliosa che ho potuto fare grazie a Marco che mi ha accompagnato con la sua esperienza e bravura! Giornata blu molto calda anche in quota.

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scrivo solo per chiedere a chi salirá nei prossimi giorni che ho smarrito un iphone 5c bianco... se qualcuno lo trovasse mi contatti! grazie!

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16-giornata eccezionale per andare sul Monviso.
percorso in condizioni ottimali.
le Sagnette sono prive di ghiaccio ed il nevaio sopra l'Andreotti si può aggirare con facilità.
si calpesta neve solo al traverso finale sotto la vetta.
il bivacco Andreotti è nuovamente agibile, grazie a chi ha provveduto.


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Percorso ben segnalato ed abbastanza pulito dalle pietre instabili, se seguito con buon senso.
Un bravo a tutti gli amici del Cai Almese in una giornata indovinata di bel tempo.

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Le condizioni erano uguali a quelle descritte il giorno precedente : rocce asciutte, ghiacciaio di dimensioni minime e con traccia scalinata, però duretto al mattino (Bastoncini o picozza utili); molte persone, quindi l'attenzione per non prender pietre in testa (E non tirarne giù) deve essere tanta. In cima con il mare di nuvole sotto: bellissimo. Come descritto da molti, confermo che la discesa è infinita...
Una gran bella gita sociale del Cai Almese con pernotto al Rif. Sella; grazie a tutti i capigita, accompagnatori, e numerosi compagni di gita.


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Quando le previsioni di bel tempo, con isoterma in rialzo, si avverano ecco che ne esce una signora gita: non una nuvola, niente nebbia, in maglietta in cima (al riparo dell'arietta, quella è bella fresca). In giornata, parto in solitaria con la frontale, ma piano piano si vedono altre lucine (oggi in molti hanno avuto la stessa idea),e così si sale incontrando tanta gente; il piccolo ormai nevaio del Sella è ben tracciato e si sale anche senza ramponi, più su roccia asciutta che permette di salire bene; in vetta oggi un centinaio di persone c'erano tutte. Lunga sosta in cima, poi discesa con i soliti "intasamenti" nei passaggi delicati.

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E' sempre bello salire sul nostro re di pietra e godere di splendidi panorami al sorgere del sole. Salita agevole e senza difficoltà se non la fretta per evitar di prendersi in vetta il temporale al pomeriggio (scampato fino al Rif. Quintino Sella). Unico nevaio rimasto è quello sopra l'andreotti: ancora grande e non aggirabile. Se tracciato si sale anche senza ramponi, ma un po al limite. Ottimamente tracciato tutto il percorso.
Salita con Massimo. Complimenti per la sua prima ascensione. Un saluto a Paolo di Susa e al suo amico e grazie per l' ottima compagnia fatta in questa bella gita


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Vetrato dalle sagnette all Andreotti
Segnalo di aver perso scendendo dalla normale orologio garmin gps!
Grazie a chi lo trova
Paolo 328/6892639


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Il sogno di una vita si è avverato!
Partiti alle 3.15 da Pian del Re, al Quintino Sella ore 5.30, in vetta alle 10.30. Alla macchina alle 17.30.
Presenza di vetrato dal passo delle Sagnette e di qualche traccia di neve dall'Andreotti fino in punta che ha reso complicati alcuni passaggi (soprattutto i Fornelli).
Disarrampicata da non sottovalutare mai, soprattutto in queste condizioni climatiche e per lo sviluppo del percorso (21.6 km per 13-14 h di cammino consecutive). Se non avete mai disarrampicato un PD-, meglio essere accompagnati da esperti e legarsi nei punti più impegnativi, almeno la prima volta... "La montagna è severa", cita una scritta sulla roccia al passo delle Sagnette.


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Diretta da Pian del Re: oggi Viso non banale per presenza di un pò di vetrato (sin dopo le Sagnette) e, in quota, dei residui della nevicata di ieri, che il breve sole del primo mattino è riuscito solo parzialmente ad asciugare.
Molte persone sul percorso, forse speranzose in una giornata un pò più "settembrina", ma con le condizioni odierne la cima è stata senz'altro ancora più meritata.
Con Mario e Marco, che ha festeggiato quassù l'imminente compleanno: auguroni!!!


