Gelas (Cima dei) Cresta NE - Traversata degli Italiani

Partiti da S.Giacomo,abbiamo percorso il bel sentiero fino al bivacco Moncalieri (carino, essenziale e ben tenuto), e successivamente proseguito in direzione sud(verso la Maledia) fino a pervenire alla depressione tra la Cima Borello e la cresta est della Cima Chafrion e di lì proseguito come da relazione.Roccia buona, sopratutto fino al Balcone del Gelas. Bella e panoramica cresta(l'esposizione non manca) che regala stupendi panorami dai 3000 più a sud della zona fino al Monte Rosa.Ghiacciai e nevai molto ridotti.Qualche bollo giallo, scendendo dalla normale italiana, aiuta in mezzo a una moltitudine di tracce.
Molto bello il paesaggio in prossimità del lago bianco del Gelas, grazie anche ai colori autunnali.Percorso un po' spacca gambe dalla cima fino a intercettare il sentiero che sale verso la Pera de Fener .Giornata con meteo spaziale.Incontrate una decina di persone qua e là, tutti francesi.Gita lunga, ma veramente appagante!
Copertura telefonica da operatore francese su tutta la cresta.


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Il canale della Maledia risulta ancora percorribile con picca e ramponi molto presto. Cresta molto bella e appagante, roccia buona e solida.
Ringrazio i 3 Italiani che mi hanno fatto strada! La gita così per me è stata degna di quel nome!


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Via in ottime condizioni. Canalino della Maledia ancora innevato dall'attacco fino a 20 metri prima dell'uscita. Discesa effettuata per la via che sale dal Colle San Robert da cui si scende per sfasciumi i primi 20 - 30 m dopodiché si incontra la neve (picca e ramponi indispensabili). Noi abbiamo tenuto i ramponi anche nella parte intermedia senza neve in quanto la neve riprendeva da metà canale in giù (v. foto).
Confermo che non sono presenti rilevanti difficoltà. L'aspetto prevalente sono i passaggi in cresta molto aerei. Ci sono 4-5 punti dove occorre un po' di tecnica di progressione su roccia (max II+) ma su quasi tutta la via l'esposizione è notevole.
Partito in solitaria, incontro al rif. Pagarì Paola, Roberto e Stefano con i quali percorro la via e che ringrazio per l'ottima compagnia. La squadra è affiatata e la progressione ha un buon ritmo; in 3h30' siamo in vetta al Gelas.

Inserisco la traccia GPS


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Noi siamo arrivati dal Lago Bianco, oltre il quale neve continua fino al Passo della Maledia (ramponi utili ma non indispensabili). Cresta in perfette condizioni come la via normale di discesa, c'è solo un nevaio prima del Colle Saint Robert da attraversare. Canale Saint Robert con uscita già secca e interrotto a metà. Parte bassa e conca ancora ben innevati (ramponi e piccozza indispensabili). Dalla Forcella Roccati, dopo un primo tratto, pulito si può ancora scendere per neve 250 m stando tutto a sx.
Bella traversata, mai troppo difficile, ma spesso esposta e non sempre facilmente proteggibile dove conta più essere abituati al tipo di terreno che "avere il grado". I tratti più impegnativi: il camino per arrivare in vetta alla Borello, il tratto centrale della cresta est della Chiafrion (friend rosso incastrato), il tratto finale della cresta Chiafrion-Balcone. I tratti più belli (anche per la roccia): l'attacco della cresta est della Chiafrion e il tratto Balcone-Vetta. Non serve materiale specifico da roccia (bastano cordini, magari qualche friends), ma a inizio stagione portare picca e ramponi.
Noi, come ns abitudine, non avendo nulla da dimostrare agli altri e a noi stessi, l'abbiamo fatta in 2 gg, dormendo al Biv. Moncalieri (da dove volendo si può salire direttamente alla forcella Chiafrion e evitare la Borello). La vita e la montagna sono già spesso complicate da sole senza doverle complicare ulteriormente solo per far vedere agli altri quanto siamo "duri"...


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Splendida, panoramica cavalcata di cresta in ambiente superlativo! Abbastanza facile, in alcuni punti esposta ma sempre con buoni appigli per mani e piedi, la traversata offre all'alpinista divertimento a volontà! Roccia generalmente da buona a ottima. NB: Chicca: onde evitare di passare dal canalino della Maledia, è molto bello salire dal Pagari' sulla cresta appena sopra a destra (faccia a monte) del rifugio (PD-) e attaccare la traversata da li'.
Un grande grazie a Silvio e Aladar, ed un affettuoso saluto alle rappresentanze istituzionali dei comuni cuneesi incontrate al Pagari' (mo' per la metro vediamo;))