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Finalmente fatto e in una giornata dalla meteo ottima;saliti al Sella ieri(ottimo trattamento), partiti alle 5 con una dozzina di cordate,alle Sagnette che albeggiava,poi noiosa pietraia sino all'Andreotti(lavori in corso penso per ristrutturazione),poi ramponi per il piccolo ghiacciaio Sella e poi 500 mt. a mio giudizio mai banali per arrivare alla sospirata croce di vetta da cui si gode un grandioso panorama.Discesa da fare con attenzione sino al bivacco poi la risalita alle Sagnette con la nebbia e discesa per la ferrata avvolti dal nulla. Gita che lascia un piacevole ricordo anche a chi come me non ama troppo la roccia.Direi necessari i ramponi(ghiaccio duro al mattino)mentre risulta inutile la piccozza, più che sufficienti i bastoncini.
In compagnia di Manlio che ha coronato il suo sogno e che ringrazio per la preziosa assistenza nei passaggi più delicati.


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Come già detto da altri almeno una volta nella vita bisogna farla! Poi se si ha un culo sfacciato come l ho avuto io nel trovare un meteo a dir poco perfetto, ciao!!!! La parte in roccia più divertente di quello che mi aspettassi. Peccato per la discesa che passa un po' troppo in fretta....

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Questo momento lo aspettavo da tempo...è sempre stato un mio obiettivo...finalmente raggiunto!!!! MONVISO 3841!!! Fatto in GIORNATA da pian del re, gita lunghissima soprattutto per i 500 metri di parete tutt'altro che facili ma quando ho visto quella croce l'emozione è stata tanta e poi la giornata fantastica...complimenti a papà che è stato un vero duro a raggiungere la vetta nonostante non fosse allenato...ringrazio e mi complimento con gli altri due compagni di gita meo e Andrea Fenoglio veramente dei grandi!!!


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Lavori in corso al bivacco Andreotti (ampliamento?).
Poche persone nonostante il tempo da favola, visibilità perfetta su tutto l'arco alpino occidentale e fino al mare.
In vetta con Ivan che, come sempre, si lamenta per tutta la salita e poi arriva in vetta senza problemi.


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Botta di culo epocale ,che ci ha permesso di intraprendere l'ascesa nella giornata più limpida di questa pazza estate.
Partenza alle 5.20 dal Quintino Sella dopo notte insonne con Domenico,Silvia,Elena,Alessandro e Enrico.
Freddo becco e vento forte fin dopo passo delle Segnette.
Messo ramponi per superare nevaio sopra Andreotti.
Ascesa tranquilla su roccia asciutta anche se in alcuni
passaggi sporchi di neve.
In vetta pochi minuti per vento forte e gelido.
Poca gente anche perchè era lunedi.
Ringrazio i compagni per la bella giornata e auguro buone gite a tutti.



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fatto in giornata ed in solitaria da Pian del Re, partenza alle 3 e 15 dalla macchina, in cima alle 9 circa, discesa con tutta calma e varie pause, arrivato alle 14 e 45 alla macchina.Difficoltà sempre contenute, divertente la parte d'arrampicata Non molta gente sulla normale contate una 15ina di persone, diverse cordate anche sulla est.Salito in scarpette da trail, ramponi superflui, picca utile per il nevaio dopo l'Andreotti, duro al mattino presto, più in alto qualche piccola chiazza di neve facilmente evitabile.

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Poca neve sul tracciato, ramponi utili ma non indispensabili.
Giornata limpida, freddo in punta. Molta gente sul percorso.
In giornata da Pian del Re.

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Finalmente sul monviso, l'infinita salita (e discesa) è ripagata dallo stupendo e unico panorama che si vede dalla cima.
il primo nevaio si aggirara comodamente a destra, dopo l'andreotti se si vogliono evitare i ramponi, si riesce ad aggirare la rampa di neve sulla dx per sfasciumi. sulla via però ci sono ancora residui di neve e ghiaccio che potrebbero dare fastidio (noi siamo riusciti a non usare i ramponi).
con francesco e marco

p.s.: non chiedetemi come ma sotto la discesa del grande ometto per il "sentiero" che taglia sulla sinistra (scendendo) per arrivare alle sagnette ho perso uno scarpone che avevo appeso allo zaino marca GARMONT epic taglia 44 rosso nero e grigio con attacco automatico dei ramponi. chi lo trovasse potrebbe gentilmente chiamarmi???? (numero 3331528168) grazie mille!!!

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Il dislivello complessivo,tra i vari munta e cala,si avvicina ai 2600 mt,lo sviluppo e' superiore ai 20 km.Evitabile il primo tratto attrezzato x le Sagnette.Nevaio tracciatissimo dopo l'Andreotti,passaggi di arrampicata semplici e poco scivolosi.In discesa,dopo la pietraia con l'omone gigante,seguire gli ometti che si staccano sulla sinistra,lasciando stare le tacche gialle seguite fino ad ora,altrimenti si finisce alla capanna Monvisa allungando ancora..
Uscita fatta in giornata dal Pian del Re con partenza comoda alle 5,se si esclude l'eternita'della discesa,non ci sono problemi oggettivi se si ha un minimo di dimestichezza con la roccia.Panorama impagabile dalla cima,giornata ottima con assenza di freddo e,quasi sempre,di nuvole.Peccato aver perso piu' di 1 ora in discesa dalle Sagnette per cordate Cai in uscita sociale che non ci han fatto passare,GRAZIE!!Con mio zio


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Passaggi di roccia perfettamente puliti. Neve all'Andreotti e in qualche breve tratto più in alto.
Oggi la neve era dura ma scalinata, i ramponi possono tornare utili. La picozza serve soprattutto in discesa.

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Se fosse possibile dare 6 stelle........penso che una giornata migliore non sia auspicabile! Temperatura ideale, assenza di vento, vista sconfinata dalla cima, cosa volere di più?
Partito alle 3,00 da Pian del Re sotto una stellata indimenticabile (ho visto pure qualche stella cadente...), ho raggiunto le Sagnette che iniziava ad albeggiare.
La salita è in condizioni pressoché perfette, con il nevaio sopra l' Andreotti e un paio di altri nevai da percorrere con attenzione perché con queste temperature la neve al mattino presto è molto dura. Utili i ramponi, ma non indispensabili. Io sono salito con le scarpe da corsa.
Anch' io sono dell' idea che la parte più ostica di questa salita sia.....la discesa: spesso bisogna disarrampicare ed è indispensabile stare sempre molto concentrati!
La risalita alle Sagnette è una vera rottura, e la successiva discesa fino al Pian del Re abbastanza lunga!
Secondo me.....da fare almeno una volta nella vita!

Un saluto ai tre simpatici ragazzi di Roccaforte Mondoví (mi pare) con cui ho condiviso la discesa.


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Ramponi e piccozza necessari dal colle delle Sagnette in poi, tenuti fino in vetta, condizioni direi invernali.
La neve era comunque portante e almeno ha coperto le scomode pietraie.

Con Cecco nella sua quarta volta in vetta e la fantastica Puli


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Itinerario in perfette condizioni estive, ben segnalato con tacche gialle. Consigliato.
Bivacco Andreotti inagibile. Il Nevaio Sella si può evitare sulla destra salendo.
Grazie a Piero sempre in forma e a Luca, incontrato salendo al Passo Sagnette!


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Itinerario di grande impegno, forse più fisico che tecnico.
Ferrata delle Sagnette che costituisce una parte non secondaria dell'intero itinerario; al mattino perchè affrontata con le pile frontali ed al ritorno perchè comunque si è oggettivamente affaticati dalla lunga ascensione e dalla discesa: necessaria almeno una longe con cui moschettonarsi alla catena. In effetti il primissimo tratto della ferrata è evitabile seguendo a sinistra la comoda traccia che porta all'attacco vero e proprio.
Nessun problema di neve sul percorso, non occorrono i ramponi (ad oggi la traccia sul Gh. Sella è evidente e percorribile senza ramponi).


Prima volta al Monviso. La normale ci ha impegnati soprattutto fisicamente sia in salita che, direi soprattutto, in discesa in quanto il terreno richiede sempre molta attenzione ed i passaggi estrema concentrazione.
Tempo bello, temperatura ideale vista aperta su tutto l'arco alpino occidentale, mare di nubi sulla pianura. Variegata affluenza da chi praticamente in scarpe da ginnastica a chi come noi con attrezzatura al seguito (ramponi e corda nello zaino, pronti in caso di necessità). Molta esperenzia (la loro) o eccessiva prudenza (la nostra)? Ai posteri l'ardua sentenza.



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Grande cavalcata di fine stagione partiti sempre da genova con rito del ritrovo al queen... Partenza alle 2:00 dal pian del Re arrivati in vetta alle 9:10. Rientro veramente eterno.