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Non abbiamo fatto la traversata integrale in quanto siamo saliti per il classico itinerario dal rifugio Soria risalendo il canale degli italiani. Abbiamo quindi attaccato la cresta dal balcone dei Gelas arrivando in cima e poi scendendo dalla parte opposta per rientrare dalla forcella Roccati. Il canale degli italiani senza neve presenta alcuni passaggi delicati, specialmente i primi 10 metri ripidi ed esposti, poi per speroncini e diedri sulla dx orografica del canale si arriva più facilmente al colletto. E' comunque sconsigliabile in quanto il canalino è pieno di sfasciumi. Da non fare se c'è già qualcuno davanti!!
Con Matteo partenza mattutina da casa. In salita abbiamo visto lo stato pietoso dei ghiacciai del Gelas e sopratutto il canale degli italiani completamente asciutto... ma la voglia di fare la traversata ci ha fatto salire lo stesso da questo versante. In ogni caso anche la discesa non ha nulla da invidiare alla salita in quanto molto interessante e lunga. Abbiamo trovato più neve sul percorso di discesa dove il canale che scende dalla cima di S.Robert è completamente innevato. Lungo e bellissimo giro rovinato solo da una caduta rovinosa di Matteo in pietraia che lo ha costretto ad una faticosa discesa, zoppicante e sanguinante... In salita, nella gorgia della Maura abbiamo incrociato un lupo a pochi metri da noi che è subito scappato...


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Traversata di grande soddisfazione, mai troppo impegnativa, effettuata il giorno seguente la salita ad anello della cresta Sud-Est della Maledia dal rifugio Pagarì. Problematica la discesa dal Gelas in quanto, con nebbia, non abbiamo imboccato la via giusta e ci siamo infilati nel canalone Nord del Gelas, "traditi" da un cavo metallico, da numerosi bolli gialli vecchi (che poi scompaiono) e all'inizio, da un sentiero ben marcato. Poi le cose sono peggiorate, con aumento della pendenza e dell'inconsistenza del terreno misto di rocce e terra. Non abbiamo voluto tornare indietro e ci siamo trovati in un imbuto-colatoio che ci ha portati sull'esangue e modestissimo (ma inclinato) ghiacciaio pensile della Maura. Da lì, dal suo estremo margine orientale, a monte, un sistema di cenge diagonale conduce al bacino del ghiacciaio di Siula, dove le difficoltà terminano. Percorso molto rischioso, assolutamente sconsigliabile.
Gita di Massimo e Luca


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Salito passando per il lago Bianco del Gelas e il ghiacciaio della Maledia (ai minimi termini).
Si fatica un po' ad individuare il camino di salita alla Borello, dopo di che non si può più sbagliare. Mai difficile ma mai banale, nel complesso roccia buona con qualche passaggio esposto. Neve assente su tutta la traversata.
Anche la discesa verso la Roccati non è da sottovalutare.
Con la discesa al Soria costituisce un anello di grande soddisfazione.
Un saluto ai simpatici francesi incontrati in cima.
Trovato un rampant Dynafit alla Forcella Chafrion, vedere la sezione "Oggetti smarriti".


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Bella,facile divertente e panoramicissima traversata di cresta che ha soddisfatto appieno entrambi. Vista Corsica dalla vetta. Mega anello a coronare una giornata dove tutto e' andato per il meglio con la sempre ottima compagnia di Paolo.

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Neve da circa 2100 in su, che rende un po' più faticosa la salita al rifugio. Ottima accoglienza e ottima cena (come sempre) al Pagarì, uno dei pochi rifugi delle nosre parti in cui si respira ancora l'atmosfera (genuina) tipica del rifugio. Al mattino partenza alle 5, per schivare la nuvolaglia ed il rischio di temporali pomeridiani promessi dai meteorologi. Ancora parecchia neve ma cresta pulita. Itinerario plaisir, semplice ma, allo stesso tempo, panoramico, divertente e situato in un ambiente isolato (solo gente sulla Maledia, per il resto tutto "nostro"). Dal Gelas scesi per il canalino est, poi per il Colletto Saint Robert e la Forcella Roccati. Nella Gorgia della Maura, per lingue di neve, si arriva a 10 minuti dal Soria, il che salva le ginocchia dalle pietraie. Un giro carino anche per l'anello che si compie. Con Manu.

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lunga e poco frequentata traversata di buon interessse alpinistico. Come scrive Scotto e come abbiamo fatto noi nel 2002, si puo raggiungere la cresta per il Ghiacciaio Nord del Gelas (35°) partendo dal rifugio Soria Ellena, direttamente al canale a sin. del Balcone del Gelas (non piu innevato, passati a sinistra su cenge rocciose). si affronta cosi' la 2nda parte della cresta. in discesa per la normale NordOvest neve durissima, fatto anche una doppia.
Carla si e' rivelata di una resistenza proverbiale: affaticati e , per evitare di schiantarci con l'auto!, abbiamo dormito ancora una notte al rifugio Soria. riparato il suo rampone sul pendio del ghiacciaio.


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  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: PD :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Varie
    quota partenza (m): 1213
    quota vetta (m): 3143
    dislivello complessivo (m): 2000

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