Con Alle e Kiwi giornata stupenda che ci ha regalato anche un micro pisolino in vetta prima che arrivasse tutta la gente.


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Bellissima ascensione, i ramponi non servono mentre è consigliabile una corda al seguito soprattutto per alcuni passaggi in discesa. Ascensione assolutamente da non sottovalutare (come sempre comunque).
Un grazie a Franco per la compagnia ed un grazie sentito....alla persona che ha russato dalle 22 alle 4......


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Nonostante il sentiero sia ben segnalato bisogna prestare attenzione e mai sottovalutare i passaggi anche se facili come daltronde su qualsiasi altra montagna la difficoltà maggiore sta nella numerosa affluenza di gente quindi bisogna prestare attenzione a non far rotolare sassi e in discesa far dar precedenza a quelli che salgono.
Partito dal pian del re con meta punta Piemonte ,vista la bellissima giornata e incontrato sul cammino Piero e Filippo alpinisti della val Susa ho ripiegato per il re di pietra anche perchè erano già 15 anni che non ci salivo più.poi più avanti abbiamo anche trovato Daniele di Pinerolo e abbiamo fatto l'ascesa insieme.arrivati in punta alle 12.40 anche se tardi ma la giornata lo permetteva unico vantaggio la maggior parte di quelli che erano in vetta erano già in discesa e quindi su non eravamo ammassati come penso le ore precedenti in quanto tra quelli che salivano e quelli che scendevano saremo stati una cinquantina o più.Saluto i compagni dell'ascesa.Buone gite a tutti.



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Ritrovo con Davide alle 00.30 a casa mia. Alle 3.30 siamo a Pian del Re. Dormiamo un'oretta e alle 4.35 siamo sul sentiero. Perdiamo un paio di volte la retta via per colpa delle distrazioni da chiacchiere. Saliamo in compagnia di Andrea, solitario e ben felice di condividere con noi la gita. Arriviamo al Sella e ci gustiamo una bellissima alba sul lago. Procediamo verso il passo Sagnette, Davide sente la fatica. La parte finale della ferrata è facile ma ultraesposta. Scendiamo sulla morena e poi faticosamente verso l'Andreotti. Poco sopra il nevaio decidiamo di salire nonostante la forma non perfetta di Davide in evidente difficoltà fisica. La giornata è stabile e più che splendida a livello meteorologico, decidiamo di rischiare e tentare la vetta nonostante tutto. Iniziamo i passaggi più difficili e più facilmente di quanto ci aspettassimo possiamo toccare la croce e ammirare lo sconfinato panorama. Abbiamo pugnalato il Re di Pietra! E' un'emozione che ripaga da tutte le fatiche essere in vetta al Monviso. La discesa si rivelerà meno ostica del previsto. Occorre tanta attenzione, vietato distrarsi, visto che si è oggettivamente stanchi. Segnalo che la ferrata delle Sagnette in discesa è davvero hardcore, utilissimo sarebbe avere almeno un kit da ferrata per fare sicura. Purtroppo il mio socio accusa fortemente e siamo al Sella poco prima del tramonto. Come due imbecilli perdiamo il sentiero giusto sbagliando ad un bivio, nonostante una super ravanata ci ritroviamo in discesa verso Pian della Regina! Tra mille invocazioni ai santi scendiamo. Fortunatamente dei gentilissimi ragazzi, dopo averci offerto un genepy ci accompagnano in auto a Pian del Re, sono le 00.50. Grazie ancora del favore! Una lunghissima ed indimenticabile giornata.

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Salire una montagna elegante e bella come il Monviso da questa via è come aggirarlo e pugnalarlo alle spalle...
La via è di poca soddisfazione, poco verticale e per nulla estetica; non è da sottovalutare per via della caduta di massi ma di fatto non presenta difficoltà. I passaggi di roccia sono brevi e mai superiori al II grado e sempre aggirabili per sfasciumi.
Pernottato al Sella, cena ottima ma accoglienza fredda (il guardiano è, diciamolo, un vero rompipalle...). In 3 ore in vetta e in altre 3 di nuovo al rifugio. Da solo.
Con le condizioni attuali ramponi, picozza, cazzi e mazzi sono completamente inutili.

In vetta con un mitico tedesco alla sua 85sima salita, di cui 25 da agosto ad oggi!! (Stefania di Almese, lui non ti ha ancora dimenticata... Dagli un'altra possibilità!).
Contento di essere qui ma bisogna assolutamente tornare per fare una via più appagante!
Un saluto agli amici di Chiomonte incontrati per caso in rifugio!


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note su accesso stradale :: park in settimana a settembre gratuito
Condizioni montagna perfette con solo qualche tratto appena innevato, ma senza disturbo per la progressione.
Clima gradevole e caldo sino a un metro dalla vetta poi vento teso e freddo.
Una quindicina di persone lungo il percorso.

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sempre bello. non mi stancherò mai del monviso.
saliti in giornata dal pian del re. per quanto riguarda le note tecniche è già stato detto tutto.
una giornata di relax e di amicizia: sono indescrivibili le emozioni che questa montagna può trasmettere.
un bravo meritato ad enrico, che si è confrontato per la prima volta con una montagna con la M maiuscola. oggi ha realizzato un sogno e per noi averlo accompagnato in questa avventura è un motivo di orgoglio.

tanti amici sul percorso. un saluto a tutti


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Fatto in giornata in solitaria. Partito alle 7 da Pian del Re, in vetta alle 12.20. Intero percorso pulito, inutili picozze e ramponi, rimane solo un nevaio dopo l'Andreotti che si supera facilmente. In discesa grande ingorgo sulla ferrata che scende dalle Sagnette, per evitarlo mi sono infilato nel canalone sulla destra dove in effetti c'è una traccia di sentiero e della tacche gialle,scivolando su sassi e detriti in 5 min sono arrivato al fondo (percorso sconsigliato in salita).


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note su accesso stradale :: ottima fino al Pian del Re
Gita fantastica dall'inizio alla fine!!!!!

Sentiero bello, catene nuove alle Sagnette e poca neve appena sopra l'Andreotti.
Alcuni tratti un po' sfasciumanti prima e dopo l'Andreotti, passaggi da compiere con attenzione una volta arrivati nella parte alta, ma per nulla impossibili, solo prestare attenzione!
Può essere utile - per evenienze - un imbrago e una corda.

partenza alle 4.20 dalla macchina sotto una delle più belle stellate che io abbia mai visto, salita in agilità ( e nel buio, tra altre luci frontali qui e là) fino al rifugio Sella, poi proceduto con pause intermedie al passo Sagnette (per goderci l'alba) e al BIvacco Andreotti. Raggiungo la cima alle 10 del mattino, trovando su moltissimi altri appassionati che si godevano il cielo azzurro e il panorama mozzafiato!

In Compagnia di Giro, Gabri, Stefano e Enrico, saliamo in parte insieme , in parte proseguo in solitaria, aggregandomi ad altri.

giornata fantastica!!


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tutta la salita e' in perfette condizioni -
il nevaio sopra l'Andreotti non crea problemi - io , come molti, ho lasciato i bastoncini all'inizio del traverso poco sopra.
Nota: quando si sale verso le Sagnette non vale assolutamente la pena fare il primo tratto di ferrata a q. 2700 ca. - e' totalmente inutile e faticoso - meglio seguire il sentiero a sinistra
giro di 2 giorni da solo -
ottima la discesa in compagnia di Tony
Ritorno in vetta dopo 30 anni dalla mia salita del canalone Coolidge


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note su accesso stradale :: Ok pian del re, nei giorni feriali di settembre parcheggio gratis.
Lunga gita effettuata in giornata ed in solitaria. Ho attraversato senza problemi il nevaio sopra il bivacco anche con scarpe basse e senza ramponi. Oggi sono passate sulla cima oltre 50 persone, affollamento nei punti chiave ai fornelli ma possibilità di aggirare con passaggi solo poco più impegnativi. Dal bivacco alla cima impiegato quasi 2 ore, con un minimo di pratica su III/IV^ grado si aggirano agevolmente gli ingorghi presenti in alcuni tratti della via, altrimenti si possono perdere decine di minuti in presenza di comitive numerose. Sconsigliabili invece le scorciatoie su detriti, anche se all'apparenza più invitanti. Ottimo meteo, clima mite, in maniche corte dai tremila in su compresa la sosta in vetta, giornata strepitosa e ben sfruttata in vista del prossimo peggioramento meteo. Saluto e ringrazio i locali coi quali ho condiviso lunghi tratti della gita: Romina, Roberto e Valentino, la loro presenza è stata di conforto in questo ambiente che al primo impatto può apparire un po' severo, in un orario in cui la maggior parte delle persone è già di ritorno, anche se durante la discesa abbiamo incrociato ancora gente che saliva. Finalmente nel sacco anche questa!

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Saliti dal rifugio Sella in una giornata magnifica, condizioni ottime su tutto l'itinerario, picca e ramponi non necessari, parete tutta asciutta. La scalata in queste condizioni è perfetta, invogliati dalla magnifica giornata e dalla roccia piu gripposa abbiamo percorso qualche variante piu atletica per cercare il difficile nel facile. In punta dopo 5h dalla partenza, panorama strepitoso, dal mare al Monte Bianco, impossibile anche solo pensare di contare il numero di montagne che si possono osservare da lassù. Discesa per noi 4.30h fino al Quintino.
Un saluto a Forny e Fabri, compagni di avventure.

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abbiamo trovaro la via pulita dal ghiaccio e quindi in ottime condizioni,fortunati anche per il tempo che ci ha regalato una bella mattinata di sole.prestare sempre attenzione alla discesa.
Loris e Domenico per questa bellissima montagna


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Partiti direttamente dal Pian della Regina alle 4.00, raggiunto il rifugio Quintino sella alle prime luci dell'alba. Da li in vetta accompgniati dalle nuvole che sono salite insieme a noi. Da dopo il bivacco spolverata di neve recente che rendeva il tutto viscido e rallentava l'arrampicata. Discesa infinita sino al piano della Regina.
In compagnia della Fede con il motto in discesa con gli sci e' meglio... Molto meglio...


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Ascensione compiuta insieme a mio padre, partiti da Pian della Regina abbiamo pernotta al rif. Sella. Bella salita con niente di particolare da segnalare a parte la nebbia sull'ultimo tratto della discesa. Interessante la partenza dalla Regina (parcheggio gratis).

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Partito in solitaria dal Pian del Re alle 3.50 prima con la nebbia poi con la luna che illuminava il sentiero. Incontrato un gruppo del CAI di Rovereto - Trento. In cima alle 8.50. Via normale in condizioni estive. Neve dura sul nevaio dopo il biv. Andreotti solo al mattino presto.
saluti all'amico tedesco Ralph alla sua 71esima salita


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Fatta in giornata da pian del re, non servono più i ramponi, la neve si tocca solo dopo l'Andreotti. Oggi cima senza vento meraviglioso!!! :-)

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Salita in condi ottime,ramponi non più indispensabili,il nevaio dopo l'Andreotti si può salire sulla dx salendo,per il resto della via la neve non da più fastidio.
Con Cristina e Francesco.

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Trovata meno neve del previsto, solo nel nevaio sopra l'Andreotti (continua fino all'attacco) e poi in un paio di brevi punti a metà via. Specie al mattino presto i ramponi sono d'obbligo. Per il resto è tutta pulita.
Sedicesima volta in punta, in giornata da Pian del Re

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Saliti sabato al Rif. Sella (ottima accoglienza). Ci spaventiamo un po' nel vedere parecchia gente di rientro dalla normale rientrare al rifugio alle 9 di sera, dopo 15-16 ore di ascensione...
Domenica mattina la giornata è splendida. Partiamo alle 4.35 con le frontali, passiamo velocemente il passo delle Sagnette e mettiamo i ramponi al Bivacco Andreotti. La salita da qui si fa più divertente alternando facili arrampicate su roccia a ripide lingue di neve. Decidiamo di legarci solo in discesa fino al bivacco e rientriamo al rifugio per le 12.45. Abbiamo trovato neve ottima, portante ma senza ghiaccio. Probabilmente verso mezzogiorno comincia a smollare, per cui è meglio trovarsi fuori dai nevai perché la progressione può diventare lunghissima. Nel nostro caso i tempi di salita e di discesa sono stati identici.
Abbiamo visto alcune cordate all'attacco della cresta Est.
Con Corrado in gran forma.


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Siamo partiti da Aosta alle 3.00 del mattino. Alle 5.15 arriviamo al Pian del Re. Ci accoglie un'alba spettacolare ed il lago sotto il rifugio, ancora parzialmente gelato, è stupendo. Per arrivare al passo delle Sagnette, risaliamo il canalone di sfasciumi e, quando riguadagnamo il costone roccioso, troviamo le catene di una ferrata che anni fa non c'era. Il nuovo percorso è alquanto atletico ed esposto ma facilita il passaggio in caso di roccette bagnate. Il tempo si guasta un po' ma arrivano solo le nuvole e l'arietta frizzante. La neve sotto il bivacco è sfondosa. In diversi punti il piede sprofonda ed il rischio di farsi male è reale. Dopo le foto di rito fatte con la croce di vetta, affrontiamo la discesa con i ramponi ai piedi (data la presenza di numerosi tratti innevati). Ahimè, questa è stata la mia prima gita dell'anno senza gli sci e, lungo l'eterno ritorno (11h e mezza da auto a auto), li ho rimpianti!!!! Ho pagato volentieri i 5 euro del parcheggio perchè il Comune ha messo tutti i guardarail lungo la strettissima stradina che sale al Pian del Re (anni fa non c'erano ed il transito era alquanto pericoloso). Un grazie a Giorgio e al figlio Luca per avermi proposto questa gita.

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salito in giornata da Pian del Re. messo i ramponi al passo delle Sagnette e tenuti fino in vetta.
neve dura su tutto il percorso di salita.
iniziato la discesa poco dopo le 10, la neve inizia a mollare un po' con tendenza a creare zoccolo.
dal bivacco Andreotti si possono togliere i ramponi.


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salita solitaria (per modo di dire, vista la frequentazione abbondante) al re di pietra.
salita al rifugio lunedì sera nella luce del tramonto e del crepuscolo in una serata magicamente serena e tersa.
buona accoglienza al sella, sia pure un po' "militaresca".
bella la partenza al buio con le frontali, che si tengono fino al colle delle sagnette lungo la ferrata che nonostante il buio fa intuire l'esposizione notevole. splendida aurora al passo, e pietraia nell'alto vallone delle forcioline percorribile con il consueto fastidio che si prova su tutte le pietraie di questo mondo.
neve evitabile prima e dopo l'andreotti.
da lì in su bella via alpinistica, tutta asciutta, "ben" (cioè "troppo") segnalata con i segni gialli, che in queste condizioni ottimali conduce in cima senza grandi difficoltà per chi ha un po' di esperienza di arrampicata, occorre solo un po' di attenzione a non seguire un segno giallo a destra a 3600 m (la nota via della lepre) e a non smuovere i detriti tra un passaggio roccioso e l'altro. la roccia in sè non è male, è normale che su terrazzi e cenge e zone più appoggiate si accumuli del detrito.
salita in 4 ore, nel finale in compagnia di due simpatici "compatrioti" lombardi.
discesa in poco meno tempo con molta calma, in compagnia degli stessi e fino all'andreotti di un'allegra comitiva della val varaita.
piuttosto impressionante l'esposizione della ferrata delle sagnette in discesa.

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note su accesso stradale :: nessun problema
Itinerario completamente asciutto. Il Re in queste condizioni assomiglia molto alla Luna, o a Marte. Evitabile anche il tratto, quasi sempre innevato, sopra il bivacco d'emergenza. Quindi oggi ramponi non necessari, nemmeno la picca. Il percorso, pur richiedendo sempre la dovuta attenzione e concentrazione, presenta sempre dei bei appigli, gradini, gradoni, cengie e (un cordino) per mani e/o piedi. Buone catene prima del Passo delle Sagnette, che facilitano molto il superamento di passaggi esposti. Il tutto è facilitato da un'ottima segnalazione del percorso con segni gialli: cosa anomala per un percorso alpinistico, dove normalmente l'unico giallo che si vede è quello dei licheni:) Data la quota, la roccia è molto decente, soprattutto più in alto.
Gita di grande respiro e soddisfazione, coronamento di un sogno coltivato da tempo! Uno splendido itinerario che, in queste condizioni, alza il morale anche ai finti alpinisti come me, che non hanno una particolare esperienza di arrampicata, ma solo un po' di fiato! Resta comunque un percorso alpinistico, quindi occhio. Un grande ringraziamento ai validissimi e velocissimi Mario e Sara!! Al Sella accoglienza senza infamia né lode. Letti comodi in stanzoni ampi. Viste 12 salamandre nere (Lanzai) al ritorno (se puo' interessare...).


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Abbiamo preferito pernottare in tenda a valle del passo delle Sagnette, in una splendida piazzola rotonda, a fondo liscio come un biliardo (immensa gratitudine ai costruttori). Partenza con la frontale alle 4.45, attraversiamo la pietraia immersa nel buio e, ancora per poco, nella totale solitudine. Arriviamo all'Andreotti che inizia ad albeggiare, attraversiamo facilmente senza ramponi i resti del sofferente ghiacciaio Sella poi iniziamo la via seguendo le tacche senza problemi fino in vetta.
E' stata faticosa ma divertente, grande l'emozione di essere in vetta insieme.


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note su accesso stradale :: ok
Sospirata da diversi mesi...oggi finalmente:Viso!approfittando di ferragosto e contando di non trovare tanta gente(scelta azzeccata)stamani all'alba delle 5.30 partiamo dal Quintino in direzione colle Segnette,siamo su e spunta anche il sole,ma verso la pianura il mare di nebbie...saliamo veloci,la via e quasi completamente sgombra sia da persone che da residui nevai e senza l'uso di corda in 3.40h siamo in vetta...in basso persiste la nebbia ma da noi panorama a 360 gradi.breve pausa e torniamo sui nostri passi,con cautela raggiungiamo il bivacco e via via il colle,e nuovamente il Quintino,esausti ma felici..x Dario e Paolo era la 1 volta!Salita sempre dura e remunerativa,sarà che dall'ultima volta sono passate anche parecchie primavere!?
1 ringraziamento ai gestori del Quintino sempre disponibili.
ogni volta sempre piu capiente,della serie:i lavori non finiscono mai!!!


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Buone condizioni per salita in tenuta leggera e senza materiale alpinistico. Da castello per il vallone delle forciolline (nessun problema nella gorgia, vista la scarsita' di acqua!)
Perso una ricetrasmittente sul percorso. Dettagli nel forum "oggeti smarriti".

Grazie ai compagni di discesa per compagnia e aiuto!


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In giornata da Pian del Re, gita sempre remunerativa e di grande soddisfazione, mai da sottovalutare per la concentrazione prolungata che richiede.
Con un po’ di attenzione si attraversa il ghiacciaio del Sella anche senza ramponi. Oltre non servono più: pochi residui di neve in alcuni passaggi che non infastidiscono.
Il bivacco Andreotti, pur danneggiato dalla scarica e transennato (dichiarato inagibile), può tuttavia essere usato in caso di emergenza: conserva 4 posti letto utilizzabili e la porta non è lucchettata come era stato diffuso.
La luna ha rischiarato magistralmente il percorso, rendendo le frontali quasi inutili. Giornata tersa con spettacolare visuale aperta a 360° sulla pianura e sulle catene montuose anche distanti.
Con Gé, inesauribile, alla sua prima su Viso!


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Caratteristica itinerario

difficoltà: PD- :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 2020
quota vetta (m): 3841
dislivello complessivo (m): 2200

Ultime gite di alpinismo

22/09/17 - Presolana Centrale e Orientale traversata di Cresta - manty57
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Personalmente l'ho trovata una gita molto lunga ed impegnativa: 2100 metri di dislivello positivo ed uno sviluppo di 20 km tra andata e ritorno ne fanno sicuramente una gitona per i più allenati. Tut [...]
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Pensavo che fosse piu diretta, invece i 13 km lineari a/r piu i quasi 1600m di dislivello ne fanno una gita abbastanza impegnativa fisicamente. Quello che non mi aspettavo e' il lungo tratto in legger [...]
22/09/17 - Gerlach (Punta) dalla Diga di Place Moulin - cibbox
Gita bella per il contesto paesaggistico e divertente sopratutto il tratto finale dove si procede in facile arrampicata per creste e facili canalini sconsiglio di percorrere il tratto in gruppi numero [...]
21/09/17 - Ceresole (Punta di) da Noasca - andreamilano
Scegliamo questa zona delle alpi in quanto all'apparenza la meno colpita dalle recenti precipitazioni. Partiamo così da Noasca per tre giorni con uno zaino modello "calvario" (io + lo zaino 100 kg [...]
21/09/17 - Charnassere Ovest (Cima) e Cima Cossato da Casterino, anello per i Valloni Valmasque e Agnel - monterod
Enzo ha già ampiamente descritto lo svolgersi dell'intera gita. A me non rimane che aggiungere i ringraziamenti, qualche foto e aggiungere che è stato un vero piacere ritrovarlo...era un bel po che [...]
21/09/17 - Lera (Monte) Via Normale da Malciaussia - LuCiastrek
Una spruzzatina di neve fresca presente solo sul versante nord che non crea problemi, nell'anfiteatro sotto la cima, grande pietraia spacca gambe, poi salito prima alla cima centrale, in seguito fatto [...]